Caro pasquale di lena, sappiamo tutti che a Larino il pensare richiama la metafora del tacchino contrapposto al pappagallo che parla. Qui, sembra assistere all’eterno ritorno delle parole latine esposte davanti all’assalto barbaro di Roma dopo la sua voluta decadenza. Parli di gente che vuol fare per Larino; parli di cultura, parli di qualità, forse, qualità di vita…. Ebbene, in tutti questi anni la domanda che ci pone l’intelligenza è: cosa è stata la vita a Larino, perché non si è riusciti a organizzare un minimo di qualità diffusa e perché a Larino, con tutte le sue potenzialità che hai ripetutamente elencato, dove chiunque, ogni singolo abitante potrebbe vivere di rendita attraverso un semplice piano di turismo culturale e di salute ambientale ( semplicemente respirando la collina), in effetti si vive peggio della generazione dei nostri padri, nonni e su salendo. Ebbene, caro pasquale, il senso delle domande richiede, a persone che pensano e che possono, perché ne hanno acquisito i codici e l’esperienza, pensare anche a favore della comunità, richiede il senso delle analisi e delle scientifiche formule della comunicazione voluta e imposta nella città da parte di un gruppo oligarchico dotato di grande limite al sapere e che non possono vedere, perché mai sentito e provato, il valore della qualità sincera e forte che altri riescono a percepire a colpo d’occhio. Va detto che i politici che pensano e che manifestano il labaro della loro verità a favore di tutti, i politici che dovrebbero essere di sinistra come dovrebbe esserlo un Sindaco eletto con tanto di programma mai visto e verificato, questi politici che poi, nella soggettività sono persone di altissimo grado votato alla mediocrità, sono coloro che non pensano per Larino come il famoso tacchino, ma parlano a ripetizione, e con eloquenza molto scarsa, come il caro pappagallo che in effetti, a costo del mercato, valeva moto più della quotazione esposta per il tacchino. Ma tu sai che la metafora, divenuto classico aforisma nostrano, è di altissima intelligenza economica, e forse anche filosofica. La questione si risolve perché una persona di Larino, il proprietario del tacchino, trasforma l’aliquota di valore del prodotto utilizzando lo stesso sistema estimatorio del suo concorrente: il pappagallo parla e quindi vale di più, ma il tacchino pensa e quindi ha un valore aggiunto che il pappagallo parlante non potrà mai raggiungere. Non ti sembra formula manageriale di altissima qualità imprenditoriale? Di questa schiera di parolieri improvvisati da piazza provinciale, purtroppo, mi sconforta dirlo, un buon esercito è composto da persone che tu difendi e che sostieni, persone che hanno anche avuto in più occasioni l’opportunità di dimostrare la verità dei loro pensieri applicandoli alla verità di vita della comunità, cosa che scientificamente, come scientifico è il modello di potere a Larino, hanno per proprio miserrimo vantaggio, perché a Larino si vive di miseria intellettuale a favore di pochi spiccioli ricavabili dal fedele seguito scodinzolante, questi tuoi sostenuti sono dotati di forte ego narcisistico, che molto spesso si traduce in invidia da comari, e seppure dotati di alta potenzialità fattiva, si perdono spesso in “inciuci” da confine periferico e uccidono tutto e tutti. Caro pasquale, sai bene che l’organizzazione del sapere e la qualità distributrice di questa dea a vantaggio della comunità che vivi e che ti vive significa impegno missionario. Significa coscienza dell’essere in vita in un determinato luogo che puoi anche amare perché tu sei il luogo, con i suoi morti e la tua vita, e il luogo è te perché sei l’unico che può applicare con l’azione, appunto con la vita attiva, il valore di vita che il tuo tempo determinato ti permette di esercitare sulla dote lasciata da chi ti ha preceduto. È questione di coscienza e di consapevolezza, ma soprattutto è questione di cultura e di sapere che obbliga chi ha scelto di pensare, l’obbligo di istruire per forza o per amore chi ha scelto di parlare affinché il mercato comunitario, e il tempo di vita Comune diventi sano e piacevole da vivere per tutti, indistintamente. Un abbraccio Antonio PICARIELLO

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