21 Giu 2007 @ 7:38 PM 


Margherita Hack una delle menti scientifiche più brillanti dell?Italia e del Mondo nonostante la veneranda età continua imperterrita a diffondere la conoscenza scientifica.

Nata a Firenze già ordinario di Astronomia all?Università di Trieste dal 1964 al 1987, è membro dell?Accademia dei Lincei. Nella sua lunga carriera ha collaborato con l’Università di Berkeley (California), l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey), l’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda), l’Università di Città del Messico è con l’Università di Ankara (Turchia). I suoi lavori più importanti vertono sulle stelle in rapida rotazione, chiamate stelle a emissione B, che emettono grandi quantità di materiale e a volte formano anelli o inviluppi stellari, e sulle stelle a inviluppo esteso. Ha contribuito in particolare allo studio delle stelle di tipo Be, caratterizzate da uno spettro continuo solcato di righe scure. Le sue recenti ricerche includono la spettroscopia, nel visibile e nell’ultravioletto, dei sistemi a stelle binarie, nei quali le due componenti sono così vicine da interagire, e delle stelle simbiotiche.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Le nebulose e gli universi-isole(1959), La radíoastronomia alla scoperta di un nuovo aspetto dell’Universo (1960), L’universo, Pianeti, stelle e galassie (1963), Esplorazioni radíoastronomíche (1964), L’universo violento della radioastronomia (1983), Corso di astronomia (1984), L’universo alle soglie del Duemila (1992), La galassia e le sue popolazioni (1992), Alla scoperta dei sistema solare (1993), Cosmogonie contemporanee (1994), Una vita tra le stelle (1995), L’amica delle stelle (1998).
Il trattato Stellar Spettroscopy, scritto a Berkeley, nel 1959, con Otto Struve (1897-1963) è considerato ancora un testo fondamentale. Attualmente dirige insieme a Corrado Lamberti il mensile astronomico: Le Stelle.
Nonostante i suoi numerosi impegni ha trovato il tempo di rispondere ad alcune domande in una intervista interamente dedicata alla cosmologia e ad alcuni fenomeni di grande attualità.
Osservare l’esplosione di una supernova quali nuove conoscenze può dare allo studio della cosmologia?
“L’esplosione di una supernova oltre a dare informazioni sulle cause fisiche dell’esplosione, nel caso si tratti di un particolare tipo di supernova detta di tipo ?Ia?, può servire per determinare la distanza della galassia in cui è esplosa. Questo perchè le supernove di questo tipo al massimo di splendore hanno tutte lo stesso splendore intrinseco e quindi misurando lo splendore apparente si può stabilire la distanza, uno dei tasselli fondamentali per la cosmologia”.
Come morirà il sole?
“Il Sole fra circa 5 miliardi di anni avrà esaurito il combustibile nucleare idrogeno; il nocciolo centrale composto di nuclei di elio comincerà a raffreddarsi e non sarà più in grado di opporsi alla forza di gravità. La stella comincerà a contrarsi e così il nocciolo si riscalderà per effetto della compressione a cui è sottoposto. Quando raggiungerà una temperatura di 100 milioni di gradi l’elio comincerà a trasformarsi in carbonio; l’energia prodotta sarà molto maggiore di quella prodotta dal bruciamento dell’elio, e il Sole dovrà espandere per poterla dissipare dalla sua superficie. Il suo raggio aumenterà di cieca 200 volte e lambirà l’orbita della terra. Sarà diventato una”gigante rossa” perchè la sua temperatura superficiale dai 6000 gradi attuali sarà scesa a causa dell’espansione a circa 3000 e apparirà di colore rossastro. Poi l’esteso e rarefatto inviluppo esterno andrà lentamente disperdendosi nello spazio e nel giro di miliardi di anni resterà il caldo a piccolo nocciolo centrale. Il Sole sarà diventato una “nana bianca” che non avendo altre fonti di energia andrà lentamente raffreddandosi”.
A marzo di quest’anno la Nasa ha lanciato una notizia sull’esistenza nei sistemi extrasolari di pianeti dotati di un sole doppio. Lei cosa ne pensa?
“E’ certamente possibile, lo indicano le osservazioni dei moti della stella doppia, però quei pianeti non potranno ospitare forme di vita perchè soggetti all’attrazione gravitazionale di due stelle che provocano orbite molto complesse e variazioni forti di temperatura”.
I cerchi nel grano sono davvero frutto di campi magnetici?
“Penso che i cerchi nel grano siano frutto di scherzi di burloni, qualcosa che non ha niente a che vedere con la scienza”.
Crede che davvero un giorno il nostro genere umano possa imbattersi in una galassia esterna alla nostra popolata da altri essere umani? Oppure l’enorme vastità dell’universo non permetterà mai un incontro simile?
“Certamente non potremo mai incontrare abitanti di pianeti di altre galassie. Le più vicine, satelliti della nostra sono le nubi di Magellano a più di 200000 anni luce da noi. Forse potremo scambiare messaggi radio con abitanti di pianeti extrasolari distanti qualche decina di anniluce”.
Quanto è importante per la ricerca aerospaziale che la Cina abbia lanciato il primo uomo nello spazio?

“E’ importante per la Cina che ha conoscenze scientifiche avanzate e che speriamo le usi per collaborare con Europa e America e non per fini non pacifici”. (di ROBERTO COLELLA)

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 21 Giu 2007 @ 07:38 PM

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