
caterina sottile
Non credo che Nicola Anacoreta riuscirà a leggere la tua lettera interamente e con attenzione. Tu scrivi con spruzzi di colore che a loro volta creano sfumature impreviste. Una esponenziale propagazione di elementi che con i colori diventano sfumature di luce e forme, nella scrittura sono fatica! A parte questo, l’ingenuità ti rende temibile. Credi davvero che i politici, implicitamente, siano intellettualmente predisposti alla riflessione? Ti invio un commento involontariamente contemporaneo al tuo, sulla stessa onda ma molto più bieco, nello stile che costoro comprendono a prima botta….
Inviato ad altromolise.it:
Dopo aver letto l’editoriale di Federico Orlando e l’intervento del Sindaco di Larino, Nicola Anacoreta, vorrei, molto umilmente, fare un riassunto, populistico e un po’ retorico.
Federico Orlando mi emoziona sempre per quella sua giovinezza intellettuale che emana libertà, bellezza morale. Ne provo una nostalgia dolorosa: è molto tempo che la sinistra molisana non parla più quella lingua. Mi sento come quando Giuseppe Tabasso si scandalizza di certe mie uscite ciniche. Perchè lo scandalo di un uomo adulto per il mio disincanto mi fa invidiare quella generazione che ha molta più dimestichezza con la Democrazia di quanto ne abbiamo noi, cresciuti a populismi e dietrologie. Questi due illuminati “ragazzi” hanno il doppio della mia età e una capacità di ribellione che da queste parti i miei coetanei non hanno mai avuto.
Però, vorrei chiedere a Tabasso se ricorda di avermi definito rinunciataria quando auguravo inboccallupo a Sabrina De Camillis, alle scorse elezioni amministrative di Larino, perchè quella coalizione di centro sinistra non mi sembrava così tanto solida.
Oggi abbiamo sentito il rumore di una lesione profonda della Politica molisana, a sinistra, soprattutto. In queste elezioni hanno prevalso i voti nominalisti, quelli dati alle persone, a scapito dello sforzo di dare proposte politiche organiche.
Di Pietro ha dovuto candidare un nome di spicco del centro destra molisano, molto vicino a Iorio fino a qualche legislatura fa. Nulla di strano: io non ho mai votato come mio padre o come mio zio. Ma va chiarito che la coalizione e il suo programma non sono bastati senza un nome che si portasse dietro consensi che prescindono dai distinguo ideologici. Un dato eclatante nei partiti della sinistra estrema è che hanno dato asilo elettorale, più che politico a persone di ogni dove: Rifondazione ha eletto un ex dirigente molisano, proveniente dall’area che oggi Iorio pilota e rappresenta. E molti dei voti incrociati apparsi a Larino e altrove erano segnali di protesta e di ostruzionismo ad un segretario travolto da così tante polemiche che hanno smembrato il partito in modo irreversibile. Si è prestata la politica e con essa il destino dei molisani a beghe personali e a rappresaglie fra ex amici, ex complici, ex potenti o nuovi arrivati in cerca di ribalta. A San Martino, dove io abito, gli stessi Comunisti Italiani hanno candidato un ragazzo giovane che non ha nessuna velleità politica e che voleva semplicemente arginare lo strapotere di Francesco Totaro sul territorio, per ragioni sue, personalissime. Simpaticissimo, fra l’altro, se non altro per il coraggio. Una candidatura boomerang che si è rivelata alquanto utile, 160 voti, più o meno, tolti alla Margherita, forse persino ai ds, non a Iorio. Francesco Totaro ha schivato il colpo senza troppi fastidi perchè, al di là delle inutili e ripetitive analisi sociologiche sul “fenomeno Totaro”, suo padre ed ora lui, hanno saputo radicare in questa zona un consenso che ha assunto una dimensione politica innegabile. E non si tratta solo di simpatie clientelari; molto più spesso è fiducia vera, una sorta di rassicurante disponibilità che alla gente piace, sic et simpliciter. Tant’è, è uno dei pochi candidati del centro sinistra che ha matematicamente arginato la marea di Forza Italia. E’ andata diversamente a Nicola Occhionero, giovane ma sicuramente più ortodosso candidato dei Comunisti Italiani che a San Martino, pur avendone la possibilità, non ha trovato più spazio. Che strategia era mettere Macoretta nel listino, togliere voti ad un ragazzo decisamente promettente come Occhionero e di fatto dilapidare la rappresentatività che la dirigenza del partito poteva utilizzare per ottenere voti? E che strategia è quella dei ds , che si sono beccati voti a vicenda in una sorta di cannibalismo politico assolutamente difficile da spiegare? Antonio D’Ambrosio ha lavorato, come dice Di Pietro dei suoi, ed ha lavorato senza risparmiarsi da anni, non solo in campagna elettorale. Ma a pochi giorni dalle elezioni si percepiva che la guerra dei numeri era tutta interna al partito. Come credo sia successo a Isernia per Paglione. Anacoreta ha ragione a stigmatizzare i travasi di voti che da sinistra sono andati verso destra. Ma è successo anche il contrario e succede senza che nessuno si senta a disagio, senza che questo venga ormai percepito come istituzionalmente aberrante. E se avviene persino nella sinistra storica, la gente pensa che siamo a carnevale e vota il potere acclarato. Non fidandosi delle monete false, sceglie di elemosinare l’oro autentico.
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Cara caterina, la mia scrittura ?cromatica? ha uno stile conformato nel tempo e nell?esperienza, chiamala poetica, tra esecuzione, ricerca e creatività. La scrittura, come ben sai, non è naturale come il disegno e il visivo, nasce e si sviluppa dalla lettura. Le buone letture, continuative e coerenti, formano la buona scrittura, continuativa e coerente. A parte questo, a parte la formuletta magica della pedagogia, arrivo all?ingenuità che mi rende temibile. A dire il vero, non so chi possa temere, politicamente parlando, il lato ingenuo del discorso, ammettendo che esista un discorso, un lato, e l?ingenuità. Ma, se hai ben vivisezionato l?argomento, avrai notato che molta parte dello scritto è proprietà di U. Eco?quindi dovrebbe essere attribuita a lui buona sostanza del messaggio, ammettendo che ci sia un messaggio e che questo arrivi a qualcuno. In effetti il messaggio c?è. Ho cercato di strutturarlo come meglio credevo potesse essere captato da chi aveva intenzione di captarlo? I miei lettori, cara caterina, li seleziono nella parte alta della graduatoria del ?comprendonio?, non mi rivolgo ai disoccupati della riflessione, né agli scolari distratti, non quelli che amano stare vicino alla finestra che sono i migliori, ma quelli che non stanno da nessuna parte, neanche nel proprio corpo, quelli che mettono in crisi la coscienza dei docenti che hanno una coscienza, e che dimostrano continuamente la loro incapacità di concentrarsi, di stare negli argomenti, di prendersi la loro fetta di mondo che gli appartiene. Questi lettori, della bassa graduatoria, se non hanno la fortuna di trovare buoni insegnanti che possano ricondurli al lato buono della conoscenza del mondo, normalmente troveranno il loro referente esistenziale nel valore del denaro e delle occasioni (qualunque esse siano, o saranno) per procurarselo, per pretenderlo. Questa tipologia di lettori, sono la nomenclatura a cui non mi rivolgo, a cui, cedimi, non faccio considerazione ( va detto che in Molise, ho visto buona parte di questa stoffa sociale, presentarsi per il governo di alcune comunità, e molte volte, sono stati eletti a rappresentare lo smoking ufficiale). Detto questo, non so quale categoria possa accogliere le caratteristiche intellettuali del Sindaco, né, credimi, me ne può interessare più di tanto, so, però, che leggendo i suoi articoli uno strano meccanismo emotivo ha condotto la mia pelle a ristringersi, ha compresso la mia carne come un insaccato dal macellaio, e il mio apparato respiratorio ha smesso di funzionare; sono rimasto soffocato. Il messaggio, voluto o meno, emesso dal sig. Sindaco, era gas nervino. Se diventa difficile rispondere anche con le favole del lupo e dell?agnello, a questo punto dimmi tu, cosa bisogna fare in questo nostro sistema sociale, che, bada bene , non è solo corpo politico, è anche, soprattutto corpo che vive?. Riguardo alla scrittura di Federico Orlando, sono con te nel definirla la migliore qualità che l?Italia possa avere nel suo carnière ( non a caso suo zio era Hugo, tra i migliori artisti ?veri- nazionali?). Un abbraccio ?.

Da mati ?pastarella- il senso della comunicazione pubblica
Qui ci siamo io e quel caprone di mio padre.
Purtroppo non si vede la mia mano con cui indico qualcosa ?..quanti ceffoni ho preso per poi imparare che ?se devi far notare qualcosa mi chiami e me lo dici per favore ?ma non indicare con il dito? (la preghiera di quella santa di mia madre).
Si nota invece l?espressione da oratrice!
E giù a ceffoni: ?non si interrompe qualcuno mentre sta parlando, aspetti che finisca e poi dici quello che vuoi dire!? (sempre parole di quella santa donna di mia madre).
Alle scuole elementari mio padre dette fuoco alle calze della sua maestra, che peraltro lo adorava e lo passava a prendere in macchina ogni mattina, io invece ad una mia compagna di scuole ruppi gli occhiali ?..ma solo perché stava pestandomi i piedi dicendo: 4 occhi e due stanghette ? le ho dovuto far notare che la cosa valeva anche per lei (prima che gli rompessi gli occhiali).
Io dormo su un fianco, con un braccio sotto al cuscino, una gamba distesa e una piegata ?..anche babbo!
Mamma è timida, riservata e sobria in ogni cosa ?..misurata insomma ?..
Io e babbo abbondiamo in tutto: quando giriamo accigliati l?ideale è rimandare a data da destinarsi ogni qualsivoglia richiesta da farci ?..neanche uno scambio di idee non è indicato in quanto in quei momenti si è privi di buonsenso e di pazienza soprattutto!!
Quando sorridiamo ?.allora capita che alziamo la gonna a mamma, capita che cantiamo, (un sabato mattina mamma mi ha tirato una ciabattata in testa perché stavo facendo tremare i vetri cantando ?O? sole mio!? che poi manco le parole sapevo e me le inventavo sul momento! Capita che babbo arriva con una busta piena di Boeri (i cioccolatini) oppure che io arrivo con una sorpresa per mamma o per mio fratello.
Da mio padre ho imparato grandi cose:
il senso dell?amicizia, dell?onestà, dei sacrifici per la famiglia.
Ora lui è diventato un rompipalle per eccellenza ??.non voleva che me ne andassi a vivere da sola tanto per dirne una!
Quando si ritrova con gli amici è un giullare di corte divertentissimo ma se inizia a parlare di politica allora è meglio prenderlo a calci in culo perché non ha la benché minima concezione dell?essere aperti e concilianti di fronte a chi non la pensa come te!!
E? un avaraccio!
E? uno che è capace di andare ad un matrimonio con la camicia a scacchi genere Boh e Luke!!!
Eccolo è arrivato, questa settimana fa il turno di mattina e rientra intorno alle 13.30, passa in garage, prende una bottiglia di verdicchio, poi sale, si siede a tavola, sintonizza la tv sul suo canale preferito (anche se magari eravamo tutti lì presi a guardare altro!) e poi mangia come un lupo ??.ci può stare che alla fine per far capire a mamma che ha cucinato bene faccia anche qualche ??.rumore!!!!
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Mia cara, stanotte ti ho sognata.
Non so perchè o percome ma… eri nel mio sogno, sapevo che eri tu.
Sedute in un qualsiasi posto io e te e le chiacchiere fitte fitte.
So solo che ero felice di aver avuto finalmente l’occasione che spesso ipotizziamo: la visita!
Beh, ora bisogna allenarsi per la realtà
Forse è quello che ti frena. Frenarsi è frenare, andare con timore è fare ombra su quello che viene.. Si investe tutto si perde tutto, ma si vince anche tutto… Ne discuteremo? Ok per me va bene.. confermo e sottoscrivo…
idem x me e x il mio papo!!
buon weend!!
un bacione!! che dire , son’ papà ed è bello ciò che scrivi perchè anch’io cerco d’insegnare alle mie due chicche il reciproco rispetto , amore e comunque tutto quello che posso dare , certamente potrò sbagliare , ma sicuramente il bene è immenso ! ! Difficili non diffidenti.. Aperti ma non critici, non stiamo su un muro di cinta a lanciare olio bollente su chi vuole salire la scala e arrivare da noi.. Giusto? Difficile ma non impossibile.. Basta aspettare ed essere pazienti.. E non dire che non te ne fai un cruccio che lo sai benissimo che non è vero, così come noi single overtrenta facciamo tutti.. L’età porta aspettative ed esigenze, basta trovare la persona giusta.. La gatta ha un ottimo sesto senso, il difficile sono un pò io perrchè non mi fermo alle prime tette che incontro, guardo soprattutto quello che c’è dietro.. una quasi mamma (speriamo) bellissimo quello che scriviiiiiiii
io purtroppo col mio nn ho questo rapporto… anzi.. “io son la sbagliata”.. ma ho imparato a conviverci!!
certo che i tuoi okkioni nn son cambiati… eri gia’ una gran Gnocca da piccola!!
..ed io che pensavo “quel papy……” ihiihiihihii
ci vediamo dopo! baci gioia… S. grazie per la tua visita!certo che tuo padre è proprio un bel tipo!!ha ha ha!!simpatico!che bella famiglia che hai,noi qui siamo solo in due,io e papi..alla mia mamma (si era davvero una bella donna) dicono che le assomiglio un pò ma tanti dicono che sono il ritratto di mio padre(che anche lui da giovane non era malaccio)..mah!diciamo che sono un mix di etnie!!:)baci!:* Da come ne parli di tuo padre lo ami veramente molto e sopratutto “ti ritrovi” in molti suoi atteggiamenti.
Viene il dubbio che quando fai qualche velata critica a lui, sembra quasi che contesti a lui qualcosa dei tuoi atteggiamenti personali che non ti piacciono ed è come ti vedessi allo specchio …..!
Buona giornata e buon w.e. Pasquale
P.S. la tua visita mi ha fatto molto piacere, torna quando ripassi da quelle parti …!

Ogni campagna elettorale è aspra per definizione. Gli esperti di comunicazione lavorano a stretto contatto con il politico. In Molise si sono usate una serie di modelli comunicativi riguardo il messaggio del manifesto. Alcuni candidati hanno scelto l?immagine ritrattistica con il fondo simbolico della città da rappresentare, o un simbolo urbanistico referenziale. Altri si sono fatti ?raccomandare? da immagini gerarchicamente più qualificate della loro. È il caso, per esempio, del Sindaco Anacoreta che promuove l?immagine di un suo assessore, o il caso di un impiegato comunale, segretario di sezione DS che si mostra in una foto con D?Alema con il fondo di un carro fiorito simbolo della tradizione del paese. In entrambi i casi, i ?raccomandati? non hanno convinto. Quelli che hanno raggiunto il successo, avevano nel manifesto un racconto specifico: il Presidente della Provincia, D?Ascanio aveva scelto una mappa storica del contado del Molise, il consigliere Rainone, aveva optato per la foto della città di Larino emettendo un messaggio chiaro come realtà percepibile del luogo a cui lui stesso appartiene promovendo, così, l?insieme contestuale e storico. Entrambi, questi bravi comunicatori, hanno vinto. Adesso, Alcuni consigli per gli acquisti: Obiettivi: 1) Comunicare al meglio le idee e i punti di forza di un candidato e del partito (partiti) che lo supporta.2) Comunicare al meglio i punti deboli dell’avversario e del partito (partiti) che lo supporta.Il manifesto elettorale è uno degli strumenti che vengono usati per questo scopo.L’obiettivo di questo articolo è duplice. L’obiettivo:evidenziare il punto debole dell’avversario- Il punto debole di Prodi è stato identificato dal comunicatore nella sua incapacità di gestire la sinistra alternativa della sua coalizione. L’obiettivo del comunicatore è mostrare come Prodi sia in balia di frange estremiste e violente che il comunicatore fa percepire come parte integrante della coalizione. L’evento da strumentalizzare-In una campagna elettorale il comunicatore può strumentalizzare gli avvenimenti per dimostrare la sua tesi. Per questo motivo gli scontri avvenuti l’11 marzo alla manifestazione non autorizzata organizzata dai centri sociali nel centro di Milano divengono l’avvenimento che dimostra quanto l’idea di un Prodi debole sia evidente e dimostrata dai fatti. L’uso dei termini e dei campi semantici-Un messaggio è forte quando attiva nella mente di colui che ascolta una serie di riflessioni. Il messaggio non ha una forza di per sé ma nel suo rapporto con colui che lo ascolta, lo vede e lo completa. Dire Prodi è succube dei violenti o Prodi sta con i violenti oltre ad incorrere in questioni legali non ha lo stesso effetto di dire “NO AI PRODI AUTONOMI”. PRODI è usato come aggettivo e l’obiettivo del comunicatore è raggiunto perfettamente. I due campi semantici: PRODI e AUTONOMI si legano e vengono completati da colui che legge o vede il manifesto. Il comunicatore ha raggiunto il suo obiettivo. Bene, ora proviamo a utilizzare le stesse identiche tecniche a scopo didattico per costruire un manifesto alternativo come risposta a quello precedente. L’obiettivo:evidenziare il punto debole dell’avversario Il punto debole di Alleanza Nazionale è l’inchiesta sulle intercettazioni illegali a Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini – compiute, secondo l’ipotesi dell’accusa, per gettare fango sugli avversari dell’allora presidente della regione Lazio, Francesco Storace di Alleanza Nazionale. L’evento da strumentalizzare-L’evento da strumentalizzare è naturalmente l’inchiesta, che ovviamente deve ancora fare ancora il suo corso, ma può essere utilizzata dal comunicatore per gettare fango sull’intero partito avversario. L’uso dei termini e dei campi semantici -Il comunicatore deve associare due campi semantici. Da un lato Alleanza Nazionale che fa della legalità uno dei loro punti di forza, dall’altro l’ illegalità (naturalmente non dimostrata) che il comunicatore deve far percepire insinuando il sospetto.Questi sono due modi in cui i comunicatori possono sfruttare la forza dei campi semantici e la loro disposizione naturale a produrre collegamenti tra eventi, atteggiamenti e significati. Spesso l’obiettivo di un comunicatore è massimizzare gli effetti di una percezione. La percezione ha un valore elevato soprattutto nel caso della comunicazione politica in una competizione elettorale che spesso deve adombrare la logica per far spazio all’emozione.Nel caso di Prodi come nel caso di Storace e Alleanza Nazionale il comunicatore non può dimostrare logicamente nessuna affermazione. Non esistono legami accertati tra Prodi e i disordini di Milano come non esistono legami accertati tra Storace/Alleanza Nazionale e l’inchiesta sulle intercettazioni.Ma la forza di comunicazione persuasiva non sta nella sua reale veridicità ma nel suo effetto e per ottenerlo può giocare con aggettivi, sostantivi, nomi, cognomi, eventi e campi semantici.

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