
LA CAMERA DELLA CULTURA
Da qualche anno in Campobasso è nata la Camera della Cultura, che stabilisce quali artisti possono lavorare e cosa si può mostrare al pubblico: in questo modo un’invisibile, (o visibile), censura costringe i pochi artisti non allineati al silenzio.
I bersagli principali della camera della cultura sono coloro che si occupano di arte dell’anima. Questo perché la camera ha capito l’importanza e il fascino che esercita sulla massa le immagini “dell’anima”.
Per cui occorre distruggere le opere che lanciano messaggi non rispondenti all’ideologia provincialsocialista. I movimenti difformi () sono definiti "degenerati, " “antichi”.
La camera vuole dimostrare che i pittori “dell’anima”, trasmettono valori che ostacolano l’arte cosiddetta ufficiale e inquinano la presunta bellezza del vero artista ufficiale.
Secondo la camera, l’uso di immagini dell’anima è una distorsione della natura.
Quasi, quasi mi viene da pensare che la camera è un tribunale invisibile, appoggiato dal fallimento di artisti, politicanti e direttori di giornali, il tutto per tornaconti economici e personali.
Censurare le opere degli artisti dell’anima non basta: è necessario mobilitare l’opinione pubblica, discriminare gli artisti dell’anima e avvalorare l’arte ufficiale per far questo è sempre presente il premeditato gioco dei direttori di giornale.
A Campobasso qualche tempo fa sono state allestite due mostre contemporaneamente. Una esibiva le opere di artisti ben accetti dalla camera, dove si esaltavano i simboli, i segni, tentativi di ricordi, forme, forme e forme, dove soprattutto faceva bella mostra la decadenza simbolica. Quaranta persone in tutto visitarono la mostra. L’altra si svolgeva in un luogo angusto vi erano esposte molte opere dell’anima, senza cornici e nella più totale confusione. I titoli erano stati aggiunti dagli organizzatori, il riscontro del pubblico positivo un vero successo.
La camera della cultura mostrava al visitatore quale era il modo "giusto" di interpretare le opere esposte condannando le pitture dell’anima con la pretesa che la mostra delle opere della onnipresente camera della cultura è stata finanziata dalle istituzioni pubbliche, cioè col denaro del "popolo lavoratore, quindi arte ufficiale!
E’ giunto il momento di alzare il tono di gridare nelle tenebre, fin troppo si è ascoltato tacendo, l’anima risponda attraverso valori dell’emozione e dell’istinto contrapposti alla miopia della ragione. Sono con quelli che riproducono con immediatezza ciò che li spinge a creare». Valorizziamo i valori emotivi della comunicazione.
Mario serra


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