09 Giu 2006 @ 8:51 PM 


Associazione a delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all’Ue. E’ l’accusa con cui sono state arrestate 14 persone in Molise, Abruzzo e Puglia. Un giro da oltre 4 miliardi di lire dal 1998 al 2002. I contributi servivano a realizzare impianti per la pesca. In contrada Colle delle forche, una discarica a cielo aperto nei pressi della diga è stata sequestrata dagli agenti della forestale. In carcere o agli arresti domiciliari ? su disposizione del Gip che ha accolto le richieste del procuratore – sono finiti imprenditori, funzionari Regionali, presidenti di cooperative e persino un sindaco, Giovanni Schiav, a capo della giunta polista di Lesina (Foggia), ora ai “domiciliari” assieme al fratello gemello Francesco, con cui è titolare di uno studio da commercialista. I forestali nei giorni scorsi erano intervenuti nella zona per spegnere un incendio ed avevano trovato un vero e proprio deposito di carcasse di elettrodomestici, container con materiale anche pericoloso, con prevalenza di ferro, abbandonati forse da qualche ditta che si occupa del recupero e smaltimento dei rifiuti. L?area è risultata, tra l’altro, anche vincolata dal punto di vista paesaggistico e idrogeologico, e rientra in un Sic, un sito di interesse comunitario. I contributi comunitari e statali, per oltre 4,3 miliardi di lire, ottenuti negli anni dal 1998 al 2002 per realizzare strutture, mai finite. L’inchiesta, condotta dalla Procura della Repubblica di Larino, ha fatto registrare ieri 14 arresti in Molise, Abruzzo e Puglia, per associazione per delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all’Unione europea. L’indagine è stata condotta per oltre un anno dal comando provinciale di Campobasso della Guardia di Finanza. Nelle 336 pagine che compongono l’ordinanza del Gip, si ipotizza una attività messa in campo con lo scopo di conseguire erogazioni pubbliche e nello stesso tempo frodare il fisco. Nel mirino degli investigatori sono finiti alcuni progetti per i quali erano previsti contributi comunitari. Tra questi la realizzazione di un impianto di maricoltura off-shore e la ristrutturazione e adeguamento delle attrezzature del porto da pesca . Per entrambi il beneficiario era la cooperativa “Motopesca” . Secondo la Procura, attraverso un preventivo di spesa maggiorato e grazie anche a fatture false, operazioni del tutto inesistenti e a pareri e collaudi falsi ? effettuati da funzionari della Regione Molise e da tecnici delegati del Ministero dell’Agricoltura ? la cooperativa avrebbe ricevuto per il progetto di impianto di maricoltura, un contributo comunitario di circa un miliardo e trecento milioni di lire, mentre per quello di ristrutturazione e adeguamento delle attrezzature del porto da pesca, circa 2 miliardi di lire dall’Ue e 990 milioni dallo Stato. Complessivamente la somma illecitamente percepita supera i 4,3 miliardi di lire. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno sequestrato un altro terreno di circa 800 metri quadri nel complesso della C&T, azienda che già il 31 maggio era stata “visitata” dalle Fiamme Gialle per una operazione analoga. Questa volta i militari hanno trovato circa 40 tonnellate di rifiuti inquinanti, terriccio e legno, fibre tessili e altro materiale impregnato di composti di idrocarburi.

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Associazione a delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all’Ue. E’ l’accusa con cui sono state arrestate 14 persone in Molise, Abruzzo e Puglia. Un giro da oltre 4 miliardi di lire dal 1998 al 2002. I contributi servivano a realizzare impianti per la pesca. In contrada Colle delle forche, una discarica a cielo aperto nei pressi della diga è stata sequestrata dagli agenti della forestale. In carcere o agli arresti domiciliari ? su disposizione del Gip che ha accolto le richieste del procuratore – sono finiti imprenditori, funzionari Regionali, presidenti di cooperative e persino un sindaco, Giovanni Schiav, a capo della giunta polista di Lesina (Foggia), ora ai “domiciliari” assieme al fratello gemello Francesco, con cui è titolare di uno studio da commercialista. I forestali nei giorni scorsi erano intervenuti nella zona per spegnere un incendio ed avevano trovato un vero e proprio deposito di carcasse di elettrodomestici, container con materiale anche pericoloso, con prevalenza di ferro, abbandonati forse da qualche ditta che si occupa del recupero e smaltimento dei rifiuti. L?area è risultata, tra l’altro, anche vincolata dal punto di vista paesaggistico e idrogeologico, e rientra in un Sic, un sito di interesse comunitario. I contributi comunitari e statali, per oltre 4,3 miliardi di lire, ottenuti negli anni dal 1998 al 2002 per realizzare strutture, mai finite. L’inchiesta, condotta dalla Procura della Repubblica di Larino, ha fatto registrare ieri 14 arresti in Molise, Abruzzo e Puglia, per associazione per delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all’Unione europea. L’indagine è stata condotta per oltre un anno dal comando provinciale di Campobasso della Guardia di Finanza. Nelle 336 pagine che compongono l’ordinanza del Gip, si ipotizza una attività messa in campo con lo scopo di conseguire erogazioni pubbliche e nello stesso tempo frodare il fisco. Nel mirino degli investigatori sono finiti alcuni progetti per i quali erano previsti contributi comunitari. Tra questi la realizzazione di un impianto di maricoltura off-shore e la ristrutturazione e adeguamento delle attrezzature del porto da pesca . Per entrambi il beneficiario era la cooperativa “Motopesca” . Secondo la Procura, attraverso un preventivo di spesa maggiorato e grazie anche a fatture false, operazioni del tutto inesistenti e a pareri e collaudi falsi ? effettuati da funzionari della Regione Molise e da tecnici delegati del Ministero dell’Agricoltura ? la cooperativa avrebbe ricevuto per il progetto di impianto di maricoltura, un contributo comunitario di circa un miliardo e trecento milioni di lire, mentre per quello di ristrutturazione e adeguamento delle attrezzature del porto da pesca, circa 2 miliardi di lire dall’Ue e 990 milioni dallo Stato. Complessivamente la somma illecitamente percepita supera i 4,3 miliardi di lire. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno sequestrato un altro terreno di circa 800 metri quadri nel complesso della C&T, azienda che già il 31 maggio era stata “visitata” dalle Fiamme Gialle per una operazione analoga. Questa volta i militari hanno trovato circa 40 tonnellate di rifiuti inquinanti, terriccio e legno, fibre tessili e altro materiale impregnato di composti di idrocarburi.

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