
Avviso agli studenti
di Raoul Vaneigem, 1995
L’essere umano deve potere tutto, e non dovere niente.
Non c’erano che poche cose, in effetti, di cui non si credeva capace.
Non contava che tutto quello che faceva gli riuscisse: spesso non gli riusciva.
Ma lo poteva lo stesso.
Georg Groddeck
Capitolo I
Avviso agli studenti
La scuola è stata, con la famiglia, la fabbrica, la caserma e accessoriamente l’ospedale e la prigione, il passaggio ineluttabile in cui la società mercantile piegava a suo vantaggio il destino degli esseri che si dicono umani.
Il governo che essa esercitava su nature ancora appassionate delle libertà dell’infanzia l’apparentava, infatti, a quei luoghi poco propizi alla realizzazione e alla felicità che furono – e che restano in diversa misura – il recinto familiare, l’officina o l’ufficio, l’istituzione militare, la clinica, le carceri.
La scuola ha forse perso il carattere ributtante che presentava nel XIX e XX secolo, quando rompeva gli spiriti e i corpi alle dure realtà del rendimento e della servitù, facendosi gloria di educare per dovere, autorità e austerità, non per piacere e per passione? Niente è meno certo, e non si potrà negare che sotto l’apparente sollecitudine della modernità, numerosi arcaismi continuano a scandire la vita di studentesse e studenti.
L’impresa scolastica non ha forse obbedito fino ad oggi a una preoccupazione dominante: migliorare le tecniche di ammaestramento affinché l’animale sia redditizio?
Nessun ragazzo supera la soglia di una scuola senza esporsi al rischio di perdersi: voglio dire di perdere questa vita esuberante, avida di conoscenze e di meraviglie, che sarebbe così esaltante nutrire, invece di sterilizzarla e farla disperare con il noioso lavoro del sapere astratto. Che terribile constatazione quegli sguardi così brillanti di colpo sbiaditi!
Ecco quattro muri. Il consenso generale decide che, con ipocriti riguardi, vi saremo imprigionati, costretti, colpevolizzati, giudicati, onorati, puniti, umiliati, etichettati, manipolati, vezzeggiati, violentati, consolati, trattati come aborti che questuano aiuto e assistenza. Di che cosa vi lamentate? obbietteranno gli autori di leggi e decreti. Non è forse il modo migliore di iniziare i novellini alle regole immutabili che reggono il mondo e l’esistenza? Senza dubbio. Ma perché i giovani dovrebbero ancora accontentarsi di una società senza gioia e senza avvenire, che gli stessi adulti sopportano ormai rassegnati, con un’acrimonia e un malessere crescenti?
Una scuola dove la vita si annoia insegna solo la barbarie
Il mondo è cambiato più in trent’anni che in tremila. Mai – perlomeno nell’Europa occidentale – la sensibilità dei ragazzi ha tanto deviato dai vecchi istinti predatori che fecero dell’animale umano la più feroce e la più distruttrice delle specie terrestri.
Eppure, l’intelligenza resta fossilizzata, quasi impotente a percepire la mutazione che si opera sotto i nostri occhi. Una mutazione paragonabile all’invenzione dell’utensile, che produsse un tempo il lavoro di sfruttamento della natura e generò una società composta di padroni e di schiavi. Una mutazione in cui si rivela la vera specificità umana: non la produzione di una sopravvivenza sottomessa agli imperativi di un’economia lucrativa, ma la creazione di un ambiente favorevole a una vita più intensa e più ricca.
Il nostro sistema educativo si inorgoglisce a ragione di aver risposto con efficacia alle esigenze di una società patriarcale un tempo onnipotente, tenendo conto di un solo dettaglio: che una tale gloria è al contempo ripugnante e superata.
Su cosa poggiava il potere patriarcale, la tirannia del padre, la potenza del maschio? Su una struttura gerarchica, il culto del capo, il disprezzo della donna, la devastazione della natura, lo stupro e la violenza oppressiva. Questo potere, la storia lo abbandona ormai in uno stato di avanzata decomposizione: nella comunità europea, i regimi dittatoriali sono scomparsi, l’esercito e la polizia virano all’assistenza sociale, lo Stato si dissolve nelle acque torbide degli affari e l’assolutismo paternalistico non è altro che un ricordo di marionette.
Bisogna davvero coltivare la stupidità con una prolissità ministeriale per non revocare immediatamente un insegnamento che il passato impasta ancora con i lieviti ignobili del dispotismo, del lavoro forzato, della disciplina militare e di quell’astrazione, la cui etimologia – abstrahere, tirar fuori da – esprime bene l’esilio da sé, la separazione dalla vita.
Finalmente agonizza quella società in cui si entrava vivi solo per imparare a morire. La vita riprende i suoi diritti timidamente come se, per la prima volta nella storia, essa si ispirasse ad un’eterna primavera anziché mortificarsi di un inverno senza fine.
Odiosa ieri, la scuola oggi è soltanto ridicola. Essa funzionava implacabilmente secondo i meccanismi di un ordine che si credeva immutabile. La sua perfezione meccanica tetanizzava l’esuberanza, la curiosità, la generosità degli adolescenti per meglio integrarli nei cassetti di un armadio che l’usura del lavoro trasformava a poco a poco in bara. Il potere delle cose usciva vincitore sul desiderio degli esseri.
La logica di un’economia allora fiorente era irrefrenabile, come lo sgranarsi delle ore della sopravvivenza che suonano con costanza a raccolta verso la morte. La potenza dei pregiudizi, la forza d’inerzia, la rassegnazione abitudinaria esercitavano così comunemente la loro presa sull’insieme dei cittadini che ad eccezione di qualche renitente, amante dell’indipendenza, la maggior parte delle persone trovava il proprio tornaconto nella miserabile speranza di una promozione sociale e di una carriera garantita fino alla pensione.
Non mancavano dunque delle eccellenti ragioni per spingere il ragazzo sulla retta via della convenienza, perché rimettersi ciecamente all’autorità professorale offriva all’impetratore gli allori di una ricompensa suprema: la certezza di un lavoro e di un salario.
I pedagoghi dissertavano sul fallimento scolastico senza preoccuparsi dello scacchiere su cui si tramava l’esistenza quotidiana, giocata ad ogni passo nell’angoscia del merito e del demerito, della perdita e del profitto, dell’onore e del disonore. Una costernante banalità regnava nelle idee e nei comportamenti: c’erano i forti e i deboli, i ricchi e i poveri, i furbi e gli imbecilli, i fortunati e gli sfortunati.
Certo la prospettiva di dover passare la propria vita in una fabbrica o in un ufficio a guadagnare il denaro del mese non era atta ad esaltare i sogni di felicità e di armonia che l’infanzia nutriva. Essa produceva in serie degli adulti insoddisfatti, frustrati di un destino che avrebbero desiderato più generoso. Delusi e istruiti dalle lezioni dell’amarezza non trovavano, nella maggior parte dei casi, altra scappatoia al loro risentimento che dispute assurde, sostenute dalle migliori ragioni del mondo. I conflitti religiosi, politici, ideologici procuravano loro l’alibi di una Causa – come dicevano pomposamente – che nascondeva loro di fatto la triste violenza del male di sopravvivere di cui soffrivano. Così la loro esistenza scorreva nell’ombra ghiacciata di una vita assente. Ma quando l’aria è ammorbata, gli appestati dettano legge. Per inumani che fossero i principi dispotici che reggevano l’insegnamento e inculcavano ai ragazzi le sanguinose vanità dell’età adulta – quelli che Jean Vigo beffeggia nel suo film Zero in condotta -, partecipavano della coerenza di un sistema preponderante, rispondevano alle ingiunzioni di una società che non si riconosceva altro motore principale se non il potere e il profitto.
Ma oramai, anche se l’educazione si ostina ad obbedire agli stessi moventi, la coerenza è scomparsa: c’è sempre meno da guadagnare e sempre più vita sprecata a raschiare gli avanzi.
L’insopportabile predominanza degli interessi finanziari sul desiderio di vivere non riesce più a ingannare. Il tintinnio quotidiano dell’esca del guadagno risuona assurdamente nella misura in cui il denaro si svaluta, che un fallimento comune livella capitalismo di Stato e capitalismo privato, e che scivolano verso la fogna del passato i valori patriarcali del padrone e dello schiavo, le ideologie di destra e di sinistra, il collettivismo e il liberalismo, tutto ciò che si è edificato sullo stupro della natura terrestre e della natura umana in nome della sacrosanta merce.
Un nuovo stile sta nascendo, dissimulato soltanto dall’ombra di un colosso i cui piedi di argilla hanno già ceduto. La scuola rimane confinata nella penombra del vecchio mondo che sprofonda.
Bisogna distruggerla? Domanda doppiamente assurda.
Prima di tutto perché è già distrutta. Sempre meno interessati da ciò che insegnano e studiano – e soprattutto dalla maniera di istruire e istruirsi – professori e allievi non sono forse indaffarati a far colare a picco insieme il vecchio piroscafo pedagogico che fa acqua da tutte le parti?
La noia genera la violenza, la bruttezza degli edifici incita al vandalismo, le costruzioni moderne, cementate dal disprezzo degli impresari immobiliari, si screpolano, crollano, prendono fuoco, secondo l’usura programmata dei loro materiali di paccottiglia.
In secondo luogo, perché l’istinto di annientamento si iscrive nella logica di morte di una società mercantile la cui necessità lucrativa esaurisce la parte viva degli esseri e delle cose, la degrada, la inquina, la uccide. Accentuare la rovina non dà profitti solo agli avvoltoi dell’immobiliare, agli ideologi della paura e della sicurezza, ai partiti dell’odio, dell’esclusione, dell’ignoranza, dà anche garanzie a quell’immobilismo che non cessa di cambiare abiti nuovi e maschera la sua nullità dietro a riforme tanto spettacolari quanto effimere.
La scuola è al centro di una zona di turbolenza dove gli anni giovanili rovinano nella tetraggine, dove la nevrosi coniugata dell’insegnante e dell’insegnato imprime il suo movimento al bilanciere della rassegnazione e della rivolta, della frustrazione e della rabbia. Essa è anche il luogo privilegiato di una rinascita. Porta in gestazione la coscienza che è al centro della nostra epoca: assicurare la priorità di ciò che vive sull’economia di sopravvivenza.
Essa detiene la chiave dei sogni in una società senza sogno: la risoluzione di cancellare la noia sotto il rigoglio di un paesaggio in cui la volontà di essere felici bandirà le fabbriche inquinanti, l’agricoltura intensiva, le prigioni di ogni genere, i laboratori di affari sospetti, i depositi di prodotti sofisticati, e quelle cattedre di verità politiche, burocratiche, ecclesiastiche che chiamano lo spirito a meccanizzare il corpo e lo condannano a claudicare nell’inumano.
Stimolato dalle speranze della Rivoluzione, Saint-Just scriveva: “La felicità è un’idea nuova in Europa.” Ci sono voluti due secoli perché l’idea, cedendo al desiderio, esigesse la sua realizzazione individuale e collettiva.
Ormai, ogni bambino, ogni adolescente, ogni adulto si trova all’incrocio di una scelta: sfinirsi in un mondo sfinito dalla logica della redditività ad ogni costo, o creare la propria vita creando un ambiente che ne assicuri la pienezza e l’armonia. Perché l’esistenza quotidiana non può essere confusa più a lungo con questa sopravvivenza adattativa a cui l’hanno ridotta gli uomini che producono la merce e dalla quale sono prodotti.
Noi non vogliamo più una scuola in cui si impara a sopravvivere disimparando a vivere. La maggior parte degli uomini non sono stati altro che animali spiritualizzati, capaci di promuovere una tecnologia al servizio dei loro interessi predatori ma incapaci di affinare umanamente la vita e raggiungere così la propria specificità di uomo, di donna, di fanciullo. Al termine di una corsa frenetica verso il profitto, i topi in tuta e in giacca e cravatta scoprono che non resta più che una misera porzione del formaggio terrestre che hanno rosicchiato da ogni lato. Dovranno progredire nel deperimento, o operare una mutazione che li renderà umani.
É tempo che il memento vivere prenda il posto del memento mori che bollava le conoscenze sotto il pretesto che niente è mai acquisito.
Ci siamo lasciati troppo a lungo persuadere che non c’era da attendere altro dalla sorte comune che la decadenza e la morte. É una visione da vegliardi prematuri, da golden boys caduti in senilità precoce perché hanno preferito il denaro all’infanzia. Che questi fantasmi di un presente coniugato al passato cessino di occultare la volontà di vivere che cerca in ciascuno di noi la via della sua sovranità!
Per spezzare l’oppressione, la miseria, lo sfruttamento, non basta più una sovversione avvelenata dai valori morti che essa combatte. É venuta l’ora di scommettere sulla passione incomprimibile di ciò che è vivo, dell’amore, della conoscenza, dell’avventura che chiunque abbia deciso di crearsi secondo la sua “linea di cuore” inaugura ad ogni istante.
La società nuova comincia dove comincia l’apprendistato di una vita onnipresente. Una vita da percepire e da comprendere nel minerale, nel vegetale, nell’animale, regni da cui l’uomo deriva e che porta in sé con tanta incoscienza e disprezzo. Ma anche una vita fondata sulla creatività, non sul lavoro; sull’autenticità, non sull’apparire; sull’esuberanza dei desideri, non sui meccanismi di rimozione e di sfogo. Una vita spogliata della paura, dell’obbligo, del senso di colpa, dello scambio, della dipendenza. Perché essa coniuga inseparabilmente la coscienza e il godimento di sé e del mondo.
Una donna che ha la sfortuna di abitare un paese incancrenito dalla barbarie e dall’oscurantismo scriveva: “In Algeria si insegna al bambino a lavare un morto, io voglio insegnargli i gesti dell’amore.” Senza scadere in tanta morbosità, il nostro insegnamento, sotto la sua apparente eleganza, troppo spesso, non è stato che un abbigliamento dei morti. Si tratta ora di ritrovare fin nelle formulazioni del sapere i gesti dell’amore: la chiave della conoscenza è la chiave della libertà dove l’affetto è offerto senza riserve.
Che l’infanzia sia caduta nella trappola di una scuola che ha ucciso il meraviglioso invece di esaltarlo indica abbastanza in quale urgenza si trovi l’insegnamento, se non vuole cadere in seguito nella barbarie della noia, di creare un mondo di cui sia permesso meravigliarsi.
Guardatevi tuttavia dall’attendere aiuto o panacea da qualche salvatore supremo. Sarebbe vano, sicuramente, accordare credito a un governo, a una fazione politica, accozzaglia di gente preoccupata di sostenere prima di tutto l’interesse del loro potere vacillante; e nemmeno a tribuni e maitres à penser, personaggi massmediatici che moltiplicano la loro immagine per scongiurare la nullità che riflette lo specchio della loro esistenza quotidiana. Ma sarebbe soprattutto andare contro se stessi, inginocchiarsi come un questuante, un assistito, un inferiore, mentre l’educazione deve avere per scopo l’autonomia, l’indipendenza, la creazione di sé, senza la quale non vi è vero aiuto reciproco, autentica solidarietà, collettività senza oppressione.
Una società che non ha altra risposta alla miseria che il clientelismo, la carità e l’arte di arrangiarsi è una società mafiosa. Mettere la scuola sotto il segno della competizione e incitare alla corruzione, che è la morale degli affari.
La sola assistenza degna di un essere umano è quella di cui ha bisogno per muoversi con i propri mezzi. Se la scuola non insegna a battersi per la volontà di vivere e non per la volontà di potenza, essa condannerà intere generazioni alla rassegnazione, alla servitù e alla rivolta suicida. Rovescerà in soffio di morte e di barbarie ciò che ciascuno possiede in sé di più vivo e di più umano.
Io non immagino altro progetto educativo che quello di formarsi nell’amore e nella conoscenza di ciò che è vivo. Al di fuori di una scuola della vita* dove la vita si trova e si cerca senza fine – dall’arte di amare fino alle matematiche speculative – non vi è che la noia e il peso morto di un passato totalitario.
Nota:
* Nel testo école buissonnière. Faire l’école buissonière significa marinare la scuola, ma nel contesto significa una struttura di apprendimento senza rigidità, aperta alla vita (N. d. T.).

Basta!!!!! La scuola ha bisogno di pedagoghi che l?amano, che considerano gli studenti la loro vittoria o il loro fallimento di devoti insegnanti, non di burocrati assassini che la distruggono e la opprimono considerandola loro territorio di comando e di potere?..
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Farla finita con l’educazione carceraria e la castrazione del desiderio
Ancora ieri istillato fin dalla più tenera infanzia, il sentimento di colpa erigeva intorno a ciascuno la più sicura delle prigioni, quella in cui sono murati i desideri. Per interi millenni, l’idea di una natura sfruttabile e soggetta a servitù a piacere ha condannato al peccato, al rimorso, alla penitenza, alla rimozione amara e allo sfogo compulsivo la semplice inclinazione a godere di tutti i piaceri della vita.
Quale dovrebbe essere la preoccupazione essenziale dell’insegnamento? Aiutare il fanciullo nel suo approccio alla vita per fargli imparare a sapere ciò che vuole e volere ciò che sa; cioè a soddisfare i suoi desideri, non nella soddisfazione animale ma secondo gli affinamenti della coscienza umana.
Si è prodotto l’opposto. L’apprendimento si è fondato sulla repressione dei desideri. Si è rivestito il fanciullo di abiti angelici sotto i quali non ha mai smesso di fare la bestia, una bestia snaturata per di più. Come stupirsi che le scuole imitino così bene, nella loro concezione architettonica e mentale, i penitenziari dove i reprobi sono esiliati dalle gioie ordinarie dell’esistenza?
Una scuola che ostacola i desideri stimola l’aggressività.
Gli antichi edifici scolastici ricordano i penitenziari. Le finestre poste in alto non permettevano allo sguardo dell’allievo che un’occhiata verso il cielo, unico spazio riservato alla felicità delle anime, se non dei corpi. Perché il corpo, immobilizzato su un banco di studio presto trasformato in banco di tortura, subiva nell’imbarazzo ordinario il suo destino terrestre.
Prevaleva allora l’opinione che per istruirsi (come per essere belli) bisognava imparare a soffrire. Entrare nell’età adulta, non era forse rinunciare ai piaceri dell’infanzia per progredire in una valle di lacrime, di decrepitezza, di morte?
I pedagoghi hanno sempre affermato che la disciplina e il mantenimento dell’ordine formavano la conditio sine qua non di tutta l’educazione. Oggi percepiamo meglio fino a che punto la loro pretesa scienza discendeva di fatto da una comunissima pratica repressiva: incoraggiare il disprezzo di sé e vessare gli “appetiti carnali” allo scopo di elevare l’uomo al settimo cielo dello spirito strappandolo alla materia terrestre.
Una volta declassato il corpo allo stato di oggetto e, nel caso specifico, di materiale scolastico, l’istruttore trovava ancor più facile far entrare nel cranio dello studente delle nozioni rispettabili e rispettose dell’autorità. Sollecitare l’intelligenza astratta e la ragione “obiettiva” contribuiva a nascondere quell’intelligenza sensibile e sensuale incastrata ai desideri, quella piccola luce del cuore che si accende quando il fanciullo, ritrovandosi solo con se stesso, si pone la domanda: tutte queste conoscenze, assestate con la forza e la minaccia, quanto mi aiuteranno a sentirmi bene nella mia pelle, a vivere più felice, a diventare ciò che sono?
I metodi educativi hanno rinunciato alle punizioni corporali all’epoca in cui lo schiaffo e il calcio nel culo hanno smesso di costituire l’essenziale di un’educazione familiare che, a detta dei torturatori, aveva sempre dato prova di sé.
Eccome!
Questo non significa tuttavia che il corpo sfugga ormai alle vessazioni, alla mortificazione, al disprezzo. I sensi non sono forse posti sotto alta sorveglianza durante le ore di studio e nello spazio che è loro riservato? L’occhio ha il dovere di incollarsi ai gesti del maestro. La bocca non si aprirà che all’invito del mentore, e guai a ciò che oserà profferire! Risposte sbagliate, proposizioni scandalose suscitano la bastonata, il rabbuffo, la presa in giro, l’umiliazione; mentre la parola pertinente o servile si attira la lode che il bilancio promozionale di fine anno si incaricherà di contabilizzare. La mano, infine, si leverà con educazione per sollecitare l’attenzione del pedante, con il rischio, fino a poco tempo fa, di farsi battere sulle dita con la regola del retto buon senso.
Ci si accorge, con la distanza del tempo, che studenti e studentesse sono stati trattati secondo i procedimenti dello scienziato staliniano Pavlov che, tra i cani del suo laboratorio, ricompensava la buona risposta con uno zuccherino e puniva l’errore con un choc elettrico. Non fu forse necessario che il disprezzo fosse la norma di un’epoca perché dei pedagoghi preconizzassero un metodo educativo che nessun essere umano degno di questo nome infliggerebbe oggi a un cane? Ed è poi così sicuro che la scuola non resti, nella vigliaccheria di un consenso generale, un luogo di ammaestramento e di condizionamento, al quale la cultura serve da pretesto e l’economia da realtà?
Come può esserci conoscenza dove c’è oppressione?
Mantenute dalla paura di muoversi in una prigione di muscoli tetanizzati, le emozioni rimosse instaurano tra l’oppressore e l’oppresso una logica di distruzione e di autodistruzione che spezza ogni forma di comunicazione illuminata.
Alle stupide pretese del maestro di regnare tirannicamente sulla classe rispondono con eguale stupidità il baccano e il chiasso che servono da sfogo alle energie represse.
Ovunque la prigione, il ghetto, la corazza caratteriale impongono la loro strategia di clausura, lo slancio della disperazione leva il pugno del devastatore. La mano dello scolaro si vendica mutilando tavoli e sedie, macchiando i muri di segni insolenti, strappando gli orpelli della bruttezza, sacralizzando un vandalismo in cui la rabbia di distruggere compensa il sentimento di essere distrutti, violentati, messi a sacco dalla trappola pedagogica quotidiana.
Le bocche si aprono in grida stizzose di protesta, gli occhi attingono nella sfida il bagliore di entusiasmo che è loro rifiutato. Così i movimenti di contestazione periodicamente risvegliati dalle direttive di istanze burocratiche e governative scadono – per assenza di creatività – nello stesso grigiore e nella stessa stupidità del potere inconsistente che li ha provocati. Che ci si può aspettare da manifestazioni gregarie in cui l’intelligenza degli individui, in mancanza di un progetto di cambiamento radicale, si riduce, secondo il comun denominatore delle folle, al più basso livello di comprensione?
Per evitare l’esplosione dei desideri rimossi alla rinfusa, le autorità hanno saputo approntare sacche di decompressione e di trasgressioni controllate. Il lassismo non è il soffio della libertà, è il fiato della tirannia.
Il cortile di ricreazione previsto in prigioni, caserme e scuole permette all’energia libidica compressa dai rigori della disciplina di sfogarsi a piacimento. Esso conserva la separazione fra la testa – il “capo” – e il resto del corpo, che per principio le è sottomesso, ma rovescia l’ordine gerarchico stabilito durante il tempo dello studio. L’ultimo vi diviene il primo: il cattivo scolaro e il bruto muscoloso diventano i leader e la fanno pagare al primo della classe. Nulla è cambiato se non che le pulsioni della vita oppressa si sfogano in pulsioni di morte.
Una volta chiusa la parentesi del disordine tollerato, lo spirito riprende i suoi diritti, con la missione di regnare sul caos. Quelli che il potere professorale ha aureolato della santità del sapere riprendono il loro posto in testa al plotone. La loro intellettualità rigetta nelle tenebre la bestia che si aggira nel profondo dell’essere, mentre la loro superiorità si afferma sull’orda degli indisciplinati, degli svagati, degli ultimi della classe, chiamati bestioni, secondo un insulto che meriterebbe di essere analizzato più a fondo (quando si prenderà coscienza che rinnegare l’animalità delle pulsioni invece di affinarle non conduce all’umanità ma ad una bestialità dal volto umano).
Esiste evidentemente un ritmo naturale dello sforzo e del riposo, della concentrazione e del rilassamento, ma l’organizzazione sociale del lavoro ha sostituito alla semplice alternanza di contrazione e decontrazione il meccanismo psicologico di rimozione e sfogo. Il comportamento ordinario dello sfruttatore che accorda agli sfruttati un periodo di ricreazione per rinviarli ben disposti alla fabbrica e all’ufficio si è espresso perfettamente nell’affermazione del generale de Gaulle irritato dalla rivoluzione del 1968: “È ora di fischiare la fine dell’ora di ricreazione.”
Imparare senza desiderio vuol dire disimparare a desiderare.
Il disprezzo di sé e degli altri è inerente al lavoro di sfruttamento della natura terrestre e della natura umana. Ecco perché pochi pensano ad indignarsi del fatto che sia moneta corrente negli scambi tra professori e allievi. Sarebbe illusorio credere che una pratica talmente intollerabile possa cessare per effetto di una scelta etica, di una volontà di cortesia, di qualche formula del tipo “le sarei grato di non parlarmi su questo tono”. Ciò che è in gioco è una rifondazione radicale della società e di un insegnamento che non ha ancora scoperto che ogni bambino, ogni adolescente possiede allo stato bruto l’unica ricchezza dell’uomo, la sua creatività.
Come si può eccitare la curiosità in esseri tormentati dall’angoscia della colpa e la paura delle sensazioni? Certo esistono professori sufficientemente entusiasti da appassionare il loro uditorio e far dimenticare per un istante le condizioni detestabili che degradano il loro mestiere. Ma quanti, e per quanti anni?
Mettete da una parte i burocrati che terrorizzano la loro classe e ne sono a loro volta terrorizzati, e dall’altra gli artisti, saltimbanchi e funamboli del sapere, capaci di conquistare l’attenzione senza doversi mai trasformare in guarda-ciurme o in caporali.
Non si tratta qui di giudicare, né di entrare nella pratica imbecille del merito e del demerito, vituperando i primi e lodando i secondi. No, ciò che importa è far di tutto perché l’insegnamento mantenga sveglia quella curiosità naturale e così piena di vita che permise a Sheherazade il privilegio di tenere in scacco la morte di cui la minacciava un tiranno.
L’aberrazione del mondo a rovescio ha pesato per secoli sull’educazione del fanciullo.
Che tanti sforzi e fatica siano richiesti da parte del maestro e dell’allievo per ravvivare un’avidità di sapere così freneticamente espressa nella primissima infanzia dice abbastanza chiaramente che un’evoluzione è stata brutalmente interrotta. La curiosità è stata veramente soffocata in un periodo in cui essa partecipava dello sviluppo ludico dell’infanzia, quando era divertente eppure gettava le basi di una gaia scienza, incompatibile con la visione austera degli adulti, per i quali la scienza si veste della serietà degli affari e deve propagarsi tramite verità secche, noiose, astratte.
Ricordatevi delle mille domande che il bambino pone su se stesso e sul mondo che scopre con uno stupore senza fine. Perché piove? Perché il mare è blu? Perché mio fratello mi prende i giocattoli? Le risposte ricevute erano nella maggior parte dei casi solo frasi evasive e sgarbate. Finché stanco di un procedimento di cui gli veniva fatta sentire la sconvenienza, si lasciava penetrare dall’impressione di non essere né degno né capace di capire. Come se ogni tappa dello sviluppo psicologico non avesse il suo modo di comprensione adeguato.
Quando, finalmente disgustato da tante domande giudicate senza interesse, entra nel ciclo degli studi, gli si danno risposte di cui ha perduto il desiderio. Ciò che con passione aveva voluto conoscere qualche anno prima, è costretto a studiare per forza e sbadigliando di noia.
La differenza tra sensazioni di felicità e di infelicità aveva fatto nascere in lui quella coscienza sperimentale che permetteva di migliorare le prime ed evitare le altre. Sostenuta da una pedagogia parentale piena di attenzione, di sollecitudine e di affetto, una tale motivazione psicologica l’avrebbe spinto a desiderare senza fine, a volerne sapere di più, ad affrontare il mondo con una curiosità senza limiti. Per la semplice ragione che le conoscenze obbedivano allora alla più naturale delle pulsioni: rendersi felici.
Se l’insegnamento è ricevuto con reticenza, e perfino con ripugnanza, vuol dire che il sapere filtrato dai programmi scolastici porta il segno di un’antica ferita: è stato castrato della sua sensualità originaria.
La conoscenza del mondo senza la coscienza dei desideri di vita è una conoscenza morta. Essa non ha utilità che al servizio dei meccanismi che trasformano la società secondo le necessità dell’economia. I lenimenti che essa procura alla sorte degli uomini, non li cede che a malincuore, e sotto la minaccia di un rigore futuro che ne cancellerà gli effetti.
Dopo aver strappato lo scolaro alle sue pulsioni di vita, il sistema educativo si industria per ingozzarlo artificialmente allo scopo di immetterlo sul mercato del lavoro, dove continuerà a ripetere stentatamente il leitmotiv dei suoi anni giovanili fino al disgusto: vinca il migliore!
Vincere che cosa? Più intelligenza sensibile, più affetto, più serenità, più lucidità su se stesso e sul mondo, maggiori mezzi di agire sulla propria esistenza, più creatività? Niente affatto, più denaro e più potere, in un universo che ha usato il denaro e il potere a forza di essere usato da loro.
Errore non vuol dire colpa
Il sistema educativo non si è accontentato di murare i desideri d’infanzia nella corazza caratteriale dove i muscoli tetanizzati, il cuore indurito e lo spirito impregnato dall’angoscia non favoriscono davvero l’esuberanza e la realizzazione. Non si è limitato a collocare lo scolaro in edifici senza gioia, destinati a ricordargli, nel caso se ne dimenticasse, che non è lì per divertirsi. Ha anche sospeso sulla sua testa la spada di Damocle, al contempo ridicola e minacciosa, di un verdetto.
Ogni giorno l’allievo penetra, che lo voglia o no, in un pretorio dove compare davanti ai suoi giudici sotto l’accusa di presunta ignoranza. Sta a lui dimostrare la sua innocenza rigurgitando a richiesta teoremi, regole, date, definizioni che contribuiranno al suo rilascio alla fine dell’anno scolastico.
L’espressione “mettere in esame”, cioè procedere, in materia criminale, all’interrogatorio di un sospetto e all’esposizione delle accuse, rievoca la connotazione giudiziaria che rivestono la prova scritta e orale inflitte agli studenti.
Nessuno intende qui negare l’utilità di controllare l’assimilazione delle conoscenze, il grado di comprensione, l’abilità sperimentale. Ma è necessario per questo travestire in giudice e in colpevole un maestro e un allievo che chiedono soltanto di istruire ed essere istruito? Di quale spirito dispotico e desueto si investono i pedagoghi per erigersi a tribunale e tranciare nel vivo col rasoio del merito e del demerito, dell’onore e del disonore, della salvezza e della dannazione? A quali nevrosi e ossessioni personali obbediscono per osar segnare con la paura e la minaccia di un giudizio sospensivo il cammino di fanciulli e adolescenti che hanno soltanto bisogno di attenzione, di pazienza, di incoraggiamenti e di quell’affetto che conosce il segreto di ottenere molto esigendo poco?
Non sarà che il sistema educativo persiste a fondarsi su un principio ignobile, frutto di una società che non concepisce il piacere se non al vaglio di una relazione sadomasochista tra maestro e schiavo: “Chi più ama più punisce”?
È un effetto della volontà di potenza, non della volontà di vivere, il pretendere di determinare con un giudizio la sorte altrui.
Giudicare impedisce di comprendere per correggere. Il comportamento di questi giudici, allontana dall’allievo impegnato nella sua lunga marcia verso l’autonomia delle qualità indispensabili: l’ostinazione, il senso dello sforzo, la sensibilità all’erta, l’intelligenza aperta, la memoria sempre in esercizio, la percezione della vita sotto tutte le sue forme e la presa di coscienza dei progressi, dei ritardi, delle regressioni, degli errori e della loro correzione.
Aiutare un fanciullo, un adolescente a rinsaldare la maggiore autonomia possibile implica senza alcun dubbio una lucidità costante sul grado di sviluppo delle capacità e sull’orientamento che le favorirà. Ma che cosa c’è di comune tra il controllo al quale l’allievo si sottometterebbe, una volta pronto a superare una tappa della conoscenza, e la messa in esame davanti ad un tribunale professorale? Lasciate dunque il senso di colpa agli spiriti religiosi che non si occupano che di tormentarsi tormentando gli altri.
Le religioni hanno bisogno della miseria per perpetuarsi, esse la mantengono per dare maggior risalto ai loro atti di carità. Ebbene, il sistema educativo agisce forse diversamente quando presuppone nell’allievo una debolezza costitutiva, sempre esposta al peccato di pigrizia e di ignoranza, da cui può assolverlo solo la missione per così dire sacra del professore? È ora di finirla con queste frottole del passato!
Ognuno possiede la sua propria creatività. E non tollera più che venga soffocata trattando come un crimine passibile di punizione il rischio di sbagliarsi. Non ci sono colpe, ci sono solo errori, e gli errori si correggono.
Solo coloro che posseggono la chiave dei campi e la chiave dei sogni apriranno la scuola su una società aperta
La prospettiva di una redditività a tutti i costi è la cortina di ferro di un mondo chiuso dall’economia. La prospettiva di vita si apre su un mondo dove tutto è da esplorare e da creare. L’istituzione scolastica, invece, appartiene al mondo degli affari che la vorrebbe gestire cinicamente, senza l’ingombro del vecchio formalismo umanitario. Resta da sapere se allievi e professori si lasceranno ridurre alla funzione di meccanismi lucrativi, o se, non aspettandosi niente di buono dalla gestione, alla quale li si invita, di un universo in rovina, scommetteranno sull’ipotesi di imparare a vivere anziché a economizzarsi. Tutto si gioca su un cambiamento di mentalità, di visione, di prospettiva.
Infilzare una farfalla su uno spillo non è la miglior maniera di fare la sua conoscenza. Chi trasforma ciò che è vivo in cosa morta, qualunque ne sia il pretesto, dimostra soltanto che il suo sapere non gli è neppure servito a diventare umano.
Esiste, in compenso, un approccio che svela l’irraggiamento della vita in seno a un cristallo, in una poesia, un’equazione, una formula chimica, una pianta, un manufatto. Questo approccio stabilisce tra osservatore e osservato un rapporto di osmosi in cui tutto è distinto senza che niente sia separato.
La coscienza di una presenza viva nel soggetto e nell’oggetto non è di natura tale da manifestare quanto vi è di maestro nell’allievo e di allievo nel maestro? Dove manca l’intelligenza della vita ci sono soltanto rapporti tra bruti. Ciò che non si sprigiona da quanto vi è in noi di più vivo per farvi ritorno devia verso la morte, per la gloria più grande degli eserciti e delle tecnologie di profitto. È il motivo per cui la maggior parte delle scuole sono dei campi di battaglia, dove il disprezzo, l’odio e la violenza devastatrice definiscono il fallimento di un sistema educativo che obbliga l’insegnante al dispotismo e l’insegnato al servilismo.
Questa rassegnazione nella clausura spacciata per studio in cui l’allievo è invitato a sacrificarsi e a sbattere sulla sua felicità la porta della rinuncia! E come istruirà i fanciulli che ha davanti a sé l’educatore che non è nemmeno più capace di ritornare bambino rinascendo ogni giorno a se stesso? Colui che porta nel suo cuore il cadavere della propria infanzia non educherà mai nient’altro che delle anime morte.
Impartire la conoscenza è risvegliare la speranza di un mondo meraviglioso che la gioventù ha nutrito e di cui l’uomo non cessa di nutrirsi. Bisogna ancora, allo stesso tempo, spezzare la maledizione dei pregiudizi e non curarsi di quei contabili del potere e del profitto che hanno escluso così bene dalla loro realtà il meraviglioso che l’impazienza infantile relega nel regno delle fate e l’impotenza dei vecchi nella palude dell’utopia.
Il corpo umano, il comportamento animale, il fiore, la speculazione filosofica, la coltura del grano, l’acqua, la pietra, il fuoco, l’elettricità, la lavorazione del legno, l’equitazione, la fisica quantica, l’astronomia, la musica, un improvviso momento privilegiato nella vita quotidiana, tutto nasce dal meraviglioso, non per mistica contemplativa, ma perché la scelta di una preminenza di ciò che è vivo cessa di piegarsi agli imperativi tradizionali dello sfruttamento lucrativo.
Quando la foresta è il polmone della terra e non il prezzo di un certo numero di are o uno spazio da devastare per interesse immobiliare, allora si manifesta il senso umano di una natura che offre le sue risorse energetiche a chi l’affronta senza violentarla.
L’apprendimento della vita è una passeggiata nell’universo del dono. Un andar per funghi per così dire, dove la guida insegna a distinguere i funghi commestibili dagli altri, inadatti al consumo, se non mortali, ma dai quali un trattamento appropriato può trarre virtù curative.
Invece di una trincea dove langue tristemente una manodopera di riserva, perché non fate della scuola un parco di attrazioni del sapere, un luogo aperto in cui i creatori verrebbero a parlare del loro mestiere, della loro passione, della loro esperienza, di ciò che gli sta a cuore?
Un liutaio, un ortolano, un ebanista, un pittore, un biologo hanno certamente da insegnare più o meglio di quegli uomini d’affari che vengono a sostenere l’adattamento alle leggi aleatorie del mercato.
Che l’apertura sul mondo culturale sia anche l’apertura sulla diversità delle età! Perché riservare ai giovani il diritto all’istruzione, escludendo gli adulti interessati ad iniziarsi alla letteratura o alla matematica? Non avremmo tutti da guadagnare da un contatto che rompesse l’opposizione fittizia tra le classi di età?
Ma non esiste né ricetta né panacea. Appartiene solo alla volontà di vivere di ciascuno di aprire ciò che è stato chiuso dalla violenza del totalitarismo economico. In questo l’immaginazione dimostrerà la sua potenza.
Non passa anno che dozzine di maestri e professori inventivi non suggeriscano metodi di insegnamento fondati su un nuovo accordo degli esseri e delle cose. Voi che vi lamentate del numero di burocrati che usurpano il nome di insegnante, e che gettano sul pianeta il freddo sguardo delle cifre a forza di limitare il loro interesse alla busta paga, quando mai avete rivendicato che fossero portate più avanti le idee di Freinet e di qualche altro dal sapere generoso? Quando mai avete opposto ai distillatori di noia che vi governano dei progetti di educazione ludica e vivente? Avete mai cercato di sostituire al rapporto gerarchico tra maestro e allievo un rapporto fondato non più sull’obbedienza, ma sull’esercizio della creatività individuale e collettiva?
Quando degli uomini politici di una costernante mediocrità vi invitano a sottoporre loro le vostre rivendicazioni, non hanno forse la soddisfazione di scoprirvi miserabili quanto loro, se non finanziariamente, almeno per intelligenza e immaginazione? Non abbiate dubbio che al prezzo scontato a cui vi svendete, vi concedano senza indugiare il diritto di deriderli in grandi manifestazioni catartiche.
La peggior rassegnazione è quella che veste gli abiti della rivolta. Nutrite per voi stessi così poca stima da non prendere il tempo di riconoscere i vostri desideri di vita, da non sapere quale esistenza volete condurre? Non concepite dunque altra scelta che l’alternativa che vi è ufficialmente proposta tra la povertà del ricco e la miseria del povero?
Il desolante avvenire di una vita passata a racimolare il denaro del mese deve sembrarvi luminoso solo perché l’ombra della disoccupazione cresce ovunque regni il sole mediatico del pieno impiego? Nulla uccide con più sicurezza che accontentarsi di sopravvivere.
di Raoul Vaneigem, 1995

È probabile che il senso della qualità possa mancare nel gusto e nella cognizione dei singoli cittadini, ma per dovere alla vita, prima ancora che per responsabilità dirigenziale, gli amministratori sorteggiati dalla volontà elettorale, hanno il dovere, se ne sono sprovvisti, di adoperarsi al meglio di se stessi per procurarsela. Questo è principio fondante al benessere della comunità. Non a caso lo slogan che accompagna e sosterrà, il carisma soggettivo posseduto per naturale esperienza e fortunata continuità ( da padre in figlio), l?On. Ruta nella campagna elettorale è: Eccellenza e Qualità. Le parole, i termini, la significazione, sono, per chi ne ha coscienza e conoscenza, strumenti di verità e di onore; senso strutturale dell?umanità e del divino, capaci di modellare, nel bene e nel male, le sorti collettive e la vita stessa dell?unico pianeta che abbiamo in dote. Non credo si debba ribadirlo, ma per precauzione è bene ri/dichiarare, come un grido di Munch, che ogni epoca traduce secondo i propri usi e costumi generazionali, ovvero, per sostanza universale, secondo la propria cultura, il tempo di vita e di appartenenza al luogo . Eccellenza e qualità definiscono il massimo grado cui ci si rivolge per condurre la vita comunitaria e collettiva. È, indubbiamente, un obiettivo vertice cui aspira la vita sociale e la connotazione generazionale oltre cui, figurativamente, in alto, molto in alto, si posiziona solo Dio o le divinità incontrate dalle fasce susseguenti della storia dell?umanità. L?impegno dell?on. Ruta è impegno forte e coraggioso. Il Molise è stanco. Abituato alla visione frontale nell?osservazione e nella deduzione degli eventi, privato dello sguardo planimetro e satellitare della storia, non riesce a contemplare la propria condizione, e la delicata questione dell?identità, con occhi da laboratorio e con spirito obiettivo, come scienza, ?per devozione?, richiede. Qui, la questione raggruppa vari modelli e intrecciati moduli, generalmente culturali, che hanno tracciato il segno storico; periodo del dopoguerra, periodo delle emigrazioni tra geografie europee e di Oltre Oceano, periodo della separazione dalla confinante Abruzzo, periodo dell?immigrazione dove intere flotte demografico/satellitari si sono spostate dai paesi confinanti verso i centri portanti del Molise e li hanno invasi. Il genere o lo stile di questi spostamenti appartiene, come dato di fatto, esclusivamente ad una grammatica sociologica del tipo ? qualunque cosa va, Dio provvede??. Certamente qualcuno ha dettato poi il senso della provvidenza che ne è scaturito anche, perché, la buona fede impiantata nel sangue della popolazione molisana, è uno dei pochi elementi che hanno unito le variegate dissimili caratteristiche di queste insolite forme di accumulo sociale. Così, questi insoliti ?villaggi sociali?, si sono evoluti crescendo in comunità portandosi al seguito tutto il corredo delle specifiche e originali identità di provenienza; ritualistiche devozionali, abitudini etno-popolari, suoni e significazioni nella struttura linguistico/dialettale e altro, che hanno reso, negli ultimi trent?anni, gli antichi centri canonici come Campobasso, Larino, Termoli, Isernia, Venafro ecc., nuovi centri di accoglienza trasformati successivamente, per processo naturale, in nuovo tessuto sociale che da autoctono e familiare, è divenuto, per spontanea conservazione anche nell? incoscio collettivo, in tessuto ?ibrido/meticciato?. Istruita, così, la nova tipologia sociale, plurietnica e antropologicamente mista, si è passati alla contemporaneità. Dalla discendenza per linea diretta, padri figli, queste organizzazioni spontanee hanno strutturato nuovi modelli comportamentali derivanti dalla commistione di vita comune tra ?cugini etnici? e popolazioni equivalenti. La mancanza di una chiara coscienza di questi fenomeni, la mancanza di una Università umanistica che avesse il compito e forse il dovere di delinearne i nuovi tipi e le avvenute tracce sociali, ha reso il territorio regionale inqualificabile e solo. Così, sulla scia di queste considerazioni, certamente arbitrarie e soggettive, rimane solo la coscienza culturale che estrae dalle sporadiche statistiche a gettito casuale, valori generalizzati che avrebbero il compito di identificarci e definirci nel nostro innovato vestito sociale; povertà sociale, emigrazioni dei cervelli, florida disoccupazione distribuita, perduto smalto ed efficienza dei lunghi e delle classi dirigenziali. In sintesi, il Molise, non sa chi è, non si conosce, ha perso la carta di identità e arranca nel buio alla ricerca di un ufficio ?celestiale? che gli possa certificare una classe e un genere di appartenenza. Ecco che eccellenza e qualità, significa ritorno a noi stessi, ripresa della programmazione intelligente, rimessa del pilota esperto alla conduzione della comunità, sicurezza nel futuro, perché chi progetta, chi prevede, chi conosce per esperienza e onestà gli obiettivi, costruisce nel presente già il valore dell?avvenire, e di conseguenza, costruisce comunità cariche di rispetto per se stesse, lucide e affratellate come era, forse, in precedenza il Molise. Certamente lo sarà ancora anche con un po? di accompagnamento da parte della divina provvidenza che il popolo abitualmente chiama buona fortuna?. E di fortuna, il Molise, ne ha certamente bisogno tanto, tanto tanto?..

Passeggiando tra le notizie, si incontrano strani personaggi. Con alcuni ci si saluta affettivamente, con altri ci si accenna sguardi carichi di tacite convenzionalità in copia dell?antico modello medievale. Con altri, ancora, ci si ignora o si finge di essere trasparenti. Queste le notizie; anime vestite di parola scritta e di immagini in JPG che creano e formano il famoso ?Imprinting etologico? del nostro ambiente e della nostra forma comunicativa dell?immediata contemporaneità. Sono i personaggi virtuali del mondo di adesso che noi viventi costruiamo e digeriamo stilando scie di riferimento a cui si rifaranno le generazioni che dovranno venire a seguito. Così, passeggiando nel magnifico parco di @ltromolise.it ( che quest?anno compie un lustro di vita), si incontra la notizia della graduatoria che stipula la condizione miserevole della povertà molisana; terzultima nel quadro regionale dell?Italia con al seguito la Basilicata e la Calabria. Saluta timidamente e con un po? di vergogna dice a bassa voce: ?In regione ben 26 famiglie su cento si trovano sotto la soglia minima, cioè con un budget ristrettissimo che garantisce a stento la sopravvivenza. E? la triste verità divulgata dall?Istat che ha pubblicato i dati sulle condizioni economiche delle regioni italiane confermando ancora una volta che al Nord si vive meglio. E? la Lombardia la terra in cui il tasso di benessere e più elevato, come è il Mezzogiorno l?area più depressa della Penisola?. Ma le promenade, come si sa, servono a far riflettere e l?eco enunciatorio che al nord si vive meglio, si fissa nel cervello disturbando la quiete e la serenità del magnifico paesaggio molisano. Al nord si vive meglio?. E? chiaro che la grana della voce dell?Istat non è suono da proporre all?Opera teatrale o al doppiaggio cinematografico. La voce delle statistiche è fredda e antipatica, quasi luttuosa e lugubre, ma ha sempre un fondo di strategico principio di processo iniziatico. E dunque, che al nord si viva meglio che da noi, suona come una sviolinata per un probabile disegno comunicativo, organizzato per rinforzare di manodopera migratoria le catene di montaggio arrugginite delle industrie del triangolo industriale che non ha più forza competitiva con il resto d? Europa e con le capacità del mercato governato, ormai, dalla grande muraglia e dalle ?mannaggia a Colombo? di Oltre Oceano. E proprio queste, le terre precolombiane degli indiani, qualche anno fa stipularono una sorta di graduatoria in cui confermavano che il posto migliore per vivere era l?Italia; esattamente la cittadina di Todi, il luogo natio del famoso Jacopone. Il centro storico della città umbra non ha nulla da farsi invidiare dai nostri centri storici molisani: Larino, Campobasso, Agnone, Termoli, Isernia e tanti altri il cui elenco sarebbe lungo da nominare. Dunque che cos?è che non va qui da noi?, Non funziona la mentalità?.A Todi , la bellissima piazzetta antistante le scalinate del duomo è curata e offerta come una visione idilliaca del benessere di vivere. I tanti caffè (come diceva lui) che la adornano, sono provvisti di personale specializzato, capace di accogliere e curare la clientela con le maniere dell?accoglienza e del servizio indispensabili ad una industria del turismo e al benessere visivo oltre alla qualità di vivere il luogo. Qui da noi, non solo l?industria turistica sembra essere una parola semanticamente scorretta (offensiva), ma la qualità dell?offerta proposta, corrisponde, quasi, figurativamente, ad un calcio nel sedere per ogni gentile straniero che siede ai tavolini dei bar o che passeggia curioso e meravigliato tra gli scempi progettuali dei nostri magnifici antichi centri storici. Sembra quasi che amministrazioni, architetti e geometri, abbiano una occultata scuola di sottofondo, in cui si insegna e si divulga il modo peggiore per costruire la bellezza ereditata. Ultimo, l?incontro con la notizia urlata dalle umiliate pietre del centro storico larinate. ?Spazzatura che invade i vicoli, parcheggi selvaggi, erbacce che spuntano tra le pietre storiche: a denunciare la situazione di degrado del borgo antico di Larino è Aristide Vitiello, presidente dell?associazione culturale ?Gruppo animatori centro storico Larino?, che si dice però stanco dei continui silenzi dell?Amministrazione Comunale che, nonostante le ripetute sollecitazioni, non muove nessun impegno per la salvaguardia della città o per migliorare lo stato deprimente in cui versa la situazione ambientale e urbanistica del centro storico. – Chiederemo alle autorità competenti se un?amministrazione che non ottempera ai bisogni dei cittadini, può essere mandata via ( casomai a trasferirsi a Todi). Siamo stanchi dell?arroganza e delle presunzione, ( anche la protervia non va esclusa), vogliamo partecipare, vogliamo sentirci coinvolti nelle decisioni della nostra città?. Vogliamo vivere la nostra terra e la nostra gente . Basta…, a Milano e al Nord dove si vive meglio, andateci voi, anche per dimostrare come riuscirete, con la vostra cultura e mentalità, a sopravvivere nei luoghi che pur non possedendo nulla di prezioso, hanno sostanziale conoscenza della qualità organizzativa, della comunicazione e della messa in opera di veri valori strutturali a favore dell?efficienza e dell?efficacia del vivere bene.
Ecco uno che sa di cosa parliamo: ?Prende il via la vendemmia 2006. Gli esperti parlano di una grande annata del vino italiano, infatti la quantità dovrebbe attenersi sui 50 milioni di quintali e principalmente nel Molise si prevede una raccolta del 10% in più dello scorso anno. E? la raccolta del ?Pinot bianco? che apre la vendemmia 2006. Dentro questo quadro si inserisce la grande vigna della Fattoria Di Vaira di Petacciato, che con i suoi 104 ettari e le sue 11 varietà fra le più note nel mondo del vino è pronta per un raccolto di ottima qualità.«Possiamo contare su un?uva che si presenta bella, sana e pronta per dare agli acquirenti la certezza della sua qualità» sottolinea il Dirigente della Fattoria «questo è importante per avere nuovi successi con i nostri vini bianchi e rossi». Questo è uno che Todi ci invidia. Se non siamo in grado di costruire cerchiamo almeno di copiare da chi sa fare meglio di noi?. Fine passeggiata.

VOGLIA DI CALIFORNIA
Mi chiamo Giordan Pinar e sono un amante di spiagge. La spiaggia significa ?relax?. Vacanza, sogno. Questa è la spiaggia. L?argomento di questo libro è la California, il mio sogno è di andare proprio lì in California. Questo è quello che avevo detto a Darck. Lui mi aveva guardato muovendo la testa in modo amorevole e forse aveva risposto a questi miei desideri con sincerità, perché il suo pelo nero aveva riflesso la calda, bruna, luce che arrivava netta dalla grande finestra aperta sulla bella estate di Cesenatico e mi aveva accarezzato le mani con la sua umida lingua rossa. Darck, il mio cane mi ascoltava sempre. E poi c?era Elfo il gatto anche lui era come Darck, ma un po? più vivace.
Darck, Elfo e io volevamo andare in California per rilassarci al mare, così prendemmo una decisione. Il piano era infilarci nel camion della Coca cola che partiva all?alba del giorno successivo da New York e arrivava a San Diego. E così facemmo.
Alla sera arrivammo a San Diego in California, prendemmo l?autobus e arrivammo in spiaggia, Darck disse: bauuu! Bauuuu!E ci buttammo in acqua, ma Elfo non venne perché aveva paura del mare, così rimase ?rannicchiato? sulla spiaggia. Alla sera io andai al casinò dove vinsi parecchi soldi, mentre Elfo e Darck rimasero in hotel ad abbaiare e miagolare alla finestra. Il giorno dopo ci nascondemmo in un furgoncino e arrivammo a Hollywood dove alloggiammo per due giorni.
Poi con i soldi vinti al casinò comprammo una macchina e un appartamento in una via sicura di Miami. Così ebbe inizio la nostra nuova vita, la nuova vita di un cane, un gatto e un ragazzo.
Nei giorni successivi incontrai degli amici che avevano molte cose in comune con me, ma c?era un amico che a mi somigliava tantissimo, così tanto che sembrava il mio fratello gemello. Quando l? ho conosciuto mi sembrava di sognare, si chiama Andrea (anche se io lo chiamo clone)e ha la mia stessa età. Anche Darck e Elfo si erano fatti degli amici sia gatti che cani anche se a volte litigavano fra loro.
Tre mesi fa ho preso un Bassotto tedesco nano di appena quattro mesi e l?ho chiamato Sally. Elfo e Darck gli hanno fatto conoscere i loro amici.
Sta per arrivare l?inverno e io e Andrea stiamo tirando fuori cappotti e maglioni io ho chiesto a Minny la mia vicina di banco di fare tre maglioni per Elfo, Darck e sally il Bassotto, lei ha accettato molto volentieri.
L?unica cosa che non va bene qui è che ora che arriva l?inverno e non posso più andare in spiaggia, ma d?altra parte in buona parte del mondo viene l?inverno.
(Darck, Elfo e Sally sono un po? depressi per l?arrivo dell? inverno).
Dopo l?inverno è finalmente arrivata la primavera e siamo tutti ritornati alla spiaggia, dove io e Andrea ci siamo fatti altri nuovi amici, specialmente stranieri come David il francese,Erry il ragazzo che vive a Manattan e Roy che è un super tifoso della squadra spagnola Barcellona.
In questi giorni mi sono fermato parecchie volte a guardare il mare e mi è sembrato che fosse arrabbiato con me, a tal punto ho pensato di farli un regalo , una poesia sul mare,così sono tornato a casa ho preso carta e penna e ho detto: ?mare ti dedico sta poesia?:?mare d?estate mare d?inverno mare caldo mare freddo sempre più bello è sto mare e per questo mi devi abbagliare tu sei splendente sei sempre uguale fammi sguazzare in sto bel mare. ?Questa e la poesia che ho letto al mare, poi l?ho guardato e mi è sembrato più felice. Domani a scuola ho l?esame di scienze e ho in mente di descrivere Darck, Elfo e Sally, portando in classe alcune loro fotografie, credo di fare un figurone. Erry e Roy ieri sera sono andati a una festa e si sono ubriacati ma così tanto che sono andati all? ospedale.
Ora sono seduto accanto alla porta della sala operatoria con Andrea e David ad aspettare le condizioni di Erry e Roy sperando che non sia niente di grave.
Il dottore ha detto che per rimettersi in forma ci vorranno almeno tre settimane di ricovero e che non sarà facile fargli ritornare sani. Aspettando il risultato delle analisi di Erry e Roy ho ricevuto il risultato dell?esame di scienze e ho avuto nove.
Finalmente abbiamo avuto il risultato delle analisi di Erry e Roy e stanno tutti e due bene, e ho pensato di fargli due regali che li sono piaciuti molto, a Erri ho regalato un mp 3, mentre a Roy ho regalato la maglia ufficiale del pallone d?oro Ronaldinho che è anche la stella del Barcellona e tutti e due mi hanno ringraziato mille volte.
Oggi sono andato in spiaggia come tutti i giorni, mi sono buttato in acqua con il sole che picchiava e mi sono scordato di mettermi la crema solare, così dopo dieci minuti che ero in acqua mi sono bruciato la schiena e per fortuna lo notato subito, dopo sono andato a casa di Andrea e gli ho chiesto di fasciarmi il dorso dopo la scottatura.
Io, Darck, Elfo e Sally ieri siamo andati a divertirci ad? Hollyvood e ho scoperto che c?è un bellissimo hotel di nome Toyoco, ho chiesto al portiere se potevo entrare a dare una sbirciatina e lui mi ha lasciato entrare, al centro dell?Hotel, ma più che altro Grand?Hotel, c?era una stupenda piscina idromassaggio e le pareti del Hotel Toyoco erano di vero oro con qualche sfumatura in argento.
Ho pensato che questa meraviglia di super albergo doveva costare una fortuna. Così ho chiesto al portiere dell? Hotel quanto costava una camera per uno, più tre animali per due giorni, lui mi disse che gli animali non potevano entrare e che una camera singola per due giorni erano 12.569 ?.
Io dissi che me l? aspettavo però svenni lo stesso.
Oggi a scuola Minni mi ha insegnato che se prendi o un cane piccolo o un gatto piccolo e a casa hai già un cane o gatto grande litigano, ma se hai un cane che è nato circa quando è nato il gatto vanno quasi sicuramente d?accordo.
Io Darck Elfo e Sally, abbiamo capito che la California è un punto dove si radunano tantissimi ragazzini e ragazzine visto che alla sera sono le uniche persone che si trovano in giro.
Un paio di mesi fa David il ragazzo che ho conosciuto in primavera s?è innamorato di una ragazza che è stata Miss California, si chiama Melina ed è una signorina molto famosa anche nello show del Wrestling e tra poche settimane si sposeranno.
Ma?il giorno del matrimonio di David e Melina ?è arrivato l?ex ragazzo campione di coppia WWE del Wresling di nome Nitro con il compagno Mercuri che hanno rapito Melina portandosela vie e prendendo a pugni David e facendoli una piccola frattura all?osso del naso.
TU VEUS DE CALIFORNIE
O’appelle Giordan Pinar et suis un amant de spiagge. La plage signifie “relax”. Congé, je rêve. Celle-ci est la plage. J’argue de ce livre est la Californie, mien rêve est d’aller vraiment là en Californie. Ceci est ce que j’avais dit à Darck. Il il m’avait regardé muovendo teste en mode affectueuse et peut-être il avait répondu à mes désirs avec sincérité, parce que le sien j’épluche noir avait r3fléchi la chaude, brune, lumière qui arrivait nette de la grande fenêtre ouverte sur le bel été de Cesenatico et il m’avait caressé les mains avec sa humide langue rouge. Darck, mon chien m’écoutait toujours. Et ensuite il y il avait Elfo le chat même il était comme Darck, mais un peu plus vif. Darck, Elfo et moi voulais aller en Californie pour rilassarci à la mer, ainsi pris une décision. Le plan était nous enfiler dans le camion de la Coca coule qu’il partait à l’aube du giorno suivant de Newyork et arrivait à San Diego. Et ainsi nous fîmes. Au soir nous arrivâmes à San Diego en Californie, prîmes l’autobus et arrivâmes en plage, Darck dit : bauuu ! Bauuuu!E nous nous jetâmes en eau, mais Elfo ne vint pas parce qu’il avait de la peur de la mer, ainsi resta “rannicchiato” sur la plage. Au soir j’allai au casino où je vainquis beaucoup d’argent, pendant qu’elfo et Darck restèrent en hôtel à aboyer et miagolare à la fenêtre. Le giorno après nous nous cachâmes dans une fourgonette et arrivâmes à Holliwood où nous logâmes pour deux jours. Ensuite avec l’argent vaincu au casino nous achetâmes une machine et une appartement dans une sûre de Maiemi. Ainsi il eut entame notre nouvelle vie, la nouvelle vie d’un chien, un chat et un ragazzo. dans les jours après je me fis des amis qui ont beaucoup de choses en commune avec moi, mais il y avait un ami qu’à moi il ressemblait tantissimo mais ainsi beaucoup qui semblait mon frère jumeau, lorsque l’ai connu me semblait de rêver, on appelle Andrea (même si je l’appelle clone)e ai mon même âge. Même Darck et Elfo on erano faits des amis soit des chats que chiens même si parfois ils querellaient entre eux. Il y à trois mois j’ai pris un Basset allemand nain à peine de quatre mois et je l’ai appelé Sally. Elfo et Darck lui ont fait connaître leurs amis. Il est en train d’arriver l’inverno et mo’et Andrea tire dehors des manteaux et pulls-over j’ai demandé à Minny ma voisine de banco de faire trois pulls-over pour Elfo, Darck et sally le Basset, elle a accepté très volontiers. L’unique chose qui ne va pas bien ici est que maintenant qu’il arrive l’inverno et je ne peux plus aller en plage, mais d’autre part en bonne partie du monde il vient l’inverno. (Darck, Elfo et Sally sont un peu déprimés pour l’arrivée de l’inverno). Après l’inverno il est finalement arrivé le printemps et sommes tout revenu à la plage, où mo’et Andrea y suis fait autres nouveaux amis, spécialement étrangers comme David le français, Erry le ragazzo qui vit à Manattan et Roy qui est un super tifoso de l’équipe espagnole Barcelone. Dans ces jours je me suis arrêté beaucoup de fois à regarder la mer et il m’a semblé qu’il était enragé avec moi, à tel point ai pensé de leur faire un cadeau, une poésie sur la mer, ainsi je suis tourné à casa ai pris papier et plume et ai dit : “mer je te dédie est poesia”:”mare d’été mer d’inverno mer chaude mer froide toujours plus belle est suis mer et pour ceci tu me dois t’éblouir il y à six resplendissanux es toujours égal moi sguazzare dans es belle mer. “Celle-ci et la poésie que j’ai lu à la mer, ensuite je l’ai regardée et il m’a semblé plus heureux. Demain à école j’ai l’examen de sciences et ai en menthes de décrire Darck, Elfo et Sally, en portant en classe certaines elles photographies, credo de faire des figurone. Erry et Roy hier soir sont allés à une fête et ils se sont soulés mais ainsi beaucoup qui sont allés à l’hôpital. Maintenant je suis assis auprès de la porte de la salle opératoire avec Andrea et David à attendre les conditions d’Erry et de Roy en espérant qu’il ne soit rien de grave. Le docteur a dit que pour se remettre en forme ils nous voudront au moins trois semaines de hospitalisation et qu’il ne sera pas facile lui faire revenir sains. En attendant le résultat des analisi d’Erry et de Roy j’ai reçu le résultat de l’examen de sciences et ai eu neuf. Finalement nous avons eu le résultat des analisi d’Erry et de Roy et sont tous et deux bien, et ai pensé de lui faire deux cadeaux qu’ils les sont des piaciuti beaucoup, à Erri ai offert un mp 3, pendant qu’à Roy j’ai offert la maille officielle du ballon d’or Ronaldinho qui est même l’étoile de la Barcelone et tous et deux ils m’ont remercié mille fois. Aujourd’hui je suis allé en plage comme tous les jours, je me suis jeté en eau avec les seules qui frappait et ils me sont scordato de me mettre la crème solaire, ainsi après dix minutes que j’étais en eau me suis brûlé le dos et heureusement remarqué vite, après je suis allé à casa d’Andrea et je lui ai demandé de me bander le dos peuple scottatura. Moi, Darck, Elfo et Sally hier suis allé à nous amuser ad’Hollivood et ai découvert que y il est très bel hôtel de nom Toyoco, ai demandé au portiere si je pouvais entrer à donner une sbirciatina et il m’a laissé entrer, à centre de l’Hôtel mais plus qu’autre Grand’Hôtel, il y avait une superbe piscine idromassaggio et les murs de l’Hôtel Toyoco erano de vrai or avec quelque nuance en argent. J’ai pensé que celle-ci étonnement de super auberge devait coûter une fortune. Ainsi j’ai demandé au portiere de l’Hôtel combien coûtait une chambre pour un, plus trois animaux pour deux jours, il me dit que les animaux ne pouvaient pas entrer et qu’une chambre individuelle pour deux jours erano 12.569 ?. Je dis que je me l’attendais cependant des svenni le même. Aujourd’hui à école Minni il m’a enseigné que si tu prends ou un chien petit ou un chat petit et à casa tu as gia un chien ou chat grand querellent, mais si tu as un chien qui est né environ lorsque il est né le chat vont presque sûrement d’accord. Je Darck Elfo et Sally, nous avons arrive que la Californie est un point où ils se rassemblent des tantissimi des gamins et gamins vu qu’au soir elles sont les uniques personnes qu’on trouve en tour. Je semble il y à de mois David le ragazzo que j’ai connu en printemps s’est tombé amoureux d’une fille qui a été Miss Californie, on appelle Melina et est une mademoiselle très célèbre même dans le show du Wrestling et entre peu de semaines ils s’épouseront. Mais… le giorno du mariage de David et de Melina “est arrivé lex ragazzo champion de couple WWE du Wresling de nom Nitro avec les pareil Mercures qui ont enlevé Melina en lui la portant voies et en prenant à des poings David et en en faisant une petite fracture à l’os du nez.
IT WANTS OF CALIFORNIA
I call Giordan Pinar and are a lover of spiagge. The beach means “relax”. Vacation, dream. This is the beach. The argument of this book is California, my dream is to go just lì in California. This is what I had said to Darck. It had watched me muovendo the head in loving way and perhaps he had answered to these my desires with sincerity, because its black hair had reflected the warmth, tawny, light that arrived clean from the great window opened on the beautiful summer of Cesenatico and the hands with its humid red language had caress me. Darck, my dog always listened to me. And then the cat was Elfo also he was like Darck, but a po’ livelier. Darck, Elfo and I wanted to go in California for rilassarci to the sea, therefore I took one decision. The plan was to thread to us in the truck of the Coke strains that it left to the dawn of the successive day from New York and arrived to Saint Diego. And therefore we made. To the evening we arrived to Saint Diego in California, we took the bus and we arrived in beach, Darck said: bauuu! Bauuuu!E us we throwed in water, but Elfo did not come because it had fear of the sea, therefore remained “rannicchiato” on the beach. To the evening I went to the casino where I gained several moneies, while Elfo and Darck remained in hotel to bark and to miagolare to the window. The day after we hid in a small van and we arrived to Holliwood where we lodged for two days. Then with the moneies gained to the casino we bought one machine and an apartment in one sure way of Maiemi. Therefore our new life, the new life of a dog had beginning, a cat and a boy in the days after I made myself of the friends that they have many things in common with me, but was a friend who to me was similar tantissimo but therefore a lot who seemed my twin brother, when has known it me seemed to dream, calls Andrea (even if I call it clone)e I have my same age. Also Darck and Elfo had been made of the friends are cats that dogs even if to times litigated between they. Three months ago I have taken to a German Dachshund dwarf hardly four months and I have called it Sally. Elfo and Darck have introduced it their friends. It is in order to arrive the winter and I and Andrea are pulling coats outside and sweaters I have asked Minny my neighbor for bench to make three sweaters for Elfo, Darck and sally the Dachshund, she has accepted a lot gladly. The only thing that does not go well here is that hour that arrives the winter and I cannot more go in beach, but of other part in good part of the world the winter comes. (Darck, Elfo and Sally are a po’ gotten depressed for the arrival of the winter). After the winter finally the spring has arrived and is all returns you to the beach, where I and Andrea are made other new friends, especially foreign like David the French, Erry the boy who lives to Manattan and Roy that is a super tifoso of the Spanish square Barcelona. In these days several times are stopped me to watch the sea and me it has seemed that it was angry with me, to such point I have thought to make them a gift, a poetry on the sea, therefore they are returned to house I have taken to paper and pen and I have said: “sea I dedicate to you is to poesia”:”mare of summer winter sea warm sea more and more beautiful cold sea is I am sea and for this me you must dazzle six always equal dazzling six you make me to sguazzare in you are beautiful sea. “This and the poetry that I have read to the sea, then I have watched it and me he has seemed happier. Tomorrow to school I have the examination of sciences and I have in mind to describe to Darck, Elfo and Sally, carrying in class some they photographies, creed to make a figurone. Erry and Roy yesterday evening have gone to a festivity and they have ubriacati but therefore a lot that has gone to the hospital. Hour they are seated beside the door of knows it operating with Andrea and David to wait for the conditions of Erry and Roy being hoped that it is not nothing of serious. The doctor has said that in order to recover in shape they will want at least three weeks to us of shelter and that it will not be easy fargli to return healthy. Waiting for the result of the analyses of Erry and Roy I have received the result of the examination of sciences and have had nine. Finally we have had the result of the analyses of Erry and Roy and are all and two good, and I have thought about fargli two gifts that them are piaciuti a lot, to Erri I have given mp 3, while to Roy I have given the official mesh of the football of gold Ronaldinho that is also the star of Barcelona and all and two I ringraziato thousand times. Today they have gone in beach like every day, they are thrown to me in water with the sun that beat and they are scordato to me to put the solar cream to me, therefore after ten minuteren that I was in water are burnt me the back and fortunately the endured noticed one, after they have gone to house of Andrea and I have asked to it to wrap the popola back to me scottatura. I, Darck, Elfo and Sally yesterday have gone to amuse ad’ Hollivood to us and have uncovered that is a beautifulst hotel of Toyoco name, have asked the porter if I could enter to give a sbirciatina and it has left me to enter, to the center of the Hotel but more than other Grand’ Hotel, there was a wonderful swimming pool idromassaggio and the walls of the Toyoco Hotel were of true gold with some shading in silver. I have thought that this wonder of super hotel had to cost one fortune. Therefore I have asked the porter for the Hotel how much cost a room for one, more three animals for two days, it said to me that the animals could not enter and that a single room for two days was 12,569. I said that me I waited for but svenni the same one. Today to Minni school it has taught to me that if you take or a small dog or a small cat and to house you have gia a dog or large cat litigates, but if you have a dog that is been born approximately when the cat is been born goes nearly sure of agreement. I Darck Elfo and Sally, we have understood that California is a point where children and children assemble themselves tantissimi inasmuch as to the evening they are the only persons who find themselves in turn. A pair of months ago David the boy that I have known in spring s’ is in love of a girl that has been Miss California, calls Melina and is a Miss. much famous one also in the show of the Wrestling and between little weeks they will be married. But… the day of the wedding of David and Melina “has arrived lex boy champion of brace WWE of the Wresling of Nitro name with the companion Mercuries that have kidnapped Melina carrying it ways and taking to David fists and making them one small fracture to the bone of the nose.
ES WÜNSCHT VON KALIFORNIEN,
das ich Giordan Pinar benenne und ein Geliebter von spiagge bin. Die Strandmittel “entspannen sich”. Ferien, Traum. Dieses ist der Strand. Das Argument dieses Buches ist Kalifornien, mein Traum soll gerechtes gehen lì in Kalifornien. Dieses ist, was ich zu Darck gesagt hatte. Es hatte mich muovendo der Kopf in liebevoller Weise aufgepaßt und möglicherweise hatte er auf diese meine Wünsche mit Aufrichtigkeit, weil sein schwarzes Haar die Wärme reflektiert hatte, Tawny, Licht geantwortet, das sauber vom großen Fenster ankam, das auf dem schönen Sommer von Cesenatico geöffnet war und die Hände mit seiner feuchten roten Sprache Liebkosung ich hatten. Darck, mein Hund hörte immer auf mich. Und dann war die Katze Elfo auch, das er wie Darck war, aber ein lebhafteres PO ‘. Darck, Elfo und ich wollten in Kalifornien für rilassarci zum Meer gehen, folglich traf ich eine Entscheidung. Der Plan war, zu uns im LKW der Koksbelastungen zu verlegen, denen er die Dämmerung des aufeinanderfolgenden Tages von New York und zu Heiligem Diego angekommen überließ. Und folglich bildeten wir. Zum Abend, den wir zu Heiligem Diego in Kalifornien, wir ankamen, nahm den Bus und wir kamen im Strand an, gesagtes Darck: bauuu! Bauuuu!E wir, die wir im Wasser throwed, aber Elfo kam nicht, weil es Furcht vor dem Meer hatte, folglich gebliebenes “rannicchiato” auf dem Strand. Zum Abend ging ich zum Kasino, in dem ich einige moneies gewann, während Elfo und Darck im Hotel blieben, und zum miagolare zum Fenster zu bellen. Der Tag, nachdem wir in einem kleinen Packwagen uns versteckten und wir kamen zu Holliwood an, in dem wir für zwei Tage unterbrachten. Dann mit den moneies, die zum Kasino kauften wir gewonnen wurden, eine Maschine und eine Wohnung in einer sicheren Möglichkeit von Maiemi. Folglich unser neues Leben, hatte das neue Leben eines Hundes den Beginn, eine Katze und einen Jungen in den Tagen, nachdem ich von den Freunden mich bildete, daß sie viele Sachen im Common mit mir haben, aber ein Freund war, der zu mir ähnliches tantissimo aber folglich ein Los war, das mein Doppelbruder schien, wenn hat gewußt, schien es ich zu träumen, Anrufe Andrea (sogar wenn ich es clone)e nenne, das ich mein gleiches Alter habe. Auch Darck und Elfo waren von den Freunden sind die diese Katzen Hunde selbst wenn zu den Zeiten stritten zwischen sie gebildet worden. Vor drei Monaten habe ich einem deutschen Dachshund Zwerg kaum vier Monate genommen und ich habe es Sally genannt. Elfo und Darck haben es ihre Freunde eingeführt. Es ist, um anzukommen der Winter und I und Andrea ziehen die äußeren Mäntel und die Strickjacken, die ich gebeten habe, daß Minny mein Nachbar, damit Bank drei Strickjacken für Elfo, Darck und sally das Dachshund, sie hat angenommen viel froh bildet. Die einzige Sache, die nicht gut hier geht, ist diese Stunde, die der Winter ankommt und ich nicht in Strand mehr gehen kann, aber anderen Teils im guten Teil der Welt, die der Winter kommt. (Darck, Elfo und Sally sind ein PO ‘, das für die Ankunft des Winters niedergedrückt erhalten wird). Nach dem Winter schließlich ist der Frühling angekommen und ist alle Rückkehr Sie zum Strand, in dem I und Andrea andere neue Freunde gebildet werden, besonders fremd wie David die Franzosen, Erry der Junge, der zu Manattan und zu Roy lebt, das ein Supertifoso des spanischen quadratischen Barcelonas ist. An diesen Tagen werden mehrmals ich gestoppt, zum des Meeres aufzupassen und ich hat es, daß es mit mir verärgert war, solchem Punkt, den ich den Gedanken habe, zum sie eines Geschenks zu bilden, eine Poesie auf dem Meer geschienen, folglich werden sie zum Haus zurückgebracht ich zum Papier genommen habe und Feder und ich haben gesagt: “Meer, das ich Ihnen einweihe, ist zu poesia”:”mare von Sommerwinter-Seewarmem Meer immer ist schöneres kaltes Meer ich sind Meer und für dieses ich müssen Sie das Gleichgestellte sechs immer blenden, das sechs blendet Sie mich zum sguazzare in Ihnen sind schönes Meer bilden. “dieses und die Poesie, die ich zum Meer gelesen habe, dann zu mir haben es aufgepaßt und ich hat er glücklicher geschienen. Morgen zur Schule habe ich die Prüfung von Wissenschaften und ich habe zu Darck, zu Elfo und zu Sally zu beschreiben im Verstand, und trage in der Kategorie einiges sie photographies, das Kredo, zum eines figurone zu bilden. Erry und Roy gestern abend sind zu einer Festlichkeit gegangen und sie haben ubriacati aber folglich viel, das zum Krankenhaus gegangen ist. Stunde, die sie neben der Tür von setzen, kennt sie funktionierend mit Andrea und David, um die Zustände von Erry und von Roy zu warten, die gehofft wird, die er nicht nichts von ernstem ist. Der Doktor hat gesagt, daß zwecks in der Form zurückgewinnen wünschen sie mindestens drei Wochen zu uns von Schutz und daß es nicht das einfache fargli ist, zum gesundes zurückzubringen. Das Resultat der Analysen von Erry und von Roy wartend, habe ich das Resultat der Prüfung von Wissenschaften empfangen und habe neun gehabt. Schließlich gute alle haben wir das Resultat der Analysen von Erry und von Roy gehabt und und zwei sind, und ich habe an fargli zwei Geschenke, die sie piaciuti viel sind, zu Erri gedacht, das ich Wartungstafel 3 gegeben habe, während ich Roy das amtliche Ineinandergreifen des Fußballs des Goldes Ronaldinho gegeben habe, das auch der Stern von Barcelona und von allen und das zwei I ringraziato tausendmal ist. Heute sind sie in Strand wie jeden Tag gegangen, werden sie zu mir im Wasser mit der Sonne geworfen, die schlugen und sie scordato zu mir sind, zum der Solarcreme zu mir zu setzen, folglich, nachdem 10 daß ich waren im Wasser werden gebrannt mich die Rückseite und glücklicherweise ausgehaltene beachtete minuteren, nachdem sie zum Haus von Andrea gegangen sind und ich habe zu ihm gefragt, das popola zurück zu mir aufzuwickeln scottatura. I, Darck, Elfo und Sally gestern sind gegangen, Anzeige ‘ Hollivood zu unterhalten zu uns und aufgedeckt zu haben, die ein beautifulst Hotel des Toyoco Namens ist, haben gebeten, daß der Porter, wenn ich hereinkommen könnte, um ein sbirciatina zu geben und es mich gelassen hat, um hereinzukommen, zur Mitte des Hotels aber mehr als anderes großartiges ‘ Hotel, gab es ein wundervolles Swimmingpool idromassaggio und die Wände des Toyoco Hotels waren vom zutreffenden Gold mit einigem, das im Silber schattiert. Ich habe gedacht, daß dieses Wunder des Superhotels ein Vermögen kosten mußte. Folglich habe ich den Porter um das Hotel gebeten, wieviel Kosten ein Raum für einen, mehr drei Tiere für zwei Tage, es zu mir sagte, daß die Tiere nicht hereinkommen konnten und daß ein einzelner Raum für zwei Tage 12.569 war. Ich sagte, daß ich, den ich aber svenni das gleiche wartete. Heute zur Minni Schule hat es mir unterrichtet, daß, wenn Sie oder ein kleiner Hund oder eine kleine Katze und unterzubringen nehmen, Sie gia ein Hund haben, oder große Katze streitet, aber, wenn Sie haben, geht ein Hund, der ungefähr getragen wird, wenn die Katze geboren gewesen wird, von der Vereinbarung fast sicher. I Darck Elfo und Sally, haben wir verstanden, daß Kalifornien ein Punkt ist, in dem Kinder und Kinder tantissimi sich zusammenbauen, insofern als zum Abend sie die einzigen Personen sind, die sich der Reihe nach finden. Ein Paar Monate vor David der Junge, den ich im Frühjahr s bin in der Liebe eines Mädchens gewußt habe, das Fräulein Kalifornien gewesen ist, benennt Melina und ist ein Fräulein viel berühmtes auch im Erscheinen des Wringens und zwischen kleinen Wochen werden sie verbunden. Aber… hat der Tag der Hochzeit von David und von Melina “angekommenen lex Junge Meister der Klammer WWE des Wresling von Nitronamen mit dem Begleiter Mercuries, die Melina entführt haben, das es Weisen trägt und zu den David Fäusten nimmt und sie einen kleinen Bruch zum Knochen der Nase bildet.
DESEA DE CALIFORNIA
que llamo Giordan Pinar y que soy un amante del spiagge. Los medios de la playa “relajan”. Vacaciones, sueño. Ésta es la playa. La discusión de este libro es California, mi sueño es ir lì justo en California. Esto es lo que había dicho a Darck. Me había mirado muovendo la cabeza de la manera cariñosa y quizás él había contestado a estos mis deseos con sinceridad, porque su pelo negro había reflejado el calor, color rojizo, la luz que llegó limpio de la gran ventana abierta en el verano hermoso de Cesenatico y las manos con su lengua roja húmeda tenían caricia yo. Darck, mi perro escuchó siempre mí. Y entonces el gato era Elfo también que él era como Darck, solamente un po ‘ más animado. Darck, Elfo y yo desearon entrar en California para el rilassarci al mar, por lo tanto tomé una decisión. El plan era roscar a nosotros en el carro de las tensiones del coque que dejó al amanecer del día sucesivo de Nueva York y llegado a Santo Diego. Y por lo tanto hicimos. La tarde que llegamos a Santo Diego en California, nosotros llevó el autobús y llegamos en la playa, Darck dicho: ¡bauuu! Bauuuu!E nosotros que throwed en agua, pero Elfo no vino porque tenía miedo del mar, “rannicchiato por lo tanto permanecido” en la playa. A la tarde fui al casino en donde gané varios moneies, mientras que Elfo y Darck permanecían en hotel raspar y al miagolare a la ventana. El día después de que ocultáramos en una furgoneta pequeña y nosotros llegamos a Holliwood donde nos alojamos por dos días. Entonces con los moneies ganados al casino compramos una máquina y un apartamento de una manera segura de Maiemi. Por lo tanto nuestra nueva vida, la nueva vida de un perro tenía comenzar, un gato y un muchacho en los días después de que me hiciera de los amigos que tienen muchas cosas en campo común con mí, pero fuera un amigo que a mí era tantissimo similar pero por lo tanto una porción que se parecía mi hermano gemelo, cuando ha sabido yo se parecía soñar, las llamadas Andrea (incluso si lo llamo clone)e que tengo mi misma edad. También Darck y Elfo habían sido hechos de los amigos son gatos esos los perros incluso si a las épocas las litigaron en medio. Hace tres meses he llevado un enano alemán de Dachshund apenas cuatro meses y lo he llamado Sally. Elfo y Darck lo han introducido sus amigos. Es para llegar el invierno e I y Andrea están tirando de las capas exteriores y de los suéteres que he pedido que Minny mi vecino para que el banco haga tres suéteres para Elfo, Darck y sally el Dachshund, ella ha aceptado mucho alegre. La única cosa que no va bien aquí es esa hora que llega el invierno y no puedo entrar más en playa, pero de la otra parte en la buena parte del mundo que viene el invierno. (Darck, Elfo y Sally son un po ‘ conseguido presionado para la llegada del invierno). Después del invierno finalmente el resorte ha llegado y es todas las vueltas usted a la playa, donde I y Andrea se hacen otros nuevos amigos, especialmente extranjeros como David el francés, Erry el muchacho que vive a Manattan y a Roy que sea un tifoso estupendo de la Barcelona cuadrada española. En actualmente varias veces se paran me para mirar el mar y yo se ha parecido que estaba enojado con mí, a tal punto que tengo pensamiento para hacerles un regalo, una poesía en el mar, por lo tanto se vuelven a la casa he llevado el papel y la pluma y yo hemos dicho: el “mar que dedico a usted está a poesia”:”mare del mar caliente del mar del invierno del verano más y un mar frío más hermoso es yo es mar y para esto yo usted debe deslumbrar siempre al igual seises que deslumbra seises usted me hace al sguazzare en usted es mar hermoso. “el y la poesía que he leído el mar, después a mí lo han mirado y yo él se ha parecido más feliz. Mañana a la escuela tengo la examinación de ciencias y tengo en la mente a describir a Darck, a Elfo y a Sally, llevando en clase alguno ellos los photographies, credo para hacer un figurone. Erry y Roy han ido ayer por la noche a una festividad y tienen el ubriacati pero por lo tanto mucho que ha ido al hospital. La hora que se asientan al lado de la puerta de la sabe que funciona con Andrea y David para esperar las condiciones de Erry y de Roy que son esperados que no es nada de serio. El doctor ha dicho que para recuperarse en forma desearán por lo menos tres semanas a nosotros del abrigo y que no sea fargli fácil para volver sano. Esperando el resultado de los análisis de Erry y de Roy he recibido el resultado de la examinación de ciencias y he tenido nueve. Finalmente hemos tenido el resultado de los análisis de Erry y de Roy y somos todos y dos buenos, y he pensado de fargli dos regalos que son piaciuti mucho, a Erri que he dado P. M. 3, mientras que a Roy he dado el acoplamiento oficial del balompié del oro Ronaldinho que es también la estrella de Barcelona y de toda y ringraziato de dos I mil veces. Han entrado hoy en playa como cada día, se lanzan a mí en agua con el sol que batieron y son scordato a mí para poner la crema solar a mí, por lo tanto después de que diez minuteren que yo estuvieran en agua me estén quemado la parte posteriora y afortunadamente notada aguantada, después de que hayan ido a la casa de Andrea y le he pedido envolver el popola de nuevo a mí scottatura. I, Darck, Elfo y Sally ha ido ayer a divertir el anuncio ‘ Hollivood a nosotros y a haber destapado que es un hotel del beautifulst del nombre de Toyoco, ha pedido que el portero si podría entrar para dar un sbirciatina y me ha dejado para entrar, al centro del hotel pero más que el otro ‘ hotel magnífico, había un idromassaggio maravilloso de la piscina y las paredes del hotel de Toyoco estaban de oro verdadero con alguno que sombreaba en plata. He pensado que esta maravilla del hotel estupendo tuvo que costar una fortuna. Por lo tanto he pedido a portero el hotel cuánto coste un cuarto para uno, más tres animales por dos días, él dijo a mí que los animales no podrían entrar y que un solo cuarto por dos días era 12.569. Dije que yo que esperé solamente svenni el mismo. Hoy a la escuela de Minni me ha enseñado que si usted toma o un perro pequeño o un gato pequeño y contener usted tiene gia un perro o el gato grande litiga, pero si usted tiene un perro que se lleva aproximadamente cuando se es nato el gato va casi seguro del acuerdo. I Darck Elfo y Sally, hemos entendido que California es un punto donde los niños y los niños se montan tantissimi ya que a la tarde son las únicas personas que se encuentran alternadamente. Un par hace de los meses David el muchacho a que he conocido en los s del resorte estoy en amor de una muchacha que ha sido Srta. California, llama Melina y es una Srta. la mucho famosa también en la demostración de la lucha y entre las pequeñas semanas los casarán. Pero… el día de la boda de David y de Melina “tiene campeón llegado del muchacho del lex del apoyo WWE del Wresling del nombre nitro con el compañero Mercuries que han secuestrado Melina que lo llevaba las maneras y que llevaba los puños de David y que les hacía una fractura pequeña al hueso de la nariz. ( And Pic anni 10,50)

Pierre Vincent, specialista in epidemiologiadichiara dichiara che L’epidemia di chikungunya passerà l’inverno in maniera più calma. Da cinque settimane l’epidemia di chikungunya stagna, ma resta presente. Il lasso di tempo assegnato dall’inverno australe, e che permette di raggiungere l’obiettivo zero dei casi, si riduce. L’individuo sociale deve diventare attore e non più restare spettatore di fronte al dilagarsi dell’epidemia di chikungunya. il medico Pierre Vincent, (cellula interregionale d’epidemiologia Réunion-Mayotte) conferma che sei nuovi casi sono stati individuati tra il 21 ed il 27 agosto. La settimana precedente, il numero di infezioni primarie è passato a sette. “Da cinque settimane, riteniamo, dopo consolidamento, ad una trentina il numero di persone toccate dal chik.” Non ci sono focolari, ma la trasmissione continua attraverso questi casi sporadici “, prosegue lo specialista.” Per prova, le ultime descrizioni in data si distribuiscono in modo disparato sull’isola: a Sainte-Clotilde, a Saint-Leu, due alla salina, alla Possession ed alla montagna. Questo dato diffuso e queste cifre sono molto meno allarmanti di quelli dell’anno scorso, ma non restano meno inquietanti. Infatti, più le settimane passano e più l’estate australe accompagnata dal forte calore si avvicina. Queste condizioni sono ideali per l’esplosione della popolazione di zanzare. Le autorità insistono dunque, di nuovo, sull’importanza della descrizione dei pazienti (n° verde: 0800.110 000) che permettono di trattare un perimetro di 100 case attorno al focolare dell’epidemia. Senza dimenticare, le operazioni preventive nei siti dove le zanzare pullulent o che offrono condizioni adatte al suo sviluppo. Così, più di 1.200 persone sono impegnate nella ricerca e nella cura, hanno trattato più di 25 località emergenti, 55 cimiteri e 119 ravines. Flora Thérond Rivani aggiunge: “le zone più trattate che corrispondono alle descrizioni di caso o di proliferazione entomologique si trovano a Saint-Denis, Possession, Santo-Paul, Saint-André, Etang salato e Santo-Louis”. Infine, per contenere la propagazione del virus e raggiungere l’obiettivo, le autorità sanitarie insistono sull’importanza della protezione dei pazienti, suscettibili di contaminare, via il aedes e per il periodo di virémie, altre persone.

” Evocando l’indagine del punto, Snalc-CSEN (sindacato nazionale degli istituti universitari e collegi – confederazione sindacale dell’istruzione nazionale)”si stupisce del debole numero di stabilimenti classificati pericolosi “- 22 collegi soltanto per Ile-de-France, 100 istituti universitari per tutto l’esagono – ma soprattutto degli stabilimenti trattenuti in questa classificazione. In un comunicato di ieri, sotto il titolo “violenze scolastiche:” indagine curiosa “, il sindacato ritiene che” fondata sui soli risultati del software dichiarati, software ministeriale di censimento degli atti di violenza, quest’indagine può essere soltanto parziale.”" Snalc indirizza dunque “le sue più vive congratulazioni al direttore del collegio Condorcet di Nîmes.” Grazie alla sua onestà morale e civica, con una denunzia probabilmente sistematica dei fatti di violenza, questo capo di stabilimento, senza alcuno dubbio, ha dato la temperatura media delle incivilités che regnano nell’ambito dell’istruzione nazionale.”

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