13 Giu 2006 @ 7:02 PM 


scusi, Gesù, anche lei ha il cancro?

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 13 Giu 2006 @ 07:02 PM

EmailPermalinkCommenti (0)
Tags
Tag: , ,
Categorie: Senza categoria
 04 Giu 2006 @ 11:06 PM 


I conti della sanità molisana non tornano, ma i molisani sanno anche che non hanno mai scialacquato nulla. L’errore di contabilità non deve certo essere cercato nell’eccesso di comodità concesse ai pazienti.Gli sprechi, paradosso noto fin dall’era mesozoica della DC, provengono dalla negazione del diritto alla salute: file troppo lunghe per eseguire esami urgenti e ricorso a strutture fuori regione o private; ospedalizzazioni troppo lunghe perchè i reparti hanno enormi difficoltà a coordinare efficacemente gli esami specialistici, strutture locali di pronto soccorso in cui non si trova un antistaminico, un farmaco salvavita, un defibrillatore. E via, di corsa, se possibile, verso i reparti.
Nel Basso Molise ci sono due ospedali, nuovissimi , il Vietri di Larino e il San Timoteo di Termoli. Il Vietri, per la sua posizione geografica, è maggiormente frequentato dagli abitanti del Molise interno, circondato da paesini che non hanno spesso neppure strade idonee a percorrere 10 kilometri in meno di mezz’ora. Il San Timoteo è praticamente sul mare e riceve grandi flussi di emergenze provenienti dall’autostrada o pazienti provenienti dalla “disastrata” Puglia, (disastrata per mancanza di ospedali a misura d’uomo) o dalla Campania. Termoli e Larino sono due realtà che potrebbero rispondere magnificamente alle esigenze sanitarie di questa particolarissima zona, piena di sole, di mare e di frane che impediscono per giorni qualsiasi spostamento. La razionalizzazione ha però determinato la chiusura dei reparti di Ortopedia, Cardiologia e Rianimazione a Larino. A fronte di un ipotetico e mai avvenuto rafforzamento del reparto di Ginecologia, la conservazione dell’eccellente reparto di Oculistica del dottor Dell’Omo e la creazione di un reparto di lunga degenza. Va sottolineato che lunga degenza non dovrebbe significare risparmio sulla diagnostica: non è detto che un anziano non abbia patologie complesse che richiedono alta specializzazione. Ed infatti, quasi sempre si ha a che fare con pazienti affetti da patologie plurime che richiedono diagnosi urgenti ed esami ad alta tecnologia. Il fiato corto per il rischio costante di chiusura però, fino ad oggi, ha riguardato soltanto il Vietri. Larino è geograficamente meno significativa e forse, anche politicamente meno incisiva. Per vicende politiche “complesse” il disegno iniziale di razionalizzazione e di soppressione dei reparti doppione è stato leggermente modificato grazie all’influenza dell’onorevole Remo Di Giandomenico, udc, ed a Termoli è stato possibile ripristinare il reparto di Ginecologia, affidato alla sua consorte, Patrizia De Palma. Personaggi ora coinvolti per fatti ancora più gravi in una inchiesta chiamata dai Carabinieri: Black Hole. A Larino, però, grazie anche ad alcune figure professionali, si è organizzato negli ultimi anni un reparto di Chirurgia, con meno posti letto di Termoli, ma capace di eseguire interventi di grande complessità, mai affrontati prima in Molise. Coordinato anche da un centro di endoscopia in grado di collaborare benissimo con l’equipe chirurgica e dal centro di assistenza ai malati terminali dell’oncologo, dottor Travaglini. Endoscopie eseguite in meno di tre giorni di attesa e buona collaborazione con il primario di Chirurgia hanno determinato un grande aumento delle richieste di ricoveri ed ovviamente un miglioramento dei risultati. Malgrado persistano certi vecchi vizi di pigrizia e di tendenza a considerare il servizio sanitario pubblico come una “concessione divina”, le due chirurgie presenti a Termoli e a Larino funzionano bene e fanno risparmiare qualche centinaio di euro al mese evitando emigrazioni di pazienti fuori regione. A Larino, fra l’altro, si è verificata la novità storica di attrarre pazienti da altre regioni, capovolgendo la tendenza negativa di decenni. Termoli, da parte sua, riesce a portare in regione malati gravi e ad accollarsi le carenze di buona parte della sanità del sud costiero. Ma c’è un’idea che mi frulla nella testa da qualche mese : dopo Black Hole, l’operazione dei Carabinieri che ha portato all’arresto del Primario di Ginecologia dell’Ospedale di Termoli Patrizia De Palma e persino, come un domino, dell’onorevole Di Giandomenico, sono cominciati i dissapori fra gli anestesisti a Larino, le difficoltà di coordinare l’uso delle sale operatorie e l’ansia di mandar via i pazienti perchè non c’è la rianimazione. E sono cominciati gli incidenti, malgrado fino ad oggi, rianimazione o meno, erano stati in grado di eseguire interventi complicati, con successo, che fino a cinque anni fa nessun molisano avrebbe mai affrontato in loco. Un intervento di cancro costa tre volte alla asl se il paziente sceglie di emigrare. A godere di questi risarcimenti sono soprattutto le piccole cliniche private dell’Abruzzo. E assicuro, per conoscenza diretta, niente affatto migliori dei nostri ospedali. Eppure, c’è un clima di smobilitazione che a me, non so dire perchè, appare cercata. La razionalizzazione nel basso Molise è stata disinvoltamente interpretata come guerra di sopravvivenza all’ultimo sangue. Succede così che Larino non ha più la disponibilità di un ecocardiografo, che invece è nel reparto di cardiologia di Termoli, e deve tenere i propri pazienti parcheggiati per settimane prima di riuscire a far eseguire un ecocardiogramma. I pazienti che approdano a Larino con la “patologia sbagliata” hanno accesso alle indagini diagnostiche necessarie con molto ritardo rispetto ai pazienti di Termoli. Vale anche per gli esami istologici o nel malaugurato caso in cui ci sia bisogno della rianimazione. I medici che vogliono continuare a fare i medici cercano di andare via, quelli che preferiscono vivere in pace evitano accuratamente di ipotizzare ai pazienti patologie che richiedono indagini che non possono fare. Se il malato capisce da solo questa difficoltà, cerca un ricovero oltre confini. Che costa decisamente molto alla ASL. Così come costa 10 volte tanto eseguire una tac o una risonanza in una struttura privata. La razionalizzazione che avrebbe dovuto significare coordinamento e collaborazione nell’uso razionale delle risorse e degli strumenti di diagnosi si traduce in spreco, e in emergenza mortalità. Perchè, a differenza dei decenni passati, è molto più difficile per i molisani, popolazione mediamente molto invecchiata, raggiungere centri ospedalieri troppo lontani. Inoltre, “sintomo” eloquente di questo disagio è che il Molise è la regione a più alto tasso di medici candidati alle elezioni. A me suona come una interferenza cannibale della Politica nella medicina. Interferenza che non apporta miglioramenti nella sanità, ma semmai divisioni, arrendevolezza, sottomissione. Il black hole della Sanità molisana è generato dalla incapacità, incomprensibile, di difendere noi stessi allineandoci a disegni che annullano ciò che di buono abbiamo. Non costa avere due ospedali che funzionano, costa ucciderli entrambi per ragioni che non riguardano per nulla la produttività e la efficienza. Chiudere uno dei due ospedali sarà inevitabile, ma il dubbio è che non risolverà gli sprechi. Servirà soltanto a far tirare il fiato agli intoccabili, alleggeriti dalla necessità di competere e di produrre che avevano imposto le riforme sanitarie da Rosi Bindi in poi. Eliminato il termine di paragone si dissolverà per sempre l’illusione che i pazienti possono scegliere e premiare la qualità.
P.s. Ho ascoltato commenti molto accorati sul deficit della Sanità. Tra i più informati sull’argomento, cito tre in particolare:1) “Non si può continuare a tenere aperto un carrozzone che costa alla asl 1500 stipendi, del tutto inutili, se si considera che in regioni tre volte più grandi della nostra la densità degli ospedali è cinque volte inferiore rispetto al numero degli utenti.” (Commento espresso da una gentile signora, gentilmente assunta grazie ad un gentilissimo onorevole per fare nulla, in un inutilissimo ente privato, convenzionato, a spese della Regione. Andrà in pensione quest’anno, con una pensione pari al triplo di uno stipendio medio di un giovane laureato assunto con un contratto Co Co Co.)
2) “Due ospedali in un’area piccola come la nostra sono formidabili bacini di voti e di scambi clientelari, ma temo che l’ammontare degli ammanchi dovuti alle frodi scoperte negli ultimi mesi nell’inchiesta Black Hole potrebbero sanare almeno in parte il deficit sanitario. Prima di chiudere un ospedale, farei altre scelte. Oltretutto, i reparti a rischio non sono mai quelli che non funzionano..” (Commento di un pensionato di Termoli)
3)”Non ci voleva molto a capire che non potevamo permetterci due ospedali in meno di 20 chilometri. Ma se ne chiudono uno ci dimezzeranno le tasse? Io un’idea ce l’avrei; ciascun molisano dovrebbe poter essere adottato da un’altra regione e decidere appena nato dove vuole farsi curare; sperando che abbia sempre il tempo di arrivarci” (Commento di un neo zelandese, ex venditore di almanacchi.)- tratto da Caterina Sottile (tintarelladiluna.bolg.tiscali.it)

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 04 Giu 2006 @ 11:06 PM

EmailPermalinkCommenti (0)
Tags
Tag: , , , ,
Categorie: Senza categoria
 04 Giu 2006 @ 12:42 AM 


L?Italia invecchia: un connazionale su 5 è over 65 mentre la percentuale di minorenni è scesa dal 18,4% del ?95 al 17,1% del 2005. Se continua cosi? entro il 2050 la percentuale di persone con 65 anni o più potrebbe crescere fino al 34% e quella dei minori ridursi ulteriormente al 15,4%. E questo nonostante l?andamento della fecondità nell?ultimo decennio abbia finalmente invertito la tendenza che la vedeva contrarsi anno dopo anno. E? quanto emerge dalle stime dell?Istat che anticipano i principali indicatori demografici del 2005. I dati dell?istituto di statistica rivelano che nel 2005 la stima del numero medio di figli è pari a 1,34 (1,33 nel 2004) e si tratta del livello più alto registrato in Italia negli ultimi 15 anni. Il recupero va attribuito soprattutto alle regioni del Nord e del Centro dove nel periodo 1995-2005 il numero medio di figli per donna passa da 1,05 a 1,34 e da 1,07 a 1,29. La ricognizione dell?Istat rivela pure che le Marche sono la regione più longeva, sia per gli uomini sia per donne.i rapporti demogrtafici mondiali dicono che l’umanità ha raggiunto i sette miliardi di unità viventi. Sappiamo che la crescita è di carattere esponenziale, non addizionale. E’ ipotizzabile, dunque, che fra una decina di anni il numero di “Formiche Umane” sul pianta raggiungerà una cifra superiore ai quindici miliardi. Sebbene l’ONU non sia di questo avviso, considerando i modelli decisionali che governano il sistema mondiale, si può immaginare che il comportamento delle classi dirigenti si stia occultamente (in forma di patti segreti delle congregazioni) organizzando per selezionare la sopravvivenza della specie. Eliminata progressivamente la parte debole, si stabiliranno i criteri riproduttivi della della parte sopravvissuta. Questi organizzatori, peccato, siano stupidi. Credono che il rapporto di richezza corrisponda alle leggi della natura.Dopo tutto, non si tratta d’altro che di un bel gioco!…Il fumo uccide, ma la superbia distrugge. Meglio ritornare agli otto peccati capitali….

Scritto da: Blog Admin
Ultima modifica: 04 Giu 2006 @ 12:42 AM

EmailPermalinkCommenti (0)
Tags
Tag: , , , ,
Categorie: Senza categoria

 Successivi 50 articoli
Cambia tema...
  • Utenti » 42757
  • Articoli/Pagine » 307
  • Commenti » 55
Cambia tema...
  • VoidVoid « Template standard
  • VitaVita
  • TerraTerra
  • VentoVento
  • AcquaAcqua
  • FuocoFuoco
  • LeggeroLeggero

Info



    Nessuna sottopagina.

Fotoalbum



    Nessuna sottopagina.