
-così come appare agli occhi del mondo…..- tratto da altromolise.it
Gli oggetti sono immobili ma essendo passivi testimoniano la durata delle cose, ciò segna la loro esistenza e li differenzia l’uno dall’altro, come tutto, pur essendo prodotti di massa, hanno una qualche identità.
Quello che gli succede diventa interessante come se fossero vivi. In realtà essi sono più o meno le estensioni delle persone ed hanno il potenziale per essere eterni. Ogni singolo oggetto ha una narrazione di se stesso ed anche un particolare aspetto del proprietario cui appartiene o a cui una volta apparteneva. La narrazione è una forma di valore degli oggetti che attribuiamo attraverso la memoria o il modo in cui sono trattati e percepiti.
Il nostro modo di vedere le cose che ci appartengono, non solo le cose ordinarie, ma anche cose come il suono dello sgocciolamento d’acqua dal soffitto o l’omissione, nella pronuncia, di parole inglesi. Un atteggiamento che ci permette un nuovo modo di guardare alla sostanza delle cose, quello che è vero nella nostra vita e che noi siamo. Questa mostra vuole indirizzare lo sguardo in una nuova direzione: verso la memorizzazione di ogni giorno attraverso gli oggetti.
Così come appare agli occhi del modo
Gli oggetti sono immobili [come la donna] -( il cliente dal mobiliere: vorrei un oggetto immobile per i vestiti mobili della mia casa immobile) ma (deve essere passivo perché) essendo passivi (gli oggetti) testimoniano la durata (1) delle cose [minghia, ma questo è un copione di aldo giovanni e giacomo]-( in quanto cose e oggetti non hanno sinonimia se non per i pazzi scatenati- alè…), ciò segna ( segna segna maruzzella) la loro esistenza e li differenzia l’uno dall’altro, come tutto, pur essendo prodotti di massa, hanno una qualche identità. [segna la loro esistenza [ devo ripeterlo per la bellezza dell’astrattismo disperso, vediamo: la durata dovrebbe essere la cusale che segna la loro esistenza, ma che poi, la durata - li differenzia l’uno dall’altro, come tutto,[ecco il massimo stupore umano, come tutto, [agg.indef., pron.indef., s.m.] ovvero la durata delle cose ( bisogna fare molta attenzione a non scambiare il significato intenzionale con il sostantivale altrimenti si rischia di passare dai mobilieri ai farmacisti a richiedere un viagra) pur essendo prodotti di massa, (la durata?) hanno una qualche identità (minghia/ minghia) la loro esistenza e li differenzia l’uno dall’altro, come tutto, pur essendo prodotti di massa, hanno una qualche identità.
Quello che gli succede diventa interessante come se fossero vivi. In realtà essi sono più o meno le estensioni delle persone ed hanno il potenziale per essere eterni. Ogni singolo oggetto ha una narrazione di se stesso ed anche un particolare aspetto del proprietario cui appartiene o a cui una volta apparteneva. La narrazione è una forma di valore degli oggetti che attribuiamo attraverso la memoria o il modo in cui sono trattati e percepiti.
Il nostro modo di vedere le cose che ci appartengono, non solo le cose ordinarie, ma anche cose come il suono dello sgocciolamento d’acqua dal soffitto o l’omissione, nella pronuncia, di parole inglesi. Un atteggiamento che ci permette un nuovo modo di guardare alla sostanza delle cose, quello che è vero nella nostra vita e che noi siamo. Questa mostra vuole indirizzare lo sguardo in una nuova direzione: verso la memorizzazione di ogni giorno attraverso gli oggetti.
(1)filos., nella filosofia di Bergson: modo secondo cui la coscienza percepisce il tempo, riconosciuto nella sua fluidità originaria, senza suddivisioni, e svincolato da ogni sovrastruttura intellettuale o simbolica, in contrapposizione all’idea scientifica di tempo come successione di istanti identici
Così come appare alla fenomenologia ebbra
Gli oggetti sono immobili ma essendo passivi testimoniano la durata delle cose, ciò segna la loro esistenza e li differenzia l’uno dall’altro, come tutto, pur essendo prodotti di massa, hanno una qualche identità.[tentativo di interpretazione- Gli oggetti ….. immobili ….. testimoniano la durata delle cose. Ciò segna la loro esistenza e li differenzia l’uno dall’altro. Pur essendo prodotti di massa, hanno una qualche identità.]
Quello che gli succede diventa interessante come se fossero vivi.[ è impossibile metterci mano…]
In realtà essi sono più o meno le estensioni delle persone ed hanno il potenziale per essere eterni.
Ogni singolo oggetto ha una narrazione di se stesso ed anche un particolare aspetto del proprietario cui appartiene o a cui una volta apparteneva.
La narrazione è una forma di valore degli oggetti che attribuiamo attraverso la memoria o il modo in cui sono trattati e percepiti.
Il nostro modo di vedere le cose che ci appartengono, non solo le cose ordinarie, ma anche cose come il suono [il suono è una cosa?]dello sgocciolamento d’acqua dal soffitto o l’omissione, nella pronuncia, di parole inglesi. [aiuto]
Un atteggiamento che ci permette un nuovo modo di guardare alla sostanza delle cose, quello che è vero nella nostra vita e che noi siamo. [maronna mia…]
Questa mostra vuole indirizzare [come la durata?] lo sguardo in una nuova direzione: verso la memorizzazione di ogni giorno attraverso gli oggetti.[amen]
Consigli per gli acquisti….
-Il CILS, certificato di conoscenza dell’Italiano come lingua seconda, rilasciato dall’Universita’ per Stranieri Di Siena e riconoscito dal Ministero Italiano degli Esteri, e’ il titolo universitario che ne attesta la competenza linguistica.
La ILS organizza corsi di preparazione per l’esame CILS.-
GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
Gli assiomi della comunicazione furono definiti da Paul Watzlawick e altri studiosi della Scuola di Palo Alto (California), allo scopo di identificare alcune proprietà della comunicazione, ed utilizzarle per diagnosticare alcune patologie. Ne definì cinque: l’impossibilità di non comunicare; i livelli comunicativi di contenuto e relazione; la punteggiatura della sequenza di eventi; la comunicazione numerica e analogica; l’interazione complementare e simmetrica.
Il primo assioma dice che è impossibile non comunicare: qualsiasi interazione umana è una forma di comunicazione. Qualunque atteggiamento assunto da un individuo, diventa immediatamente portatore di significato per gli altri.
Il secondo stabilisce un rapporto tra il contenuto e la relazione che c’è fra i comunicanti: secondo gli studiosi di Palo Alto il contenuto classifica la relazione. Ogni comunicazione comporta un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti. Ad esempio, la mamma che ordina al bambino di andare a fare il bagno esprime, oltre al contenuto (la volontà che il bambino si lavi), anche la relazione che intercorre tra chi comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato.
Il terzo assioma evidenzia la connessione tra la punteggiatura della sequenza di comunicazione e la relazione che intercorre tra i comunicanti: il modo di interpretare la comunicazione è in funzione della relazione tra i comunicanti. Poiché la comunicazione è un continuo alternarsi di flussi comunicativi da una direzione all’altra e le variazioni di direzione del flusso comunicativo sono scandite dalla punteggiatura, il modo di leggerla sarà determinato dal tipo di relazione che lega i comunicanti. Ad esempio, se una scimmietta potesse stabilire la punteggiatura delle comunicazioni, potrebbe affermare di avere ben addestrato il proprio padrone, in quanto ogni volta che si mette a ballare questi è subito pronto a suonare il proprio organetto.
Il quarto assioma attribuisce agli esseri umani la capacità di comunicare sia analogicamente sia digitalmente. Quando gli esseri umani comunicano per immagini, ad esempio disegnando, la comunicazione è analogica. La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza tra gli strumenti di supporto e le grandezze rappresentate: mantiene quindi un rapporto di analogia con i fenomeni e gli oggetti che designa e trasmette. Esempi di mezzi di comunicazione analogici sono: il termometro a mercurio, l’orologio a lancette. Quando si comunica usando le parole, la comunicazione segue il modulo digitale. Questo perché le parole sono segni arbitrari che permettono una manipolazione secondo le regole della sintassi logica che li organizza. La comunicazione digitale si basa sull’uso di segnali discreti per rappresentare in forma numerica i fenomeni e gli oggetti che intende designare. Esempi di mezzi di comunicazione digitali sono: il fax, il compact disc, l’orologio a cristalli liquidi (in cui l’indicazione dell’ora e delle sue frazioni è visualizzata con scatti di cifre).
Infine, per il quinto assioma, tutti gli scambi comunicativi si fondano o sull’uguaglianza o sulla differenza e quindi possono essere simmetrici o complementari. Si dicono complementari gli scambi comunicativi in cui i comunicanti non sono sullo stesso piano ( mamma/bambino, dipendente/datore di lavoro). Sono simmetrici gli scambi in cui gli interlocutori si considerano sullo stesso piano: è questo il caso di comunicazioni tra pari grado.(marito/moglie, compagni di classe, fratelli, amici)

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