
sing. tuono, so bene che intervenendo falsificherò il processo…però, almeno con le donne, oltre ogni gnoseologica potenza che lei sicuramente possiede, il garbo e l’eleganza, quello che normalmente panifica il fascino e anche, per chi ne ha capacità, la seduzione, farebbero suonare meglio, anche per condizione e predisposizione psicologica, questa “sua” preorganizzata orchestra di opinionisti. Vale la pena considerare una questione basilare: chiunque al mondo, sentendosi attaccato, a torto o a ragione, non potrebbe far altro che difendersi. I cavalieri e i samurai, non si sarebbero mai permessi di approfittare della propria armatura e del proprio sapere a scapito di una bellezza, sicuramente superiore e tacita che è il sapere delle donne. In uno dei miei interventi dichiaro di sentirmi escluso senza attacchi… noi siamo veterani e allenati, non è forse anche questa una sottile forma di amicizia? A.p.
sabato, agosto 05, 2006
Avvio un?ipotesi: sono certo che la risposta del sig. tuono suonerà più o meno così: chi ti credi di essere, avevo già detto che dovevi toglierti dalle p?., anzi, dai c??, adesso vieni qui a fare il difensore delle donne; ma se non sai neanche scrivere in italiano, cosa parli di cavalieri e samurai?vatti a fare un giro perché ti ho già detto più di una volta che su questo blog sei indesiderato?.

sing. tuono, so bene che intervenendo falsificherò il processo…però, almeno con le donne, oltre ogni gnoseologica potenza che lei sicuramente possiede, il garbo e l’eleganza, quello che normalmente panifica il fascino e anche, per chi ne ha capacità, la seduzione, farebbero suonare meglio, anche per condizione e predisposizione psicologica, questa “sua” preorganizzata orchestra di opinionisti. Vale la pena considerare una questione basilare: chiunque al mondo, sentendosi attaccato, a torto o a ragione, non potrebbe far altro che difendersi. I cavalieri e i samurai, non si sarebbero mai permessi di approfittare della propria armatura e del proprio sapere a scapito di una bellezza, sicuramente superiore e tacita che è il sapere delle donne. In uno dei miei interventi dichiaro di sentirmi escluso senza attacchi… noi siamo veterani e allenati, non è forse anche questa una sottile forma di amicizia? A.p.
sabato, agosto 05, 2006
Avvio un?ipotesi: sono certo che la risposta del sig. tuono suonerà più o meno così: chi ti credi di essere, avevo già detto che dovevi toglierti dalle p?., anzi, dai c??, adesso vieni qui a fare il difensore delle donne; ma se non sai neanche scrivere in italiano, cosa parli di cavalieri e samurai?vatti a fare un giro perché ti ho già detto più di una volta che su questo blog sei indesiderato?.

Rete Atelier Molise
?Ho sempre creduto che l’arte contemporanea possa dare valo re ai luoghi ed attraverso essa si possano individuare delle linee programmatiche, inerenti il turismo, che di conseguenza creino occasioni di crescita sociale ed economica, capaci di stimolare gli strumenti d’intervento necessari alla conservazione, alla divulgazione ed alla valorizzazione del patrimonio locale. In definitiva la possibilità di creare una coscienza storica che diventi essenziale strumento di formazione civile, per le nuove generazioni? (Luigi Mastrangelo).
La genialità della programmazione culturale, anche quest?anno tenta, forse, di rimettersi in campo per dare e darsi una sorta di patente esistenziale per l?identità di un Molise migliore. Gli aggettivi, però, servono poco la forza che ci vuole per investire la qualità e l?esperienza internazionale dell?artista Luigi Mastrangelo che in questi primi anni del millennio ha realizzato, in piena ?autarchia? e ?conoscenze?, una raccolta di opere di estremo valore economico e storico, chiedendo, per amicizia, nel ?giro di amici?, che sono poi il grado più alto dell?espressività artistica italiana, una collezione di oltre ottanta opere per mezzo di cifre simboliche investite dal magnate regionale quale è, forse a sua stessa insaputa, la Provincia di Campobasso. Anche il Molise, tramite questa salute ideativa e progettuale, può far respirare sul suo territorio e negli spazi dei nuovi musei che si è deciso, finalmente, di realizzare, la voce visiva di nomi internazionali come, ad esempio, estraendo a caso, quella di Ontani che ha come suo principio e criterio costruttivo quello di riportare nelle sue opere l?anima e la magia autoctona dei luoghi ( luoghi geografici) che lui stesso decide di vivere. Per metafora figurativa, l?artista si trasforma in una sorta di spugna che raccoglie le sensibilità profonde che vagano nelle texiture geografiche dell?India, dell?Africa, dell?America latina, fino agli estremi orientali del pianeta ( estremi partendo dal punto di vista italiano chiaramente) e traducendosi poi, nello stile consolidato, in opera d?arte; scultura, pittura, ceramica, tessuto, qualunque ?cosa?, materia o elemento, sia in grado di narrare al meglio il senso vitale captato dall?artista. Il 10 agosto, nel solito magnifico palazzo, l?incontro conviviale degli artisti raccolti da Mastrangelo, ( a cui andrebbe, almeno per educazione convenzionale, riconosciuta la sua ?territoriale? offerta) soffieranno in concerto negli apparati acustici sottili e occulti degli spettatori, raccontando loro in forma confessionale, la sensibilità necessaria per poter ascoltare i racconti del paradiso o del purgatorio, a volte, molto spesso, quelli dell?inferno contemporaneo dove per estrazione generazionale, ci tocca vivere.

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