
LABC DELLA LOGICA
………………………
A me sembra labc non della deontologia, dellimparzialità, dellopportunità e di tutti questi paroloni che alla fine non significano niente.
A me sembra labc della logica, perché ritengo che fra le due situazioni ci sia una identità concettuale.
Poi, ovviamente, le vedute possono essere diverse.
Caro Michele,
la discussione era ed è tutta in queste parole.
E correttezza voleva che il confronto avvenisse in questi termini.
Ma tu consenti agli anonimi di scrivere:
1) che manca la deontologia professionale
2) che l’incarico universitario è assimilabile a quello dell’ufficio stampa (incompatibile)
3) che bisogna segnalare l’episodio all’Ordine e al Garante.
Il tutto condito da piccoli e striscianti insulti, piccole e striscianti insinuazioni (alcune cancellate stanotte).
Ora mi chiedo quanto sia “deontologicamente corretto” mettere alla berlina degli anonimi una persona che ha espresso un’opinione annunciandola come tale. Perchè, vedi Michele, fino a quando gli anonimi si mantenessero nei termini da te indicati – se era opportuno o meno che Manuela Petescia esprimesse quella opinione, e magari lei interveniva e dava le sue motivazioni come tante volte ha fatto in passato e poi qualcuno contro-replicava in un confronto reale e leale – posso anche capire.
Ma se un anonimo, al riparo dell’anonimato appunto, parandosi il cu. da una contro-denuncia, insinua che la direttrice ha commesso infrazioni deontologiche o altri “reati” e invoca interventi disciplinari… Fatevi un esame di coscienza.
Penso che l’immagine di una persona vada tutelata da chi gestisce un forum, soprattutto se chi gestisce un forum è persona colta e sa bene che molte dichiarazioni anonime sono campate in aria.
Uno deve farsi dire che è privo di deontologia (o altre pesanti frecciate), senza reagire, “così”, perchè così gira la luna. Porgendo l’altra guancia.
La deontologia è stata ampiamente rispettata quando la direttrice ha dichiarato che si trattava di una sua opinione, oltretutto di parte.
Chi non voleva conoscerla, questa benedetta opinione, delle due luna: o se ne fregava”, come hai scritto tu, o cambiava canale.
Può, come dice giustamente Caterina Sottile, un personaggio che ha un ruolo nel panorama regionale esprimere un parere sui “fatti”? Cosa ha detto, alla fine: che l’Università del Molise con Cannata è cresciuta. E che Cannata sarà rieletto. Perchè non replicare sui “fatti” che la direttrice ha commentato, confutandoli?
Perché, come giustamente hai scritto tu, non aprire un dibattito se era opportuno o meno che si esponesse in prima persona? [...]
La direttrice si è esposta senza nascondersi e sapendo di andare in contro alle critiche, lo trovo come ha scritto Di Gaetano un atto di coraggio.
Infine, e chiudo: i giornalisti di Mediaset che infrazione commettono quando esaltano lattività politica di Silvio Berlusconi?
Ad altri allegri anonimi che intervengono a sproposito: linsider traiding è un reato (il giornalista che condiziona il mercato finanziario).
18 Aprile 2007 – 10:16
………………………
Ma tu consenti agli anonimi di scrivere:
1) che manca la deontologia professionale
2) che l’incarico universitario è assimilabile a quello dell’ufficio stampa (incompatibile)
3) che bisogna segnalare l’episodio all’Ordine e al Garante.
L
a cosa che non dovrei consentire, a te, è di scrivere cose inesatte, e accusarmi di avallare attività denigratorie, di mettere le persone alla berlina degli anonimi ecc. ecc.
Perché io ho consentito di esprimere dubbi, perplessità, interrogativi, e certo, anche critiche.
E figurati se non consento di esprimere dubbi, perplessità, interrogativi, e anche critiche, su una iniziativa così clamorosa come quella della dottoressa Petescia.
La quale irrompe in una competizione elettorale, per perorare la rielezione della persona che lha messa sotto contratto. Fosse anche un contratto di 100 euro lanno, fosse anche per una cifra simbolica, fosse anche in perdita.
Cè un contratto, cè un rapporto di lavoro, cè un interesse oggettivo.
La domanda è se questo interesse inibisce alla dottoressa Petescia la possibilità di fare quello che ha fatto. Nientaltro.
I contenuti dellorazione della dottoressa Petescia, non interessano minimamente.
I suoi rapporti personali con il rettore Cannata, non interessano minimamente.
Chi vincerà le elezioni, non interessa minimamente.
Interessa appurare se la dottoressa Petescia fosse autorizzata (sul piano etico, deontologico, dellopportunità oppure in qualunque altro modo lo vogliamo definire) a fare quello che ha fatto.
Se la dottoressa Petescia fosse stata una dipendente del «Sole-24 Ore», sulla base di quel Codice di Autodisciplina, considerato un punto di riferimento per tutto ciò che riguarda letica, la deontologia, e anche il senso stesso dellopportunità o dellinopportunità, in campo giornalistico, non avrebbe potuto pronunciare quellorazione per il Rettore.
Se fosse stata una dipendente del «Corriere della Sera», non avrebbe potuto farlo altrettanto, per unapplicazione semplicemente, banalmente estensiva dei principi ratificati nella Carta del Corriere della Sera.
Ma non è per niente detto che dobbiamo prendere quel Codice (o la Carta del Corriere della Sera, o la Carta dei Doveri dellinformazione economica ecc.) come una Bibbia.
Basta dire: a me quel tipo di autodisciplina non interessa, e voglio esprimere la mia opinione tutte le volte che mi pare.
Ma non si può venir qui a dire: No. Il rapporto di lavoro è diverso e con Cannata non centra niente.
Perché questo, secondo me, è un paradosso intellettuale e giuridico.
Può darsi che mi sbagli anche su questo, chi lo nega?
Ma non possiamo farlo decidere alla dottoressa Petescia o al sottoscritto.
Ci sarà una casistica sullargomento, ci saranno decisioni già prese, scelte già fatte, autorizzazioni o divieti specifici.
Suggerire di raccogliere un parere terzo, autorevole, perché è visto come qualcosa di denigratorio?
Io non ho letto, sul mio blog: la dottoressa Petescia ha commesso unazione riprovevole, denunciamola.
Perché unidea simile mi fa venire i nervi solo a pensarla.
Io ho letto:
17 Aprile 2007 – 20:37
Ma, scusate, invece di partire con discussioni senza fine, non è più semplice segnalare l’episodio all’Ordine? Niente contro la direttrice Petescia, ma solo per acquisire un parere, una direttiva che sarebbe utile anche per tutti gli altri casi simili. In alternativa, il Garante per le comunicazioni.
Si chiede lacquisizione di un parere, una direttiva. Pratica comunissima, senza che ciò equivalga a richiedere sanzioni o reprimende, che la dottoressa Petescia, peraltro, non ha nessuna ragione di temere.
Anzi. A mio parere dovrebbe essere lei la prima, a chiedere una verifica del genere: Guardate: sono talmente sicura di aver fatto la cosa giusta da sottopormi ad ogni genere di giudizio.
Cosa che, si capisce, vale anche per il sottoscritto: non solo per le tesi che ho esposto, ma anche per i commenti che ho ospitato, sono pronto a sottopormi a ogni tipo di giudizio.
Così come accetto le accuse di non conoscere la lingua italiana, per la quale, in pratica, pure ho speso la mia vita, leggendo e scrivendo. Le accuse di essermi venduto, quando esponevo il mio gradimento per opere letterarie o per trasmissioni televisive. E adesso le accuse per il contrario. È il giudizio altrui, al quale dobbiamo sottoporci. E il giudizio altrui è mutevole, curioso, spesso illogico.
D
iscorso analogo vale anche per altri casi, come quello [#38] dellassimilazione con gli uffici stampa.
Presa alla lettera, sembra in effetti una grossa sciocchezza (cosa centra un docente con un addetto stampa?). In senso lato, viceversa, il ragionamento scorre in modo abbastanza logico: esiste un legame contrattuale che può accomunare le due figure, entrambe, ipoteticamente, non incardinate nella struttura aziendale? E comunque largomento era posto in forma di quesito, in linea, mi è parso, del tutto generale.
Io poi non devo valutare linteresse scientifico, o intellettuale, di un commento. Né devo difendere quel tipo di idee, o di obiezioni, di per sé. Devo difendere la mia scelta di non averle cancellate, e di non averle valutate come offensive, denigratorie ecc.
Ma se in questo commento cè un fine denigratorio,
15 Aprile 2007 – 22:15
Non mi vorrei intromettere, ma la condizione del giornalista che ha rapporti con un ente pubblico (leggi contratto) non è assimilabile a quella dei giornalisti addetti all’ufficio stampa? Entrambi hanno un “interesse oggettivo” nell’ente pubblico. Discussione interessantissima, comunque.
in tutta onestà, sarò anche uno gnoccolone, a me è sfuggito.
Posso, casomai, in parte concordare su questo.
14 Aprile 2007 – 22:02
ECCOCI QUA, NOI MOLISANI. NESSUNO DICE NULLA SUL PEZZO PRO CANNATA A FIRMA MANUELA PETESCIA. DOV’E’ LA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE?
Una rozzezza, posso convenire, che avrei dovuto eliminare, anche se a mio parere il messaggio sintetizza, in termini per lappunto molto rozzi, una domanda che a molti deve essere venuta naturale. Ma la dottoressa Petescia qualche critica appena sopra le righe deve metterla in preventivo.
Quanto alle azioni Fiat citate dal mio incauto amico Nic., linsider trading è unaltra cosa.
In buona sostanza, significa approfittare di situazioni privilegiate (e informazioni privilegiate) per fare commercio di azioni, titoli o altri strumenti finanziari.
Avere in portafoglio azioni Fiat, e non poterne scrivere (anche in assenza di informazioni privilegiate), è cosa assai diversa.
Per i giornalisti finanziari vale questo articolo del loro Codice di Autodisciplina:
Il giornalista non può scrivere articoli che contengano valutazioni relative ad azioni o altri strumenti finanziari sul cui andamento borsistico abbia in qualunque modo un interesse finanziario, né può vendere o acquisire titoli di cui si stia occupando professionalmente nell’ambito suddetto o debba occuparsene a breve termine.
Nel primo caso (linsider trading), la competenza è del Codice Penale.
Nel secondo (se cè una trasgressione), la competenza è dellOrdine dei Giornalisti.
Ma questo non ha nulla a che vedere con i nostri discorsi. E penso che lesempio del mio amico [#62] volesse solo illustrare una delle tante limitazioni che può trovare lart. 21.
Più o meno, sintetizzando brutalmente.
Il giornalista che ha un interesse (lecitissimo) in unazione Fiat, non può parlare della Fiat.
Un giornalista che ha un interesse (lecitissimo) nella persona che lha messa sotto contratto, non può parlare di quella persona.
Laddove il legame logico non è certamente tra il Rettore e un titolo di borsa (o tra il Rettore e la birra, come io stesso avevo detto abbastanza stupidamente), ma fra due interessi entrambi oggettivi.
Non prenderò in considerazione, invece, laccusa che io ospiterei frecciate pesanti, allusioni ecc.
Quella è merce che qui non si tratta. Io non la tratto personalmente. E non consento che venga trattata.
Dunque non solo i messaggi di quel genere vengono eliminati allistante, ma vengono anche salvati, registrati e messi da parte, nel caso si dovesse valutare se le persone arrivano qui per parlare di giornali, di libri o di televisione, oppure per infangare il prossimo in modo sistematico e continuato.
Neppure entrerò nel merito delle argomentazioni specifiche, anche perché alcune mi appaiono oggettivamente assai deboli. Altre, se applicate a questo episodio, propriamente incomprensibili («i giornalisti di Mediaset che infrazione commettono quando esaltano lattività politica di Silvio Berlusconi?»). Altre ancora illustrano i contenuti di una questione (elezioni, università, candidati) della quale nessuno intende discutere.
La stessa dottoressa Petescia, nel primo caso di cui abbiamo parlato (la nomina del dottor Di Giacomo), tracciò quella che secondo me è la linea da seguire in questi casi. Linea di tatto, di sensibilità, di grande consapevolezza dei propri doveri. Bene avrebbe fatto, a mio parere, a seguirla anche in questo secondo caso.
postato da: cavallisanniti alle ore 21:08 | Permalink | commenti (39)
Commenti
#1 19 Aprile 2007 – 21:31
La risposta Manuela Petescia l’ha data: ha fatto un altro servizio su Giovanni Cannata.
Come dire: statevi bene e grazie della pubblicità che le fate parlando di lei dalla mattina alla sera.
utente anonimo
#2 19 Aprile 2007 – 22:58
Cari signori, la notizia vera era che Cannata aveva, per la prima volta, un onesto avversario che in beata solitudine ha perso. A lui non è stata data neanche l’opportunità di esporre il proprio pensiero o il proprio programma: è stato letteralmente cancellato. Un paio (letterali) di interviste sui media locali e poi l’oblio. Non c’è stato un dibattito pubblico che ha coinvolto il Molise intero, la sua classe politica e intellettuale, sociale e datoriale. Il Molise l’Università non la capisce. E’ lì, avulsa da tutto. Mai sentita veramente, mai amata, mai posseduta, mai vissuta. Cannata vuole bene all’Università, farà bene. Io da cittadino molisano, però, mi vergogno un pò. Si è discusso persino sulla bellezza del seno femminile a Campobasso e nessuno ha sentito il dovere di promuovere un incontro, un dibattito, una tavola rotonda sul futuro (quello reale) dell’Università del Molise e del Molise stesso. Si accapigliano per i bicentenari passati invece di dirci dove stiamo andando nell’immediato futuro. Forse sanno che il futuro è troppo più brutto del presente.
utente anonimo
#3 20 Aprile 2007 – 02:06
[#1] La potenza degli argomenti si commenta da sola.
Poi magari domani sistemiamo una volta per tutte questa storia del dalla mattina alla sera.
cavallisanniti
#4 20 Aprile 2007 – 10:27
Caro Tuono, vedo che questo blog resta monotematico. Per quanto provi a cambiare discorso, i commenti lo riportano sempre contro lo stesso obiettivo, Manuela Petescia. Favoriti in questo, dal tuo atteggiamento non trasparente, in
mala fede. Una parola secca da te non è stata mai detta, ma la lasci dire da centinaia di commenti di segno negativo. Tu ricami di deontologia e di correttezza su un editoriale che è stato presentato dalla direttrice come un’opinione “di parte” e addirittura “faziosa” a beneficio del rettore Cannata, cosa questa che fa cadere di colpo tutto il castello delle “riflessioni” di cui parli.
Tu ricami, la canea si scatena, ma non ho letto un solo intervento per dire che con Cannata l’università del Molise non è cresciuta, come sostenuto dalla Petescia! O che l’offerta formativa dell’ateneo pecca per tale o tal’altro aspetto, non rilevato dalla collega! Non serve. Serve che la canea ringhia e abbaia, tenendo sempre sotto tiro la stessa persona. Perché? A che cosa miri?
utente anonimo
#5 20 Aprile 2007 – 11:18
ooops…. “non trasparente, se non in malafede”.
Mi scuso.
utente anonimo
#6 20 Aprile 2007 – 13:41
Non ci crederai, ma te lo dico molto rispettosamente, e senza alcuna superbia intellettuale, etica o di altro genere, perché sono cose che non esistono.
Intendo dire questo: non penso che tu sia in grado di cogliere lessenza del concetto, in virtù del quale la dottoressa Petescia avrebbe dovuto astenersi secondo il mio parere dal pronunciare quella perorazione.
È un concetto troppo laborioso. Assume in sé troppe componenti, troppe variabili, troppe sfumature che alla tua cultura (voglio dire dalla cultura che traspare da quello che dici: una cultura essenzialmente rustica) sono estranee.
Ma, oltre le apparenze, io sono una persona molto paziente, e ti risponderò con calma.
La calma che manca a te, e ti impedisce di osservare le cose con lucidità, a parte quelle provocazioni e quelle intimidazioni da due soldi, che ti rendono fondamentalmente ridicolo.
Prima però voglio dimostrarti che pessimo giornalista sei tu, se sei un giornalista, visto che pretendi di parlare da giornalista. E te lo proverò in due modi.
Il primo: per dimostrare quello che dici, non puoi affidarti alla pura e semplice autorità di un commento anonimo, che vale zero se non è corroborato da fatti.
Il giornalista coscienzioso sostiene le sue tesi con argomenti. Casi specifici. Precedenti.
Verifica, cioè, se esistono altri casi analoghi, e li riscontra.
Per esempio: il direttore del «Corriere della Sera» si trova in una situazione analoga. Insegna storia alla Statale di Milano. Secondo me, prima di perorare la rielezione del rettore che lo ha messo sotto contratto, si farebbe tagliare le mani.
Raffaele Fiengo, sempre del Corriere, insegna allUniversità di Padova. Se mi trovi una sua riga, sullargomento, sul Corriere, ti riconosco qualsiasi cifra.
Vittorio Roidi, pezzo grosso del sindacato di categoria, ora non so se ancora al Corriere o al Messaggero, insegna allUniversità di Urbino. Veramente hai il coraggio di affermare che farebbe campagna elettorale, sul Corriere o sul Messaggero, per un candidato rettore?
Ma tu le hai fatte queste verifiche?
Se sì, dove sono?
Se no, che di che cazzo stai parlando?
cavallisanniti
#7 20 Aprile 2007 – 14:37
Michele Tuono continua a dribblare l’argomento-chiave della questione: la direttrice NON HA espresso un parere e basta, buttandolo nel tg tra gli altri servizi come nulla fosse. Ha detto che era una sua opinione ASSAI DI PARTE e facendo così ha annullato qualunque sospetto perchè ha avvertito i telespettatori che era schierata. Inoltre i presidi di facoltà si erano GIA’ espressi tutti a favore di Cannata, tant’è vero che ha vinto in modo schiacciante.
Se lei ha fatto quel pezzo, e ne ha fatto un altro oggi, forse sa bene di non commettere alcuna scorrettezza di alcun genere.
Per quanto ne so io, e per come la conosco, la Petescia si sarà ben documentata prima e sorride di tutto questo rumore.
E se gli anonimi non hanno valore, non hanno valore MAI e non a tuo modo e consumo, cioè solo quando ti fanno comodo.
utente anonimo
#8 20 Aprile 2007 – 14:42
“…Anzi. A mio parere dovrebbe essere lei la prima, a chiedere una verifica del genere…”.
Echi ti dice che non l’abbia fatto? Che presunzione hai che qualcuno debba rispondere a te e agli anonimi del proprio operato?
utente anonimo
#9 20 Aprile 2007 – 19:14
Se uno viene qui (da anonimo) e scrive: la Petescia ha fatto bene perché il tale direttore, grande giornalista, ha fatto lo stesso nel 1952, è una cosa.
Se uno viene qui (da anonimo) e scrive: la Petescia ha fatto bene e voi siete una manica di imbecilli, è un’altra.
Echi ti dice che non l’abbia fatto? Che presunzione hai che qualcuno debba rispondere a te e agli anonimi del proprio operato?
Infatti linteresse, in questo senso, è minimo.
Diventa un problema quando mi si accusa di ospitare delazioni, avendo io provato il contrario sulla base dei singoli messaggi.
Però, se parli di canea, mi tacci di malafede (accusa molto seria, ma va bene: io sono un super-liberale); altri mi danno del persecutore e del massacratore, capirai che forse il vittimismo è meglio se lo fai a fare da unaltra parte.
Per il resto saprai benissimo che in qualità di comune cittadino, utente, ecc. io posso sindacare qualunque sillaba venga pronunciata in televisione.
Questo anche rispetto alla domanda a cosa miri?.
Non si mira a niente:
la pubblica critica da parte del cittadino di fatti e avvenimenti interessanti i rapporti della vita politica e sociale della collettività statale e la censura delle manifestazioni censurabili delle altrui attività relative a detti rapporti rientrano nelle libertà fondamentali sancite dalla Costituzione.
Questo ti deve essere più che sufficiente.
E se 500 volte la dottoressa Petescia si trova in avvenimenti interessanti i rapporti della vita politica e sociale della collettività statale, per 500 volte io me ne occuperò, correttamente, e pesando ogni mezza parola, salvo rispondere del contrario, senza che sia tenuto a darne nessuna particolare motivazione.
E senza, se possibile, dover essere sottoposto a questo genere di sollecitazioni.
11:22, 19 aprile, 2007
Fino a quando non gli arriva una splendida querela per persecuzione, centinaia di pagine incentrate su di lei sono una buona motivazione, che dici?
utente anonimo
cavallisanniti
#10 20 Aprile 2007 – 19:19
Quanto alla monotematicità, le centinaia di pagine ecc.
Premesso che io sarei in teoria perfettamente autorizzato a fare un sito, veramente monotematico, su qualsiasi argomento di questo mondo, fatte salve le premesse precedenti, sui fatti e avvenimenti interessanti i rapporti della vita politica e sociale, intanto ti dimostro che parli a vanvera.
E te lo dimostro sulla base dellunica cosa che fa testo: i fatti, ossia i numeri, a meno che non siamo tutti vittima di unillusione ottica.
Dallinizio dellanno, su 41 post:
- 3 riguardano il caso Izzo (quelli che riguardano «Primo Piano» sono parecchi di più);
- 1 lepisodio del Rettore;
- 2 la situazione del giornalismo locale (1 dei quali scritto dalla stessa dottoressa Petescia; 1 da un altro autore);
- 2 sono racconti di unammiratrice della dottoressa Petescia (dopo la pubblicazione del noto racconto che diventò tempo fa un caso nazionale);
- 1 è un intervento della stessa dottoressa Petescia, che con molta cortesia mi chiese ospitalità.
Per il 50%, come minimo, i commenti li scrivono i sostenitori della dottoressa Petescia (poi vedremo eventualmente come, nel dettaglio, database alla mano).
Nei restanti, della dottoressa Petescia non si vede neppure lombra.
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IORIO
cavallisanniti
#11 20 Aprile 2007 – 19:48
Da un anno e mezzo a questa parte, a cominciare dal libro della direttrice, io qui leggo sempre e solo di lei. Si parta anche da un altro argomento, si finisce sempre su Manuela Petescia. E i commenti non sono solo innocenti e pacate riflessioni.
Comunque non vedo di cosa debba stare a preoccuparti, se ti affanni a giustificare i titoli dei temi. Che poi all’apertura di questi titoli ci sia ben altro, amen.
E che cancelli aggressioni violente scritte alle 7 del mattino solo alle tre del pomeriggio, dopo che le hanno lette e ci hanno riso su gli abituali frequentatori del blog, se non gente di passaggio casuale, anche quella è un’altra storia
utente anonimo
#12 20 Aprile 2007 – 21:28
Ho capito. Dunque io apro un post, mettiamo GIROLAMO LAPENNA.
Arriva qui un povero idiota e scrive: «Mario Rossi è uno scemo».
Poi ne apro un altro: SCARLETT JOHANSSON.
Arriva qui il povero idiota e scrive: «Mario Rossi è uno scemo».
Il persecutore di Mario Rossi è il sottoscritto (che magari si precipita a cancellare da Napoli).
Ragionamento superbo.
Ma quanti anni hai, 12?
E allora vai a studiare, cammina, che domani mattina devi andare a scuola…
cavallisanniti
#13 20 Aprile 2007 – 22:34
Di anni ne ho 47 e condivido in pieno il messaggio n.11. Ho il cervello di un dodicenne?
utente anonimo
#14 21 Aprile 2007 – 00:13
1, 4, 5, 7, 8, 11, 13
Scrivete 50 messaggi al giorno su Manuela Petescia e poi vi lamentate perché si parla sempre di Manuela Petescia. Vi perseguitate da soli?
utente anonimo
#15 21 Aprile 2007 – 01:24
10 messaggi, 10 Ip diversi. Ma chi sei, Ufo Robot?
Comunque siamo ancora al livello delle chiacchiere.
Comincia a farmi vedere qualcosa di pratico.
Tale post. Tale pagina. Tale commento.
Con quelli freschi…
Ma tu consenti agli anonimi di scrivere:
1) che manca la deontologia professionale
2) che l’incarico universitario è assimilabile a quello dell’ufficio stampa (incompatibile)
3) che bisogna segnalare l’episodio all’Ordine e al Garante.
Il tutto condito da piccoli e striscianti insulti, piccole e striscianti insinuazioni (alcune cancellate stanotte).
…mi pare che hai avuto poca fortuna. Nel senso che erano citazioni poco persuasive.
Poi tieni presente che accusare il prossimo di svolgere attività denigratoria è, per lappunto, denigratorio. E tu stai dando del mio blog, e dunque di me, unimmagine di sporcizia, di cattive intenzioni, di malversazione, e di miseria morale.
Per cui ti diffido da questo preciso istante dallaggiungere una sola parola in proposito.
cavallisanniti
#16 21 Aprile 2007 – 08:00
Con il messaggio n. 7 sei stato preso in castagna, Tuono. Infatti non rispondi perchè non sai cosa dire, perciò pubblichi i fumetti.
Inoltre con la solita ostinazione aggreghi ad una sola persona messaggi diversi. Perchè forse ti fa comodo ragionare in questa maniera più che elementare: quelli che la pensano come te sono tanti, sempre diversi, sempre autorevoli. Quelli che ritengono che qui ci sia l’aggressione sistematica di Manuela Petescia, è sempre uno, uno solo, magari lei stessa, o no?
utente anonimo
#17 21 Aprile 2007 – 10:39
La prima volta che ho incontrato Giovanni Cannata, Magnifico Rettore dellUniversità degli Studi del Molise, ebbi la sensazione di essermi imbattuta in un lord inglese dei tempi antichi, catapultato suo malgrado nellepoca schiamazzante del 2000.
Gentile, riservato, delicato oserei dire, la sua aristocratica cordialità e il suo linguaggio raffinato e colto spiazzavano quanti, come me, sono abituati a scavalcare il cerimoniale in pochi istanti per giungere al tu libertino ma amichevolmente liberatorio”.
(Articolo di Manuela Petescia pubblicato su “Nuovo Molise” del 17 settembre 2002
utente anonimo
#18 21 Aprile 2007 – 11:29
La prima volta che ho incontrato Giovanni Cannata, Magnifico Rettore dellUniversità degli Studi del Molise, ebbi la sensazione di essermi imbattuta in un lord inglese dei tempi antichi, catapultato suo malgrado nellepoca schiamazzante del 2000.
Gentile, riservato, delicato oserei dire, la sua aristocratica cordialità e il suo linguaggio raffinato e colto spiazzavano quanti, come me, sono abituati a scavalcare il cerimoniale in pochi istanti per giungere al tu libertino ma amichevolmente liberatorio”. La prima volta che ho incontrato il magnifico rettore Cannata, ho avuto l’impressione avesse ancora nel sangue la passione per l’Università. La quinta volta che “l’ho” incontrato ho avuto l’impressione che lui avesse nel sangue solo la strategia territoriale. Tra le due splendide figure manageriali, personalmente preferisco la prima, non per la gentilezza cortese che emanava nell’impatto dell’incontro, ma per lo stile sentito, vero, che sorgeva direttamente dal carisma della figura rettoriale. La stessa forma e lo stesso modello erano presenti anche nella figura dei successivi incontri, ma ormai erano diventati modelli strutturali, codici di etichetta e il carisma era svanito dentro l’aria condizionata del suo studio. Alla sincerità potente dello sguardo azzurro, si sostituiva,adesso, il colore della cravatta di seta e il candido chiarore della camicia a mezze maniche. Sono gli uomini che mi interessano non i ruoli che rappresentano. Sono gli uomini che mancano non le posizioni sociali che essi occupano. Si vede che le cattedrali hanno smesso di parlare il loro divino linguaggio segreto e sono diventate pietre senza anima….
utente anonimo
#19 21 Aprile 2007 – 14:40
[#16] aggreghi ad una sola persona messaggi diversi
Infatti si capisce benissimo che lautore di #4 non è lautore di #5; non esistono commenti che ne richiamano, ne riprendono o ne completano un altro; se esistono io non sono in grado di distinguerli ecc. ecc.
Comunque mettiti tranquillo che certe cose si vedono meglio di qua, e me le guardo io.
ritengono che qui ci sia l’aggressione sistematica
Su questa aggressione sistematica aspetto ancora di vedere mezza frase citata.
A meno che, per lappunto, non si tratti di un fatto quantitativo.
Per il quale se qualcuno, domani, scrivesse un libro di 4800 pagine su, faccio per dire, Mario Rossi, la quantità stessa verrebbe a costituire un fatto denigratorio, a prescindere dai contenuti.
Per cui potrebbero crearsi delle appropriate tabelle:
200 pagine tot giorni di reclusione; 400 pagine tot giorni di reclusione ecc.
O eventualmente si potrebbe adoperare il valore del peso, svolgendo le relative istruttorie in apposite sale bilance. Con grande risparmio di grane, avvocati, tribunali, sveglie mattutine faticosissime ecc.
A prescindere, come accade nella circostanza che direttamente ci riguarda, che per una buona parte di questo famoso centinaio di pagine si tratti di elogi, studiati, motivati, e convinti.
Per la dottoressa Petescia scrittrice, ad esempio:
01 Agosto 2006 – 21:19
[#31] Ma certamente che il libro di Manuela Petescia è un libro vero. Verissimo, e molto importante. In quale altro modo si può dimostrare questa convinzione se non parlandone, sulla base delle proprie modeste conoscenze? Se non ospitando opinioni come le tue, quelle di Mascia, quelle di Giannubilo, quelle dellautrice, quelle dei miei amici [...]. Per come la vedo io, come potenzialità espressive Manuela Petescia è assai più interessante di Cotroneo, e ha molto più talento. Dire che a parità di tirocinio, a parità di pratica letteraria, come scrittrice sarebbe parecchio superiore, naturalmente non significa niente, ma quella è la mia opinione.
04 Febbraio 2007 – 21:52
La direttrice della più importante tv locale pubblica un racconto.
Glielo ospitano: il più importante giornale cartaceo della regione, e il più importante giornale on line.
Ne parlano (modestamente, dico, ma le cifre sono cifre) il più importante blog regionale e altri.
Scatena una miriade di commenti.
Proviamo a trasportare tutto sul piano nazionale.
Se càpita la stessa cosa, faccio per dire, a Gianni Riotta, direttore del Tg1 (al quale Manuela Petescia è parecchio superiore come narratrice, ma per umile opinione personale anche come giornalista), e un redattore del Tg1 lo intervista, dovè lo scandalo?
Per la dottoressa Petescia giornalista:
giovedì, settembre 28, 2006
La direttrice è molto brava, presenta il telegiornale in un modo eccellente, che secondo me trova pochi paragoni a ogni livello per telegenia, padronanza, efficacia.
ecc. ecc., per esempi che potrei riprodurre fino a domani mattina…
Allora uno sarà padrone di chiedersi: ma, scusate, con quale faccia di bronzo, per non dire propriamente di c***, venite qui a parlare, e venite a dare del persecutore al sottoscritto?
cavallisanniti
#20 21 Aprile 2007 – 14:44
E veniamo a questo messaggio n. 7, parola per parola.
Non vorrei che qualcuno avesse scritto lì il Jaccuse di Zola e che non se ne fosse accorto nessuno.
NON HA espresso un parere e basta, buttandolo nel tg tra gli altri servizi come nulla fosse. Ha detto che era una sua opinione ASSAI DI PARTE e facendo così ha annullato qualunque sospetto perchè ha avvertito i telespettatori che era schierata.
Questo non mi sembra un buon argomento.
La direttrice Petescia è di parte per una discreta percentuale di quello che dice.
Sulla Sanità, per ovvie ragioni, è di parte.
Sulloperato della Regione Molise, è di parte.
Sul terremoto, con Iorio commissario, è di parte.
Sulle elezioni, è di parte.
Sulluniversità, per auto-definizione, è di parte.
Ma questo non è in discussione, e so benissimo per aver fatto decine di esempi specifici che si può essere eccellenti giornalisti anche trovandosi in quel genere di situazione.
Però essere di parte, è una cosa; avere un interesse oggettivo, che possa in qualche modo presentare questioni di conflitto o di compatibilità, è un altra.
Se cè conflitto, una cosa non si fa.
Non si può dire: lho fatto, ma era a fin di bene, e ho dimostrato coraggio, mi sono esposta, lho dichiarato ecc..
Discorso tutto teorico, ovviamente, ma è questo il concetto che tu non padroneggi. Questa è la distinzione, la sfumatura che non cogli.
E questo era il punto che si cercava di appurare, senza che, da parte tua, siano arrivati contributi di particolare efficacia.
È arrivata invece questa solfa, questo mantra: lopinione, lopinione, lopinione, lopinione, lopinione…
Dice: sei stato preso in castagna, Tuono…
Ma castagne di che, se lho ripetuto ieri sera.
E dunque tutti questi distinguo sul fatto che il commento fosse stato specificamente presentato per lappunto in qualità di commento, è tutto fiato sprecato.
Tutte queste cose, modestia a parte, le so.
E, conoscendo più o meno il genere di polli che girano in questo cortile, lo avevo detto come prima cosa:
Lopinione della Petescia su Cannata la conosciamo tutti benissimo, e non ce ne frega niente. E ci mancherebbe che i giornalisti non potessero esprimere la loro opinione, e perfino la propria indicazione di voto.
Ne abbiamo parlato qui mesi fa, per elezioni molto più serie. 15 Aprile 2007 – 12:59
Mi sembrava molto chiaro.
Così come mi sembrava chiaro che i contenuti non fossero in discussione.
Viceversa, a distanza di una settimana, ancora arrivano massmediologi alla pastasciutta, a specificare, a chiarire, a distinguere:
Ha detto che era una sua opinione ASSAI DI PARTE e facendo così ha annullato qualunque sospetto perchè ha avvertito i telespettatori che era schierata.
Adesso sei arrivato, 24 ore dopo, a ripetere la stessa cosa. Lo stesso mantra.
Per cui tu, e gli altri, scrivete le stesse cose.
E così sul caso Izzo, così sullaltro caso. Da mesi.
Se io rispondo, aggredisco sistematicamente?
Ma vedi di camminare, va….
cavallisanniti
#21 21 Aprile 2007 – 15:44
Se “perseguiti” così, sul tuo blog si farà la fila di poeti, scrittori,giornalisti, saggisti….
utente anonimo
#22 21 Aprile 2007 – 18:16
Sulla Gazzetta del Molise c’è scritto che l’elezione di Cannata non è una novità. Non avranno fatto bene loro a dare la semplice notizia?
utente anonimo
#23 21 Aprile 2007 – 18:56
Ceglie è stato duramente criticato su Telemolise. E’ stato fatto passare come se lui volesse un’università “piccola” e Cannata volesse un’università “grande”. Si è messo perfino in ridicolo il titolo del programma. Tutto normale, libero esercizio del diritto di critica. Ma per gli altri questa regola non vale? Per gli altri si passa direttamente alle minacce di querela?
utente anonimo
#24 21 Aprile 2007 – 19:11
TUONO SI E’ IMPRESSIONATO ASSAI…
utente anonimo
#25 21 Aprile 2007 – 20:51
Sì, molto, ma adesso finiamola con questa storia.
Qualcuno ha mandato un commento idiota e io ho fatto qualche battuta di spirito. Tutto lì.
Poi sono pronto a supplicare la dottoressa Petescia in ginocchio, pur di non leggere leditoriale di Ruggieri sullattentato alla libertà di stampa, quello di Tabasso sulla legge regionale per leditoria, il comunicato stampa di Astore ecc. ecc.
cavallisanniti
#26 22 Aprile 2007 – 00:57
ah ha ah ah ah ah ah ha ah ah ah !!! Peccato che nei commenti non possa inserire il pupazzetto che ride a crepapelle di messenger….caterina sottile
utente anonimo
#27 22 Aprile 2007 – 01:18
Comunque, telemolise lascia “andare” i suoi collaboratori senza troppi salamelecchi mentre il nuovo proprietario di primoPiano e Teleregione continua ad arruolare nuovi giornalisti e a potenziare le redazione anche dal punto di vista tecnico. La sinistra, da quello che leggo su primopiano, mi sembra guardi con simpatia a questa nuova gestione che, nelle intenzioni apparenti, dovrebbe bilanciare lo squilibrio tutto a favore di Iorio. E c’é anche e soprattutto Ciarrapico a strizzare l’occhio all’opposizione o meglio, a non inseguire più il consenso di Iorio. Telemolise, insomma, pare debba cominciare a giocare in difesa. Ma l’Informazione, al di là delle connotazioni ideologiche e degli interessi spiccioli, bisogna saperla fare. Iorio, da democristiano intelligente, continua a circondarsi “anche”di gente che sa lavorare. E d’altronde, può permetterselo. A sinistra si comportano ancora come i parenti poveri e cercano spazi, fette e fettine senza pianificare un bel niente. Invece che produrre spazi in cui “i bravi” possano operare si assiepano negli angoli lasciati liberi. Tu che dici, Michele?
IlCommendatore
#28 22 Aprile 2007 – 02:19
una domanda per michele precisando che è domanda seria e non da provocazione: è normale deontologicamente che una testata tutti i giorni da la notizia che un politico o alcuni politici hanno querelato un altro giornale? è normale in particolare quando il querelante o uno dei querelanti è un parente stretto del direttore o della direttrice della testata? Giornalisti e editori non sono tenuti come interpreta il codice deontologico a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori? in questo modo si promuove la collaborazione, la cooperazione e la fiducia tra stampa e lettori? caro michele rispondimi se hai elementi anche perche l’ordine dei giornalisti molisani è severo perchè ha sospeso il povero cimino. grazie e a presto
ga.ro.
utente anonimo
#29 22 Aprile 2007 – 07:56
#25 Forse non s’è capito ma la battuta voleva essere ironica. Si vede da quello che scrivi che non ti sei impressionato per niente. Il problema è un altro: la libertà di stampa e adesso anche di pensiero nel Molise è diventato un problema serio.
utente anonimo
#30 22 Aprile 2007 – 09:38
#28
La domanda seria io la farei in altri termini.
Qui vengono passati al setaccio i giornalisti.
A qualcuno potrebbe venire in mente di sfogliare un solo giorno Nuovo Molise e lo scempio del giornalismo che questo giornale propone? Titoli senza notizie, nel senso che si annunciano notizie che non ci sono proprio all’interno del quotidiano, vignette sui colleghi, proclami di scandali (vedi molise acque) e nemmeno un trafiletto per dire poi che non era vero…
E ancora: notizie quotidiane di Historicus (Ciarrapico) su Almirante che si alza dalla tomba e picchia Fini, notizie quotidiane di Historicus sulla sanità (ed è interessato in prima persona agli appalti sanitari in regione, né più né meno di come Europea 92 aveva partecipato all’appalto dell’Erim e grdò allo scandalo contro Falcione che l’aveva vinto).
Ma di esempi di interessi personali e di notizie quantomeno bizzarre ce ne sono a decine su questo quotidiano.
Un solo giorno, potete sfogliare Nuovo Molise per favore?
Grazie.
utente anonimo
#31 22 Aprile 2007 – 21:30
[#27] Io non dico proprio niente perché di queste cose abbiamo parlato miliardi di volte.
E penso sia inutile continuare a parlarne in termini generali, piuttosto di parlare del tale episodio, tale ora, tale minuto, tale giornale, tale servizio televisivo ecc., che mi sembra assai più utile.
Inutile continuare a parlarne almeno fino a quando non si uscirà da un equivoco di fondo, che i vari opinionisti, editorialisti ecc. te compresa contribuiscono ad alimentare. E cioè che i mezzi di informazione vengano fuori per opera dello Spirito Santo.
E mi piacerebbe che tu, senza tergiversare o extra-vagare come tuo solito, mi spiegassi cosa significa, in termini materiali, produrre spazi:
A sinistra si comportano ancora come i parenti poveri e cercano spazi, fette e fettine senza pianificare un bel niente. Invece che produrre spazi in cui “i bravi” possano operare
cavallisanniti
#32 23 Aprile 2007 – 00:40
La mancanza della libertà del mercato del lavoro implica ovviamente la mancanza della libertà di informazione. Ed entrambi queste libertà, strutturali in una qualunque comunità di persone, sono sostituite dalla “spartizione caporalesca” del lavoro. Ne consegue un danno nella formazione professionale, nello sforzo degli individui di migliorarsi, studiare, fare bene e meglio. Perché non serve. Un giornale può vendere più copie grazie ad una firma, ad uno stile, ad un gruppo di collaboratori che lavorano bene ma questo non é una ragione perchè si consolidi il loro legame con gli editori. Che a loro volta sono imprenditori e non possono non tener conto delle pressioni della politica. Quante imprese conosci, in Molise, che possono permettersi di scovare talenti e tenerli per sè, coltivarli come avviene nello sport? Persino l’arte passa attraverso le sale d’attesa della politica, poco illuminata e molto arruginita da un provincialismo che la porta a valorizzare il “già noto e già sentito” per mancanza di idee e di dimestichezza con tutto ciò che attiene al lavoro intellettuale. Vedi, caro Mik, un ragazzo intelligente, con un’ottimo livello di conoscenze, che magari sa fare benissimo qualcosa che pochi sanno fare, fuori dal Molise sarebbe ambito, cercato. Qui non basta; e non é l’imprenditore da solo a decidere se sia utile o meno alla sua azienda. Perchè il meccanismo di selezione nel mercato del lavoro intellettuale non é condizionato dalla produttività ma dalla “utilità” elettorale. E poi c’è l’effetto collaterale: qualche decina di “intellettuali” che si auto definiscono scomodi e che hanno costruito su questo “vezzo” la loro sopravvivenza professionale. Allineati o contro, ma mai semplicemente autorevoli.
IlCommendatore
#33 23 Aprile 2007 – 01:25
Infatti hai tergiversato.
cavallisanniti
#34 23 Aprile 2007 – 01:29
[#28] Bella domanda, anche se non è che tutto dun colpo io sia diventato il deontologo prêt à porter.
Le querele fanno notizia; sono una notizia se riguardano il presidente della Regione Molise, il manager della Asrem e persone di quella rilevanza. E allo stesso tempo sono una delle maggiori preoccupazioni dei giornalisti, a ogni livello; uno dei fattori che più condizionano la loro attività. Ne parlammo estesamente a suo tempo, partendo da questi presupposti.
Una prima considerazione dovrebbe essere pacifica. In linea di massima, se i personaggi investiti dalle critiche querelano per salvaguardare la propria reputazione, esercitano un diritto che rimane intoccabile. Se invece lo fanno per spandere il terrore intorno a sé, cercando di mettere a tacere diritti altrettanto intoccabili (il diritto di cronaca e quello, ancora più necessario e sacrosanto, di critica), è evidente che la cosa assume tinte diverse.
E questo, in proporzione, vale anche per la stampa che dà risalto a quelle iniziative.
Ma partiamo invece da un caso specifico, lunico del quale io abbia qualche contezza perché ho visto il servizio in televisione.
Parlo della conferenza stampa indetta dal direttore generale della Asrem, ling. Florio, per annunciare, con il suo avvocato al fianco, le querele contro alcuni quotidiani.
In quei casi, secondo me, per un organo di stampa, mettiamo una televisione, sarebbe norma elementare, dieci secondi aver sentito la versione del querelante, far sentire la versione del querelato.
Una cosa talmente elementare che non dovrebbe neppure essere oggetto di discussione. Questo, almeno, in una situazione normale. Ma in Molise non abbiamo una situazione normale, per ragioni che abbiamo discusso dozzine di volte.
Qui un polo televisivo è pacificamente dalla parte del querelante (che sia Florio, Iorio, o altri).
Un altro polo ancora più pacificamente è dalla parte del querelato.
Le parti, ovviamente, si possono rovesciare, ma rimarranno sempre una speculare allaltra. Mai terze.
E in questo si può sintetizzare lenorme problema dellinformazione molisana. Ma forse sarebbe il caso di dire: linesistenza dellinformazione molisana, salvo sparute, microscopiche eccezioni.
Per cui si possono avere tutti i giorni 44 versioni dellincidente automobilistico causato dallasfalto reso viscido dalla pioggia, 37 versioni del giovane di 22 anni beccato con 3 grammi di hashish e della relativa segnalazione alla Prefettura, ma nessuna, che sia terza, obiettiva, non di parte, sugli episodi che di volta in volta vanno sulla bocca di tutti (Molise Acque, la ricostruzione, la gestione della sanità ecc. ecc.).
Rispetto a questo, lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori ecc. ecc. rimangono espressioni prive di senso.
cavallisanniti
#35 23 Aprile 2007 – 01:59
Ma la legge é un’arma? Un bavaglio? Dire che qualcuno querela per chiudere la bocca sottende che la legge sia palesemente uno strumento di tortura. E’ inquietante che si dia per scontato un assunto così grave. Io querelo perché ritengo di essere stato aggredito ingiustamente ma poi devo anche dimostrarlo. Quando tutto ciò riguarda la stampa si grida subito al lupo al lupo. ma se la stampa, nel caso della ASREM dimostrasse di aver ragione anche di fronte ai giudici non sarebbe una prova ulteriore che quei personaggi devono dimettersi? O, viceversa, che il pettegolezzo non può essere usato come notizia? Se non ci fidiamo delle sentenze dobbiamo discuterne, e coraggiosamente.
IlCommendatore
#36 23 Aprile 2007 – 08:51
AL CITTADINO NON FAR SAPERE
Cari lettori, quando il Parlamento approva una legge all’unanimità, di solito bisogna preoccuparsi. Indulto docet. Questa volta è anche peggio. L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera ha dato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Nessuno si lasci ingannare dall’uso furbetto delle parole: non è una legge “in difesa della privacy” (che esiste da 15 anni) nè contro “la gogna delle intercettazioni”. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare – e ai cittadini di conoscere – le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado. Non è una legge contro i giornalisti. È una legge contro i cittadini ansiosi di essere informati sugli scandali del potere, ma anche sul vicino di casa sospettato di pedofilia. Vediamo perché. Oggi gli atti d’indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano “conoscibili dall’indagato”. Da allora non sono più segreti e se ne può parlare. Per chi li pubblica integralmente, c’è un blando divieto di pubblicazione, la cui violazione è sanzionata con una multa da 51 a 258 euro, talmente lieve da essere sopportabile quando le carte investono il diritto-dovere di cronaca. Dunque i verbali d’interrogatorio, le ordinanze di custodia, i verbali di perquisizione e sequestro, che per definizione vengono consegnati all’indagato e al difensore, non sono segreti e si possono raccontare e, di fatto, citare testualmente (alla peggio si paga la mini-multa). È per questo che, ai tempi di Mani Pulite, gli italiani han potuto sapere in tempo reale i nomi dei politici e degli imprenditori indagati, e di cosa erano accusati. È per questo che, di recente, abbiamo potuto conoscere subito molti particolari di Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, dei crac Cirio e Parmalat, degli spionaggi di Telecom e Sismi. Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl, Gnutti e Consorte ad accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca. Per la semplice ragione che, al momento, costoro non sono stati arrestati né processati: dunque non sapremmo ancora nulla delle accuse a loro carico. Lo stesso vale per i sospetti serial killer e pedofili, che potrebbero agire indisturbati senza che i vicini di casa sappiano di cosa sono sospettati. La nuova legge, infatti, da un lato aggrava a dismisura le sanzioni per chi infrange il divieto di pubblicazione: arresto fino a 30 giorni o, in alternativa, ammenda da 10 mila a 100 mila euro (cifre che nessun cronista è disposto a pagare pur di dare una notizia). Dall’altro allarga à gogò il novero degli atti non più pubblicabili. Anzitutto “è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pm o delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. La notizia è vera e non é segreta, ma è vietato pubblicarla: i giornalisti la sapranno, ma non potranno più raccontarla. A meno che non vogliano rovinarsi, sborsando decine di migliaia di euro. È pure vietato pubblicare, anche solo nel contenuto, “la documentazione e gli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati sul traffico telefonico e telematico, anche se non più coperti da segreto”. Le intercettazioni °© che hanno il pregio di fotografare in diretta un comportamento illecito, o comunque immorale, o deontologicamente grave °© sono sempre top secret. Bontà loro, gli unanimi legislatori consentiranno ancora ai giornalisti di raccontare che Tizio è stato arrestato (anche per evitare strani fenomeni di desaparecidos, come nel vecchio Sudamerica o nella Russia e nell’Iraq di oggi). Si potranno ancora riferire, ma solo nel contenuto e non nel testo, le misure cautelari, eccetto “le parti che riproducono il contenuto di intercettazioni”. Troppo chiare per farle sapere alla gente. E i dibattimenti? Almeno quelli sono pubblici, ma fino a un certo punto: “non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”. Le accuse raccolte (esempio, nei processi Tanzi, Wanna Marchi, Cuffaro, Cogne, Berlusconi etc.) si potranno conoscere dopo una decina d’anni da quando sono state raccolte: alla fine dell’appello. Non è meraviglioso? L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano “troppo”, come se l’obbligatorietà dell’ azione penale fosse compatibile con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria, nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti. A parte «Il Giornale», nessun quotidiano ha finora compreso la gravità del provvedimento. L’Ordine dei giornalisti continua a concentrarsi su un falso problema: quello del “carcere per i giornalisti”, che è un’ipotesi puramente teorica, in un paese in cui bisogna totalizzare più di 3 anni di reclusione per rischiare di finire dentro. Qui la questione non è il carcere: sono le multe. Molto meglio una o più condanne (perlopiù virtuali) a qualche mese di galera, che una multa che nessun giornalista sarà mai disposto a pagare. Se esistessero editori seri, sarebbero in prima fila contro la legge Mastella. A costo di lanciare un referendum abrogativo. Invece se ne infischiano: meno notizie “scomode” portano i cronisti, meno grane e cause giudiziarie avrà l’azienda. Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare». Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti. Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti. È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra. Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio. Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota. In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini.
Marco Travaglio
Fonte: www.unita.it 19.04.07
utente anonimo
#37 23 Aprile 2007 – 10:26
Il povero Travaglio dovrà cambiare mestiere.
utente anonimo
#38 23 Aprile 2007 – 10:57
# 34
“spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori ecc. ecc.”
Perché Telemolise esclude “Primo Piano” dalla Rassegna Stampa?
utente anonimo
#39 23 Aprile 2007 – 11:07
Esclude anche la Gazzetta del Molise… appena finirà di querelare Nuovo Molise, escluderà anche il quotidiano del ciociaro… restano l’inoffensivo Quotidiano e l’immarcescibile Tempo… una gran bella rassegna stampa…
utente anonimo

N
on era interesse neanche mio, riaprire la questione, ma, considerato che è linteresse altrui a non deflettere, approfitto per cercare di definire meglio il mio pensiero.
Non credo, prima di tutto, che le eventuali strumentalizzazioni di cui parli (quelle che possono nascere nel contesto della rivalità di settore) debbano costituire un problema. Perché il timore di stesso di lasciarsi strumentalizzare, in questo caso, sarebbe già una forma di strumentalizzazione.
Cerco di spiegarmi meglio, e con molta chiarezza. Se portare allattenzione una cosa accaduta in una tv, oppure in un giornale, significa prestare il fianco alle strumentalizzazioni della tv o del giornale concorrente, non è un problema che mi riguarda. Se poi è a questo genere di considerazioni che ti riferisci:
La verità è che lo scopo di Tuono non è quello di sottolineare un errore, ma di massacrare i giornalisti (alcuni in particolare), con insulti e parolacce approfittando anche delle loro rivalità interne. E la cosa è di per sè [sic] scorretta.
direi di lasciar perdere: è gente che non ha neppure la più vaga idea di quello che dice. E le eventuali rogne se le vedano fra loro.
Quanto allaltro rischio, ossia il caricare di eccessive responsabilità la protagonista dell’infortunio, mi trovi daccordo. Un conto è lerrore, che può capitare a un giornalista esperto come il direttore del «Giornale», quando scambia Livia Turco per Maurizio Turco e la sbatte in prima pagina. Può capitare a un settimanale prestigioso come «Newsweek», quando scrive cose inesatte sulle prigioni di Guantanamo (provocando conseguenze gravissime) ed è costretto a chiedere scusa al governo americano. Può capitare a Gad Lerner, quando fa nomi che non deve fare ed è costretto a dimettersi dalla direzione del Tg1. Può capitare, e capita tutti i giorni, a molti altri.
Altra cosa è lopinione che si può avere di quellerrore. Su questo piano si è svolto quello che tu definisci il confronto, e in tutta sincerità devo dire che mi trovo molto più a mio agio nel contestare le opinioni che non le persone. Ma con altrettanta sincerità devo dirti che non ho particolare apprezzamento, sul piano propriamente televisivo, per questa giornalista. La Ricci, dico.
Ricordo un vecchio articolo di Donati, che forse mi fece nascere qualche pregiudizio. Donati ha i suoi difetti, come tutti noi: a te magari può capitare di essere formalistico, a me noioso, ecc. Lui forse manca un po del senso delle proporzioni, e a volte gli succede di scambiare gli spigoli dei gradini per architravi. Ma quando centra le cose fa sensazione, e le immagini si fissano come bulloni.
La Ricci entrò in Telemolise proprio nel periodo in cui seguivo con maggiore assiduità quella televisione. Non cerano motivi particolari. Se non, forse, che se ne parlava molto (come del resto avviene tuttora) e non mi piaceva sentirmi del tutto impreparato.
In televisione (e penso di poter esprimere liberamente il mio parere perché sono certo di non togliere neppure un milligrammo alla sua reputazione), la Ricci non regge il paragone con i giornalisti, diciamo, più esperti. Gente come Venditti, Di Tota, Di Gaetano, solo per restare nel perimetro della sua stessa televisione.
Forse non è neppure una questione di valore, ma sotto le loro parole si sente una forza, una sostanza, un certo carico di significato. Le parole risuonano, e si imprimono, in modo diverso. A volte anche criticamente (quando si è in disaccordo), ma comunque con un altro peso.
La Ricci non è, secondo me, di quella categoria. E, dico la verità, il fatto che una tv solida e di riconosciuta tradizione come Telemolise adoperasse in modo così continuativo una professionalità ancora così acerba non mi faceva una buona impressione, come non fanno buona impressione gli eserciti che mandano al fronte le giovani classi.
Ma queste sono considerazioni che attengono alla sfera del giudizio personale, per natura opinabile, e fallace, almeno fino a quando non si salda con qualcosa di oggettivo. E allora una sera, credo un mesetto fa, mi capita di chiacchierare con un mio amico. Una persona che per sue vicissitudini personali ha un rapporto morboso con tutto ciò che è giustizia, processi ecc., dunque segue con attenzione, e anche una certa ansia, quella che i giornalisti con unorrenda semplificazione chiamano la giudiziaria.
Mi racconta di un episodio a suo dire incredibile che ha visto in televisione, ma lì per lì, conoscendo la patologia specifica, non ci faccio caso. La sera, però, quando torno a casa, accendo la tv e guardo la replica del tg di Telemolise che viene trasmesso per tutta la notte. Ne ho già parlato qui, dunque non ho problemi a rievocarlo. Lepisodio è questo.
08 Marzo 2007 – 21:04
Sembra che un tale si sia fatto beccare a mettere microspie in casa dellex-moglie.
Come che sia ne ha ricavato, nel processo di primo grado, un anno di carcere.
Pena, dunque (per il momento), non lieve.
Commento della giornalista in questione, a chiusura del relativo servizio: «Proibite le microspie, gli resta la possibilità di un buon cannocchiale».
Come dire: «gli sta bene, così impara».
Beh, insomma, io sono trasecolato. E adesso non avrei neppure molta voglia di commentare il fatto per non riaprire, magari, dispute di nessun genere. Perché, certo, laltro episodio (Izzo), a patto che venga considerato per quello che è, ossia un errore, e non lo si elevi a tecnica giornalistica come qualcuno pretendeva di fare, può trovare decine di giustificazioni.
Ma qui il contesto è diverso. Non si tratta di una battuta da carpire nei corridoi di un tribunale, a un mostro che strozza le bambine. Qui si tratta di fare del sarcasmo, a freddo, su una persona che ha i guai suoi.
Cosa ne sappiamo noi di quella vicenda? Magari è una persona che ha perso ogni autocontrollo, e ha sbagliato, anche gravemente. Perché infierire, mettendo un uomo alla berlina davanti ai suoi familiari, ai suoi amici, ai suoi compaesani, quando già la situazione stessa, di per sé, è umiliante?
Non so se questi casi rientrino fra quelli previsti dalla Carta dei Doveri del giornalista («In tutti i casi di indagini o processi, il giornalista deve sempre ricordare che ogni persona accusata di un reato è innocente fino alla condanna definitiva e non deve costruire le notizie in modo da presentare come colpevoli le persone che non siano state giudicate tali in un processo»).
Ma chi fa televisione deve capire una cosa essenziale: le esigenze della televisione vengono dopo le esigenze degli uomini. Anche degli uomini condannati in primo grado per aver intercettato la moglie con delle microspie. E senza neppure dover fare riferimento alle migliaia di condanne che sono state rovesciate o completamente azzerate, in appello o nel grado successivo.
Non credo che mi si possa accusare di filisteismo, se mi riferisco a queste parole di Joseph Ratzinger: «Questo squilibrio tra potere tecnico, potere di fare, e la capacità di dominare il nostro essere con principi che garantiscono la dignità delluomo e il rispetto della creatura, del mondo, questo squilibrio è la grande sfida alla quale rispondere positivamente è dovere di noi tutti».
E questo prima di tutto è dovere della televisione, che del potere tecnico è uno dei frutti più importanti, e più vicini a noi, ma è anche quello che con la dignità delluomo viene più spesso a contatto, e molte volte a collisione.
postato da: cavallisanniti alle ore 14:49 | Permalink | commenti (93)
Commenti
#1 12 Aprile 2007 – 18:09
Devi tener conto che la redazione di una televisione regionale non è quella di un grande quotidiano, dove per ogni settore hai un esperto. Nelle piccole-medie televisioni si fa tutto, anche sbagliando, e questa è una grande scuola.
utente anonimo
#2 12 Aprile 2007 – 20:16
#2 questa è una grande verità che corrisponde alla realtà dei fatti e alle procedure in uso nella gerarchia capitalistica dei mass media. tuttavia, credo, le analisi valutative, l’opinione intellettuale, si applica indifferentemente a qualunque evento pubblico o sociologico attivato dalle fonti emittenti. un blog per esempio, a differenza di una televisione regionale, ha divulgazione mondiale e quindi potenzialmente ha più possibilità espansive di un broadcaster. A.p.
utente anonimo
#3 12 Aprile 2007 – 21:25
#2 Mi sembra una buonissima ragione per limitarsi a svolgere il proprio compito con obiettività e diligenza, lasciando le eventuali battute pungenti a chi di dovere.
Se poi in virtù di questa polivalenza, intesa anche in funzione scolastica, faccio per dire, si impara che il famosissimo clan dei casalesi si chiama così perché viene da Casal del Principe, tanto di guadagnato, specie se è un tipo di verifica che giornalisticamente parlando richiede non più di 6 secondi.
cavallisanniti
#4 12 Aprile 2007 – 22:23
“…Lasciando le eventuali battute pungenti a chi di dovere”.
Chi di dovere, cioè Aldo Grasso o persone di indiscutibile e comprovata capacità critica, che lasciano un segno nei percorsi mediatici.
utente anonimo
#5 12 Aprile 2007 – 22:54
Non buttiamo la croce addosso alle televisioni locali che pure hanno i loro problemi. Stasera per esempio a Telemolise ho visto un’ottima trasmissione in diretta, sui servizi (e disservizi) ferroviari in regione.
utente anonimo
#6 12 Aprile 2007 – 23:37
Mi sbaglierò, ma Aldo Grasso secondo me la penserebbe come Tuono. Gli mandiamo una mail e facciamo giudicare a lui l’ “Angelo come stai?”.
utente anonimo
#7 13 Aprile 2007 – 00:23
bè la pagina di “Angelo come stai” si è arrichita oggi di un nuovo capitolo. Sempre la stessa giornalista ha affermato nel suo servizio che “era stato molto duro per Maiorano sentire dai medici legali in aula come Izzo aveva ucciso sua moglie e sua figlia”. Peccato che Maiorano appena la testimonianza è arrivata alle fasi più “dure” ha abbandonato l’aula ed è rientrato solo al termine della deposizione dei medici! Cronaca fedele.
utente anonimo
#8 13 Aprile 2007 – 00:25
A proposito di Telemolise. Ho un semplice dubbio. Ma in questo telegiornale i titoli ci sono o no? Mi pare che sono a giorni alterni. Insomma è come se un quotidiano un giorno esce con la prima pagina e un giorno parte direttamente dalla seconda.
utente anonimo
#9 13 Aprile 2007 – 01:27
23:24, 11 aprile, 2007
“Quando Donati ‘c’entra’ (sic) le cose…”
forse in italiano per questa accezione è CENTRA LE COSE, nel senso di inquadrare, mettere a fuoco, o no?
utente anonimo
___________________________
Molto gentile. Correzione giustissima. Tu pensa che senza di te avrei continuato a scrivere tutta la vita: «centra il palo alla sinistra del portiere», «ha centrato il problema», «stazione centrale», «centro-sinistra», «centro-destra», «centro commerciale» ecc. ecc.
cavallisanniti
#10 13 Aprile 2007 – 08:21
Nuovo Oggi Molise
“Maiorano lascia l’aula”
utente anonimo
#11 13 Aprile 2007 – 09:23
Ancora Aldo Grasso??!!!
utente anonimo
#12 13 Aprile 2007 – 10:16
al commento 9
ridicoli esempi di “c’entrismo”. ti avevo segnalato uno svarione, tutto qui. non è stato carino il fatto che tu abbia cestinato una parte mia e l’altra no. c’è troppa prosopea in questa blog… talvolta perlomeno:-)
utente anonimo
#13 13 Aprile 2007 – 15:41
#6 Buona idea, chi si offre volontario?
http://www.corriere.it/corrforum/corriere/Intro?forumid=4#
utente anonimo
#14 13 Aprile 2007 – 18:01
Questa parte mi pare ancora più convincente della prima, ma permettimi di non commentare. Mi riservo una lettura più attenta, ma per il momento, dopo aver visto velocemente anche il blog di Donati, il dato che emerge con chiarezza è la crisi del sistema dell’informazione molisana. Crisi non certo di quantità ma di qualità, e la concorrenza di cui sento parlare ha contribuito ad aggravarla, come osservasti anche tu (troverò la citazione), forse senza trarne le dovute conseguenze, come quadro d’insieme, che sicuramente interessa più del singolo caso.
d.
utente anonimo
#15 13 Aprile 2007 – 19:45
Autentico pezzo di giornalismo democratico a TeleIorio. Iorio e Di Giacomo sulla sanità replicano a Massa, ma le dichiarazioni di Massa non sono mai state trasmesse.
utente anonimo
#16 13 Aprile 2007 – 21:06
Niente di nuovo sul fronte occidentale
utente anonimo
#17 13 Aprile 2007 – 22:05
Caro Mik, se posso intervenire vorrei dire che invece io ho avuto una buona impressione di Daniela Ricci. L’ho incontrata di persona poco tempo fa e mi è sembrata “umile”. Una caratteristica che, se non è implicitamente sinonimo di talento, lo é sicuramente di professionalità. Crescerà; in fondo ha ancora un’età che le consente il lusso di sbagliare e di migliorare. In generale invece, per quanto riguarda certi eccessi fantasiosi dei cronisti, é assolutamente vero che la stampa locale tende a favorire la tuttologia a scapito dell’approfondimento ma é anche un problema di etica professionale e di preparazione. Qualche decennio fa i medici, tanto per fare un esempio su un campo in cui purtroppo sono ferratissima, dovevano anche imparare a “fare i medici” oltre che a conoscere la scienza medica. Oltretutto, per ragioni sociali ed economiche a quella professione accedevano persone che già possedevano un’ottima educazione o perlomeno una buona dimestichezza con il galateo. Oggi capita di incontrare ottimi laureati in medicina che ricevono i pazienti in corridoio e fanno domande personali ad alta voce, o cose di questo tipo. Non ha a che fare con la loro conoscenza dell’anatomia, né potrebbero trovare sui libri di biologia informazioni che insegnino loro come porsi con il paziente. Queste “regole”, se non si posseggono in partenza, si potrebbero acquisire dai buoni maestri, dal rapporto con i primari o con i docenti. L’esperienza da sola non basta. Occorre l’esperienza di chi ci ha preceduto. E questo é un termine di paragone che l’Informazione locale non ha ancora, non in modo compiuto ed elaborato. Una volta un politico, evidentemente spiritoso, mi ringraziò per aver tradotto in italiano il suo pensiero. Non ne avevo affatto parlato bene ma lui ritenne di dirmi grazie per aver reso leggibile il suo “slang”. Se ci si pone come fondamentale la credibilità del giornale per cui si scrive, tutto deve essere confezionato come se scrivessimo della guerra in medio oriente o poco meno che questo. L’ironia é un colpo di stile, ma dovrebbe presumere una certa serietà di chi la usa. cater
utente anonimo
#18 14 Aprile 2007 – 08:06
Sulla “crisi del sistema dell’informazione molisana”, riporto da Altromolise e sottoscrivo.
di ORLANDO ABIUSO
Caro direttore, un amico e vicino di casa, di origini molisane come me, residente a Legnano, ha trascorso le vacanze pasquali al suo paese dorigine nel Bassomolise; ritornando nella città del Carroccio, nostra seconda terra di adozione, ha voluto portarmi in lettura i quotidiani regionali molisani del giorno 17 aprile 2007, usciti e comprati nelle edicole a Campobasso
Primo Piano Molise; la Gazzetta del Molise; Il Quotidiano del Molise; Nuovo Molise. Che ho sfogliato attentamente, alla ricerca di qualche pezzo di qualità giornalistica frugando in qualche angolo delle pagine dei quattro quotidiani. Qualche inchiesta coi fiocchi ( come usavi tu sul mensile @ltromolise magazine) con tanto di firma del giornalista coraggioso; qualche editoriale di senso e di luogo; una terza pagina culturale a firma di qualche esponente dellintellighentia molisana; un corsivo al vetriolo di critica allazione politico-amministrativa dei politici locali; un pastone politico intelligente per un breve ragguaglio sulla situazione politica del giorno ,ecc. . Niente di tutto questo: cronaca da oratorio di vita paesana dappertutto, assente completamente qualche pezzo di approfondimento dinformazione giornalistica; notizie dai vari palazzi e palazzotti del potere riportate di sana pianta dalle veline e controveline dei comunicati stampa padronali; lettere-sproloqui di lettori interessati alla visibilità mediatica, che occupano anche unintera pagina di giornale.
E poititolazioni in prima pagina abusate, fuorvianti per il lettore.
Non giornali, dunque, ma foglietti di cronaca nera o rosa, di cronaca da oratorio paesano: strumenti dinformazione e di formazione mortificanti per la cultura e la dignità dei lettori della regione!….
utente anonimo
#19 14 Aprile 2007 – 13:09
Cara cater #17, hai visto come è importante questo sito per sviluppare opinabilità serie e di effervescente stimolo?. Solo due cose: Daniela ricci, non è il punto della discussione, sappiamo tutti che soggettivamente, la bella ragazza, è dotata di virtù comunicative eccezionali; ci mancherebbe altro. Lei è solo una causa, unopportunità referenziale che ha dato modo di aprire riflessioni distribuite, anche geograficamente nel mondo, su un tema che nella regione, prima o poi, si doveva far notare; era ben cotto e qualcuno doveva assumersi il compito di estrarlo dal forno. Questo, però, ha permesso a tutti noi, grazie alla professionale esperta direzione del sign. Tuono, di avere a disposizione una serie di punti di vista, anche statisticamente parlando, che altrimenti non sarebbero mai apparsi nel casellario tipologico delle documentazioni necessarie per inquadrare i problemi, sociali, comunicativi, etici e professionali, che il territorio emana e consegna (educando) a chi lo abita e lo vive. Tutte le professionalità, indistintamente, sono per propria natura, in uno stato di stallo. La deondologia e letica, che dovrebbero essere alla base, e non al seguito, di ogni disciplina, hanno assunto il ruolo del cartoccio che impacchetta il panino carico di insaccato paesano. I medici, hanno lo stesso problema dei giornalisti e così altrima non bisogna dimenticare quel famoso detto che recita più o meno così: il figlio del contadino crea il figlio ingegnere, il figlio dellingegnere crea i figlio criminale ( guarda caso si parla proprio di izzo). Qui nellantica ruralissima se si fosse conservato il sano senso della cultura contadina senza farsi imbavagliare dai sogni dellaltrove, si sarebbe potuto profilare la giusta identità dellinconscio collettivo, e le verità identitarie dei medici, che sappiamo per larga misura, formati dalla condizione emigrante nelle varie città italiane e abbandonati a se stessi contro le inclusioni fameliche universitarie a cui erano iscritti, non ha strutturato di pari passo allacquisizione del sapere la forma educativa che appartiene allintima personalità del soggetto. La gentilezza e il buon senso sono virtù che si acquistano con il latte della mammanon credi?a.p.
utente anonimo
#20 14 Aprile 2007 – 13:20
E io ho detto, molto meno bene di te, proprio questo. caterina
utente anonimo
#21 14 Aprile 2007 – 15:06
Caterina, scusami, ma non posso seguirti su quel ragionamento: conosco il tale, e ti dico che è bravo.
Io non conosco nessuno e sto a quello che vedo, quello che sento, quello che leggo.
Poi abbiamo voglia a disquisire, teorizzare, auspicare, quando la realtà è tutta unaltra cosa.
Rientro a casa stanotte, accendo la televisione.
Prima notizia, un isernino trovato con una scacciacani modificata.
Seconda notizia, un furto di portafiori in un cimitero. Bottino (mi sembra di aver capito) 1500 euro.
Terza notizia: una fiera dellalimentare a Roma.
Quarta notizia: sanità molisana, Iorio e Di Giacomo rispondono a Massa.
Alla quinta è chiaro che sono andato a dormire.
Perché quello non è il Molise. Non può essere il Molise. Tu, io, gli altri: non siamo quella cosa lì.
cavallisanniti
#22 14 Aprile 2007 – 15:11
Quanto a Grasso, non so a che cosa ci si stia riferendo.
Se il riferimento è a Telemolise, una cosa sono i fatti (e che Aldo Grasso se ne sia occupato è un fatto), unaltra cosa è la leggenda.
Personalmente credo che il rapporto sia 25% (il fatto) e 75% (la leggenda). Credo cioè che lapprezzamento di Grasso fosse riferito esclusivamente al terremoto del 2002, e dopo di ciò Grasso non abbia guardato Telemolise neppure per un minuto.
Ma non mi piace esprimermi in assenza di elementi concreti. Quando mi sarà possibile leggere i testi che vengono citati vedrò se questa è una mia semplice impressione o un dato di fatto.
E i testi sono: un articolo di «Sette», magazine del «Corriere della Sera», e Il bel paese della tv. Viaggio nellItalia delle emittenti locali (2004), dello stesso autore. Secondo me, Grasso raccoglie nel libro per lappunto gli articoli pubblicati in precedenza sul magazine, per cui dovrebbe trattarsi dello stesso testo.
E andrà poi verificato se questo apprezzamento sia stato confermato nel libro che Grasso ha dedicato, successivamente, alle emittenti locali, e cioè La tv del sommerso. Viaggio nellItalia delle tv locali (Mondadori, Milano 2006), o se nel frattempo linteresse si sia perso per strada.
cavallisanniti
#23 14 Aprile 2007 – 15:47
“Quanto a Grasso, non so a che cosa ci si stia riferendo.
Se il riferimento è a Telemolise…”.
Ma quando mai??? Delle due l’una: o “abbocchi” alle provocazioni o approfitti di tutto pur di parlare di Telemolise.
utente anonimo
#24 14 Aprile 2007 – 17:10
Perché mai? Di Aldo Grasso si è parlato molto. L’argomento è molto interessante.
utente anonimo
#25 14 Aprile 2007 – 18:15
Ma avete visto il pezzo della Petescia pro Cannata….ma nessuno dice niente?????
utente anonimo
#26 14 Aprile 2007 – 20:40
Beh, insomma, in effetti era stupefacente.
Il tempo di cambiare canale, Antonio Fatica annunciava la presentazione di un libro sulla mammella maschile.
Lì per lì ho pensato di essere sotto leffetto di qualche allucinogeno.
cavallisanniti
#27 14 Aprile 2007 – 22:02
ECCOCI QUA, NOI MOLISANI. NESSUNO DICE NULLA SUL PEZZO PRO CANNATA A FIRMA MANUELA PETESCIA. DOV’E’ LA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE?
utente anonimo
#28 15 Aprile 2007 – 07:55
#27
Ma che c’entra la deontologia?
Tu puoi essere contrario, ma lei ha espresso un’opinione e ha detto che si trattava di un’opinione. E quando mai è impedito a un giornalista di esprimere in libertà la propria OPINIONE?
Un conto è la narrazione di un fatto, la cronaca, un conto è il commento, che è lespressione di un giudizio e che, in quanto tale, non è obiettivo. Correttezza vuole che si annunci che si tratta di un punto di vista e la mia è una discussionenon della verità assoluta e la direttrice ha detto assai di parte», o qualcosa del genere.
Posso non condividere affatto lopinione di Petescia su Cannata, ma la deontologia quando si esprime un parere (e si annuncia che di parere si tratta), non centra nulla.
utente anonimo
#29 15 Aprile 2007 – 10:34
#14
Non so se vi state rendendo conto dello spettacolo che date, come monterodunesi. Uno (d) sembra un vecchio democristiano, un altro (m) un ex-comunista diventato democristiano con l’età, tutta cautela e moderazione. Posso capire il primo (d), che vede il Molise una volta all’anno, ma tu (m) dovresti conoscere la realtà molisana molto meglio e certe verità dovresti averle acquisite anche con l’esperienza personale. Ti stai occupando di un problema che non esiste, una cosa che la popolazione molisana non ”sente” come problema. Perché? I giornali molisani non li legge nessuno regolarmente. Si leggono quando succede l’incidente nel proprio paese, il fatto di cronaca, il furto, lo scandalo, l’avviso di garanzia, l’arresto, la caduta del sindaco (!).
Per le televisioni è la stessa cosa. Si segue il fatto di cronaca o il singolo evento che ci interessa. La nostra associazione organizza ”come ce magnava na vota”? Se la serata viene ripresa dalla televisione diventa un po’ più importante. Tu ne hai fatto materia di studio, ma questa materia non c’è.
Sapendo di non dover rendere conto ai lettori e agli spettatori, perché non ci sono, i giornalisti molisani rendono conto solamente al politico o allo sponsor di turno. In una situazione come questa, a che servono la professionalità, la deontologia, la preparazione?
utente anonimo
#30 15 Aprile 2007 – 11:40
Consultate i dati “ALMA LAUREA” sull’università del Molise.
utente anonimo
#31 15 Aprile 2007 – 12:59
[#28] Non diciamo fregnacce. Lopinione della Petescia su Cannata la conosciamo tutti benissimo, e non ce ne frega niente. E ci mancherebbe che i giornalisti non potessero esprimere la loro opinione, e perfino la propria indicazione di voto.
Ne abbiamo parlato qui mesi fa, per elezioni molto più serie, nel senso dellimportanza e dellinteresse generale, e non devi venire tu a spiegarcelo.
Ma la Petescia ha anche un contratto con lUniversità del Molise, e dunque ha un interesse oggettivo. Se non percepisci questo concetto, allistante, non è neppure il caso di entrare nei dettagli, e chiudiamola qui.
Tanto più rispetto al programma stesso di Ceglie, laddove si parla abbastanza espressamente di certe situazioni: prendere a prestito docenti dallesterno, dalle professioni, dalle arti e mestieri, per attivare nuovi corsi snatura linsegnamento universitario, condanna listituzione al declassamento inevitabile.
E dellabnorme quantità di docenti provenienti dalle professioni, dalle arti e dai mestieri.
Oppure, ancora più esplicitamente: non può essere un vanto avere dalle professioni e dal territorio un numero di docenti uguale a quello dellaccademia…
cavallisanniti
#32 15 Aprile 2007 – 16:08
“E ci mancherebbe che i giornalisti non potessero esprimere..”
L’italiano è un problema serio: ci mancherebbe che i giornalisti non POSSANO esprimere un parere!!!
utente anonimo
#33 15 Aprile 2007 – 16:40
3) Secondo le regole della concordanza dei tempi, se nella frase principale si usa il condizionale, la contemporaneità temporale viene indicata dal congiuntivo imperfetto:
Mi piacerebbe che tu venissi alla nostra festa.
Ahaahahhahah…L’italiano di Tuono va molto bene.
I problemi seri sono altri.
utente anonimo
#34 15 Aprile 2007 – 17:39
“Non diciamo fregnacce”.
Auguri per l’educazione, girando in questo blog leggo decine di parolacce.
Non credo che la Petescia abbia scritto bene di Cannata per difendere un proprio interesse. Se così fosse, l’avrebbe fatto fare a qualcun altro senza esporsi in prima persona, è abbastanza intelligente per non capire una cosa del genere.
Credo invece che lo abbia fatto con convinzione, perchè ci crede.
E, trattandosi di un’opinione annunciata, non ha commesso alcuna infrazione deontologica.
I contratti esterni sono la norma di tutte le Università e il motivo è semplice. I cosiddetti docenti esterni guadagnano cifre vicine allo zero e le Università risparmiano.
Saluti a tutti.
utente anonimo
#35 15 Aprile 2007 – 20:03
-I contratti esterni sono la norma di tutte le Università e il motivo è semplice. I cosiddetti docenti esterni guadagnano cifre vicine allo zero e le Università risparmiano.- si, ma ci perdono gli studenti e anche in maniera molto grave… Le università sono il luogo degli studenti non dei risparmiatori domestici…è proprio questo il grande problema delle università italiane e in particolare della giovane provinciale “università” del molise. di questo passo chi verrà ad iscriversi ad un sistema che mira al risparmio invece che alla qualità?
utente anonimo
#36 15 Aprile 2007 – 20:48
E venne il giorno di Manuela Petescia.
Dopo aver scritto di tutto e di più su Daniela Ricci, ora tocca – ancora una volta – a Manuela.
Queste donne di Telemolise…..
ora l’una, ora l’altra, finiscono
- puntualmente – sotto tiro.
E poi parlano dell’Auditel che darebbe Telemolise in calo.
A me pare che tutti vedano e critichino solo Telemolise.
Ma torniamo a Manuela e al suo pezzo sulle elezioni del rettore.
Un pezzo annunciato come un’opinione, pertanto, strettamente personale e legittima.
Capita che la Petescia sia anche docente a contratto dell’Università.
E allora, cosa cambia?
La sua era e resta un’opinione, un commento. Magari arricchito da una conoscenza personale dei fatti e dei contendenti che ad altri manca. Si vota all’università. Cosa vieta a un docente a contratto, per di più giornalista, di esprimere la sua opinione su una televisione privata durante la campagna elettorale?
Lo avesse fatto un giornalista stipendiato dalla Rai, su un canale pubblico, potrei capire il disappunto di chi, pagando il canone, pretende la ‘par-condicio’ anche in casi del genere. Ma non è così.
Manuela Petescia, direttrice di Telemolise e docente a contratto dell’Università, poteva farlo e lo ha fatto, mettendoci voce e faccia.
Nessuna deontologia professionale vieta l’espressione di un’opinione, né potrebbe mai farlo.
In certi periodi temporali rendere pubblico quello che si pensa può creare sconcerto. Ma è proprio questo il bello della democrazia e non bisogna mai aver timore di abusarne.
e. di gaetano
utente anonimo
#37 15 Aprile 2007 – 21:04
[#34] Qui non si parla delle intenzioni, o delle convinzioni di nessuno. E per quanto mi riguarda lUniversità del Molise può fare anche 400 mila contratti lanno a chi gli pare.
Non si parla neppure al limite di qualcuno che contesta, da giornalista, una questione (il programma di Ceglie) che lo riguarda come docente.
Sono cose che eventualmente deve giudicare lOrdine, ma non conoscendo quel tipo di istituzioni, tantomeno essendo questo blog una Commissione di Probiviri, la questione non mi interessa.
Si parla di un interesse oggettivo.
Se io, giornalista, lavoro per la Peroni, posso scrivere: «oh, comè buona la birra Peroni»?
Tu dici: se la birra Peroni mi piace veramente, sì.
Se lo stipendio non è faraonico, sì.
Ok…Allora pensaci su con calma. Poi torni magari fra un paio di giorni. E mi dici se trovi un briciolo di senso in quello che hai scritto.
cavallisanniti
#38 15 Aprile 2007 – 22:15
Non mi vorrei intromettere, ma la condizione del giornalista che ha rapporti con un ente pubblico (leggi contratto) non è assimilabile a quella dei giornalisti addetti all’ufficio stampa? Entrambi hanno un “interesse oggettivo” nell’ente pubblico.
Discussione interessantissima, comunque.
utente anonimo
#39 16 Aprile 2007 – 01:12
[#36] Lalternativa quale sarebbe?
Uno sente Angelo come stai al più grosso criminale italiano del secolo, e gira la testa da unaltra parte?
Uno sente: ti sta bene, così impari a un condannato, e gira la testa da unaltra parte?
Uno sente Maiorano stravolto, o Maiorano impassibile, quando Maiorano in aula non cè, e gira la testa da unaltra parte?
O, detto papale papale, deve farsi i fatti propri?
E siamo sicuri che qui di Telemolise, e di Manuela Petescia, si è parlato solo in questi casi?
Siamo sicuri che qui si è parlato solo di Telemolise?
Poi dellAuditel (che non ho inventato io), possiamo parlare, cifre alla mano, con molta calma.
cavallisanniti
#40 16 Aprile 2007 – 15:02
#36 “E poi parlano dell’Auditel che darebbe Telemolise in calo”…
Darebbe? …DA’.
utente anonimo
#41 16 Aprile 2007 – 17:32
Non dirmi che sapresti leggere un grafico auditel, a 3-5 anni, come facevi l’analisi tecnica di Generali e Parmalat! Ciao cassettista svitato! AL
E ricordatevi che state parlando con un GRANDE!
Toro for Ever – Fulvio Cortesi 17280
utente anonimo
#42 16 Aprile 2007 – 17:34
Ooopss…
Toro for Ever – Fulvio Cortesi 17280
vianello – marco vianello 3665
URAGANO – ANTONELLO CAMPOREALE 2595
zagna – Livio Zagnagnoli 2369
ANASTASIO – Gianfranco Anastasio 2095
Prof – Francesco Carlà 1626
Extra – Giorgio Colautti 1406
Tagliatore – Alan Greenspan 1242
Camarillo – Andrea Tognon 1143
bruglia – Andrea Bruglia Prazio 953
hannah – Tognoli Domenico 917
papi – Marco Papisca 749
dani – daniele clemente 698
Angelino – ANGELINO FAGGIONATO 663
mick – Michele Tuono 660
Freak – Vanny Ruggieri 654
NOVISTOCKS – Pietro Capelli 522
ortica – Paola Girelli 465
sigma – MARCO FASOLI 412
MiniMoog – nicola malagnini 404
mabal – Matteo Balzano 400
……………………………
utente anonimo
#43 16 Aprile 2007 – 20:44
Sinceramente non lo so, anche se un grafico rimane un grafico, e una tendenza rimane una tendenza.
Ma credo di sapere ancora cosè un supporto.
Poi, cassettista un c***.
Warrant BPI
cavallisanniti
#44 17 Aprile 2007 – 01:26
Miké, non ho mai capito cos’è l’obiettività nell’Informazione locale. Non si deve mai esprimere un’opinione a favore di qualcuno; ma contro si? Essere contro é deontologico, essere a favore é da mercenari. Mha! Ho qualche dubbio. Il danno é stato pervicacemente e scientemente compiuto proprio dalle “seconde file” della politica che riescono a pianificare la propria sopravvivenza elettorale solo identificando sempre e ovunque i nemici e gli amici. Chi non é in fila, nell’una o nell’altra, é nemico universale di tutti i politici. Infatti, non so se vi é accaduto di notarlo, amano più gli avversari che “i non catalogabili”. E questa, purtroppo, é una deformazione, ossessiva quasi, soprattutto della sinistra. A destra, più avvezzi ai grandi poteri e alle grandi convergenze parallele, fingono meglio di non occuparsene. Ma non é così. Questo ha determinato una “classe di lettori” speculare alla classe dirigente; una sorta di lettore-guardone che cerca di cogliere in fallo chi scrive, rivendicando un diritto di obiettività che di fatto si nega da solo, banalizzando il dibattito culturale che un articolo genera per sua natura. Se Michele Tuono dice che qualcuno sa scrivere, il lettore-guardone si chiede per chi tifa piuttosto che replicare sulla base degli argomenti, delle idee, dei fatti. Noi apparteniamo, per fortuna, all’era delle immagini in tempo reale e non abbiamo più bisogno della cronaca fedele e asettica di chi in passato ha “eroicamente” dovuto sostituire le immagini con le parole. E dunque il giornalismo può commentare e approfondire ciò che la tecnologia dell’immagine consente di vedere. Perché rinunciare a questa grande opportunità intellettuale, ma anche civile, “amminchiandoci” con la ricerca dell’imparzialità perduta? Se Primo Piano scrivesse che Iorio ruba le merendine ai bambini, avendone le prove, farebbe del giornalismo. Ma se affermasse che é un cattivo presidente perché é insensibile, non ha letto kant, non conosce Jovine? Sarebbe altrettanto legittimo e doveroso per un giornalista, che é soprattutto un intellettuale. E ci mancherebbe! Allo stesso modo se ne parlasse bene ritenendolo adatto a un qualche ruolo. Il raggiro ideologico, la disonestà, la truffa della disinformazione si realizzano quando un giornalista parla bene di qualcosa che i lettori non possono riscontrare. Se nessuno di noi avesse la possibilità di vedere Michele Iorio, se nessuno potesse ascoltarlo tranne che i giornalisti e questi ne parlassero tutti meravigliosamente, allora si, saremmo in dittatura. A me, molto umilmente, interessa sapere che c’è sempre un’altra fonte di informazione che possa fornirmi un termine di paragone. Ma, per carità, se il giornalismo fosse solo sequenza di fonogrammi, privo di quella credibilità delle firme che rendono un’opinione “humus” di dibattito, allora si che saremmo scatole in cui svuotare parole, non idee e non intuizioni. Un’opinione di Montanelli mi spiega L’Italia molto più che dieci articoletti perfettammente equilibrati, privi di anima, di riflessione e di sapienza. caterina sottile
utente anonimo
#45 17 Aprile 2007 – 09:38
Caterina, sei molto intelligente ma sprechi il tuo tempo a scrivere su questo blog.
Ti rendi conto che qui hanno crocifisso Enzo Luongo per una “è” accentata male?
E che possibilità hai di far valere un’idea dove un cavillo, una virgola, uno dei tre puntini sospensivi, casualmente in meno, generano pagine di assalti e imboscate contro i giornalisti, chiamati secondo i casi analfabeti, presuntuosi, asini, etc… Dove una battuta di spirito su Topolino viene scomposta e passata ai raggi X, e se poi casomai il libro di Mascia è del 2001, apriti cielo, nientedimeno si va ad intervenire su Donati per rincarare le dosi: altro che la prontezza delle immagini di cui parli tu, Caterina. Qui il tempo è medievale.
Enzo Luongo è un giornalista emergente, è bravo e farà strada con o senza la “e’” maiuscola accentata col tasto giusto.
Tuono lo vuole tirare giù a tutti i costi, dimostrando con esempi di una banalità estrema che non è allaltezza.
Perchè?
Perchè non sopporta chi emerge.
L’ho già scritto ma sono stato cancellato.
APPELLO AI GIORNALISTI:
non scrivete su questo blog, vi prestate a critiche assurde.
Bastano tre giorni di sciopero e cavalli sanniti si ammoscia, perchè fa audience solo ed esclusivamente su di voi.
utente anonimo
#46 17 Aprile 2007 – 10:12
Se ho capito bene il ragionamento: Luongo è bravo, quindi non si discute? Ci accontentiamo del giudizio a priori, ossia del pregiudizio. Al primo ce ne aggiungiamo, che Caterina è intelligente, Tuono è invidioso e cosi sia. Pregiudizi che possono per avventura anche corrispondere a verità. Ma per accertarlo occorrono le analisi. Se taluni aspetti analizzati appaiono futili, bene, indichiamo altri. Ma indichiamoli e prendiamoli in esame.
Il vero medioevo è restare ancorati ai pregiudizi.
m.m.
utente anonimo
#47 17 Aprile 2007 – 13:00
“APPELLO AI GIORNALISTI:
non scrivete su questo blog”
Molto “deontologico”
utente anonimo
#48 17 Aprile 2007 – 13:28
…fischia…
…e che ci vuole a fare 234 euro ogni 24 secondi?…
…ciao zanza…
utente anonimo
#49 17 Aprile 2007 – 14:43
Quella su Topolino era una minchiata colossale.
utente anonimo
#50 17 Aprile 2007 – 14:44
Punto.
utente anonimo
#51 17 Aprile 2007 – 15:23
Sul concetto di deontologia, caro Michele, possiamo ragionare per anni, ma resterà sempre difficile da decifrare, e se non lo si porta dentro di sé, non lo puoi introdurre tu, neanche su questioni così elementari. Ognuno discute in base alla propria posizione e difende (spesso giustamente nella sostanza, spesso malamente nella forma) il suo ”particulare”.
Si preferisce andare sul piano personale (l’invidia, argomento nuovo, altro che medioevo) piuttosto di replicare sul punto, portare esempi, rimandare a casi simili, reali, e discutere su quelli, invece che sulla bontà delle intenzioni o delle convinzioni.
Ricordiamoci che stiamo parlando del diritto all’informazione, uno dei diritti sanciti dalla Costituzione.
P.S. #29 Non ‘sembro’ un vecchio democristiano, lo sono. Un abbraccio.
utente anonimo
#52 17 Aprile 2007 – 19:45
Vogliamo dire che quel servizio della Petescia era quantomeno INOPPORTUNO? Certe difese sono davvero patetiche. Un saluto a chi mi leggerà prima della cancellazione di questo messaggio.
utente anonimo
#53 17 Aprile 2007 – 19:46
[#44] non ho mai capito cos’è l’obiettività nell’Informazione locale. Non si deve mai esprimere un’opinione a favore di qualcuno; ma contro si? Essere contro é deontologico, essere a favore é da mercenari. Mha! Ho qualche dubbio.
Se la metti in quei termini, ho qualche dubbio anchio.
Ma i termini sono altri.
I termini sono: io che lavoro per la birra Peroni posso esprimere unopinione a favore della birra Peroni?
Per te sì? E chi ti vieta di farlo? Mica ti fanno la contravvenzione.
Questo è il Codice di Autodisciplina del «Sole-24 Ore»:
I collaboratori del Sole-24 Ore si impegnano a non scrivere sul giornale articoli che riguardino soggetti di cui sono alle dirette dipendenze o per i quali svolgano attività di consulenza anche part-time.
Poi ognuno si regola come gli pare.
«Il Sole-24 Ore» si regola in un modo.
Telemolise in un altro.
cavallisanniti
#54 17 Aprile 2007 – 19:50
[#48] Mizzeka…ma voi di Milano pensate solo ai dané?
E poi, scusa una cosa, questo Carlà che sta in lista:
zagna – Livio Zagnagnoli 2369
ANASTASIO – Gianfranco Anastasio 2095
Prof – Francesco Carlà 1626
non è quello che insegna Teorie e tecniche dei nuovi media e Comunicazione finanziaria alla IULM di Milano?
E non ce lo mettevamo sotto tutti i giorni, e come comunicazione, e come gains?
Giornalista, imprenditore e trader: Francesco Carlà è docente di Teorie e tecniche dei nuovi media e Comunicazione finanziaria alla IULM di Milano e da oltre vent’anni si occupa di borsa e tecnologia. Segue la finanza Internet e le Tech e Net stocks dal 1995.
È autore di articoli, libri e di programmi televisivi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo i bestsellers “Trading online. La guida” (2000), “Simulmondo. Vivere Internet” (2001), “Trading online. Seconda Edizione” (2003) e il nuovo “Italia-Google” (2006). Per tre anni ogni settimana è stato protagonista su RaiNews24 di “Netstocks”, il primo magazine tv dedicato alla New Economy, e per quattro anni ha condotto il forum di borsa sul sito del Corriere della Sera. È presidente ed editore di FinanzaWorld.
cavallisanniti
#55 17 Aprile 2007 – 20:37
Ma, scusate, invece di partire con discussioni senza fine, non è più semplice segnalare l’episodio all’Ordine? Niente contro la direttrice Petescia, ma solo per acquisire un parere, una direttiva che sarebbe utile anche per tutti gli altri casi simili. In alternativa, il Garante per le comunicazioni.
utente anonimo
#56 17 Aprile 2007 – 21:47
Immagino la segnalazione:
“La direttrice di telemolise ha espresso un’opinione, ha detto questa è la mia opinione e ha anche aggiunto: è un’opinione assai di parte (testuali parole). C’è qualche condanna in merito?”.
Se poi era inopportuna, sono d’accordo.
Per il resto siete semplicemente ridicoli.
Articolo 21 della Costituzione:
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
L’opportunità o l’inopportunità è altra valutazione, diversa dalle contravvenzioni.
Correttezza vuole che si faccia distinzione tra cronaca e commento. E lei lo ha fatto.
utente anonimo
#57 17 Aprile 2007 – 22:01
Un professore di lettere, giornalista, scrive bene della scuola dove lavora, del preside e dei suoi stessi alunni che vincono premi di giornalismo scolastico. E’ opportuno, visto che è stipendiato da quell’Istituto? O lo devono radiare dall’ordine?
utente anonimo
#58 17 Aprile 2007 – 22:24
#56 Se fosse solo una giornalista, la questione non si porrebbe. . Lei però ha anche rapporti di lavoro con il rettore, e ne perora la rielezione dalla televisione che dirige.
Il Codice del Sole 24 Ore è chiarissimo (penso che tutte le testate si siano dotate di un Codice simile di autodisciplina).
“I collaboratori del Sole-24 Ore si impegnano a non scrivere sul giornale articoli che riguardino soggetti di cui sono alle dirette dipendenze o per i quali svolgano attività di consulenza anche part-time”
Se non lo condividiamo è un altro paio di maniche.
ps Sono d’accordo sul chiedere un giudizio autorevole “terzo” e imparziale.
utente anonimo
#59 17 Aprile 2007 – 22:56
#53 17 Aprile 2007 – 19:46
[#44] non ho mai capito cos’è l’obiettività nell’Informazione locale. Non si deve mai esprimere un’opinione a favore di qualcuno; ma contro si? Essere contro é deontologico, essere a favore é da mercenari. Mha! Ho qualche dubbio.
Se la metti in quei termini, ho qualche dubbio anchio.
Ma i termini sono altri.
I termini sono: io che lavoro per la birra Peroni posso esprimere unopinione a favore della birra Peroni?
Per te sì? E chi ti vieta di farlo? Mica ti fanno la contravvenzione.
Questo è il Codice di Autodisciplina del «Sole-24 Ore»:
I collaboratori del Sole-24 Ore si impegnano a non scrivere sul giornale articoli che riguardino soggetti di cui sono alle dirette dipendenze o per i quali svolgano attività di consulenza anche part-time. ”
Michè, questi sofismi non ti rendono giustizia. La birra Peroni é un prodotto commerciale. Esprimere un’opinione sulla persona di un Presidente regionale vuol dire analizzare i risultati che ottiene, o non ottiene, nella sua gestione delle Istituzioni. Implica la conoscenza e la capacità di dipanare dinamiche che hanno più attinenza con le scienze umane e con la pianificazione del futuro che con la pubblicità di una birra. Dire che una birra é buona, a spese di chi la produce, é semplicemente pubblicità. Dire che il Presidente di una regione é bravo, anche se fossimo nel suo libro paga, mette in discussione la nostra persona, la nostra credibilità ed il valore della nostra dignità. Ecco perché dipende sempre da chi parla di cosa. Sinceramente, credo che se io sono una persona seria posso permettermi il lusso di parlare benissimo di qualcuno per cui, eventualmente, lavoro anche. Se non lo sono, gli procurerei semmai un danno a parlarne troppo bene. Continuo a non capire….caterina sottile
utente anonimo
#60 17 Aprile 2007 – 23:09
Manuela Petscia non è alle dipendenze del Rettore, non è il suo addetto stampa e nemmeno il suo consulente.
Forse questo insignificante particolare è sfuggito a chi l’ha paragonata ad un operaio della Peroni.
utente anonimo
#61 18 Aprile 2007 – 01:44
Qui non sono in discussione i prodotti, che sia birra o automobili o energia elettrica o altro. Né le qualifiche (operaio, addetto stampa o altro).
È in discussione il rapporto di interesse oggettivo, che prescinde dalle persone.
E la materia viene sottoposta a codici di disciplina, di autodisciplina, o a regolamenti (vedi «Il Sole-24 Ore»), appunto per sottrarla alle valutazioni dei singoli. Ossia alle valutazioni fatte sulla base della singola morale, della singola concezione delletica, della singola concezione della deontologia, oppure del senso di ciò che è semplicemente opportuno ecc. ecc.
Ma deontologia è una parola che non mi piace.
A me piace parlare di fatti.
Noi affrontammo in parte questo discorso allepoca della nomina del dottor Ulisse Di Giacomo ad assessore regionale alla Sanità.
Non occorre riepilogare lepisodio, che non suscitò contestazioni di alcun genere.
Anche perché la posizione della tv venne riassunta con tale chiarezza da non poter essere minimamente contestata.
21 Dicembre 2006 – 09:06
Per quanto riguarda poi “il marito della direttrice”… Bè, questo è un problema reale, che è sempre esistito sin da quando questo marito è diventato coordinatore regionale di Forza Italia. Che dovrebbe fare Manuela Petescia? Lasciare il suo posto di direttrice perchè il coniuge fa politica? Non mi sembra che una Barbara Palombelli abbia fatto questa scelta, e parliamo a livelli nazionali.
La mia amica una cosa già l’ha fatta e gliene dò atto: si astiene da ogni editoriale e commento politico in prima persona.
Mi sembrava naturale aspettarsi che la dottoressa Petescia operasse una scelta conseguente.
In caso contrario, qualcuno mi dovrebbe spiegare perché, ciò che vale a livello parentale, che rappresenta una forma di interesse oggettivo, lecitissimo, non deve valere per una forma di interesse oggettivo, altrettanto lecito, come quello che si verifica a livello professionale, contrattuale, ecc.
Questione che si può riassumere in termini di estrema semplicità.
Cè incompatibilità, conflitto, chiamiamolo come vogliamo, tra me e mio fratello.
Cè incompatibilità, conflitto, chiamiamolo come vogliamo, tra me e la persona con la quale io stipulo un contratto, ai sensi, nella fattispecie, del competente regolamento: «Il Rettore procede al conferimento ed alla stipula del contratto con lo studioso o esperto» (Università del Molise, Regolamento per la disciplina della docenza a contratto, art. 14).
A me sembra labc non della deontologia, dellimparzialità, dellopportunità e di tutti questi paroloni che alla fine non significano niente.
A me sembra labc della logica, perché ritengo che fra le due situazioni ci sia una identità concettuale.
Poi, ovviamente, le vedute possono essere diverse, e comunque davvero in questo caso, ferma restando la mia opinione, ritengo necessario scusarmi, per le tonalità a volte troppo brusche, e per qualche passaggio discorsivo effettivamente improprio.
cavallisanniti
#62 18 Aprile 2007 – 09:25
Michele, ti consiglio di desistere. Nunn’è cosa.
Dice bene l’amico: un certo concetto, “se non lo si porta dentro di sé, non lo puoi introdurre tu, neanche su questioni così elementari”.
Tutto si riduce a rissa cda cortile, gioco di parole. Dici “birra” si attaccano a “birra” (se avessi detto Ferrari?). Ti mettono in bocca parole che non hai mai detto “operaio” “ufficio stampa” per coglierti in fallo. Così se ti scappa una parola…
Si sentono cose da far accapponare la pelle.
Articolo 21 della Costituzione:
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Tutti senza limitazioni? E perché i giornalisti finanziari no? Se hanno azioni Fiat, e gli piace la Fiat, perché non lo possono dire? Spiegamelo tu, Caterina Sottile! Se sono persone serie, dicono la verità, ci mettono la faccia…Perché non lo possono dire?
A proposito degli uffici stampa, qualcuno finalmente dice una cosa che vado ripetendo da anni.
SERGIO ROMANO, Da ‘Il Corriere della Sera’ del 30-12-2006
“Gli addetti stampa non sono e non possono essere giornalisti. Il portavoce di un’azienda è un avvocato difensore, tenuto dal suo impegno professionale, a esaltare i meriti dell’azienda, della istituzione o della persona per cui lavora, nascondendone per quanto possibile i difetti. Non so davvero come l’Ordine possa conciliare la sua funzione di garante della deontologia con il desiderio di allargare agli addetti stampa la cerchia dei soci”.
Nic. V.
utente anonimo
#63 18 Aprile 2007 – 09:56
Non male il paragone tra l’elezione di un rettore e i giornalini scolastici.
Avvisatemi quando si parla di Auditel ché ho due cosette da dire a ‘sti cavalli sanniti.
utente anonimo
#64 18 Aprile 2007 – 10:16
“A me sembra labc non della deontologia, dellimparzialità, dellopportunità e di tutti questi paroloni che alla fine non significano niente.
A me sembra labc della logica, perché ritengo che fra le due situazioni ci sia una identità concettuale.
Poi, ovviamente, le vedute possono essere diverse”.
Caro Michele,
la discussione era ed è tutta in queste parole.
E correttezza voleva che il confronto avvenisse in questi termini.
Ma tu consenti agli anonimi di scrivere:
1) che manca la deontologia professionale
2) che l’incarico universitario è assimilabile a quello dell’ufficio stampa (incompatibile)
3) che bisogna segnalare l’episodio all’Ordine e al Garante.
Il tutto condito da piccoli e striscianti insulti, piccole e striscianti insinuazioni (alcune cancellate stanotte).
Ora mi chiedo quanto sia “deontologicamente corretto” mettere alla berlina degli anonimi una persona che ha espresso un’opinione annunciandola come tale. Perchè, vedi Michele, fino a quando gli anonimi si mantenessero nei termini da te indicati – se era opportuno o meno che Manuela Petescia esprimesse quella opinione, e magari lei interveniva e dava le sue motivazioni come tante volte ha fatto in passato e poi qualcuno contro-replicava in un confronto reale e leale – posso anche capire.
Ma se un anonimo, al riparo dell’anonimato appunto, parandosi il cu. da una contro-denuncia, insinua che la direttrice ha commesso infrazioni deontologiche o altri “reati” e invoca interventi disciplinari… Fatevi un esame di coscienza.
Penso che l’immagine di una persona vada tutelata da chi gestisce un forum, soprattutto se chi gestisce un forum è persona colta e sa bene che molte dichiarazioni anonime sono campate in aria.
Uno deve farsi dire che è privo di deontologia (o altre pesanti frecciate), senza reagire, “così”, perchè così gira la luna. Porgendo l’altra guancia.
La deontologia è stata ampiamente rispettata quando la direttrice ha dichiarato che si trattava di una sua opinione, oltretutto di parte.
Chi non voleva conoscerla, questa benedetta opinione, delle due luna: o se ne fregava”, come hai scritto tu, o cambiava canale.
Può, come dice giustamente Caterina Sottile, un personaggio che ha un ruolo nel panorama regionale esprimere un parere sui “fatti”? Cosa ha detto, alla fine: che l’Università del Molise con Cannata è cresciuta. E che Cannata sarà rieletto. Perchè non replicare sui “fatti” che la direttrice ha commentato, confutandoli?
Perché, come giustamente hai scritto tu, non aprire un dibattito se era opportuno o meno che si esponesse in prima persona?
Ma no, è meglio dire che è l’amica di Cannata o che ha infranto il codice. E più facile e si fa prima.
E poi un’altra cosa.
Ma secondo voi Manuela Petescia aveva bisogno di fare quel servizio televisivo per difendere il suo contratto all’Università?
Davvero un dubbio poteva assalirmi se si fosse profilata una reale competizione Cannata-Ceglie. Direi a me stesso: se vince Ceglie, può darsi che non rinnovi più il contratto alla Petescia e lei si dà da fare per difendere un suo interesse.
Ragazzi tra Ceglie e Cannata non c’è storia, il pericolo è inesistente.
La direttrice si è esposta senza nascondersi e sapendo di andare in contro alle critiche, lo trovo come ha scritto Di Gaetano un atto di coraggio.
Infine, e chiudo: i giornalisti di Mediaset che infrazione commettono quando esaltano lattività politica di Silvio Berlusconi?
Ad altri allegri anonimi che intervengono a sproposito: linsider traiding è un reato (il giornalista che condiziona il mercato finanziario).
utente anonimo
#65 18 Aprile 2007 – 14:30
Scusami, trovi questo messaggio offensivo?
17 Aprile 2007 – 20:37
Ma, scusate, invece di partire con discussioni senza fine, non è più semplice segnalare l’episodio all’Ordine? Niente contro la direttrice Petescia, ma solo per acquisire un parere, una direttiva che sarebbe utile anche per tutti gli altri casi simili. In alternativa, il Garante per le comunicazioni.
Se sì vi faccio mille scuse. Per acquisire un parere, per avere una conferma che sia tutto corretto…Perché vedete insinuazioni e malafede dove non ci sono?
utente anonimo
#66 18 Aprile 2007 – 15:54
non so se è fatto deontologico ma di solito quando c’è competizione tra due candidati si sentono opinioni pro e contro ognuno dei due. a telemolise per ora abbiamo sentito soltanto un intervento di una ‘dipendente’ di cannata che in quanto rettore è capo dell’amministrazione che incarica e paga la direttrice, che nel servizio criticato è stata contemporaneamente pro cannata e contro ceglie. manca un intervento contro cannata e pro ceglie. si può sempre rimediare perché venerdì si vota e telemolise ancora non ha intervistato ceglie. il tempo c’è si può fare domani giovedì in modo da dimostrare imparzialità e che non ci sono interessi particolari da coltivare. solo così l’intervento contestato della direttrice sarebbe leggittimo e giustificato. altrimenti hanno ragione quelli che criticano.
saluti
P.D.
utente anonimo
#67 18 Aprile 2007 – 16:02
# 64
Bellissimo intervento, che convferma se ce ne fosse stato bisogno la buonafede (l’ingenuità?), ma aggira un problema che non è pratico, bensì teorico, così com’è stato posto da Michele. Le elezioni, Cannata, Ceglie, l’Università, chi vincerà sono tutti fattori che non fanno parte della discussione.
Il nocciolo del problema è un altro:
”perché, ciò che vale a livello parentale, che rappresenta una forma di interesse oggettivo, lecitissimo, non deve valere per una forma di interesse oggettivo, altrettanto lecito, come quello che si verifica a livello professionale, contrattuale, ecc.
Questione che si può riassumere in termini di estrema semplicità.
Cè incompatibilità, conflitto, chiamiamolo come vogliamo, tra me e mio fratello.
Cè incompatibilità, conflitto, chiamiamolo come vogliamo, tra me e la persona con la quale io stipulo un contratto…. ”
Possiamo togliere dalla casella in nome ‘Petescia’, possiamo metter un’impresa privata al posto dell’Università, resterà la situazione.
p. s. L’insiders trading e l’esempio della Fiat sono cose diverse, come forse meglio potrà spiegare Michele. Mi serviva come esempio per spiegare quante limitazioni può trovare l’art.21. Non sempre si è liberi di rivendicare la libertà di opinione.
utente anonimo
#68 18 Aprile 2007 – 16:58
Inutile sul piano elettorale (e forse controproducente) l’orazione della Petescia è stato un gesto di omaggio, senza nessun valore pratico. Non c’è secondo fine. Ricerca di un utile? Neanche a parlarne. La Petescia aveva tutto da perdere. Più che ”ingenuità”, generosità. Tuono, da me conosciuto per fama diabolica, lo sa, e ne ha fatto un magistrale ”caso di scuola”. Qual è la tesi? La giornalista si sovrappone alla docente. Questo ingenera una forma di conflitto. Oggettivo. Guardate la sacrificale ferocia di quest’uomo, mentre adagia la vittima sull’altare: ”Non si parla neppure al limite di qualcuno che contesta, da giornalista, una questione (il programma di Ceglie) che lo riguarda come docente.” Innegabile. Propongo di prospettare la situazione, in forma anonima e neutrale (delatori? No grazie, e Tuono è un uomo d’onore), a un Grande Saggio.
utente anonimo
#69 18 Aprile 2007 – 17:09
C’è solo un piccolo insignificante particolare: la Petescia non è alle dipendenze di Cannata ma di Telemolise e non ha criticato la parte del programma di Ceglie sui docenti ma quella relativa a Medicina.
utente anonimo
#70 18 Aprile 2007 – 17:20
#64
Tu continui a confondere la cronaca con il commento. Un commento è un’opinione e un’opinione è parziale in quanto tale. Deontologia e correttezza vogliono che si annunci a chi ascolta che quella che si sta esprimendo non è la verità assoluta ma una valutazione personale.
Chi lo fa – e lei lo ha fatto – è criticabile sul contenuto di quella opinione e, al limite, sull’opportunità di esprimerla. Non sulla correttezza, né – tantomeno – sulla deontologia.
E chi insiste su questo punto è in malafede. E chi accusa qualcuno di un comportamento scorretto è contro-denunciabile per diffamazione, ecco perchè nessuno di voi delatori ha il coraggio di firmarsi, ad eccezione di Tuono che argomenta in maniera del tutto diversa.
utente anonimo
#71 18 Aprile 2007 – 17:25
Scusate ho sbagliato destinatario: volevo rivolgermi a #66 e seguenti
utente anonimo
#72 18 Aprile 2007 – 18:22
Chiudo dicendo che la libertà di opinione per me non era in discussione.
Era nelle premesse di Michele “ci mancherebbe che i giornalisti non potessero esprimere la loro opinione, e perfino la propria indicazione di voto” e la davo per acquisita.
Ho pensato che la discussione fosse sul tema se questa libertà trova una limitazione nella circostanza descritta da Michele. Secondo me, sì, secondo te no, ma anche queste sono opinioni, e scusa anche me se ho causato qualche equivoco. Grazie della splendida chiacchierata e alla prossima. ![]()
Nic. Va.
utente anonimo
#73 18 Aprile 2007 – 22:40
#62 18 Aprile 2007 – 09:25
Michele, ti consiglio di desistere. Nunn’è cosa. Dice bene l’amico: un certo concetto, “se non lo si porta dentro di sé, non lo puoi introdurre tu, neanche su questioni così elementari”. Tutto si riduce a rissa cda cortile, gioco di parole. Dici “birra” si attaccano a “birra” (se avessi detto Ferrari?). Ti mettono in bocca parole che non hai mai detto “operaio” “ufficio stampa” per coglierti in fallo. Così se ti scappa una parola… Si sentono cose da far accapponare la pelle. Articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Tutti senza limitazioni? E perché i giornalisti finanziari no? Se hanno azioni Fiat, e gli piace la Fiat, perché non lo possono dire? Spiegamelo tu, Caterina Sottile! Se sono persone serie, dicono la verità, ci mettono la faccia…Perché non lo possono dire?
A proposito degli uffici stampa, qualcuno finalmente dice una cosa che vado ripetendo da anni. Nic. V.
Mio caro signore, non ho colto la domanda; ma é una mia difficoltà, evidentemente. Comunque, se manuela Petescia se ne esce con una sviolinata a favore di Cannata, un buon giornalista, informato sui fatti, capace di reperire delibere e prove, la spiazza con una replica analitica, seria, puntuale. Siccome in Molise siamo tutti allenatori e nessuno che sappia davvero tirare in porta, quando é arrivato Giostra a dirci cose che nessuno aveva mai scritto in loco, la faccenda ha provocato un’inchiesta e una querela. A Giostra. caterina
utente anonimo
#74 19 Aprile 2007 – 08:12
C’è chi non sa tirare in porta e chi fa direttamente autogol
L’eurodeputato ha poi criticato il giornalista Alberico Giostra che a lui dedicò una lunga inchiesta sul settimanale ‘Diario’.
“Giostra il giorno degli arresti esultava davanti alla caserma di Venafro – ha detto Patriciello – si vede bene nelle immagini che abbiamo mostrato stamattina. Non ci sono parole. Vi dico solo che questo giornalista per una sentenza passata in giudicato mi dovrà risarcire per 200.000 euro”.
utente anonimo
#75 19 Aprile 2007 – 09:26
“Inutile sul piano elettorale (e forse controproducente) l’orazione della Petescia è stato un gesto di omaggio…”.
A me certa gente fa ridere, ma proprio ridere.
Sono state forse controproducenti le orazioni pro Iorio di Petescia e di Telemolise? Talmente inutili che hanno vinto con diciottomila voti di preferenza? Talmente inutili che vi siete incazzati a morte? E che nelle piazze e durante i comizi invocavate l’intervento della Santa Alleanza per spegnerla?
Resto della mia opinione. Telemolise è una “figlia di p.” di Tv, autorevole e autorevolmente diretta, purtroppo per chi sta dall’altra parte della politica e delle idee.
utente anonimo
#76 19 Aprile 2007 – 10:08
Perché se i giornalisti del Sole 24 Ore hanno un lavoretto part-time con una discoteca non possono parlare di quella discoteca? Per loro non vale l’art. 21?
utente anonimo
#77 19 Aprile 2007 – 15:28
Annunciata su pennemolisane
11:22, 19 aprile, 2007
Fino a quando non gli arriva una splendida querela per persecuzione, centinaia di pagine incentrate su di lei sono una buona motivazione, che dici?
utente anonimo
utente anonimo
#78 19 Aprile 2007 – 16:50
Annunciata… da chi?
utente anonimo
#79 19 Aprile 2007 – 18:34
Chi? Boh? Un’idea ce l’ho ma non te la dico………
17:30, 19 aprile, 2007
Il problema è che questi “ingenui” di giornalisti ci cascano sempre. E mentre godono per qualche concorrente finito sulla brace, 5 minuti dopo ci finiscono a loro volta.
Su cavallisanniti è Manuela Petescia il bersaglio permanente, ma anche qui mentre i suoi avversari si danno da fare a rincarare le dosi, si trovano poi spiazzati su fatti e piccole loro cadute che, ricostruite ad arte, sembrano magagne terribili.
Come fanno a non capire che bisogna “scioperare” per rispedire nell’ombra quel blog? Perchè, fateci caso, su argomenti diversi da Telemolise e dalla direttrice, si contano 4-5 messaggi di Monteroduni e basta.
utente anonimo
#80 19 Aprile 2007 – 19:55
[#68] Alla facc d lu kezz, e io sarei tutte quelle cose lì?
cavallisanniti
#81 19 Aprile 2007 – 19:58
[#77] Ho capito. Una cosa quantitativa, a metro.
Invece dellavvocato mi prenderò un geometra…
Ma dovrò visitare più spesso il blog di Donati, sempre così effervescente…
cavallisanniti
#82 19 Aprile 2007 – 20:00
[#79] si contano 4-5 messaggi di Monteroduni e basta
Qualcuno, vi devo dire la verità, pure da Longano e da SantAgapito…
Comunque, invece di perdere tempo sui blog, guardatevi Giornalismo. Massimario della giurisprudenza professionale, 2005. Linvito a disertare mezzi di comunicazione altrui costa qualche mesetto di sospensione.
Ai giornalisti veri. Ma voi per questo state tranquilli.
cavallisanniti
#83 20 Aprile 2007 – 01:45
Dalla “Carta dei doveri del giornalista”:
“Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale”.
La Carta è stata sottoscritta nel 1993 anche dall’Ordine del quale fa parte Manuela Petescia, da qualche mese professionista
utente anonimo
#84 20 Aprile 2007 – 02:03
Abbi pazienza, questo non mi sembra un buon argomento.
I giornalisti con docenze a contratto sono centinaia (credo 3-400). Compreso Paolo Mieli, direttore del «Corriere della Sera», che insegna storia alla Statale di Milano.
Ma certo nessuno ha mai visto un editoriale di Paolo Mieli, sul «Corriere della Sera», che caldeggia la rielezione del rettore.
cavallisanniti
#85 20 Aprile 2007 – 15:41
Dunque,Miché: posso esprimere un’opinione rozza, come d’altronde è la mia formazione culturale? Se Paolo Mieli intervenisse sul Rettore del Politecnico di Milano sarebbe un errore deontologico e bla bla bla. In Molise l’Università ce l’abbiamo da pochi attimi della nostra breve storia (pare una canzone di Tenco) e non é solo un’istituzione ma una scommessa culturale, sociale, economica, occupazionale, politica ecc ecc ecc..Poniamo che Manuela Petescia é una matta. Una che parte sparata e fa quello che vuole a favore di qualcuno ma anche per il bisogno irrefrenabile di essere presente. Fatti suoi! Ma un’opinione su Cannata, se fosse anche interessata e poco corretta dal punto di vista formale, é un’opinione su un nucleo fondamentale della pianificazione del futuro di questa regione. Esprimersi al riguardo attiene al diritto e anche al dovere di un giornalista. L’errore diventa tale perché manuela petescia non ha avuto repliche, al di là delle pur legittime critiche al fatto in sé. Gli altri grandi maestri del giornalismo che fanno? Criticano la poca serietà professionale della direttrice di telemolise. Se avessi avuto l’autorevolezza necessaria (data dalla conoscenza dei fatti) le avrei detto:”Cara signora, il rettore cannata é una schifezza e le dico perché: 1, 2 ,3…e lei, se non sa queste cose non può ritenersi una giornalista seria”. Avrei fatto il mio dovere di giornalista allo stesso modo con cui lei ha dato senso al suo ruolo. Il direttore di un net work come telemolise non può limitarsi alla cronaca; lo spessore che si richiede ad un direttore é anche nel coraggio di esporsi e di dire: “Io difendo questa cosa perchè.” E lo si smonta con gli argomenti citati (o meglio, non citati perché per fortuna io non sono un giornalsita serio..) I giornali sono talmente a disposizione dei politici che pubblicano direttamente i loro scritti, senza filtro come le gauloises. Hai letto qualche comunicato stampa della sinistra illuminata dopo l’intervento della direzione di telemolise? Da piccola avevo un’amica molto timida che piangeva sempre. >Ogni volta che facevo qualcosa di temerario lei piangeva e raccontava a mia madre che l’avevo lasciata sola là, che non l’avevo aiutata a salire, a scendere e così via. Ma il professor Ceglie lo poteva intervistare solo manuela petescia? Qualche anno fa, io personalmente ho sentito Giuseppe Astore dire che l’Università é un deserto che non ha prodotto nessuna vera professionalità. Ma lo ha detto seduto tra il pubblico, in un convegno sullo zuccherificio del Molise. Sembrava mio zio seduto al bar. Ha ragione! Ma perchè non dare dignità istituzionale ad una analisi così dura? Se fossi un direttore, o anche solo un giornalista professionista, cercherei Ceglie e gli farei dire quello che vuole, indipendentemente dalle scelte editoriali di telemolise. e basta. caterina
utente anonimo
#86 20 Aprile 2007 – 19:39
Molto bene. Molto ben illustrato.
Ma adesso, Caterina, ti devo dire una cosa.
Valuta tu se sia piaggeria (tardiva, eventualmente), o altro.
Io non ho sentito questa orazione.
Cioè, non lho sentita lì per lì.
Sono andato a sentirla, apposta, dopo aver visto tre o quattro commenti su questo blog.
Che Manuela Petescia abbia talento non devo ripeterlo qui, avendolo detto tante volte nel passato.
E a me quellarticolo, come testo, come impaginazione, come struttura televisiva, è molto piaciuto.
Tanto è vero che ne ricordo alla perfezione lattacco.
Non serve… ecc.
Non serve prima di tutto perché…
In secondo luogo perché… ecc.
Poi la critica sul titolo del programma di Ceglie, il concetto di normalità (critica filologicamente sbagliata, ma giornalisticamente assai efficace).
Poi la rassegna, magistrale, delle dichiarazioni dei presidi, con zoom sulle diverse figure.
Un piccolo capolavoro di televisione.
E dunque tutti questi distinguo sul fatto che il commento fosse stato specificamente presentato per lappunto in qualità di commento, è tutto fiato sprecato.
Tutte queste cose, modestia a parte, le so.
E, conoscendo più o meno il genere di polli che girano in questo cortile, lo avevo detto come prima cosa:
Lopinione della Petescia su Cannata la conosciamo tutti benissimo, e non ce ne frega niente. E ci mancherebbe che i giornalisti non potessero esprimere la loro opinione, e perfino la propria indicazione di voto.
Ne abbiamo parlato qui mesi fa, per elezioni molto più serie. 15 Aprile 2007 – 12:59
Mi sembrava molto chiaro.
Così come mi sembrava chiaro che i contenuti non fossero in discussione.
Viceversa, a distanza di una settimana, ancora arrivano massmediologi alla pastasciutta, a specificare, a chiarire, a distinguere:
Ha detto che era una sua opinione ASSAI DI PARTE e facendo così ha annullato qualunque sospetto perchè ha avvertito i telespettatori che era schierata.
Allora il problema qual è?
Cerco di riassumere il mio punto di vista ancora una volta (lultima), nei termini più oggettivi possibili.
Certamente, come tu dici, esprimersi sullUniversità «attiene al diritto e anche al dovere di un giornalista».
Nessuno contesta tale diritto.
Ma non si può, per perseguire un dovere, ometterne un altro.
Qui abbiamo un dovere, particolare, che è quello di illustrare una situazione: lUniversità.
E abbiamo un dovere, generale, che è quello di tener presente la natura stessa del giornalismo, e le sue regole, che si esprimono in codici, carte ecc.
Allora la domanda è se nella circostanza ci si sia attenuti a quel sistema di regole. A salvaguardia di un interesse generale.
Nientaltro.
cavallisanniti
#87 20 Aprile 2007 – 20:11
Ma stiamo impazzendo o che? Non ho capito bene di che state parlando ma ve lo immaginate Santoro, docente a contratto non so dove, apre Anno Zero “mi raccomando, votate per Tizio”?.
utente anonimo
#88 20 Aprile 2007 – 21:32
Mo’ mi incazzo sul serio. Il delirio di scovare gli illiberali e gli speculatori di opinioni si traduce in superficialità. Allora, ve lo immaginate Santoro che NON può dire nulla contro Berlusconi (perchè se vale il veto sul favore, vale anche sull’opposizione)perchè lavora in mediaset o perché berlusconi é Presidente del Consiglio? Meno male che Santoro non l’ha mai fatto, sennò magari lo cacciavano……Io avevo chiesto un’altra cosa: le repliche, quelle serie e quelle che di solito si fanno nei blog e nei bar, sui quotidiani non le vedo. Perché? caterina
utente anonimo
#89 22 Aprile 2007 – 13:18
Michelò, in questa regione di abatini e monachelle mò appena leggo una parolaccia penso a te.
Forza, cuginetti sciovinisti, dateci almeno Sarkozy al posto di Madame. Mica perché è meticcio, mica perché pronuncia la parola autorità senza mettere subito la manina davanti alla boccuccia, mica solo per questo, che sarebbe intanto lopposto del culo di gallina e scusate se è poco. E nemmeno perché a Marsiglia ieri ha detto: Lincontro tra un uomo e un popolo è una comunione, un atto di amore, dato che una FREGNACCIA del genere potrebbe pronunciarla benissimo anche Prodi. Se mai perché ha attaccato a brutto muso quelli che si commuovono per le banlieues ma non ci mettono piede, quelli che difendono la scuola pubblica ma non ci mandano i figli. Ma a dirla tutta, nemmeno poi per questo. Vogliamo presidente Sarkozy dopo aver letto il libro di Lanfranco Pace. Quando quel pennellone di Chirac lo definisce con volgarissima stizza un fottutissimo nano. Fottutissimo nano? Chi mai ci ricordava? E in quel momento ci si è aperto il cuore. IL FOGLIO 21-4-07
utente anonimo
#90 22 Aprile 2007 – 14:28
Eredità del materialismo storico anni 70 in salsa monterodunese.
Qui che si parlava male di Monteroduni?
17:30, 19 aprile, 2007
Il problema è che questi “ingenui” di giornalisti ci cascano sempre. E mentre godono per qualche concorrente finito sulla brace, 5 minuti dopo ci finiscono a loro volta.
Su cavallisanniti è Manuela Petescia il bersaglio permanente, ma anche qui mentre i suoi avversari si danno da fare a rincarare le dosi, si trovano poi spiazzati su fatti e piccole loro cadute che, ricostruite ad arte, sembrano magagne terribili.
Come fanno a non capire che bisogna “scioperare” per rispedire nell’ombra quel blog? Perchè, fateci caso, su argomenti diversi da Telemolise e dalla direttrice, si contano 4-5 messaggi di Monteroduni e basta.
Prima di parlare di Monteroduni sciacquatevi la bocca col Montepulciano d’Abruzzo dei Colli (e Tuono CIA’ la vigna sui Colli e fa il miglior vino di Monteroduni).
utente anonimo
#91 22 Aprile 2007 – 14:33
ma ke kazz sì ritt?
utente anonimo
#92 22 Aprile 2007 – 15:37
MBRIACHI. Quando la domenica vi mbriacate andate a smaltire sott’alla Conca.
utente anonimo
#93 22 Aprile 2007 – 19:48
Cosa cè, lo sciopero dei braccianti agricoli?
cavallisanniti

MARZULLISMO DI PERIFERIA
A fronte di questa intervista, ci sono su internet decine e decine di pagine di riconoscimenti per Gigi Marzullo. Ma naturalmente a Tuono fa piacere metterci questa, così fa più bella figura. Ma non è questo il punto. O Gigi Marzullo o Topo Gigio quel libro gira l’Italia e piace alla gente comune a fronte di centinaia di carta straccia molisana osannata dagli intellettuali alla ?Caterina? per capirci. Mamma mia quanta pochezza, mammia mia quanto è difficile ingoiare il boccone amaro “manuela”: non è di sinistra, non veste come i figli dei fiori, non si atteggia a intellettuale dell?Arci di una volta ma ha scritto più e meglio di tutti voi messi insieme.
ps per Tuono. Marzullo non è nessuno, solo il responsabile raccomandato della cultura di rai uno. Tu chi sei?
utente anonimo
14 Giugno 2006 – 08:32
??????????????????????
Gigi Marzullo è persona mite e simpatica, e per ciò che mi riguarda può fare anche il direttore della Rai, o il ministro della cultura. Ma solo un perfetto sprovveduto può allegare Marzullo come titolo di credito per un?opera letteraria, o artistica di qualsiasi genere, senza sapere che rende un pessimo servizio tanto a Marzullo tanto all?opera in questione. Per ragioni che non vale neppure la pena di riassumere. Per ragioni, anzi, che faremo riassumere ad Aldo Grasso, il grande estimatore, se non proprio lo scopritore di Telemolise per quanto riguarda il panorama nazionale. Salvo che Aldo Grasso non debba essere considerato una grossa autorità a fasi alterne: grande esperto, cioè, quando parla di Telemolise, e incompetente quando parla di Marzullo.
Sui toni dei messaggi di certi ammiratori di Manuela Petescia, poi (?ma tu chi sei?, ?sparatevi?, ?andate a studiare?, ?pezzenti?, ?morti di fame? ecc.), lasceremo perdere anche questa volta, perché con il tempo si impara a conoscere ed apprezzare le incomparabili qualità della pazienza.
ALDO GRASSO
Il fattore Marzullo
Ci mancava anche questa: che il presidente della Rai si dimettesse per colpa di Gigi Marzullo. Che cosa ha fatto, l?ha incontrata in corridoio e le ha posto una delle sue micidiali domande? «Lucia, la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?» oppure «C?è un sogno che Lucia Annunziata augura a Lucia Annunziata?» oppure «Presidente, si faccia una domanda e si dia una risposta».
Le cose non sono andate proprio così, ma quasi. L?Annunziata non si è dimessa per Marzullo ma per il marzullismo.
Nel pacchetto delle nomine che il direttore Flavio Cattaneo voleva frettolosamente far passare c?è infatti anche il nome di Gigi Marzullo, suo amico e sodale nelle notti romane: gli sarebbe toccata in sorte la vicedirezione di Raiuno.
Perché stupirsi? Da un po? di tempo, Marzullo è la misura di molte cose, il centro dell?universo televisivo postmoderno.
Non c?è trasmissione ufficiale che non lo veda cerimoniere, non c?è personaggio importante che non ceda alle lusinghe delle sue domande.
Marzullo è un massimalista del banale. Come un ragno che tesse trame di insensatezza, si è costruito la sua invitante nicchia. Le prede soccombono con la medesima voluttà con cui l?insetto cerca il vischio dolciastro della carta moschicida e, siano esse premi Nobel o sciampiste, vi si impigliano con goffaggine. Tutti accettano l?ospitalità di Marzullo perché pensano sia solo uno stordimento leggero, un cioccolatino di ovvietà, una tintura di gloria. E non si accorgono invece del marzullismo in cui precipitano.
Il marzullismo è fenomeno degno della massima attenzione. Si diffonde come la gramigna, si posa sulle bocche di noti intrattenitori e sulla labbra di affascinanti salottiere, non disdegna la penna di sociologi e opinionisti.
La banalità procede con sorda determinazione, esibisce un?arroganza difficile da contrastare, specie in tv. Eppure fa audience, crea proseliti, raccoglie sostenitori.
Ha un solo difetto: nessuno vuole prestarle un volto, regalarle una fisionomia, accordarle fattezze riconoscibili: tutti meno uno. Fra i conduttori che ebbero il gusto e il genio della provocazione, un posto non trascurabile spetta all?avellinese. Elevando il minimo problema al rango del paradosso e alla dignità dello scandalo, doveva creare un?opera che non cessa di sedurci ed esasperarci: il suo compito è simile a quello di una levatrice che porta alla luce delle telecamere l?insulsaggine che è in noi.
Più entriamo in confidenza con il marzullismo più i nostri pensieri s?intorpidiscono; e quando per ridestarli, spegniamo il televisore, ci accorgiamo che la zona d?ombra avanza, garrula angoscia, callosità della mente. Anche per questo, una rassegnata Annunziata ha rassegnato le dimissioni.
(«Corriere della Sera», 5 maggio 2004)
Commenti
14 Giugno 2006 – 21:23
Qualcuno mi spiegherebbe come si fà a mettere le foto tra i commenti?
utente anonimo
14 Giugno 2006 – 22:17
Lasciate stare, con Tuono vi rompete le corna. L’unico risultato che ottenete è mettere in ridicolo la bella Manuela.
utente anonimo
15 Giugno 2006 – 08:04
Tu che sei bravo a trovare tutto su Internet, com’era quella domanda che Marzullo fece a Woody Allen, quando Woody Allen cominciò a ridergli in faccia? A Blob lo fecero vedere per un mese tutte le sere.
utente anonimo
15 Giugno 2006 – 08:46
Bravo Tuono, hai trovato un nuovo argomento di “massacro”. Il bello è che denigravi Donati per questo suo modo di fare, mi dispiace sei uguale. Che figura che fate, oltretutto. E non solo per il libro giudicato dalla critica positivamente, basta guardare su internet e trovare tutte le voci entusiastiche e non solo quella di Marzullo della quale in verità non c’è traccia (non vorrei che ve lo foste inventato), ma perchè come al solito giudizi personali, rancorosi, stupidi non fanno bella mostra di sè soprattutto quando coinvolgono una persona che OBIETTIVAMENTE e non per giudizio mio o di qualche altro suo ammiratore, ma ripeto per giudizio assolutamente condiviso E’ BELLA E BRAVA. E’ come, ad esempio, se volessi convincere a tutti i costi i visitatori di questo blog che Anna Magnani non era una grande attrice e alla domanda “perchè” rispondessi “perchè è così e basta”.
Buon divertimento.
utente anonimo
15 Giugno 2006 – 09:45
Io adesso dico la mia una volta per tutte, e amen. Nel senso che poi chiudiamo definitivamente la questione, e chi vuol parlare di queste cose (all?infuori di me che qui sono il padrone, e rispondo di tutto) dovrà andarlo a fare da un?altra parte.
La dottoressa Petescia è talmente brava, intelligente e piena di talento (sorvolo sulle qualità fisiche perché non mi interesso più da tempo di queste cose?) che può strafottersene dei commenti negativi.
Ma a me quelli che sembrano micidiali sono i commenti positivi. Ma possibile che tutti i coglioni di questo mondo abbiano da dire qualche minkiata su di lei?
15 Giugno 2006 – 09:46
Dissento energicamente dall’affermazione “…sui toni dei messaggi di certi ammiratori di Manuela Petescia, poi (?ma tu chi sei?, ?sparatevi?, ?andate a studiare?, ?pezzenti?, ?morti di fame? ecc.)”, caro Michele. E’ come se si desse per scontato che tutti i commenti negativi di questo blog siano da ricondurre ad amici tuoi: Le equivalenze si dimostrano, non si ipotizzano. Piuttosto, leggendo la mole sconcertante di inserzionisti mi pare di capire che di “amici” non ce ne siano affatto: né tuoi né della Petescia. Leggo piuttosto tra le righe che qualcuno si prende sfizio, facendo finta di difendere la direttrice, di insultarti, e allo stesso tempo spinge te a difenderti parlando male di lei. DUE PICCIONI CON UNA FAVA, MICHE’: PECCATO CHE ABBOCCHI.
il commissario Montalbano di Monteroduni
va notata l’icona scelta dal padrone del blog per rappresentarsi. il suo nome anagrafico è Michele……..

Da mati ?pastarella- il senso della comunicazione pubblica
Qui ci siamo io e quel caprone di mio padre.
Purtroppo non si vede la mia mano con cui indico qualcosa ?..quanti ceffoni ho preso per poi imparare che ?se devi far notare qualcosa mi chiami e me lo dici per favore ?ma non indicare con il dito? (la preghiera di quella santa di mia madre).
Si nota invece l?espressione da oratrice!
E giù a ceffoni: ?non si interrompe qualcuno mentre sta parlando, aspetti che finisca e poi dici quello che vuoi dire!? (sempre parole di quella santa donna di mia madre).
Alle scuole elementari mio padre dette fuoco alle calze della sua maestra, che peraltro lo adorava e lo passava a prendere in macchina ogni mattina, io invece ad una mia compagna di scuole ruppi gli occhiali ?..ma solo perché stava pestandomi i piedi dicendo: 4 occhi e due stanghette ? le ho dovuto far notare che la cosa valeva anche per lei (prima che gli rompessi gli occhiali).
Io dormo su un fianco, con un braccio sotto al cuscino, una gamba distesa e una piegata ?..anche babbo!
Mamma è timida, riservata e sobria in ogni cosa ?..misurata insomma ?..
Io e babbo abbondiamo in tutto: quando giriamo accigliati l?ideale è rimandare a data da destinarsi ogni qualsivoglia richiesta da farci ?..neanche uno scambio di idee non è indicato in quanto in quei momenti si è privi di buonsenso e di pazienza soprattutto!!
Quando sorridiamo ?.allora capita che alziamo la gonna a mamma, capita che cantiamo, (un sabato mattina mamma mi ha tirato una ciabattata in testa perché stavo facendo tremare i vetri cantando ?O? sole mio!? che poi manco le parole sapevo e me le inventavo sul momento! Capita che babbo arriva con una busta piena di Boeri (i cioccolatini) oppure che io arrivo con una sorpresa per mamma o per mio fratello.
Da mio padre ho imparato grandi cose:
il senso dell?amicizia, dell?onestà, dei sacrifici per la famiglia.
Ora lui è diventato un rompipalle per eccellenza ??.non voleva che me ne andassi a vivere da sola tanto per dirne una!
Quando si ritrova con gli amici è un giullare di corte divertentissimo ma se inizia a parlare di politica allora è meglio prenderlo a calci in culo perché non ha la benché minima concezione dell?essere aperti e concilianti di fronte a chi non la pensa come te!!
E? un avaraccio!
E? uno che è capace di andare ad un matrimonio con la camicia a scacchi genere Boh e Luke!!!
Eccolo è arrivato, questa settimana fa il turno di mattina e rientra intorno alle 13.30, passa in garage, prende una bottiglia di verdicchio, poi sale, si siede a tavola, sintonizza la tv sul suo canale preferito (anche se magari eravamo tutti lì presi a guardare altro!) e poi mangia come un lupo ??.ci può stare che alla fine per far capire a mamma che ha cucinato bene faccia anche qualche ??.rumore!!!!
=============================
Mia cara, stanotte ti ho sognata.
Non so perchè o percome ma… eri nel mio sogno, sapevo che eri tu.
Sedute in un qualsiasi posto io e te e le chiacchiere fitte fitte.
So solo che ero felice di aver avuto finalmente l’occasione che spesso ipotizziamo: la visita!
Beh, ora bisogna allenarsi per la realtà
Forse è quello che ti frena. Frenarsi è frenare, andare con timore è fare ombra su quello che viene.. Si investe tutto si perde tutto, ma si vince anche tutto… Ne discuteremo? Ok per me va bene.. confermo e sottoscrivo…
idem x me e x il mio papo!!
buon weend!!
un bacione!! che dire , son’ papà ed è bello ciò che scrivi perchè anch’io cerco d’insegnare alle mie due chicche il reciproco rispetto , amore e comunque tutto quello che posso dare , certamente potrò sbagliare , ma sicuramente il bene è immenso ! ! Difficili non diffidenti.. Aperti ma non critici, non stiamo su un muro di cinta a lanciare olio bollente su chi vuole salire la scala e arrivare da noi.. Giusto? Difficile ma non impossibile.. Basta aspettare ed essere pazienti.. E non dire che non te ne fai un cruccio che lo sai benissimo che non è vero, così come noi single overtrenta facciamo tutti.. L’età porta aspettative ed esigenze, basta trovare la persona giusta.. La gatta ha un ottimo sesto senso, il difficile sono un pò io perrchè non mi fermo alle prime tette che incontro, guardo soprattutto quello che c’è dietro.. una quasi mamma (speriamo) bellissimo quello che scriviiiiiiii
io purtroppo col mio nn ho questo rapporto… anzi.. “io son la sbagliata”.. ma ho imparato a conviverci!!
certo che i tuoi okkioni nn son cambiati… eri gia’ una gran Gnocca da piccola!!
..ed io che pensavo “quel papy……” ihiihiihihii
ci vediamo dopo! baci gioia… S. grazie per la tua visita!certo che tuo padre è proprio un bel tipo!!ha ha ha!!simpatico!che bella famiglia che hai,noi qui siamo solo in due,io e papi..alla mia mamma (si era davvero una bella donna) dicono che le assomiglio un pò ma tanti dicono che sono il ritratto di mio padre(che anche lui da giovane non era malaccio)..mah!diciamo che sono un mix di etnie!!:)baci!:* Da come ne parli di tuo padre lo ami veramente molto e sopratutto “ti ritrovi” in molti suoi atteggiamenti.
Viene il dubbio che quando fai qualche velata critica a lui, sembra quasi che contesti a lui qualcosa dei tuoi atteggiamenti personali che non ti piacciono ed è come ti vedessi allo specchio …..!
Buona giornata e buon w.e. Pasquale
P.S. la tua visita mi ha fatto molto piacere, torna quando ripassi da quelle parti …!

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