
prima e dopo….quale sfera si preferisce

le immagini sono magiche….basta saperle vedere…

si sa che prima di pensare qualcosa il pensiero è preesistente alla presa di coscienza della sua esistenza, un po’ come la nascita di un essere, prima di esserci non c’è, ma comunque, in qualche modo, c’è già. è la consapevolezza di essere qualcosa che esiste oltre la nostra volontà di farla esistere, la bellezza di vivere…

ragazzi, ma non vi siete ancora stancati di farci stare in pena?
se i vostri genitori hanno dei problemi seri di comunciazione, aiutateli a trovare un modo per farmi stare decentemente al mondo. noi siamo con voi. tutti gli italiani sono sempre dalla parte dei ragazzi.

aveva bevuto quello del blog ;P
avevamo bevuto quello del blog ;P
avevate bevuto quello del blog ;P
avevano bevuto quello del blog ;P
avevo bevuto quello del blog ;P
se i gorilla diventa pennuti, tutto è possibile, meglio ancora, tutto è possibile nei blog

tutte le donne sono belle, anche quelle brutte, recita un testo in un bolg. si è vero tutte le donne sono belle sempre, in ogni tempo e in ogni spazio.

Dopo nove giorni di indagini gli inquirenti tendono ad escludere la pista del delitto o della disgrazia. Una nuova ipotesi prende invece piede. Francesco e Salvatore, i due fratellini di 13 e 11 anni scomparsi lo scorso 5 giugno a Gravina in Puglia, in provincia di Bari, potrebbero esser stati rapiti o comunque potrebbero essersi allontanati da casa assieme a un adulto. Gli inquirenti non escludono tuttavia altre possibili piste. In particolare, fonti non ufficiali sostengono che i bambini sarebbero vivi e nascosti dalla madre in una masseria nelle campagne di Santeramo in Colle.
L’unica certezza per il momento risulta tuttavia il fatto che Rosa Carlucci, la madre dei due fratellini, è stata condotta al Commissariato della cittadina pugliese da un’auto civetta della Polizia. Nei giorni scorsi, solitamente, era la donna che si recava in Commissariato da Santeramo in Colle, dove risiede, accompagnata dal convivente. Nel commissariato di Gravina è arrivato anche Carlo Bui dell’Unità Analisi Crimine Violento (Uacv) della Polizia di Stato di Roma. Poco dopo è giunto anche il capo della Squadra mobile della Questura, Luigi Liguori e il pm Antonino Lupo. La donna è stata interrogata dal pm per sei ore e mezzo. Ascoltati anche il suo conviente sessantenne, la nonna e una zia paterna dei ragazzini. Ascoltato nella notte il padre di Francesco e Salvatore. Nel registro degli indagati non è stato iscritto nessun nome. Il pm Antonino Lupo ha voluto sottolineare questo particolare: “Non c’è nessun fermo”.
Sull’esito dell’interrogatorio è buio fitto. Si sa solo che sono stati ascoltati come testimoni, quindi non sono assistiti da un avvocato perché nei loro confronti non vengono al momento formalmente ipotizzati reati. Proprio di ipotesi di reato ha parlato per la prima volta il procuratore reggente del Tribunale di Bari, Giuseppe Carabba, rompendo la consegna del silenzio.

MARZULLISMO DI PERIFERIA
A fronte di questa intervista, ci sono su internet decine e decine di pagine di riconoscimenti per Gigi Marzullo. Ma naturalmente a Tuono fa piacere metterci questa, così fa più bella figura. Ma non è questo il punto. O Gigi Marzullo o Topo Gigio quel libro gira l’Italia e piace alla gente comune a fronte di centinaia di carta straccia molisana osannata dagli intellettuali alla ?Caterina? per capirci. Mamma mia quanta pochezza, mammia mia quanto è difficile ingoiare il boccone amaro “manuela”: non è di sinistra, non veste come i figli dei fiori, non si atteggia a intellettuale dell?Arci di una volta ma ha scritto più e meglio di tutti voi messi insieme.
ps per Tuono. Marzullo non è nessuno, solo il responsabile raccomandato della cultura di rai uno. Tu chi sei?
utente anonimo
14 Giugno 2006 – 08:32
??????????????????????
Gigi Marzullo è persona mite e simpatica, e per ciò che mi riguarda può fare anche il direttore della Rai, o il ministro della cultura. Ma solo un perfetto sprovveduto può allegare Marzullo come titolo di credito per un?opera letteraria, o artistica di qualsiasi genere, senza sapere che rende un pessimo servizio tanto a Marzullo tanto all?opera in questione. Per ragioni che non vale neppure la pena di riassumere. Per ragioni, anzi, che faremo riassumere ad Aldo Grasso, il grande estimatore, se non proprio lo scopritore di Telemolise per quanto riguarda il panorama nazionale. Salvo che Aldo Grasso non debba essere considerato una grossa autorità a fasi alterne: grande esperto, cioè, quando parla di Telemolise, e incompetente quando parla di Marzullo.
Sui toni dei messaggi di certi ammiratori di Manuela Petescia, poi (?ma tu chi sei?, ?sparatevi?, ?andate a studiare?, ?pezzenti?, ?morti di fame? ecc.), lasceremo perdere anche questa volta, perché con il tempo si impara a conoscere ed apprezzare le incomparabili qualità della pazienza.
ALDO GRASSO
Il fattore Marzullo
Ci mancava anche questa: che il presidente della Rai si dimettesse per colpa di Gigi Marzullo. Che cosa ha fatto, l?ha incontrata in corridoio e le ha posto una delle sue micidiali domande? «Lucia, la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?» oppure «C?è un sogno che Lucia Annunziata augura a Lucia Annunziata?» oppure «Presidente, si faccia una domanda e si dia una risposta».
Le cose non sono andate proprio così, ma quasi. L?Annunziata non si è dimessa per Marzullo ma per il marzullismo.
Nel pacchetto delle nomine che il direttore Flavio Cattaneo voleva frettolosamente far passare c?è infatti anche il nome di Gigi Marzullo, suo amico e sodale nelle notti romane: gli sarebbe toccata in sorte la vicedirezione di Raiuno.
Perché stupirsi? Da un po? di tempo, Marzullo è la misura di molte cose, il centro dell?universo televisivo postmoderno.
Non c?è trasmissione ufficiale che non lo veda cerimoniere, non c?è personaggio importante che non ceda alle lusinghe delle sue domande.
Marzullo è un massimalista del banale. Come un ragno che tesse trame di insensatezza, si è costruito la sua invitante nicchia. Le prede soccombono con la medesima voluttà con cui l?insetto cerca il vischio dolciastro della carta moschicida e, siano esse premi Nobel o sciampiste, vi si impigliano con goffaggine. Tutti accettano l?ospitalità di Marzullo perché pensano sia solo uno stordimento leggero, un cioccolatino di ovvietà, una tintura di gloria. E non si accorgono invece del marzullismo in cui precipitano.
Il marzullismo è fenomeno degno della massima attenzione. Si diffonde come la gramigna, si posa sulle bocche di noti intrattenitori e sulla labbra di affascinanti salottiere, non disdegna la penna di sociologi e opinionisti.
La banalità procede con sorda determinazione, esibisce un?arroganza difficile da contrastare, specie in tv. Eppure fa audience, crea proseliti, raccoglie sostenitori.
Ha un solo difetto: nessuno vuole prestarle un volto, regalarle una fisionomia, accordarle fattezze riconoscibili: tutti meno uno. Fra i conduttori che ebbero il gusto e il genio della provocazione, un posto non trascurabile spetta all?avellinese. Elevando il minimo problema al rango del paradosso e alla dignità dello scandalo, doveva creare un?opera che non cessa di sedurci ed esasperarci: il suo compito è simile a quello di una levatrice che porta alla luce delle telecamere l?insulsaggine che è in noi.
Più entriamo in confidenza con il marzullismo più i nostri pensieri s?intorpidiscono; e quando per ridestarli, spegniamo il televisore, ci accorgiamo che la zona d?ombra avanza, garrula angoscia, callosità della mente. Anche per questo, una rassegnata Annunziata ha rassegnato le dimissioni.
(«Corriere della Sera», 5 maggio 2004)
Commenti
14 Giugno 2006 – 21:23
Qualcuno mi spiegherebbe come si fà a mettere le foto tra i commenti?
utente anonimo
14 Giugno 2006 – 22:17
Lasciate stare, con Tuono vi rompete le corna. L’unico risultato che ottenete è mettere in ridicolo la bella Manuela.
utente anonimo
15 Giugno 2006 – 08:04
Tu che sei bravo a trovare tutto su Internet, com’era quella domanda che Marzullo fece a Woody Allen, quando Woody Allen cominciò a ridergli in faccia? A Blob lo fecero vedere per un mese tutte le sere.
utente anonimo
15 Giugno 2006 – 08:46
Bravo Tuono, hai trovato un nuovo argomento di “massacro”. Il bello è che denigravi Donati per questo suo modo di fare, mi dispiace sei uguale. Che figura che fate, oltretutto. E non solo per il libro giudicato dalla critica positivamente, basta guardare su internet e trovare tutte le voci entusiastiche e non solo quella di Marzullo della quale in verità non c’è traccia (non vorrei che ve lo foste inventato), ma perchè come al solito giudizi personali, rancorosi, stupidi non fanno bella mostra di sè soprattutto quando coinvolgono una persona che OBIETTIVAMENTE e non per giudizio mio o di qualche altro suo ammiratore, ma ripeto per giudizio assolutamente condiviso E’ BELLA E BRAVA. E’ come, ad esempio, se volessi convincere a tutti i costi i visitatori di questo blog che Anna Magnani non era una grande attrice e alla domanda “perchè” rispondessi “perchè è così e basta”.
Buon divertimento.
utente anonimo
15 Giugno 2006 – 09:45
Io adesso dico la mia una volta per tutte, e amen. Nel senso che poi chiudiamo definitivamente la questione, e chi vuol parlare di queste cose (all?infuori di me che qui sono il padrone, e rispondo di tutto) dovrà andarlo a fare da un?altra parte.
La dottoressa Petescia è talmente brava, intelligente e piena di talento (sorvolo sulle qualità fisiche perché non mi interesso più da tempo di queste cose?) che può strafottersene dei commenti negativi.
Ma a me quelli che sembrano micidiali sono i commenti positivi. Ma possibile che tutti i coglioni di questo mondo abbiano da dire qualche minkiata su di lei?
15 Giugno 2006 – 09:46
Dissento energicamente dall’affermazione “…sui toni dei messaggi di certi ammiratori di Manuela Petescia, poi (?ma tu chi sei?, ?sparatevi?, ?andate a studiare?, ?pezzenti?, ?morti di fame? ecc.)”, caro Michele. E’ come se si desse per scontato che tutti i commenti negativi di questo blog siano da ricondurre ad amici tuoi: Le equivalenze si dimostrano, non si ipotizzano. Piuttosto, leggendo la mole sconcertante di inserzionisti mi pare di capire che di “amici” non ce ne siano affatto: né tuoi né della Petescia. Leggo piuttosto tra le righe che qualcuno si prende sfizio, facendo finta di difendere la direttrice, di insultarti, e allo stesso tempo spinge te a difenderti parlando male di lei. DUE PICCIONI CON UNA FAVA, MICHE’: PECCATO CHE ABBOCCHI.
il commissario Montalbano di Monteroduni
va notata l’icona scelta dal padrone del blog per rappresentarsi. il suo nome anagrafico è Michele……..

la scorsa settimana, verso le tre del mattino, lungo la provinciale SS 87, ritornavo all’albergo sul lago dove avevo affittato una camera.improvvisamente sono stato estratto dal mio posto di guida, risucchiato verso l’alto da un fascio abbagliante di luce. durante il tragitto non ho avuto modo di rendermi conto di cosa stava succedento, era troppo la meraviglia e l’ipnotismo per poter capire l’evento. comunque, ritrovatomi su un tavolo operatorio in uno spazio costituito da onde magnetiche musica e luce, ho cominciato lentamente a riordinare le percezioni. mi circondavano alcuni esseri bellissimi. mi guardavano in silenzio, non accennavano nessun movimento. mi osservavano. per loro, questo metodo di studio, era sufficiente e completo. mi sono ritrovato, nel senso che ho preso coscienza del mio corpo depositato in un luogo, nella stanza n. 89 dell’albergo sul lago. tutte le sue funzioni, che a dire il vero nessuno mai mi aveva sottratto, compresa quella del sogno, erano attive e sane. mi sono addormentato come non avveniva da tempo. ecco dovevo dirvelo. ho molto riflettuto prima di farlo….

PRIMA CONDANNA PER UN BLOG
AOSTA ? Il gestore di un blog, sorta di diario on-line, è equiparabile giuridicamente al direttore di una testata giornalistica. Lo sostiene il giudice monocratico di Aosta, Eugenio Gramola, nelle motivazioni della sentenza di condanna per diffamazione emessa il 26 maggio scorso nei confronti di Roberto Mancini, giornalista aostano, accusato di essere il titolare del blog «Il bolscevico stanco». «Colui che gestisce un blog ? si legge nelle motivazioni ? altro non è che il direttore responsabile dello stesso, pur se non viene formalmente utilizzata tale forma semantica per indicare la figura del gestore e proprietario di un sito Internet». «Ma, evidentemente, la posizione di un direttore di una testata giornalistica stampata ? prosegue il giudice ? e quella di chi gestisce un blog (e che, infatti, può cancellare messaggi) è, mutatis mutandis, identica. Il gestore di un blog ha infatti il totale controllo di quanto viene postato e, per l?effetto, allo stesso modo di un direttore responsabile, ha il dovere di eliminare quelli offensivi».
Secondo la sentenza, quindi, il gestore del blog risponde di tutto quanto sopra vi viene scritto, compresi i commenti lasciati da altre persone anche anonimamente. Appurato che «Mancini gestiva il blog», il giudice Gramola lo ha condannato alla pena di 3.000 euro di multa e al risarcimento di 2.000 euro alle parti civili. Una pena pecuniaria applicata «tenuto conto del carattere satirico della pubblicazione e del fondo di verità in linea generale ravvisabile in quanto esposto.
L?inchiesta era stata avviata dalla Polizia Postale di Aosta in seguito alle denunce per diffamazione presentate da quattro giornalisti valdostani contro l?anonimo autore del blog, perché si erano ritenuti diffamati in alcuni «post». («Il Tempo», 10 giugno 2006)=============
Non desidero tornare sull?argomento dei post che sul sito di Donati prendevano tutti, più o meno, una certa piega, essendo la questione di natura profondamente diversa. A Donati ho cercato di spiegare diverse volte che a margine del suo sito si era venuto a creare, di fatto, una specie di ricettacolo per codardi e per maleducati, alcuni dei quali anche di una certa pericolosità. Individui che per una ragione o per un?altra credevano di poter rovesciare insulti e sconcezze su chiunque capitasse a tiro, nella completa impunità. Mi sono limitato a fargli presente, qui e sul suo sito, che quel genere di situazione era insostenibile e che la giustificazione da lui portata, che cioè non avesse il tempo materiale di controllare l?andamento dei messaggi, non era accettabile per un?elementare questione di logica.
Il caso sopra riportato mi sembra che rappresenti questa logica nel più concreto e persuasivo dei modi, in particolare dove viene specificato che «il gestore del blog risponde di tutto quanto sopra vi viene scritto, compresi i commenti lasciati da altre persone anche anonimamente». A nulla valendo, in proposito, ragioni di materiale impossibilità. Se ne risponde, e stop.
Donati, il sottoscritto, e qualcun altro dei partecipanti al dibattito che tutte le volte si anima intorno agli stessi argomenti, sappiamo benissimo che certi limiti sono stati superati non una, ma 20, 30, 50 volte. Questa era la vera natura della questione. E non tanto per i 2 o 3 mila euro (diciamo: non solo), ma soprattutto perché il lasciar offendere le persone è da irresponsabile. Si scade nella funzione dei muri dei gabinetti pubblici, ma con un effetto molto più forte.
Il fatto di allontanarsi o meno dal soggetto di un thread attiene alla sfera del gradimento personale. Certo, l?ho fatto anch?io. Sotto l?argomento ?Giornata di studio sulla linea Gustav in Molise? (dunque la semplice comunicazione di un appuntamento a mio parere interessante, in un paese delizioso, e non la questione storica o militare della ?Linea Gustav?, anche perché non avrei saputo neppure da che parte cominciare, finendo probabilmente con il fare tifo per i tedeschi), si sono susseguiti commenti su fatti politici, persone, libri, donne ecc., senza che io mi sia premurato di tagliarli in quanto off topic.
E se ricapiterà, e se non si tratterà di argomenti particolarmente importanti, se non verranno dette sconcezze riguardo a nessuno, se non si dirà a nessuno pezzente, o morto di fame, come in numerosissime occasioni è successo sul blog di Donati, adotterò lo stesso comportamento. Se, viceversa, cose di questo genere succederanno, mi limiterò a prendere una fotografia della pagina e portarla alla più vicina stazione dei carabinieri o al più vicino ufficio della polizia postale, come non posso escludere di aver già fatto nel passato, senza riguardi per nessuno, non essendoci persona al mondo, capace di comportarsi in modo così codardo, e subdolo, che meriti riguardo.
C?è poi l?altra oggettiva conseguenza che il sito di Donati, come Donati stesso è venuto a dirci, di fatto non esiste più.
Gli risparmieremo la storia che se ne sente la mancanza, che era diventato un importante e autorevole punto di riferimento ecc. ecc., ma in effetti le cose stanno precisamente in questo modo. Per me, per le persone che mi chiedono notizie, per quelli che hanno manifestato questo atteggiamento, e che in un modo o nell?altro hanno dichiarato di avvertirne la mancanza, anche qui, stanno in questo modo. Ed è giusto che Donati lo sappia. [MT] ===
Caro Michele,
so anche che le argomentazioni che mi hai accreditato, di un blogger impossibilitato a gestire i messaggi che si riversano sul suo sito, altrove – per il momento non in Italia – trovano accoglimento.
Saluti
Giacomo Donati
Il blogger non è responsabile per i commenti anonimi
È subito necessaria una specificazione: il titolo può essere valido soltanto se vi trovate negli Stati Uniti. Un giudice distrettuale della Pennsylvania, Stewart Dalzell, ha infatti stabilito che un blogger, anche se esercita un controllo editoriale, se è in buona fede non può essere perseguito per diffamazione se qualcuno offende anonimamente un’altra persona nei commenti di un blog. La causa era la Anthony Di Meo v. Tucker Max e, in una sentenza di 22 pagine, Dalzell ha scritto che l’articolo 230 del Communications Decency Act stabilisce esplicitamente che né il provider né l’utente di un sito internet possono essere considerati editori o autori di un contenuto messo in rete da altri.
La sentenza è importante per gli Stati Uniti. Ma Paese che vai legge che trovi: non sono certo che anche in Italia il blogger avrebbe la stessa protezione, però attendo un parere da qualche esperto, alla luce anche della condanna per diffamazione di un giornalista blogger valdostano, Roberto Mancini (sul fatto c’è ampia letteratura, per non offendere nessuno cito un post di mercoledì scorso).
E’ innegabile però una bella differenza tra chi critica fatti, opere e ruoli e chi, invece, come Donati, ha lasciato in evidenza con la scusa improponibile di non avere il yempo di controllarli, messaggi di insulti personali. La diffamazione è proprio e solo questa, caro pennivendolo.
Per tutti quelli che leggono prima di essere cancellato.
Michele Tuono cancella i messaggi a lui contrari, anche quelli che di diffamante non hanno nulla.
Aveva scritto qualcuno la verità e cioè che sembrava strana la paternale sulla responsabilità del gestore dei blog a proposito di maldicenze fatta proprio da chi, come Tuono, ha sempre ferocemente criticato tutto e tutti.
Ebbene questo messaggio c’era ieri e cucù oggi non c’è più.
Bella figura per chi l’ha letto e ora si accorge che è sparito.
il messaggio che cerchi è questo, ma lo avevo scritto con la piena consapevolezza di quanto avrebbe fatto il sign. tuono… che ripeto, non è persona “intellettualmente parlando” che stimo. In tutti i modi questo non è l’unicvo blog del mondo, ce ne sono altri dove poter leggere quello che il nobile tuono nasconde…
“ripeto qui senza maleducazione e senza sgarbo, è incredibile come una persona che personalmente non stimo per motivi di incompatibilità “intellettuale”, a distanza di qualche anno, dopo aver diffamato, calunniato, offeso, dica oggi, attraverso una sentenza, che la gestione dei blog implica responsabilità sociale. Ma lei, sign. tuono, oltre ad essere stato il direttore di un giornale a diffusione locale, cos’ altro ha fatto per meritarsi il titolo di giustiziere e giudice universale su ogni campo e ogni disciplina: arte, musica, spettacolo, scienze, politica… scusi, trovi un momento per l’autoriflessione, quella descritta da Lacan, tanto per intenderci, e poi, con umiltà, molta umiltà, torni a parlarci del mondo, quello fenomenologico e quello delle interazioni sociali. grazie, corregga pure, se vuole, maestrino di campagna… A.P.”http://polismol.blog.tiscali.it

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