
La storia della musica ha visto la nascita di innumerevoli tipi di composizioni, spesso impropriamente definiti forme musicali. Questa pagina si propone semplicemente di elencarle, senza tentare ulteriori, impossibili classificazioni. È infatti frequente che una composizione assuma più denominazioni alternative o che un tipo di composizione possa costituire una sezione di un’altra (ad esempio, il minuetto come terzo movimento della sinfonia classica).
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I generi musicali sono categorie entro le quali vengono raggruppate, indipendentemente dalla loro forma, composizioni musicali aventi caratteristiche generali comuni, quali l’organico strumentale, il destinatario e il contesto in cui sono eseguite.
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Il grado di omogenità formale e stilistica di tali raggruppamenti è molto variabile e diviene addirittura nullo nel caso di generi con alle spalle una lunga storia, quali la musica sinfonica o l’opera lirica. La loro identità si fonda piuttosto sul contesto sociale e ambientale a cui le composizioni sono destinate (il teatro, la sala da concerto, la discoteca, la strada, la sala da ballo, la chiesa, il salotto) e sulle diverse modalità con cui la musica si coniuga di volta in volta ad altre forme di spettacolo, arte o letteratura, quali il teatro, l’immagine, la poesia, il racconto.
A conferma dello stretto legame che intercorre tra genere musicale, recezione e fruizione, negli ultimi decenni l’industria discografica ha spesso preferito, per ragioni commerciali, inquadrare gli interpreti entro singoli generi.
La unificazione dei due sovrageneri deve essere considerata una semplificazione di una realtà molto complessa e soggetta a punti di vista non facilmente conciliabili. Da una parte è vero che il concetto di musica etnica nasce per compensare il disinteresse della cultura musicale occidentale verso tutta la musica non destinata a contesti sociali alti o estranea all’area geografica dell’Europa centrale, e che di conseguenza non tutta la musica etnica si può considerare popolare. Dall’altra, a partire dal XX secolo, la musica popolare acquista per lo più un’importanza commerciale che ne fa qualcosa di sostanzialmente diverso, e tuttavia tende spesso ad assorbire ed inglobare elementi propri della musica etnica.
In anni recenti, alcuni generi musicali, universalmente riconosciuti come tali ma ancora non soggetti ad importanti trasformazioni storiche, sono stati classificati in base ad un insieme di criteri di tipo diverso, quali le forme musicali, le sonorità caratteristiche, gli stili, gli strumenti impiegati, i temi trattati nei testi letterari eventualmente abbinati alla musica e, talvolta, i collegamenti e le contaminazioni con generi musicali antecedenti o con tradizioni musicali provenienti da aree geografiche diverse. La combinazione di tutti questi fattori definisce sinteticamente l’identità del genere musicale, rendendolo riconoscibile ai suoi fruitori abituali.
Tra i generi contemporanei si collocano:
Ed inoltre si elencano i seguenti generi:
o
È arduo definire con precisione questo genere, universalmente riconosciuto come "gothic", in Italia invece chiamato soprattutto "dark". Di questa tendenza musicale (e ovviamente non solo musicale) fanno parte anche gruppi di successo come Depeche Mode, The Cure, Placebo. Per Dark si intende qualsiasi tipo di musica che trasmetta tristezza, depressione, malinconia, ma questo è riferito soprattutto alla New Wave e al "classico" gothic, mentre il dark moderno con le sue nuove evoluzioni tende a mischiarsi molto con il punk, con l’Elettronica e con altri generi musicali, diventando un genere decisamente ampio e dai confini indefinibili.

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