28 Giu 2006 @ 3:00 PM 


Un pericoloso carnivoro in divisa bruna nazionalsocialista e delle dimensioni del criminale di guerra Goering è stato finalmente abbattuto in Germania. L?orso eviterà così un severo processo per aver ucciso alcune pecore bavaresi. La pelle dell?orso è stata recapitata al cancelliere Angela Merkel che la indosserà a Monaco in occasione dell?Oktoberfest. Questa fine sia di monito ad ogni animale che voglia introdursi clandestinamente in Germania senza passaporto.C?è però chi è sempre pronto a giustificare l?efferatezza degli orsi. Pubblico malvolentieri la sua lettera.”Caro Beppe,ti scrivo per segnalarti l’ennesimo “atto di supremazia” da parte degli esseri umani nei confronti della natura che ci circonda.Questa volta però non è stato il Paese di Pulcinella a fornire lo spunto per le amare riflessioni che seguiranno, ma la grande Germania.Un orso bruno di due anni è stato abbattuto questa notte in Baviera, il plantigrado faceva parte di un ambizioso progetto italiano per la reintroduzione dell’orso bruno nelle Alpi centrali. Un progetto costoso che ha previsto la reintroduzione di questo animale autoctono ormai scomparso reintroducendo soggetti dai paesi limitrofi dove l’orso è ancora (per poco) presente. Il soggetto era tra l’altro uno dei figli di una coppia reintrodotta ed era quindi la prima flebile testimonianza della riuscita del progetto.La condanna a morte dell’animale è avvenuta al ritrovamento di diverse carcasse di pecore.Vista la rarità degli animali non c’era nessun pericolo per l’uomo, che da secoli convive con i plantigradi senza rompersi i coglioni a vicenda.La cosa più assurda è che era stato istituito un gruppo di cacciatori finlandesi, veterinari e cani addestrati per addormentarlo e trasferirlo in una zona più “sicura” ( sicura per lui visto il grilletto facile dei cacciatori teutonici), ma i killer sono arrivati prima ( mi chiedo che senso abbia far arrivare cacciatori superspecializzati per narcotizzarlo e in concomitanza cacciatori per ucciderlo).Ora con tutto il rispetto per le pecore, ma io dico non si poteva risarcire i pastori e trasferire questa povera bestia a rischio di estinzione nelle nostre zone? Come hanno fatto e stanno facendo per la reintroduzione del lupo nel Parco Nazionale d’Abruzzo? Ti manca una pecora? ecco 200 euro….cavolo te le do io! un lupo adulto e sessualmente attivo vale molto di più.Perchè una pecora ha un valore e la biodiversità no? A presto”.e poi i tedeschi ci ritengono pure un popolo inferiore… Beppe Grillo Stai attento che l’arte bavarese non risparmia neanche i grilli…

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 28 Giu 2006 @ 2:38 PM 


Il testo integrale della lettera inviata al Governo dai rappresentanti dell’industria culturale italiana

Al contrario di quanto scritto nelle nostre notizie di ieri, le associazioni rappresentanti l’industria culturale italiana non hanno risposto all’interrogazione parlamentare presentata dalll’On. Folena, ma avevano già scritto diversi giorni prima una lettera contestando la proposta di codice di Federcomin. Copia della lettera è stata inviata a Folena solo per informarlo delle loro posizioni.
Pubblichiamo oggi il testo integrale della lettera.

Stato di attuazione del “P@tto di Sanremo”
Premesso che
- a seguito delle conclusioni raggiunte dalla Commissione interministeriale sui contenuti digitali nell?era di internet, su invito del Ministero per l?Innovazione e le Tecnologie, del Ministero delle Comunicazioni e del Ministero per i beni e le attività culturali, le organizzazioni rappresentative dei fornitori di connettività, dei titolari dei diritti, delle società di produzione audiovisiva e gestori di piattaforme di distribuzione nonché alcune della aziende rappresentate il 2 marzo 2005 hanno sottoscritto le Linee Guida per l?adozione dei codici di condotta ed azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell?era di internet; in seguito diventate meglio note come “P@tto di Sanremo”;
- l?obiettivo di tale documento è quello di favorire la creazione di un ambiente digitale sicuro al fine di incoraggiare i titolari dei contenuti a mettere a disposizione del pubblico sulle reti telematiche il maggior numero possibile di opere nell?ambito di un mercato sostenibile per tutti i soggetti coinvolti;
- con decreto del 22 dicembre 2005 del Ministro per i beni e le attività culturale di intesa con la Presidenza del consiglio dei Ministri e di concerto con il Ministro per l?Innovazione e le Tecnologie e il Ministero delle Comunicazioni, allo scopo fondamentale di utilizzare la rete quale strumento per la diffusione della cultura e per promuovere lo sviluppo della produzione e della fruizione di contenuti digitale tutelando la proprietà intellettuale, è stato costituito un Gruppo di lavoro con il compito di predisporre tavoli tecnici appositamente costituiti nonché, attraverso l?analisi delle eventuali osservazioni degli altri soggetti interessati, codici di deontologia e di buona condotta per settori determinati nel rispetto della normativa interna e di quella comunitaria
- nell?ambito del Gruppo di lavoro, insediatosi presso il Ministero per i beni e le attività culturali ? Dipartimento Sport e Spettacolo, alcune delle organizzazioni firmatarie del P@tto di Sanremo hanno dato vita fra loro a un serrato confronto allo scopo di dare attuazione al P@tto di Sanremo;
- il 18 maggio 2006 la Federcomin, in nome e per conto delle associazioni @IIP e ASSTEL, ha elaborato e presentato il Codice di deontologia e di buona condotta dei fornitori di connettività, senza recepire, se non in minima parte, le indicazioni provenienti dai titolari dei diritti;
- nonostante gli strumenti normativi di cui negli ultimi anni l?ordinamento italiano si è dotato per la lotta e il contrasto ai diversi fenomeni di lesione dei diritti di autore e dei diritti connessi afferenti alle opere dell?ingegno create e pubblicate, ormai da molti mesi si assiste a un progressivo incremento dei predetti fenomeni di pirateria e contraffazione, soprattutto nell?ambito delle opere messe a disposizione sulla rete;
- l?incremento di contenuti digitali è in costante crescita e in diversi settori la distribuzione legale di opere tutelate da diritti d?autore è già una realtà consistente che necessita tuttavia, proprio perché in fase di espansione, una forte protezione dalla pirateria.

tutto ciò premesso, le sottoscritte associazioni

manifestano

la loro più profonda insoddisfazione per il contenuto del “Codice di deontologia e di buona condotta dei fornitori di connettività” elaborato da Federcomin, in nome e per conto delle associazioni @IIP e ASSTEL.
Tale documento risulta infatti incompatibile con la ratio e il contenuto del P@tto di Sanremo: stante il fatto che lo scopo fondamentale dichiarato di tale protocollo è quello di creare le condizioni per promuovere la disponibilità e l?utilizzo di contenuti digitali nella rete con il proposito di far sviluppare e crescere il mercato dei contenuti e incoraggiare lo sviluppo della cultura italiana, e che con la sottoscrizione del P@tto ci si è proposti di raggiungere tali risultati attraverso il confronto e la collaborazione di tutti gli attori del sistema, non può considerarsi adeguato strumento di azione realizzare un Codice di deontologia che in sostanza riproduce pedissequamente i principi programmatici del P@tto di Sanremo e il contenuto delle vigenti disposizioni di legge.
I principi programmatici devono essere declinati in modo preciso e funzionale ai risultati che ci si è impegnati a raggiungere. Limitarsi a riprodurre tali principi equivale in realtà a non attuarli affatto.
E? altrettanto inutile limitarsi a richiamare il contenuto delle disposizioni di legge che, in quanto vincolanti, devono essere rispettate indipendentemente da qualsiasi codice di autoregolamentazione. Va peraltro sottolineato che diversi passaggi del Codice tradiscono un?interpretazione di parte e decisamente restrittiva della norme di legge citate o riprodotte.
Un esempio per tutti: non è corretto sottolineare che l?art. 17 del D.Lgs 70/2003 non consente ai service provider di sorvegliare le informazioni e i dati trasmessi; un conto è infatti evidenziare che tali soggetti non sono investiti da tale obbligo di sorveglianza e un conto è sostenere che, ancorché in assenza di un vincolo di legge, nell?ambito dell?attuazione dei propositi di collaborazione con i titolari dei diritti, i service provider non possano attuare in alcun modo tale forma di controllo, basti osservare le condizioni contrattuali previste dai principali operatori che già prevedono misure quali la sospensione o la rescissione del contratto in presenza di comportamenti illeciti.
I contenuti e le procedure di approntamento del Codice non hanno tra l?altro rispettato la necessità, indicata dal citato decreto del 22 dicembre 2005, “di individuare le più opportune misure attuative dei predetti impegni [previsti dal P@tto di Sanremo] promuovendo la collaborazione tra i rappresentanti della categorie operanti nei settori interessati e di studiare soluzioni tecniche e giuridiche condivise dai suddetti operatori per la fruibilità delle opere dell?ingegno e per fornire agli utenti informazioni circa le regole da osservare per la loro utilizzazione”. Come indicato nelle premesse, le misure previste dal Codice non recepiscono infatti, se non in minima parte, le indicazioni e i suggerimenti dei titolari dei diritti.
Naturalmente non è intenzione delle sottoscritte associazioni contestare il diritto di terzi soggetti, nella fattispecie delle organizzazioni rappresentative dei fornitori di connettività, di darsi in tutta libertà un qualsiasi codice di autodisciplina. Quello che esse contestano è invece che sia possibile contraddistinguere il Codice in questione come espressione del P@tto di Sanremo, in quanto, come evidenziato, il primo non è per niente conforme al secondo.
Pertanto le organizzazioni che dovessero eventualmente aderire a tale Codice non potranno presentarlo in nessun modo come attuazione del P@tto di Sanremo.
Dal canto loro le sottoscritte associazioni non possono che rinnovare la loro volontà di tenere fede agli impegni asssunti e in particolare a quello, espresso al punto 11 lettera A) del P@tto di Sanremo, di incrementare il più possibile la quantità e la qualità dei contenuti digitali immessi in rete. In alcuni settori, come quello musicale, oggi, rispetto ad un anno fa, la distribuzione legale di musica rappresenta già il 6 % del totale del mercato discografico, con notevoli indici di crescita. Osservano solo che tale impegno è imprescindibile dall?esistenza di condizioni di sicurezza nella rete che consentano a tutti i produttori di contenuti di rendere realmente possibile la tutela dei contenuti e che tali condizioni, così come evidenziato anche di recente dalla Carta Europea sottoscritta a Cannes, si possono realizzare solo ed esclusivamente con un impegno sostanziale dei service provider e più in generale degli operatori di telecomunicazione.
16 giugno 2006

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 27 Giu 2006 @ 3:18 PM 


Contro un pubblico sempre meno Tv dipendente, perché stanco di vedere le solite cose, è nato negli Usa un nuovo e di certo originale gioco televisivo. Si chiama “Wheel of justice”, ossia “La ruota della giustizia” e, un po’ come “Chi l’ha visto”, trasmissione che permette di rintracciare persone scomparse, consente ai cittadini di segnalare pericolosi ricercati. Il quiz, che consente al telespettatore di guadagnare dei soldi, ha permesso alle autorità di arrestare ben 19 ricercati. A ideare il gioco è stata Deborah Dixon, una giornalista di Cincinnati, una delle città americane che vanta il numero più alto di furti e omicidi.
Come funziona il gioco televisivo
Nello studio televisivo è stata mondata una ruota colorata suddivisa in spicchi. Ad ognuno di questi, un po’ come succede nella ruota della fortuna, corrisponde una somma in denaro e una foto segnaletica di un criminale. La somma risulta essere più alta se il ricercato è potenzialmente pericoloso e se lo stesso ha già commesso reati particolarmente efferati.
L’iniziativa, che ha preso il via poco più di 5 mesi fa, ha visto cadere nella rete preparata dalla Dixon il rapinatore Lonnie Chenault, una 43enne da tempo braccato dalla polizia, e il pericoloso Darrell Varner, un pericoloso pluriomicida. A far scattare le manette attorno ai loro polsi la gente comune. Varner è stato incastrato dalla telefonata di un’anziana signora che aveva preso il bus assieme a lui: la donna ha intascato ben 800 dollari. Chenault, invece, si è costituito spontaneamente dopo aver visto la trasmissione televisiva.
“Ciò che fanno con questo programma – ha commentato Dwayne Wenninger, sceriffo della contea – è semplicemente fantastico. Rendono la gente partecipe della vita della società e ci danno una mano decisiva. A volte i fuggitivi sono a portata di mano, ma senza una segnalazione sarebbe difficile se non impossibile rintracciarli”. Ma più che per assolvere al proprio dovere di buon cittadino le persone parlano perché incentivate dalla possibilità di diventare una sorta di eroe per un giorno. “Mettiamo che una persona qualunque riesca a far catturare un omicida grazie alla sua segnalazione – ha spiegato Robert Thompson, professore di scienza della comunicazione presso la Syracuse University – oltre a vincere il premio diventa parte dello show. La molla principale è sempre la stessa: 15 minuti di fama fanno gola a tutti”.
Lo show del secolo o un ritorno alle regole del vecchio West?
Per alcuni il gioco ideato da Deborah non è lo show del secolo ma soltanto una banale versione moderna delle classiche locandine appese nei saloon. Nel vecchio West i volti dei ricercati venivano stampati sopra a delle locandine sotto alle quali veniva indicata l’ammontare della ricompensa per la cattura, magari con l’aggiunta “Vivo o morto”. Per Lou Strigari, un avvocato di Cincinnati lo show è invece “una prova di debolezza delle forze dell’ordine. Lo trovo brutto e imbarazzante”. Comunque sia lui stesso ritiene che la giornalista “ha avuto un’idea brillante, oltretutto legale”.
Visto il successo che la trasmissione sta riscuotendo il format televisivo potrebbe esser presto acquistato anche da altre città statunitensi interessate ad estirpare il marcio dalle strade.

La moda primavera-estate 2006 strizza l’occhio al vecchio west, e propone un ricco campionario di abiti e soprattutto accessori che rievocano scene epiche dei film di Sergio Leone.
Così, girando per le città, come un flashback, ritornano in mente le scene de “Il buono, il brutto e il cattivo” e “Per un pugno di dollari”, per non parlare poi dell’ultimo “Brokeback Mountain”.
Accessori come il classico cappello stetson a falde larghe, fino a qualche tempo fa relegato nell’universo kitsch, tornano prepotentemente attuali e perfettamente sdoganati.
Una passione per il vecchio west che si è subito diffusa tra i più importanti disegnatori di moda . Così, uno come Ralph Lauren, sempre molto upper class, ha appena aperto a New York due vintage store dove vende la sua linea omaggio ai cowboy.
Anche Marc Jacobs si è fatto un giro negli archivi della Wrangler dove ha scovato vecchi modelli da cowboy anni ’40 e ’50 ai quali si è ispirato nel realizzare la sua collezione estiva.
Sono stati contagiati da questa epidemia anche i fratelli Caten, anime creative del marchio Dsquared, che hanno proposto per questa stagione calda: gonne di jeans con piccole frange, salopette in pelle che ricordano gli antichi maniscalchi che si vedevano nei film western nonché gli immancabili stivaloni texani e il classico cappello modello stetson.
Tanti segnali che lasciano presagire un’estate animata da tanti cowboy e tante cowgirl.

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 26 Giu 2006 @ 10:57 PM 


Napoletano “Gli italiani fanno schifo e l’Italia fa schifo. Perché non vuole essere moderna e hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri”. Così l’eurodeputato del Carroccio Francesco Speroni commenta con il quotidiano online Affaritaliani.it la vittoria del ‘no’ al referendum costituzionale. “A questo punto non lo so che cosa farà la Lega e non mi auspico niente”. Molto deluso? “Diciamo incazzato nero”.
Speroni
E’ questa frase, detta ai suoi più stretti collaboratori, a fotografare la soddisfazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per due eventi: da un lato, l’alta affluenza al referendum sulla riforma costituzionale e, dall’altro, la vittoria degli Azzurri nella partita con l’Australia ai Mondiali di calcio. “Tutto bene oggi – ha detto il Capo dello Stato al suo staff – dall’alta partecipazione al referendum al risultato della Nazionale italiana al campionato mondiale di calcio”.

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 26 Giu 2006 @ 2:32 PM 


A tutti i cittadini di Larino

di FRANCESCO SABETTI ex Sindaco di Larino sfiduciato- Conclusa la tornata elettorale delle provinciali, si è aperta ora la stagione delle riflessioni, dei commenti e, non ultima, anche quella della corsa per conquistarsi un posto nel futuro consiglio regionale.

A Larino in particolare, le ultime competizioni non hanno inciso unicamente sulle elezioni dei consiglieri provinciali, ma hanno invece rappresentato un vero e proprio test per la determinazione dei futuri equilibri politici e una sorta di banco di prova per le prossime regionali. Purtroppo questo ha avuto una influenza negativa, perché non sono state prese in debita considerazione le aspettative e i legittimi interessi dei larinesi che, diversamente da quanto è accaduto, avrebbero potuto eleggere un congruo numero di rappresentanti in consiglio provinciale, se solo qualcuno avesse operato la saggia scelta di fare un passo indietro, come ha fatto Democrazia e Rinnovamento che, rinunziando alla presentazione del proprio simbolo e di propri candidati, è stata comunque determinante per l?elezione del dott. Franco Rainone. Il contributo del nostro movimento è stato notevole non solo in termini numerici ma anche in termini di elaborazione di un serio programma e di una seria proposta politica. Ancora una volta, con spirito di servizio, ci siamo messi a disposizione della collettività e la nostra decisione responsabile ha permesso l?elezione del consigliere Rainone, al quale formuliamo i migliori auguri di un lungo e proficuo lavoro teso a risolvere i problemi della comunità.Cogliamo pertanto l?occasione per ringraziare tutti i larinesi che hanno dato una risposta fortemente positiva e hanno creduto nella nostra proposta, che vuole essere anche un trampolino di lancio in vista delle future comunali, disapprovando invece il comportamento di chi riduce la politica ad un semplice “do ut des”. Questo modo di fare politica infatti, offende la dignità dei cittadini e suona come un ricatto nei riguardi dei più deboli e di chi si trova in condizioni disagiate.Al contrario Democrazia e Rinnovamento si è sforzata di parlare, dialogare con la gente e proporre un percorso per il raggiungimento di determinati obiettivi. Ha scommesso sulla capacità di recepire il suo messaggio da parte degli elettori, mostrando attenzione per le loro legittime aspettative di persone libere, orgogliose delle proprie idee e non succubi della politica clientelare. Per questo motivo diciamo ancora una volta: grazie.Ci sentiamo adesso ancora più stimolati nel continuare a perseguire un?azione politica che si è concretizzata anche nel rifiuto di candidature, incarichi e poltrone nell?esclusivo interesse del nostro territorio e nella nostra città.
Questa giunta provinciale non mi piace

di NICOLA ANACORETA* attuale Sindaco di Larino in odore di beatificazione – Come dirigente del partito dell?Italia dei Valori esprimo l?umiliazione del partito per il modo in cui è stata composta la nuova giunta provinciale. La mia idea era quella di concedere a tutti i partiti della coalizione un assessorato, un?idea che andava benissimo anche agli altri dirigenti del partito e non solo. Ma questa idea evidentemente non è piaciuta e le cose, come tutti sanno sono andata in maniera diversa.

Al riguardo mi sento di dire che se si doveva comporre l?esecutivo provinciale in funzione dei numeri ebbene l?Italia dei Valori avrebbe dovuto avere due assessori e non uno come in realtà è stato fatto. E? mancato il rispetto per il nostro partito in funzione dell?asse egemone costituito dal binomio Margherita – Democratici di Sinistra. Con la prima formazione politica che ha avuto tre assessori a fronte del solo consigliere in più rispetto ai nostri e i Democratici che non solo hanno come loro rappresentante lo stesso presidente dell?Ente di Via Roma ma hanno addirittura ottenuto due assessorati nonostante avessero lo stesso numero di consiglieri nostro. Questo non è uno spirito di coalizione e non si capiscono quali criteri siano stati seguiti per giungere alla composizione dell?esecutivo. Anzi assomiglia ai metodi che appartengono al centro destra: la sopraffazione e il fagocitare gli altri non ci appartiene ed è incomprensibile che tutto questo accada nel centro sinistra.Se come dirigente dell?Italia dei Valori ho espresso il mio disappunto per una simile scelta, come sindaco di Larino, in primis sono dispiaciuto del fatto che, la mancata nomina di due assessori al mio partito ha escluso che entrasse in consiglio l?assessore Antonio Di Bello che sta facendo tanto e bene in città nel delicato settore della ricostruzione post sisma. In secondo luogo, come primo cittadino di questa comunità, voglio esprimere anche gli auguri al neo assessore provinciale Franco Rainone sperando che possa nascere con lui un proficuo rapporto istituzionale che si possa ripercuotere positivamente per la comunità che modestamente mi onoro di rappresentare. *Sindaco di Larino – Dirigente Italia dei Valori
‘Buco nero’, cosa c’entra il sindaco di Larino?

Dopo i gravi fatti di cronaca degli ultimi giorni, dove è finalmente venuto alla luce l?intreccio tra politica, sanità e malaffare, il Circolo della Rifondazione Comunista di Larino sente il dovere di esprimersi sulla questione, rispettando naturalmente il corso ed i tempi delle indagini giudiziarie che potrebbero (come si lascia intendere) portare a nuovi sviluppi.

Noi crediamo e avremmo voluto che l?incontro tra amministrazione comunale e cittadini fissato per sabato 4/2/2006, relativo al lavoro svolto in questo triennio di governo di ?centrosinistra?, andava colto soprattutto per discutere della vicenda che vede coinvolto anche il sindaco Nicola Anacoreta. Siamo convinti che sia stata un?altra occasione persa da parte di chi governa questo paese.Una voce che tranquillizzasse i cittadini, già provati da un terremoto non ancora dimenticato e da crisi amministrative, non si è infatti levata pubblicamente da nessun amministratore e sfiducia e rabbia serpeggiano ora tra la gente.Come forza politica e soprattutto come cittadini di Larino chiediamo all?amministrazione comunale un incontro pubblico, dove qualcuno ci dica che l?attuale classe politica che governa questo paese è al di fuori dagli scandali che offendono la dignità della maggior parte della gente onesta, che vive del proprio, onesto lavoro.Certi che nessuno può essere considerato colpevole fino a sentenza definitiva di condanna, attendiamo fiduciosi una risposta alle richieste, legittime, del partito della Rifondazione Comunista di Larino.Il Circolo della Rifondazione Comunista di Larino
Larino: incarichi professionali, interrogazione al sindaco

Affidamento di incarichi professionali al Comune di Larino, il consigliere comunale di “Democrazia e Rinnovamento”, Gaetano Ricci ha presentato una interrogazione con risposta scritta al sindaco Anacoreta sollevando una serie di perplessità sull’attività dell’Amministrazione comunale.

Al Signor Sindaco del Comune di LarinoOggetto:Interrogazione con risposta scrittaIl sottoscritto consigliere comunale, ai sensi dell?art.25 del vigente regolamento comunale, considerati gli orientamenti dottrinari e gli interventi della magistratura degli ultimi anni, nonché le modifiche apportate dalla Legge Comunitaria 2004 e le determinazioni dell?Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici, chiede di sapere:1. se codesta amministrazione ha elaborato un sistema per l?affidamento di incarichi professionali inferiori a 100.000 euro che tenga conto dei criteri di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza;2. se questo sistema allorché elaborato contenga criteri che siano in linea con gli strumenti, le modalità operative o più in generale con gli indirizzi indicati nelle determinazioni delle autorità per la vigilanza sui lavori pubblici e più in particolare, da ultimo, nella determinazione n.1 del 19 gennaio 2006;3. se tale sistema di affidamento sia in qualche modo estrinsecato in una procedura scritta o lasciata alla libertà del responsabile del procedimento quale soggetto attraverso il quale la stazione appaltante deve affidare incarico;4. se in tale ultimo caso l?amministrazione è a conoscenza degli strumenti attraverso i quali il responsabile del procedimento attesta il rispetto dei sopra citati principi come risulta ad esempio da attestazione del Responsabile del servizio LL.PP Programmazione rilasciata in data 13 giugno 2005 e allegata alla Delibera di G.C. n.189 del 14 giugno 2005;oppure al contrario5. se invece è vero che i criteri oggi utilizzati siano quelli dichiarati dall?Assessore Dott. Alfredo Puntillo nell?articolo di giornale apparso sul Quotidiano del Molise del 28 Febbraio 2006 e perciò quelli della ?fiducia? (criterio abrogato dalla Legge Comunitaria 2004 visto che in merito la commissione UE aveva censurato il richiamo dell?ordinamento italiano al principio di fiduciarietà, ritenuto in contrasto con i principi comunitari di concorrenza e trasparenza negli appalti pubblici) e quello della appartenenza del professionista al territorio (in palese contrasto con il principio della non discriminazione).Larino 02 marzo 2006Il Consigliere comunale di Democrazia e RinnovamentoGaetano Ricci
Socialisti del Molise rispondono al sindaco di Larino Anacoreta

L?analisi del voto sembra non essere materia del sindaco Anacoreta che con respiro rantoloso cerca di dare una giustificazione della disfatta a cui ha portato il suo partito nelle competizioni provinciali appena svolte.

Se fosse un osservatore un po? più attento si sarebbe reso conto che i voti riportati dalle due coalizioni di centrosinistra e centrodestra sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto alle precedenti amministrative, e che i cittadini di Larino hanno voluto premiare l?impegno di Rainone e dei Socialisti del Molise giudicando scadente l?operato del primo cittadino.Evidentemente il ?sistema Anacoreta? che, come altri in questi tempi, comincia a venire alla luce, è stato giudicato negativamente dai Larinesi preferendo l?impegno politico e l?onestà di Rainone e dei Socialisti del Molise.L?inqualificabile tentativo di Anacoreta di delegittimare la volontà popolare denota la sua totale mancanza di rispetto della volontà dei cittadini di Larino che hanno individuato in altri i propri rappresentanti.Le ?voci insistenti? che il sindaco sente in giro su ?accordi? e future ?liste civiche?sono in realtà echi lontani sempre presenti che cantano il suo ?de profundis?.Alla luce delle sue esternazioni siamo noi Socialisti del Molise che chiediamo se il sindaco Anacoreta fa parte del centrosinistra visto che con il suo comportamento irresponsabile durante tutto il suo mandato ha screditato non solo la comunità larinese ma tutto il centrosinistra molisano rischiando di creare un danno elettorale all?intera coalizione.Preghiamo, infine, il Sindaco Anacoreta di fare attenzione a parlare così spavaldamente di onestà che è una preziosa virtù di pochi.Il Segretario Cittadino Luigi Berchicci

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 25 Giu 2006 @ 4:44 PM 


Rete Atelier Molise è un?invenzione di Luigi Mastrangelo. Una sorta di Museo diffuso delle arti contemporanee che si infila nelle maglie del territorio e lo trasforma in valori culturali. Ernesto Saquella, con ?L?eroe dentro di noi? ripropone il suo tema costantemente coerente dell?archetipo, attraverso opere eccezionali all?insegna della qualità profonda veicolata dall?artista e offerta al pubblico. (F.To Bario)

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 24 Giu 2006 @ 12:04 AM 


REPUBBLICA.IT
Le intercettazioni rivelano il carattere e il comportamento di Vittorio Emanuele
e dei suoi soci: “Speriamo ci siano belle bambine, così le…”
Quei soldi in busta per il principe
“Un’abitudine per lui delinquere”
Al complice diceva: “Sono potente, chi mi ostacola è finito”

dai nostri inviati DARIO DEL PORTO e CRISTINA ZAGARIA

Vittorio Emanuele di Savoia
POTENZA – Lo hanno fotografato mentre riceveva una busta, secondo l’accusa piena di soldi frutto di un affare illecito. Lo hanno intercettato mentre discuteva, al telefono, di operazioni finanziarie ritenute sospette. Ma lo hanno anche ascoltato mentre si lasciava andare a giudizi grevi sugli italiani, il popolo del quale pure avrebbe voluto diventare re. E mentre con il suo segretario parlava di “pacco” riferendosi a una ragazza “bruna e bellissima”.

In oltre duemila pagine, il pm Henry John Woodcock e il gip Alberto Iannuzzi hanno sintetizzato le accuse nei confronti del principe Vittorio Emanuele di Savoia e degli altri protagonisti dell’inchiesta di Potenza. Con una precisazione: l’arresto si è reso necessario per evitare “il pericolo di fuga”, stante la sua “palese ed indomabile tendenza a delinquere ed a sottrarsi ai rigori della legge”.

Il principe, secondo i magistrati, faceva parte di una vera e propria “holding del malaffare impegnata nel settore del gioco d’azzardo fuorilegge, in particolare attiva nel cosiddetto mercato illegale dei nullaosta”. Al telefono, Vittorio Emanuele viene spesso chiamato “il capo” oppure “il gran capo”. Ha amicizie influenti con esponenti politici italiani e di tutto il mondo, come peraltro naturale per l’erede di una casa reale, e anche in Libia, dove avrebbe trattato con la famiglia del leader locale Gheddafi per l’apertura di casinò e sale da gioco.

Proprio il paese nordafricano – scrive il gip – potrebbe costituire un rifugio sicuro per l’indagato in fuga”. Nell’inchiesta emergono inoltre spunti anche per altre vicende ancora opache, come il “Laziogate”.

LAZIOGATE
“La Mussolini è fuori, sono stato io”

Dalle intercettazioni realizzate nei confronti di Salvatore Sottile, il portavoce di An finito agli arresti domiciliari, vengono registrati elementi sulla intricata vicenda della esclusione della lista di “Alternativa sociale”, facente capo ad Alessandra Mussolini, dalle elezioni regionali del Lazio del 2005. L’ex consigliere comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma confida, il 12 marzo 2005, solo poche ore prima che le agenzie battessero la notizia della esclusione della lista, di essersi procurato 1300 schede anagrafiche del Comune violando, con l’aiuto di hacker, il sistema informativo dell’amministrazione capitolina. Gli atti saranno acquisiti dal procuratore aggiunto di Roma, Italo Ormanni, che indaga sul caso. Ecco alcuni stralci della conversazione.

Schiuma: “Gli ho portato 1300 schede anagrafiche del Comune di Roma che ho preso in maniera piratesca”.
Sottile: “Eh, Eh”.
Schiuma: “Però non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede”.
Sottile: “Ah”.
Schiuma: “Alias con il computer”.
Sottile: “Ah, vabbé”.
Schiuma: “Un pirata, ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto”.

BUSINESS
“Porto io diecimila euro al principe”

Uno delle operazioni finanziarie al centro dell’inchiesta riguarda il rilascio, da parte dei Monopoli di Stato, di 400 nulla osta per macchinette da videopoker. Affare ritenuto dai magistrati sospetto, e a fronte del quale, si evince dalle intercettazioni, il principe Vittorio Emanuele avrebbe ricevuto una somma di diecimila euro. L’indagato messinese Rocco Migliardi parla con l’imprenditore veneziano Ugo Bonazza il 3 marzo 2005.

Migliardi: “Glielo dici al principe che gli porto diecimila euro per come siamo?”
Bonazza: “Sì, sì, vai tranquillo”.

VIDEOPOKER
“In questo campo nessuno è pulito”

Un’altra conversazione, intercorsa tra Bonazza e Vittorio Emanuele viene interpretata dai magistrati come indice della consapevolezza, da parte degli indagati, della illiceità dell’affare videopoker.

Bonazza: “In questo ambiente, principe, nessuno è pulito, diciamocelo. Ha già capito, no?”
Vittorio Emanuele: (ride)

AFFILIAZIONE
“Losche figure negli ordini sabaudi”

Secondo il gip, l’adesione di alcuni degli indagati “a uno degli ordini dinastici sabaudi, dei quali Vittorio Emanuele è Gran Maestro costituisce occasione e fattore aggiuntivo di coesione e affiatamento”. Nell’inchiesta compaiono riferimenti all’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Organizzazione benefica, che però il giudice definisce “utilizzata per reclutare, tra l’altro loschi e discutibili personaggi”.

BENEFICENZA
“Speriamo che ci siano belle bambine”

Il giudice definisce “quanto mai sconcertante e inquietante, nonché emblematico della personalità degli interlocutori”, il passaggio di una conversazione tra Vittorio Emanuele e il suo segretario particolare Gian Nicolino Narducci del 15 settembre 2005. I due “commentano in termini oggettivamente raccapriccianti”, scrive il gip, l’invito a una manifestazione organizzata per raccogliere fondi a favore di un’associazione milanese che presta assistenza a minori vittime di abusi e violenze sessuali.

Narducci: “Speriamo che ci siano delle belle bambine, così le…”
Vittorio Emanuele: “Subito, sì”, urlando.
Narducci: (ride)
Vittorio Emanuele: “Che bello, allora sono proprio contento perché tutto andrà bene e farà bel tempo”.

INSULTI
“La Sgrena? E’ tutta colpa sua”

In un’altra conversazione, intercettata il 7 marzo 2005, Narducci e Savoia discutono della sparatoria che, in Iraq, costò la vita al funzionario dei servivi segreti Nicola Calidari, che stava conducendo in salvo la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena. Anche in questo caso, il gup rimarca i “toni grevi e insultanti” usati dai due interlocutori.

Vittorio Emanuele: “E’ meglio che non si faccia vedere in giro”.
Narducci: “Chi è?”
Vittorio Emanuele: “Quella m… che ha fatto morire il nostro capo dei servizi segreti”.
Narducci: “Quella è una comunista di m…”.

NOVELLA 2000
Il biglietto al direttore: “Sei morto”

Vittorio Emanuele di Savoia deve rispondere anche di un episodio di minacce nei confronti del direttore del settimanale “Novella 2000″, Luciano Regolo, al quale fu inviato un biglietto intimidatorio, con su scritto “Sei morto”, dopo alcuni articoli ritenuti sgraditi. In una telefonata del 23 marzo scorso, il principe si rivolge a uno dei coindagati, Umberto Bonazza, per chiedergli di interessare della questione Rocco Migliardi (altro protagonista dell’inchiesta).

Vittorio Emanuele: “Bisogna dire al nostro amico Migliardi…. Regolo, Regolo, il giornalista ci dà molto fastidio”.
Bonazza: “Mi dice a voce… ok ho capito va bene”.
Vittorio Emanuele: “Molto, molto fastidio… gliele dica due parole”.

INTERCETTAZIONI
“Ho il telefonino più ascoltato d’Italia”

Nella stessa conversazione il principe si raccomanda con il suo interlocutore di non cercarlo al cellulare.

Vittorio Emanuele: “Mi raccomando, per piacere, i telefonini”.
Bonazza: “Sì, sì, sì”.
Vittorio Emanuele: “Lei mi deve chiamare in ufficio o casa. Perché si ricordi che il mio telefonino è il più ascoltato d’Italia”.
Bonazza: “Ho capito, è normale perché lei è una persona importante”.

TRUFFE
“Acqua e zucchero nelle flebo per il terzo mondo”

Il giudice definisce “emblematica della propensione criminale” di Vittorio Emanuele e di Narducci una telefonata dove quest’ultimo viene contattato da un avvocato, non indagato, che gli chiede di far da tramite tra il principe e alcuni clienti del legale disposti a spendere cifre rilevanti per acquistare medicinali da destinare all’Eritrea. Operazione che i magistrati definiscono “dalle connotazioni assai dubbie e sicuramente truffaldina”.

Avvocato: “E’ roba per il terzo mondo, per cui non dico roba tarocca ma di basso costo, in barba a qualsiasi brevetto”.
Narducci: “Ecco per esempio abbiamo un’azienda legata al principe che fa anche le flebo”.
Avvocato: “Tieni conto che deve essere roba di bassissimo costo perché è per il terzo mondo”.
Narducci: “Bassissimo costo, è acqua e zucchero”.

Il segretario del principe fa riferimento a un’azienda legata a Savoia che lavora in Bulgaria e ha aperto anche in Giordania. La vicenda dell’operazione legata ai medicinali viene chiosata con durezza dal giudice: “Appare emblematica degli interessi e delle disponibilità finanziarie di Vittorio Emanuele, distribuiti in tutto il mondo, nonché della pericolosità e della inclinazione criminale del principe, per la verità di animo poco nobile”.

INFLUENZA
“In Italia sono diventato molto potente”

La rete di relazioni istituzionali di Vittorio Emanuele di Savoia è molto fitta e abbraccia tutto il mondo. Ma a poco più di tre anni dal suo rientro in Italia dopo la fine dell’esilio, il principe sostiene con Narducci di essere diventato molto influente anche nel suo paese d’origine.

Vittorio Emanuele: “Guardi che io adesso sono diventato molto potente in Italia, molto più di quel che credevo. Adesso faccio il c.. a tutti quelli che mi rompono i co.. O si fila come dico io oppure quello che sgarra fuori, capito”.

(WWW.REPUBBLICA.IT 18 giugno 2006)

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 24 Giu 2006 @ 12:04 AM

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 23 Giu 2006 @ 1:45 PM 


Ecco cosa vogliono cambiare della Costituzione di CATERINA SOTTILE -

L’idea di mettere le mani sulla Carta Costituzionale che ha determinato l’intero processo storico, politico, sociale ed economico del nostro difficile Paese procura una diffidenza sorda, una sorta di istinto materno per un doento legislativo che è di fatto la nostra identità, l’orma visibile di una lunga e faticosissima scalata su per la nostra storia contemporanea.

I cambiamenti in discussione riguardano alcuni punti fondamentali: la Devolution (ART. 117), l’introduzione di un Premier direttamente eletto dal popolo e con poteri simili a quelli dei Presidenti americani (Artt. 92-96), le modifiche sulle designazioni degli incarichi per la Corte Costituzionale (ART. 135). “Io sono conservatore in un Paese che non ha nulla da conservare”, diceva Leo Longanesi. E’ lo stesso bischeraccio che si permetteva di affermare: “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee”. Certi impeti di innovazione hanno facce poco credibili, o forse, hanno moventi strumentali che sminuiscono la fatica con cui siamo arrivati fino a qui. Le modifiche più eclatanti su cui dovremo dire SI oppure NO il prossimo 25 Giugno riguardano la devolution: si prevede la riscrittura dell?articolo 117, comma 4: ?Spetta alle regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:a.assistenza e organizzazione sanitaria;b.organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l´autonomia delle istituzioni scolastiche; c.definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione; d.polizia amministrativa regionale e locale; e. ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato?. (Art. 39 Riforma). Secondo il Comitato per il NO questa formulazione coinvolge materie relative a ?diritti fondamentali? come la salute, l?istruzione e la sicurezza. Per tali diritti le prestazioni garantite non possono essere diverse da regione a regione perché si violerebbe il principio di uguaglianza sancito dall?articolo 3 della Costituzione e dall?art. 117, secondo comma, lett. m) della Costituzione (determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale).La ?devolution? prevista dalla riforma smantella l?universalità dei diritti fondamentali, esaspera le disparità fra Nord e Sud, fra zone ricche e zone povere del Paese. Inoltre potrebbe avere influenza sulla situazione dei dipendenti pubblici dei settori interessati per i riflessi sulla legislazione del lavoro pubblico e per il rischio di una possibile messa in discussione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Contrariamente a quanto affermano i sostenitori di questa riforma si finisce in tal modo per ledere anche la Prima parte della Costituzione e il ripristino del c.d. interesse nazionale (artt. 14 e 41 Riforma) da essi sbandierato risulta del tutto ininfluente ai fini dell?uniformità dei diritti.Altro argomento centrale della riforma su cui dovremo esprimerci con il referendum é l’introduzione di una figura istituzionale estranea alla nostra cultura politica: il Primo ministro scelto direttamente dagli elettori (art. 30 Riforma) e sostanzialmente inamovibile.Il Primo ministro ?determina? (e non più ?dirige?) la politica generale del governo e ne è responsabile (Art. 33 Riforma), nomina e revoca i ministri, che secondo la Costituzione vigente sono nominati dal Capo dello Stato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri (art. 92, Costituzione).La sfiducia al Premier comporterebbe lo scioglimento della Camera, salvo che in un caso molto improbabile: che un numero altissimo dei deputati della maggioranza, almeno 316, concordino sul nome del suo successore (per esempio nel caso dell?attuale maggioranza dell?Unione dovrebbe trattarsi di 316 dep. su 348). Analogamente la Camera viene sciolta se la mozione di sfiducia è respinta con il voto determinante di deputati dell?opposizione.Sempre secondo il Comitato per il NO si tratta di un Primo ministro che è stato definito ?assoluto? perché possiede poteri immensi quali non esistono in nessuno Stato democratico, né esiste la sfiducia costruttiva limitata alla sola maggioranza parlamentare. Questo premier avrebbe i poteri del Presidente degli U.S.A., del premier britannico e del cancelliere tedesco, ma non incontrerebbe nessuno dei limiti e dei contrappesi che rendono democratici quei sistemi. La figura del premier viene rafforzata a discapito delle prerogative del Presidente della Repubblica e della Camera dei deputati. Viene così a mancare la garanzia dell?esercizio equilibrato dei poteri.Più complesso e più difficile da spiegare ai non addetti ai lavori è il “lifting” radicale della Corte costituzionale: rimarrebbero i 15 giudici, ma cambiano gli equilibri all?interno di questa composizione.Oggi, a Costituzione vigente, i giudici sono scelti, per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature, ordinaria e amministrativa.Con la riforma il Presidente della Repubblica ne nominerebbe 4, così come le magistrature, mentre ben 7 sarebbero scelti dal Parlamento (3 dalla Camera e 4 dal Senato federale). Passano dunque da 5 a 7 i giudici di nomina parlamentare, con un conseguente aumento del tasso di politicizzazione della Corte. Piero Calamandrei pronunciò un discorso algi studenti di Milano, nel 1955 che forse vale la pena rileggere. –>La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l?impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l?indifferenza alla politica. È un po? una malattia dei giovani l?indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n?importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l?oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l?altro stava sul ponte e si accorgeva che c?era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino ipaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz?ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn?è mica mio!». Questo è l?indifferentismo alla politica.È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c?è, si vive in regime di libertà. C?è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l?aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent?anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell?Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c?è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sepere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane… E quando io leggo nell?art. 2: «l?adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell?art. 11: «L?Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini! O quando io leggo nell?art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour! O quando io leggo nell?art. 5: «La Repubbllica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo! O quando nell?art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l?ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi! E quando leggo nell?art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani… Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa cartra. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamenteo di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.( Caterina Sottile)

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 23 Giu 2006 @ 01:45 PM

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 22 Giu 2006 @ 9:42 PM 


sai come sta l’italia?, Ma sai, è di buona costituzione. in passato ci sono stati dei virus che hanno tentato di farla ammalare, ma adesso, il duttor ha tovato la cura per rimetterla in forza come prima…

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 22 Giu 2006 @ 09:42 PM

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 22 Giu 2006 @ 8:57 PM 


non se ne può più di quest’italia che perde sempre, adesso anche esclusa dai mondiali. e poi quel buffon che va in porta avversaria a parare i nostri tiri. ma è per caso impazzita….

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 22 Giu 2006 @ 08:57 PM

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