
Che cos?è un intellettuale?, Domanda cardiaca che agisce direttamente sull? apparato nevralgico e fa tremare il sistema sociale nelle ginocchia e nello spirito. Se le gambe sono di argilla, il sistema, come le nostre case durante il terremoto, crolla e i pezzi sparsi vengono raccolti qui e là dall?opportunista di turno per ricomporli a proprio uso e consumo solo per ricostruire, arbitrariamente, un nuovo corpo storico. Questa pratica (sottilmente occulta) ha funzione esclusiva di dare merito e potere all?autore e alla cerchia connivente dei ?suoi amici?. Questi professionisti della ricostruzione storica, normalmente, sanno ?approfittare? delle condizioni di caos e della disorganizzazione globale che di solito governa il sistema sociale nei momenti cruciali dei cambiamenti o delle transizioni. Nei momenti di maggior pericolo, quando i valori provati e consolidati, (valori non necessariamente salubri) vibrano di attesa per il miglioramento preannunciato dalla rinascita e dal rinnovamento promessi dalle parole della politica. L?intellettuale, allora, dovrebbe intervenire per dare impalcatura sicura ai momenti della ricostruzione, dovrebbe fungere da Guard-Rail per evitare all?opinione collettiva lo straboccamento delle passioni e dei giudizi, e la consequenziale fuoriuscita del midollo collettivo dalle vertebre dell?identità del territorio; dalla spina dorsale dei cittadini che altrimenti diverrebbero canale di pregiudizi e di manipolazione millantatoria da parte degli ?oratori professionali?. ( Va detto, per dovere, che in Molise questa virtù è abitudinariamente assolta da stereotipati professionisti che hanno appreso l?elogio dei convenevoli e dei ringraziamenti pubblici, ma che non danno valore ?classico? ai discorsi intesi ? come ben sanno le scienze della diplomatica- nella sostanza amorevole per il significato delle parole emesse, e ?dechiricamente? accolte senza stupore, nell?aria imbalsamata dell?ascolto pubblico; qui si gioca più sull?apparenza dello spettacolo che sulla verità micidiale o sanatoria della parola). Ecco il ruolo sostanziale dell?intellettuale. La sua definizione, la si trova in un magnifico testo di Tomas Maldonado del ?95, che porta, appunto, il titolo di ? Che cos’è un intellettuale? Avventure e disavventure di un ruolo?. La si trova anche, in forma diversa, nella nuova filosofia sociologica messa in campo da Zygmunt Bauman che definisce la nuova contemporaneità come qualcosa di non più strutturale, ma liquida. Società, dunque, che assume la forma del contenitore e che non possiede più una sua propria foggia impostata e imponente, ma che si modella e si comporta a seguito dei valori e dell?identità dei momenti storici che la governano o che le danno parvenza di governabilità. Sono queste folate di identità che, adesso, fanno percepire, integrale e consistente, la sfumatura sociale, nelle menti dei cittadini che, nella realtà vera, la strutturano e la ?abitano?. Anche il Molise, dunque, nonostante il sua stazza consueta da dinosauro, dovrebbe far parte di questa esistenza sociale identificata dalla forma liquida. Se così è, allora, le vecchie tecniche della politica parlata, la pratica ?affascianatoria? per proseliti, non dovrebbe più aver valore. Non dovrebbe avere nessuna potenzialità di efficacia sull?opinione collettiva che, per esperienza vissuta, si confronta con discorsi che rimandano sempre a un dopo, ad una vita collettiva dell?avvenire, a un esistenzialismo ?godottiano?, all?attesa eterna di tempi migliori. Mai, qui, la parola usa la verifica del qui e ora, o degli avvenimenti effettivi attestabili per riporto storico o per mezzo dell?aritmetica che somma e sottrae la buona sostanza realizzata dall?illusione mendace della promessa continuativa e vuota. In questo territorio la consistenza dell?esperienza applicata sembra non desideri attecchire alle ossa oliate dei molisani. Qui per generazioni ci si tramanda l?ascolto concentrato e sincero sulle parole nel vuoto,( come denunciava un famoso architetto del secolo scorso), solo che il vuoto del passato era un vuoto identificabile e descrivibile e quindi confrontabile con un pieno che aveva le sembianze fotografiche dell? economia,del sistema giudiziario,della cultura o del comportamento sociale. Il vuoto di adesso, come si diceva, è il vuoto del contenitore che abbozza la nostra forma liquida esistenziale?. Altrimenti, il vuoto che ci contiene è anche il vuoto con cui costruiamo le nostre liquide famiglie, educhiamo i nostri liquidi figli, costruiamo la nostra liquida esistenza lavorativa. Il vuoto con cui contrattiamo la nostra liquida firma di uomini e donne che si amano e muoiono. È il vuoto sintetico di una intelligente vignetta di Altman: si nasce e si muore, il resto sono chiacchiere.
La sinistra, per propria verità identitaria, ha il dovere di prendere coscienza, più di altri, della delicatezza del momento storico, e rimetterla alla fede degli uomini e donne che oltre l?amore e la morte, hanno sempre alzato il pugno e allestito i muscoli contro gli invasori e i millantatori, contro chi millantava identità e valori. Contro il dominio dei ?plutonici? che, da sempre, per propria natura, hanno tentato di cancellare la nostra storia di viventi e di formidabili corpi gladiatori che lottano tenacemente di fronte all?usura cinica e speculativa delle parole ladre di identità e bramose di sangue della collettività.

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