
Non c’è dubbio che l’analisi visiva che il Ponte propone con “Le regole e gli attori”, contiene verità meritorie e coraggio discorsivo. Eppure, il nome del suo direttore lo abbiamo visto presente nel listino della sinistra, che sebbene promuovesse uno scarso 0,45 percentuale di consenso, ovvero quasi il nulla assoluto, figurava silenziosamente nella rappresentanza dei candidati di avanguardia. Per tutto il periodo pre-decisionale, fino alla strutturazione delle liste di sinistra e al termine ufficiale della dichiarazione dei candidati, il Ponte è rimasto inagibile e scollegato tra una sponda e l’altra. La parte di destra e la sua speculare sinistra, sono rimaste sospese nell’attesa di uno strano enunciato divino che avrebbe dovuto appagare gli animi e le speranze dell’universo molisano. Così affrancato, il mondo delle idee e delle analisi, al pari della nuova invasione dei lupi nelle campagne bassomolisane, il Ponte ha mantenuto il suo stato di grazia a guisa di una parabola che vuole un noto personaggio della mitologia religiosa, in attesa di caduta sulla strada di Damasco. Ora, il discorso de? Il Ponte, o di chi ne governa la scarsa qualità mediatica, è concreto e veritiero, ma come si fa a concedergli appassionata fiducia?, Come si fa a riorganizzare intellettualmente i nostri valori etici e morali seguendo la lucidità discorsiva dell?autore?. Come si fa a rinunciare alle ormai affezionate notorie incapacità manageriali che qui in Molise, per costrizione di ?imprinting? continuativo, abbiamo, ormai, assimilato nel sangue e nei neuroni abituati, per sindrome di Stoccolma, alle sofisticate strategie e presunte onnipotenze celebrali e giuridiche, dei governanti e che arrivano giornalmente, come fossero in gara per il disastro industriale del territorio, dalle leggere informazioni televisive. Come si fa a rigettarsi corpo e anima nello spirito assoluto di una nuova speranza che vuole eroi e carismatici alla guida delle nostre, ormai, squalificate vite di molisani?. Quello che dice il ponte, che oltre a blog seri e coraggiosi, è stato ripreso e monitorato da più parte per l?allarme che indica la gravità del segno estremo, il punto rosso dell?avviso oltre cui si innesca l?esplosione, è vero e sacrosanto: ?che a sinistra, se sinistra sono, dovrebbero ben conoscere – è che cinismo, opportunismo e clientelismo riescono a raccogliere consensi a destra, al contrario essi provocano fenomeni di rigetto negli elettori di sinistra?. È tutta qui la sostanza degli ultimi anni del dibattito e delle azioni politiche nostrane e nazionali. È tutta qui l?incongruenza da recuperare. Già l?abbattimento catastrofico della sinistra nazionale è avvenuto, a suo tempo, per questi esatti motivi, ovvero perché la sinistra, se sinistra era, aveva staccato gli elettrodi decisionali dalla volontà e dai desideri della base, aveva lasciato al proprio destino uomini donne e bambini che da sempre portavano in petto la fiducia e la speranza familiare di appartenere ad un unico destino comune e solidale; n?è avevano pagato il prezzo con cinque anni di insalubre regime d?opinione, poi, la sinistra della disfatta si è riscattata con le ultime elezioni combattute a filo di spada, nonostante le profetiche inutili statistiche ?previsionali? ammettessero una vittoria schiacciante, dovuta forse all?esasperazione d?animo collettivo. Adesso, sembra all?apparenza che questa nostra sinistra italiana cerchi inesorabilmente di commettere gli stessi errori. Lo fa apposta o non se ne rende conto?. I personaggi che elegge, come dice il Ponte sono scelti fuori dai desideri e dall? opinione collettiva, sono ( tranne i giovani onorevoli dell?ultima ondata) gli stessi di sempre. Hanno quella mentalità fossilizzata, difficile da scardinare e da rimuovere. Il Ponte ha ragione. Unica speranza riprendiamoci la vita, rimettiamo il nuovo e il giovane al posto dei vecchi e starnazzanti fari affinché le nostre stanche navi possano ricominciare in tutta sicurezza a viaggiare per mari e monti sapendo che al porto si è tornati a credere nei valori veri e nella fratellanza che ci dovrebbe, prima o poi, unificare nel cuore e nei desideri di vivere bene. La gente e il bene Comune ha bisogno e necessità estrema di vivere serena e sana al pari del nostro magnifico territorio, del nostro bellissimo paesaggio che cerca di insegnarci in ?tutte le mattine del mondo? la naturalezza e la sincerità di vivere la nostra vita da buoni molisani d?Italia. Chiacchiere e formule politiche, se non supportate da verità e carisma, fanno solo male a tutti soprattutto alle sponde che sorreggono a tratti intermittenti e deboli i ponti oscillanti della desiderata nuova civiltà europea.
a.p.
Le liste alla provincia di Campobasso per le prossime regionali.
Stesso numero di liste, esclusa Alternativa Sociale, in provincia di Isernia.
Listino del Centrosinistra
Roberto Ruta – presidente
Elda Della Fazia
Nicola Anacoreta
Alfredo D’Ambrosio
Nicola Macoretta
Pasquale Marino
Listino del Centrodestra
Michele Iorio – presidente
Rosario De Matteis
Adelmo Berardo
Riccardo Tamburro
Camillo Di Pasquale
Enrico Gentile
LE LISTE DEL CENTROSINISTRA
UDEUR
Gallo Giuseppe
Niro Vincenzo
Arienzale Libero
Battista Daniela
Cutrone Ludovico
Di Domenico Salvatore
Di Donato Felice
Emanuele Manuela
Ianniruberto Michele
Longhi Mario
Massano Pasquale
Pascale Alessandro
Plescia Luigi
Reale Vincenzo
Storto Elena
Tagliaferri Maria Grazia
MARGHERITA
Carriero Costanza
Battista Antonio
Cavaliere Nicola
Chiappini Giuseppe detto Pino
Cofelice Salvatore
Cristofaro Angelo
D’Ambrosio Vinicio
Di Domenico Tommaso
Di Falco Francesco detto Antonio
D’Uva Antonio
Ialenti Mario
Manes Gravina Costantino
Mascia Gino Donnino
Nagni Perpaolo
Totaro Francesco
Tozzi Pietro
Ciaramella Raffaele
DEMOCRATICI DI SINISTRA
Bellocchio Cloridano
Cecere Giuseppe
Ciocca Salvatore
D’alete Pardo Antonio
D’Ambrosio Antonio
Di Lallo Antonio Angelo
Di Lisa Domenico
Di Nucci Luigi
Iafelice Giuseppe
Iannacci Pasqualino
Marino Pasquale
Messere Nicola
Colameo Alfonso
Pedicino Carlo
Petraroia Michele
Sale Pasquale
Scurti Rocco Franco
ITALIA DEI VALORI
Zeoli Filomena
Caruso Matteo
Carriero Giovanni
Ciarciaglino Pietro
D?Antonio Antonino
Del Vecchio Giampiero
Fratipietro Mario
Giambattista Biase
Giancola Nicola
Miozza Renato
Morelli Antonio
Ricciuti Antonio
Romano Massimo
Santoianni Luigi detto Gino
Scasserra Carlo Luigi Nicola
Tibaldi Donato
Trematerra Carmine
RIFONDAZIONE COMUNISTA
Natalini Mauro
Calleo Sergio
De Socio Paolo
De Vita Antonietta Paola
Di Genni Andrea
Gennarelli Massimo Michele
Malatesta Antonio
Manocchio Antonio
Musacchio Stefano
Novelli Francesco detto Franco
Potena Antonio
Rosati Francesco
Rossi Antonietta
Turturro Antonio
Vaglia Nicoletta
Tramontano Giuseppe
Meffe Elisabetta
COMUNISTI ITALIANI
Rosati Vincenzo
Aceto Iolanda
Bonomolo Bartolomeo
Cistullo Michele
Di Lallo Dario
Esposito Massimiliano
Felice Tommaso
Montefalcone Basso
Occhionero Nicola
Palazzo Antonio
Pano Roberto
Piciocco Claudio
Santella Daniela
Spina Michele
Estinziano Giuseppe
Ziccardi Gennaro
Macoretta Giuseppe
SOCIALISTI DEMOCRATICI ITALIANI
Scarano Giuseppe
Pangia Michele
Ciangottini Enrico
Piscopo Ernestina
Santilli Camillo
Di Chiaro Antonio
Izzi Adriana
Bruscino Antonio
Previati Roberto
Zurlo Giovanni
Conte Vittorio Francesco
Testa Antonio
Auricchio Pietro
Eliseo Francesco Paolo
Cameli Liberato
Ruggiero Domenico
Mantino Antonio
VERDI
Terzano Bartolomeo
Aufiero Fiore
Cotugno Ivano
Di Bianco Maria Luisa
Mazzei Gianfranco
Sforza Angelo
Vetta Michele
Zucaro Maria Lina
Gennarelli Michele Arcangelo Nicola
Salvatore Alessandra
Mazza Daniela
Tunno Bernardino
Staniscia Marco
Mainelli Alfonso
Ciamarra Marinella
Di Lauro Pasquale
Del Gesso Angelo
LE LISTE DEL CENTRODESTRA
FORZA ITALIA
Balletta Antonio
Crema Roberto
De Camillis Sabrina
Di Bartolomeo Luigi
Di Brino Basso Michele Antonio
Di Lallo Alessandra
Di Lena Francesco
Fanelli Enrico Lucio Giuseppe
Meffe Nicola
Mogavero Giuseppe
Molinaro Antonino
Pasquale Pietro Carmine
Picciano Michele
Porfido Domenico
Riccitelli Nicolino
Tiberio Maurizio
Vitagliano Gianfranco
PARTITO PENSIONATI
Calenda Filomena
Pesa Francesca
Ammirati Vincenzo
Ferone Michele
Franchitto Emiliano
Garritano Massimo
Iaccarino Roberto
Pinto Vincenzo
Rossi Francesco
Squitieri Franca
Barutti Angelo
ALTERNATIVA SOCIALE MUSSOLINI
Castaldi Lello
Mazzocco Enrico
Musacchio Domenico
Musacchio Giovanni
Petrocelli Antonio
De Filippis Giovanni Domenico
Piciocco Antonio
UDC
Caranfa Aldo
Carlino Silvio
Cocomazzi Michele
Codagnone Angelo
Colalillo Mario
Di Claudio Antonio
Di Geronimo Gino
Grande Remo Giuseppe
Lattanzio Nunziata detta Nunzia
Martino Antonio
Montano Alberto
Picciano Giovanna
Piunno Angelo Nicole Ugo
Tamburro Riccardo
Terzano Luigi Pardo
Valicenti Mario
Velardi Luigi
ALLEANZA NAZIONALE
Fusco Angiolina Perrella
Pallante Quintino Vincenzo
Alfonso Berardino detto Dino
Capasso Vincenzo
Ciccarella Loreto
Di Fiore Pasquale
Fruscella Pasquale
Giancola Nicola
Lepore Antonio
Lucarelli Antonio
Maj Antonino
Marinelli Gennaro
Morena Pietro
Morrone Davide
Notartomaso Giuseppe
Pizzarelli Anna Lorella
Pretorino Michele
DC PER LE AUTONOMIE
Chieffo Antonio
Di Rocco Antonio
Capussi Palmina detta Mina
Colalillo Roberto
Desiderio Domenico
Di Lisa Vanda
Gentile Angelandrea
Lapenna Nicola
Lopriore Vito
Tomba Gianluca
Campa Antonio
Carusi Emanuela
Falcone Antonio
D’Addina Domenico
Iannaccone Antonio
De Nittis Alessandro
Grimani Nicola
MOLISE CIVILE
Iovine Carlo
Aversano Elisa
Battista Francesco
Chierchia Gennaro
De Angelis Roberto
De Natale Cosimo
Di Lisa Alfredo
Di Matteo Annamaria
Flocco Massimo
Gentile Matteo
Iannotti Orlando Giuseppe
Persichillo Umberto
Piacci Claudio
Rossi Giuseppe
Sabatini Stefano
Sabelli Pasquale
Santopolo Luigi
PROGETTO MOLISE
Barile Cecilia
Calandrella Dolores
Carabellese Bruno
Carafa Donato Stefano
D’Andrea Pietro
Davidde Gerardo
Di Matteo Miranda
Fornelli Luigi
Minicucci Antonio
Muccilli Salvatore
Panzera Francesco
Pulitano Marco
Romagnuolo Nicola Eugenio
Staniscia Antonio

Rete Atelier Molise
?Ho sempre creduto che l’arte contemporanea possa dare valo re ai luoghi ed attraverso essa si possano individuare delle linee programmatiche, inerenti il turismo, che di conseguenza creino occasioni di crescita sociale ed economica, capaci di stimolare gli strumenti d’intervento necessari alla conservazione, alla divulgazione ed alla valorizzazione del patrimonio locale. In definitiva la possibilità di creare una coscienza storica che diventi essenziale strumento di formazione civile, per le nuove generazioni? (Luigi Mastrangelo).
La genialità della programmazione culturale, anche quest?anno tenta, forse, di rimettersi in campo per dare e darsi una sorta di patente esistenziale per l?identità di un Molise migliore. Gli aggettivi, però, servono poco la forza che ci vuole per investire la qualità e l?esperienza internazionale dell?artista Luigi Mastrangelo che in questi primi anni del millennio ha realizzato, in piena ?autarchia? e ?conoscenze?, una raccolta di opere di estremo valore economico e storico, chiedendo, per amicizia, nel ?giro di amici?, che sono poi il grado più alto dell?espressività artistica italiana, una collezione di oltre ottanta opere per mezzo di cifre simboliche investite dal magnate regionale quale è, forse a sua stessa insaputa, la Provincia di Campobasso. Anche il Molise, tramite questa salute ideativa e progettuale, può far respirare sul suo territorio e negli spazi dei nuovi musei che si è deciso, finalmente, di realizzare, la voce visiva di nomi internazionali come, ad esempio, estraendo a caso, quella di Ontani che ha come suo principio e criterio costruttivo quello di riportare nelle sue opere l?anima e la magia autoctona dei luoghi ( luoghi geografici) che lui stesso decide di vivere. Per metafora figurativa, l?artista si trasforma in una sorta di spugna che raccoglie le sensibilità profonde che vagano nelle texiture geografiche dell?India, dell?Africa, dell?America latina, fino agli estremi orientali del pianeta ( estremi partendo dal punto di vista italiano chiaramente) e traducendosi poi, nello stile consolidato, in opera d?arte; scultura, pittura, ceramica, tessuto, qualunque ?cosa?, materia o elemento, sia in grado di narrare al meglio il senso vitale captato dall?artista. Il 10 agosto, nel solito magnifico palazzo, l?incontro conviviale degli artisti raccolti da Mastrangelo, ( a cui andrebbe, almeno per educazione convenzionale, riconosciuta la sua ?territoriale? offerta) soffieranno in concerto negli apparati acustici sottili e occulti degli spettatori, raccontando loro in forma confessionale, la sensibilità necessaria per poter ascoltare i racconti del paradiso o del purgatorio, a volte, molto spesso, quelli dell?inferno contemporaneo dove per estrazione generazionale, ci tocca vivere.

Il Ministero dell’Economia dice che Il Molise e’ in Sottosviluppo. Il concetto di sotto sviluppo è stato introdotto e reso celebre da fine anni ’60 da Andre Gunder Frank che sostenne che i paesi ricchi e industrializzati hanno in vari modi bloccato o deformato lo sviluppo dei paesi poveri ad economia prevalentemente agricola, con politiche e interventi mirati a proteggere la propria potenza e la propria posizione privilegiata nel commercio internazionale. Il Molise dunque è inserito tra le regioni italiane meno ricche. L?immagine del Molise dunque, adesso, si associa all?immagine di povertà. Incluse nel concetto di povertà ci sono lo scarso accesso alle cure mediche, all’acqua potabile, al cibo, a un’ educazione decente e alla casa. Secondo quanto emerge dagli ultimi dati diffusi ogni molisano dispone mediamente di un reddito annuo di 11.470 euro (media nazionale: 15.670). Come reddito e’ al diciannovesimo posto, prima della Calabria e dopo la Basilicata. Inoltre, con un versamento Iperf pro-capite di 2.720 euro (media italiana: 3.740), il Molise e’ al diciassettesimo posto, prima della Calabria e dopo la Basilicata . Certamente i molisani devono ringraziare la qualità e la competenza della classe politica che hanno scelto per farsi ?governare?. Il grande problema però, non è soltanto la condizione dichiarata dal Ministero, ma la consapevolezza che gli stessi uomini politici che hanno ridotto la regione a queste condizioni, sono e saranno gli stessi che continuano a guidare la regione verso il baratro. Auguri e figli maschi?.tanto se non avranno la possibilità di emigrare, quindi di andare a fare la fame e gli accattoni in altri paesi, dovranno accettare di essere sottosviluppati in ?progress? nella loro stessa terra che li considera esclusivamente come numero elettorale di comodo.

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