
Signor Mignogna, questo è un suo blog. visto che lei è un “giornalista” sa che qualunque strumento della comunicazione è soggetto alle leggi che regolano, in Italia, questo settore. Il mio intervento qui è stato richiesto dalle sue parole: “Per buona pace di chi dice che i rifiuti sono una questione di lingua italiana e di immagini "di repertorio", si possono chiamare in Latino, in Francese o in Tedesco che sempre monnezza è” (è chiaro che sempre monnezza è anche la lingua italiana usata come monnezza). Bene. Non è certo a lei che devo dimostrare chi sono e cosa faccio, se lei fosse giornalista, come dice di essere, dovrebbe saperlo per professione. Immagino lei sia iscritto all’albo come pubblicista, avrà sostenuto degli esami oppure sarà passato al vaglio di un giudizio dato dal direttore del giornale per cui ha lavorato due anni con compenso. Le avranno detto che un giornalista deve saper usare la lingua italiana per scrivere così come un operatore ecologico deve saper tenere pulita la città per cui lavora, perché questo è il servizio che il giornale offre al lettore che, non dimentichi , paga l’acquisto del giornale e con questo atto stipula un contratto di fiducia sulla qualità con il produttore. Se il direttore vende merce scadente costringe il cliente a rivolgersi ad altro sistema per avere informazioni. Il pregiudizio da comari non è giornalismo che, lei dovrebbe sapere, si basa su documentazioni e sui fatti rimessi al pubblico sottoforma di scrittura e che per norma dovrebbe distinguersi nella qualità, nello stile e nella sostanza, per dare forma ai contenuti. I tentativi di esternare qualcosa esistente solo nella testa dello scrittore non è giornalismo. I giornali entrano nelle scuole e se il giornalista scrive pò in funzione di po’ il docente ha obbligo di far rilevare e denunciare, se non refuso, il pericolo educativo che la scrittura, monnezza, comporta. Sarebbe come dire lo sforzo e il lavoro programmato dalla didattica venisse danneggiato solo perché l’incoscienza di un direttore della notizia non è capace di distinguere la giusta scrittura dalla monnezza. Vede sig.- Mignogna questo è il principio fondamentale del sistema sociale e se così non fosse, non ci sarebbe necessità di vivere in comunità. Spazzeremmo ognuno le nostre grotte, cacceremo per conto nostro e sopravvivremo come meglio ci pare. Che poi io svolga un ruolo a vantaggio della società in cui lei vive, credo dovrebbe apprezzarlo visto il beneficio che ne deriva alla comunità con poco. Se non riesce a vedere neanche questo, mi dispiace, ma non so proprio come aiutarla… Signor mignogna, questo è un suo blog. visto che lei è un “giornalista” sa che qualunque strumento della comunicazione è soggetto alle leggi che regolano, in Italia, questo settore. Il mio intervento qui è stato richiesto dalle sue parole: “Per buona pace di chi dice che i rifiuti sono una questione di lingua italiana e di immagini "di repertorio", si possono chiamare in Latino, in Francese o in Tedesco che sempre monnezza è” (è chiaro che sempre monnezza è anche la lingua italiana usata come monnezza). Bene. Non è certo a lei che devo dimostrare chi sono e cosa faccio, se lei fosse giornalista, come dice di essere, dovrebbe saperlo per professione. Immagino lei sia iscritto all’albo come pubblicista, avrà sostenuto degli esami oppure sarà passato al vaglio di un giudizio dato dal direttore del giornale per cui ha lavorato due anni con compenso. Le avranno detto che un giornalista deve saper usare la lingua italiana per scrivere così come un operatore ecologico deve saper tenere pulita la città per cui lavora, perché questo è il servizio che il giornale offre al lettore che, non dimentichi , paga l’acquisto del giornale e con questo atto stipula un contratto di fiducia sulla qualità con il produttore. Se il direttore vende merce scadente costringe il cliente a rivolgersi ad altro sistema per avere informazioni. Il pregiudizio da comari non è giornalismo che, lei dovrebbe sapere, si basa su documentazioni e sui fatti rimessi al pubblico sottoforma di scrittura e che per norma dovrebbe distinguersi nella qualità, nello stile e nella sostanza, per dare forma ai contenuti. I tentativi di esternare qualcosa esistente solo nella testa dello scrittore non è giornalismo. I giornali entrano nelle scuole e se il giornalista scrive pò in funzione di po’ il docente ha obbligo di far rilevare e denunciare, se non refuso, il pericolo educativo che la scrittura, monnezza, comporta. Sarebbe come dire lo sforzo e il lavoro programmato dalla didattica venisse danneggiato solo perché l’incoscienza di un direttore della notizia non è capace di distinguere la giusta scrittura dalla monnezza. Vede sig.- Mignogna questo è il principio fondamentale del sistema sociale e se così non fosse, non ci sarebbe necessità di vivere in comunità. Spazzeremmo ognuno le nostre grotte, cacceremo per conto nostro e sopravvivremo come meglio ci pare. Che poi io svolga un ruolo a vantaggio della società in cui lei vive, credo dovrebbe apprezzarlo visto il beneficio che ne deriva alla comunità con poco. Se non riesce a vedere neanche questo, mi dispiace, ma non so proprio come aiutarla… a. p.

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