21 Ago 2009 @ 8:37 PM 

 

 

NOUM IDAN di 26 anni, qualificato ingegnere informatico laureato nello Stato d’Israele è morto in seguito ad un’overdose di droga aggiunta ad  alcool. Cinquemila giovani, ad una decina di chilometri sopra Guardiaregia a Castello Matese- Un Rave Party organizzato nel bosco di Bocca della Selva programmato con il passaparola informatico stile  Woodstock anni sessanta estremizzato  ai modelli di vita giovanile contemporanei dove ogni evento segue le direttive dei grandi pensatori pubblicitari, micidiali,  del ‘900: estremizzare e ripetere. L’ingegnere israeliano non è riuscito  passare la notte; il suo muscolo cardiaco non ha sostenuto la dose alla nitroglicerina che l’intelligente ragazzo gli ha somministrato attraverso i condotti sanguigni. Il cuore del giovane ingegnere israeliano non ha superato la prova di sfida  ed è scoppiato. I molisani non capiscono. Cosa? Cosa c’è da capire?. Un mega incontro di cinquemila persone nei nostri  silenziosi boschi di montagna; un ingegnere che ogni padre desidererebbe fosse suo figlio per le qualità di studio possedute che muore come un cretino qualsiasi in una regione sperduta dell’Italia che in tanti non sanno è divisa dall’Abruzzo dal sessantatrè. Nessuno se ne è ancora accorto… e qui un israeliano muore in raccolta con cinquemila giovani provenienti da ogni geografia planetaria. Cosa devono capire i molisani? Loro hanno politici da anteguerra cui seguire le avanguardistiche risoluzioni del mondo contemporaneo. Assessori alla cultura con tredici laure nella tasca parlanti dieci lingue e calcolando le radici quadrate a decimo di secondo mentalmente. Il Molise offre solo boschi silenziosi ala mondo dei giovani che sanno apprezzarli. Sentite qui che linguaggio, e questo è soffice e romantico: Provo vergogna nell’immedesimarmi in questa musica, eppure fa parte di me. I suoni e i concetti sono distorti e avvolti in una nebbia radioattiva. Le sensazioni sono dilatate ed amplificate, il contrasto cromatico è al massimo. Le sforbiciate abrasive delle chitarre di Donahue e Grasshopper sono gettate nel fango dal flauto di Thorpe. I rumori più cattivi sono anche quelli più infantili, succhiano il latte dalle mammelle. I coretti da asilo nido e i carillon di sottofondo assumono un aspetto minaccioso, ingombrante. Il sentimentalismo schizoide di Yerself Is Steam è qui portato ad estrema conseguenza, il risultato è un diamante grezzo, un universo di suoni imperfetto. Tutto è eccessivo”. I nostri trisnonni avevano "I dolori del giovane Werther" di von Goethe cui rifarsi i nostri figli hanno quello che njoi abbiamo pensato dovessero avere. Questo. Un bosco solitario di Gradiaregia. Non farebbe piacere ai nibelunghi, al barocco tedesco, alle idee pregobbesiane  antiespressionismo? Il futurismo compie cento anni e in Molise ancora non ci sono arrivati, Pollock nacque nel 1912 ed è morto ubriaco nel 56 e qui si parla ancora di artistucoli della domenica che non sanno  leggere un libro, non sanno cosa è una traduzione cosa sia letteratura americana, africana, australiana, cinese, giapponese e altro, stanno ancora con Manzoni nelle brache e Pirandello nel cappello mentre l’avanguardia marcia a velocità della luce questi vogliono imporre la loro cecità per continuare lo spietato potere fuori contesto di cui sono unici detentori preistorici.  Il ragazzo israeliano fa notizia perché è uno di Woodstock alla molisana, ma i giovani muoiono come mosche solitarie annegati nel loro vomito di abbandonati ecco qualcuno che non arriverà nei rotocalchi nazionali. Leggete. Questo è il Molise. – Morto forse da un quarto d’ora. Stroncato da una overdose di eroina. L’ennesima vittima della droga assassina è un giovane di 26 anni. Viveva con i suoi genitori in un appartamento in via Larino, nel centro di Campobasso. Un ragazzo insospettabile, che non era "censito" dalle forze dell’ordine tra i tossicodipendenti. Dopo cena il giovane si è ritirato nella sua stanza. Lì ha preparato la dose. Ha preso la droga contenuta in un flacone, che è stato trovato vicino al corpo, ha riempito la siringa e si è iniettato l’eroina. La droga lo ha stroncato. Forse non ha avuto nemmeno il tempo e la forza di chiedere aiuto. I genitori solo più tardi, insospettiti dall’insolito silenzio, lo hanno chiamato. Dalla stanza, però, nessuna risposta. La sensazione che fosse successo qualcosa al loro figlio. QUando sono entrati nella stanza hanno cercato di soccorrerlo. Subito una telefonata al 118. Ma il giovane era già morto. Non c’era più nulla da fare. Nell’abitazione sono arrivati gli agenti della Polizia Scientifica che hanno sequestrato la siringa e il flacone. La procura di Campobasso ha subito avviato le indagini per scoprire da dove proviene la droga che ha ucciso il 26enne campobassano, chi ha ceduto la dose mortale.

E’ stata effettuata l’autopsia sul cadavere del giovane ingegnere israeliano morto durante il Rave Party tenutosi al confine tra Molise e Campania.
 

I giovani hanno bisogno del loro mondo non di quello imposto da chi ha da tempo  rinunciato al mondo per uno scranno senza spirito e senz’anima. Il Molise è un bel luogo se i giovani lo scelgono da soli. Non uccidiamoli ancora….capiamoli, capiamoci…

 

 Antonio Picariello

 

 

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 21 Ago 2009 @ 08:37 PM

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