10 Lug 2006 @ 11:56 AM 


Handke è stato, insieme a Wenders, tra i maggiori responsabili di una delle svolte più significative della cultura tedesca. Una svolta in cui uno stile asciutto coincide con un “fastidio” generoso nei confronti della realtà, con una percezione essenziale degli stimoli emotivi e con un sottofondo “oscuro” che produce angeli e mostri. In questa atmosfera si svolge anche la storia di Josef Bloch, ex portiere di qualche fama che si trova senza lavoro, vaga per Vienna, uccide senza motivo la ragazza con cui passa la notte e da allora comincia a sentirsi accerchiato, spiato, seguito, e naturalmente colpevole. Come la paura del portiere di fronte al calciatore pronto a tirare il calcio di rigore, quella di Bloch è una tensione spasmodica, un tentativo delirante di interpretare le mosse dell’avversario e di parare il colpo. Abile costruttore di atmosfere, Handke ci consegna un’opera con una formidabile suspense, con un senso agghiacciante e lungimirante delle sorti di una società da cui pare impossibile fuggire.Scritto nel 1970 – www.criticat.it

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 10 Lug 2006 @ 11:56 AM

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