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il Narrenschiff che ossessionava l’immaginazione popolare nel Rinascimento, da una parte, attraverso il simbolismo della Nave dei Folli dell’Occidente pre-moderno, esorcizzava la follia allontanando i propri pazzi dalle responsabilità morali delle città, dall’altra sembrava esservi una profonda percezione di queste “navi di pellegrinaggio”, altamente simboliche, di insensati o di cavalieri della sragione, eternamente impegnati nella ricerca ossessiva e labirintica del loro intelletto. Relegato sulla nave, il folle era “prigioniero nel mezzo della più libera, della più aperta delle strade: solidamente incatenato all’infinito crocevia”.
Improvvisamente, verso la metà del XVII secolo,1650, la follia cessa d’essere un simbolo escatologico, degli stati terminali dell’umanità posti ai confini del mondo e della morte. La nave immaginaria diviene un lugubre ospedale. Alle soglie dell’età classica corrispondente ai secoli XVII e XVIII, l’Europa trasforma i luoghi degli antichi lebbrosari, da lungo abbandonati, in case di internamento. I ricercatori che si sono interessati della questione si sono chiesti quali forze sociali attive in tutta Europa produssero un così improvviso intervento sui poveri, e, in secondo luogo, quale sistema di classificazione ha permesso di unificare tipi così diversi all’interno di un’unica categoria.
Nell’attualità più immediata, la ripresa di coscienza sociale è diventata la sconfitta della libertà esistenziale. I nuovi poveri, soprattutto in Italia, viaggiano nella solitudine delle vietate Narrenschiff contemporanee senza neanche più potersi fregiare del simbolismo di vicini di dio. La follia e la povertà sono stati sfrattati dal condominio della pietà universale a vantaggio della nuova forma gladiatoria che desidera la visione della continua conflittualità sociale della strada. I nuovi poveri, privati di qualunque identità, hanno traslato, sono stati costretti a sloggiare dallo status della mediogrità statale,già rappresentante di condizioni di vita sociale miserevole delle classi medie e dei ceti piccolo borghese, alle disperate condizioni di indigenza totalitaria. Grazie alla follia reggente delle ultime istallazioni governative ( democristiani sinistra destra sinistra) che a differenza del medioevo, nella contemporaneità, non permette nenache la solidarietà del -mal comune mezzo gaudio-. Qui nessuno è più solidale con nessuno: si ci avvia verso il cannibalismo….

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