03 Set 2006 @ 11:28 PM 


Passeggiando tra le notizie, si incontrano strani personaggi. Con alcuni ci si saluta affettivamente, con altri ci si accenna sguardi carichi di tacite convenzionalità in copia dell?antico modello medievale. Con altri, ancora, ci si ignora o si finge di essere trasparenti. Queste le notizie; anime vestite di parola scritta e di immagini in JPG che creano e formano il famoso ?Imprinting etologico? del nostro ambiente e della nostra forma comunicativa dell?immediata contemporaneità. Sono i personaggi virtuali del mondo di adesso che noi viventi costruiamo e digeriamo stilando scie di riferimento a cui si rifaranno le generazioni che dovranno venire a seguito. Così, passeggiando nel magnifico parco di @ltromolise.it ( che quest?anno compie un lustro di vita), si incontra la notizia della graduatoria che stipula la condizione miserevole della povertà molisana; terzultima nel quadro regionale dell?Italia con al seguito la Basilicata e la Calabria. Saluta timidamente e con un po? di vergogna dice a bassa voce: ?In regione ben 26 famiglie su cento si trovano sotto la soglia minima, cioè con un budget ristrettissimo che garantisce a stento la sopravvivenza. E? la triste verità divulgata dall?Istat che ha pubblicato i dati sulle condizioni economiche delle regioni italiane confermando ancora una volta che al Nord si vive meglio. E? la Lombardia la terra in cui il tasso di benessere e più elevato, come è il Mezzogiorno l?area più depressa della Penisola?. Ma le promenade, come si sa, servono a far riflettere e l?eco enunciatorio che al nord si vive meglio, si fissa nel cervello disturbando la quiete e la serenità del magnifico paesaggio molisano. Al nord si vive meglio?. E? chiaro che la grana della voce dell?Istat non è suono da proporre all?Opera teatrale o al doppiaggio cinematografico. La voce delle statistiche è fredda e antipatica, quasi luttuosa e lugubre, ma ha sempre un fondo di strategico principio di processo iniziatico. E dunque, che al nord si viva meglio che da noi, suona come una sviolinata per un probabile disegno comunicativo, organizzato per rinforzare di manodopera migratoria le catene di montaggio arrugginite delle industrie del triangolo industriale che non ha più forza competitiva con il resto d? Europa e con le capacità del mercato governato, ormai, dalla grande muraglia e dalle ?mannaggia a Colombo? di Oltre Oceano. E proprio queste, le terre precolombiane degli indiani, qualche anno fa stipularono una sorta di graduatoria in cui confermavano che il posto migliore per vivere era l?Italia; esattamente la cittadina di Todi, il luogo natio del famoso Jacopone. Il centro storico della città umbra non ha nulla da farsi invidiare dai nostri centri storici molisani: Larino, Campobasso, Agnone, Termoli, Isernia e tanti altri il cui elenco sarebbe lungo da nominare. Dunque che cos?è che non va qui da noi?, Non funziona la mentalità?.A Todi , la bellissima piazzetta antistante le scalinate del duomo è curata e offerta come una visione idilliaca del benessere di vivere. I tanti caffè (come diceva lui) che la adornano, sono provvisti di personale specializzato, capace di accogliere e curare la clientela con le maniere dell?accoglienza e del servizio indispensabili ad una industria del turismo e al benessere visivo oltre alla qualità di vivere il luogo. Qui da noi, non solo l?industria turistica sembra essere una parola semanticamente scorretta (offensiva), ma la qualità dell?offerta proposta, corrisponde, quasi, figurativamente, ad un calcio nel sedere per ogni gentile straniero che siede ai tavolini dei bar o che passeggia curioso e meravigliato tra gli scempi progettuali dei nostri magnifici antichi centri storici. Sembra quasi che amministrazioni, architetti e geometri, abbiano una occultata scuola di sottofondo, in cui si insegna e si divulga il modo peggiore per costruire la bellezza ereditata. Ultimo, l?incontro con la notizia urlata dalle umiliate pietre del centro storico larinate. ?Spazzatura che invade i vicoli, parcheggi selvaggi, erbacce che spuntano tra le pietre storiche: a denunciare la situazione di degrado del borgo antico di Larino è Aristide Vitiello, presidente dell?associazione culturale ?Gruppo animatori centro storico Larino?, che si dice però stanco dei continui silenzi dell?Amministrazione Comunale che, nonostante le ripetute sollecitazioni, non muove nessun impegno per la salvaguardia della città o per migliorare lo stato deprimente in cui versa la situazione ambientale e urbanistica del centro storico. – Chiederemo alle autorità competenti se un?amministrazione che non ottempera ai bisogni dei cittadini, può essere mandata via ( casomai a trasferirsi a Todi). Siamo stanchi dell?arroganza e delle presunzione, ( anche la protervia non va esclusa), vogliamo partecipare, vogliamo sentirci coinvolti nelle decisioni della nostra città?. Vogliamo vivere la nostra terra e la nostra gente . Basta…, a Milano e al Nord dove si vive meglio, andateci voi, anche per dimostrare come riuscirete, con la vostra cultura e mentalità, a sopravvivere nei luoghi che pur non possedendo nulla di prezioso, hanno sostanziale conoscenza della qualità organizzativa, della comunicazione e della messa in opera di veri valori strutturali a favore dell?efficienza e dell?efficacia del vivere bene.
Ecco uno che sa di cosa parliamo: ?Prende il via la vendemmia 2006. Gli esperti parlano di una grande annata del vino italiano, infatti la quantità dovrebbe attenersi sui 50 milioni di quintali e principalmente nel Molise si prevede una raccolta del 10% in più dello scorso anno. E? la raccolta del ?Pinot bianco? che apre la vendemmia 2006. Dentro questo quadro si inserisce la grande vigna della Fattoria Di Vaira di Petacciato, che con i suoi 104 ettari e le sue 11 varietà fra le più note nel mondo del vino è pronta per un raccolto di ottima qualità.«Possiamo contare su un?uva che si presenta bella, sana e pronta per dare agli acquirenti la certezza della sua qualità» sottolinea il Dirigente della Fattoria «questo è importante per avere nuovi successi con i nostri vini bianchi e rossi». Questo è uno che Todi ci invidia. Se non siamo in grado di costruire cerchiamo almeno di copiare da chi sa fare meglio di noi?. Fine passeggiata.

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 03 Set 2006 @ 11:28 PM

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