
Elezioni: il carcere si svuota
Gli agenti sono tutti candidati
La politica non c?entra: alle guardie penitenziarie la legge concede un mese di congedo retribuito se si candidano. E così accade per esempio che a Castellino del Biferno 3 delle 4 liste in corsa sono formate da uomini in divisa. E intanto il carcere di Larino si trova da avere il 20 per cento di personale in meno.
Castellino del Biferno, 660 anime in provincia di Campobasso. Il terremoto del 31 ottobre 2002 ha dato la mazzata finale alla fragile economia del paesino, che da un secolo vive il fenomeno dello spopolamento. I giovani si contano sulla punta delle dita, le famiglie si arrangiano fra la campagna e il lavoro da operai. Un solo bar, che è anche pizzeria. Un bel po? di soldi piovuti sulla comunità con la manna del sisma, finanziamenti per scuole e strade. Uno dei 17 Comuni molisani in cui si voterà, il 27 e il 28 maggio prossimi, per il rinnovo dei consigli comunale.
A Castellino le liste elettorali sono quattro, e i candidati alla carica di consigliere quarantasette. Numeri che fanno supporre uno straordinario fermento politico, un incredibile interesse per la conquista del Municipio. E invece i cittadini sono per nulla interessati alle scommesse o ai pronostici. E il sindaco uscente, Enrico Fratangelo, non appare per nulla preoccupato dalla spietata concorrenza. Castellino è probabilmente l?unico paese d?Italia dove si conosce fin da ora il nome del futuro primo cittadino. Che poi è quello vecchio, Fratangelo appunto, radici rosse ma ora molto vicino a Gino Di Bartolomeo (passato a Forza Italia), compare del presidente Michele Iorio.
«Mi hanno servito la vittoria su un piatto d?argento» ride il sindaco. I suoi sfidanti non si arrabbiano e nemmeno si offendono. Hanno una cosa in comune, tutti e tre: fanno parte delle forze dell?ordine. Delle tre liste che li sostengono, il 90 per cento è costituito da agenti di polizia penitenziaria, quelli che una volta venivano chiamati, con un po? di disprezzo, ?secondini?. Con qualche variazione sul tema fra carabinieri e poliziotti. Quasi nessuno vive in paese (ma non è un problema visto che per candidarsi non è necessaria la residenza), e a sentire i nomi dei potenziali sindaci gli abitanti alzano le spalle. «E chi è?». Ferrante Domenico, capolista de ?La Campana?? «Mai sentito». Maurizio Sammartino, candidato con lo slogan dal sapore massonico?le chiavi giuste di colore nero?? «Non lo conosciamo». Giuseppe Mignogna, sedicente capolista de ?Il Faro?? «Non vive qui, non sappiamo chi sia».
Su quattro sindaci, l?unico conosciuto ai residenti è appunto Enrico Fratangelo, il quale a dirla tutta non ha neanche bisogno di fare campagna elettorale visto che non corre il pericolo della sconfitta. «Io e gli amici dell?Amministrazione uscente abbiamo lavorato bene e ci ripresentiamo» commenta il vecchio-futuro sindaco, consapevole che comunque, con l?aria che tira, pure se avessero lavorato male non ci sarebbe comunque il pericolo di tornare a casa. «Che devo dire di questa massiccia partecipazione di agenti carcerari? Io li ringrazio, tutti quanti. Mi agevolano il lavoro, non ho nemmeno bisogno di una lista civetta». Ma lei, sindaco, i suoi avversari li ha mai visti in faccia? «Macchè, non so proprio chi sono e che fanno. Ma comunque fanno bene, glielo permette la legge». Delle tre liste avversarie, gli unici due nomi che gli dicono qualcosa sono i fratelli Mario e Giovanni Angiolillo, residenti di Castellino candidati con ?La Campana?. Pure loro, manco a dirlo, agenti di polizia penitenziaria.
E? un?emorragia, una mania. Ma è anche la prassi. Il perchè di una partecipazione tanto massiccia alle elezioni da parte degli agenti penitenziari però non ha proprio nulla a che vedere con la politica o l?interesse per la ?res pubblica?. Molto più banalmente, le ragioni dell?impegno elettorale risiedono in una legge che permette alle agenti di pubblica sicurezza di usufruire di un mese intero di ?aspettativa speciale?, cioè una vacanza dal lavoro pagata. Se per i dipendenti del comparto ministeriale il congedo dura soltanto tre giorni, la legge in questione (la n. 121 del 1° aprile 1981) stabilisce che i rappresentanti delle forze dell?ordine che decidono di candidarsi non possono prestare servizio ?dal momento in cui accettano la candidatura fino alla chiusura della campagna elettorale?. Il perchè ha nobili ragioni a tutela della imparzialità e dell?esigenza di non condizionare l?esito del voto. Vuoi mettere un carabiniere che partecipa ai comizi in divisa? O un poliziotto che controlla i posti di blocco e perquisisce i cittadini mentre fa campagna elettorale? Decisamente poco etico. E infatti, proprio per scongiurare pressioni sull?elettorato, ecco una delle più garantiste e democratiche leggi che il Parlamento italiano abbia mai sfornato. La stessa legge in realtà stabilisce che «Gli appartenenti alle forze di polizia candidati ad elezioni politiche o amministrative non possono prestare servizio nell’ambito della circoscrizione nella quale si sono presentati come candidati alle elezioni, per un periodo di tre anni dalla data delle elezioni stesse». Ma il problema non sussiste quando si tratta di elezioni amministrative, visto che nei Comuni piccoli non ci sono carceri, e nemmeno questure e comandi di carabinieri. Gli agenti di polizia penitenziaria di Larino candidati alle elezioni, per esempio, possono essere trasferiti soltanto qualora si candidino a Larino, il Comune dove appunto ha sede il penitenziario. Nulla però impedisce a un carabiniere di Termoli di presentarsi a San Martino in Pensilis, oppure a un poliziotto di Campobasso di correre a Duronia, o a una guardia carceraria di Larino di “scendere in campo” a Castellino del Biferno. Nessun trasferimento, solo un mese di aspettativa speciale.
Per chiunque fosse un po? stanco, pressato, o anche solo desideroso di passare qualche settimana in pace con la famiglia senza la rogna del lavoro, è una benedizione. Per tutti gli altri invece è una jattura. Nel supercarcere di Larino, per esempio, è successo che ventisei agenti su un totale di 134 hanno sfruttato la legge in questione e si sono candidati alle amministrative 2007, nei Comuni in cui hanno trovato disponibilità. Molti a Castellino del Biferno, che di questa prassi in perfetto stile italiano segna l?apoteosi, altri dove capita, dove c?era posto, dove serviva un nome qualsiasi per chiudere una lista. La campagna elettorale non sanno nemmeno cosa sia, naturalmente, e l?esigenza di non esercitare pressioni è assolutamente anacronistica visto che nessuno di loro aspira a essere eletto. La direttrice del penitenziario frentano Rosa La Ginestra conferma. «Sì, abbiamo 26 agenti in aspettativa. Un numero particolarmente elevato questa volta». Perchè, è già successo? «Succede sempre, è un vecchio fenomeno che si ripete a ogni tornata elettorale. Ma quest?anno è particolarmente dura, perchè gli agenti lontani dal lavoro sono tanti».
Un quinto delle guardie a riposo, mentre il carcere scoppia e i problemi congeniti del sovraffollamento diventano esasperati. La direttrice è preoccupata: «Perdere una parte tanto consistente di personale per un mese intero causa seri problemi di organizzazione>. Ci si lamenta sempre dei turni massacranti, poi è questo il risultato…».
Indici puntati contro una legge che crea voragini di disagio. Pure il sindaco di Castellino, perfino lui che vincerà le elezioni grazie all?esercito di agenti in corsa per il Municipio, ha qualcosa da dire in proposito: «Noi non possiamo svolgere il terzo mandato consecutivo, e poi esiste una legge dello Stato che permette una cosa così. Diciamo la verità, a me va pure bene, ma in fondo è una vergogna…» di Monica Vignale

si sa che prima di pensare qualcosa il pensiero è preesistente alla presa di coscienza della sua esistenza, un po’ come la nascita di un essere, prima di esserci non c’è, ma comunque, in qualche modo, c’è già. è la consapevolezza di essere qualcosa che esiste oltre la nostra volontà di farla esistere, la bellezza di vivere…

tutte le donne sono belle, anche quelle brutte, recita un testo in un bolg. si è vero tutte le donne sono belle sempre, in ogni tempo e in ogni spazio.

la scorsa settimana, verso le tre del mattino, lungo la provinciale SS 87, ritornavo all’albergo sul lago dove avevo affittato una camera.improvvisamente sono stato estratto dal mio posto di guida, risucchiato verso l’alto da un fascio abbagliante di luce. durante il tragitto non ho avuto modo di rendermi conto di cosa stava succedento, era troppo la meraviglia e l’ipnotismo per poter capire l’evento. comunque, ritrovatomi su un tavolo operatorio in uno spazio costituito da onde magnetiche musica e luce, ho cominciato lentamente a riordinare le percezioni. mi circondavano alcuni esseri bellissimi. mi guardavano in silenzio, non accennavano nessun movimento. mi osservavano. per loro, questo metodo di studio, era sufficiente e completo. mi sono ritrovato, nel senso che ho preso coscienza del mio corpo depositato in un luogo, nella stanza n. 89 dell’albergo sul lago. tutte le sue funzioni, che a dire il vero nessuno mai mi aveva sottratto, compresa quella del sogno, erano attive e sane. mi sono addormentato come non avveniva da tempo. ecco dovevo dirvelo. ho molto riflettuto prima di farlo….

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